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Regime Forfettario

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Partita IVA giornalista: ATECO, INPGI, forfettario e costi

Aprire la Partita IVA da giornalista nel 2026 richiede di coordinare codice ATECO, iscrizione professionale, previdenza INPGI e regime fiscale. Con ATECO 2025 il riferimento specifico per chi svolge attività giornalistica indipendente e pubblica i propri contenuti tramite terzi è 90.11.01 – Attività di giornalisti indipendenti.

Il giornalista freelance non va inquadrato automaticamente nella Gestione Separata INPS: per l’attività giornalistica autonoma svolta dagli iscritti all’Ordine la previdenza di riferimento è la Gestione separata INPGI, con regole diverse da quelle dei professionisti INPS. Nel 2026 il contributo soggettivo è del 12%, che sale al 14% sulla quota di reddito professionale netto eccedente 24.000 euro, oltre al contributo integrativo del 4% e alla maternità.

Partita IVA giornalista: quadro rapido

  • ATECO 2025: 90.11.01 – Attività di giornalisti indipendenti.
  • Coefficiente forfettario: 67%.
  • Previdenza: Gestione separata INPGI per l’attività giornalistica autonoma degli iscritti.
  • Contributo soggettivo: 12% fino a 24.000 € di reddito professionale netto, 14% sulla quota eccedente.
  • Contributo integrativo: 4% del reddito lordo/volume dei compensi secondo le regole INPGI.
  • Minimo 2026: 430,71 € ordinario; 227,21 € per iscritti all’Ordine da meno di cinque anni; 278,08 € per pensionati nelle condizioni indicate dall’INPGI.

Quando serve la Partita IVA al giornalista

La Partita IVA serve quando l’attività giornalistica autonoma è svolta con abitualità: collaborazioni continuative con testate, produzione regolare di articoli o servizi, più committenti, promozione stabile dell’attività e organizzazione professionale sono elementi tipici. Anche in questo caso non esiste una soglia generale di 5.000 euro che faccia scattare automaticamente l’obbligo fiscale.

Un incarico realmente isolato va distinto da un’attività freelance organizzata e ricorrente. Se la collaborazione con testate o editori è stabile, è opportuno impostare correttamente posizione fiscale e previdenziale sin dall’inizio.

Codice ATECO giornalista 90.11.01

Le note ufficiali ATECO 2025 di ISTAT includono nel codice 90.11.01 le attività dei giornalisti indipendenti i cui contenuti sono pubblicati da terzi. È quindi il riferimento più diretto per il freelance che produce contenuti giornalistici per giornali, riviste, testate digitali, agenzie e altri editori.

Giornalista, blogger e copywriter: non sono lo stesso ATECO

ATECO 2025 distingue espressamente il giornalista indipendente dal blogger indipendente, classificato nel 90.11.02, e da altre attività di scrittura. Un copywriter che produce testi commerciali per clienti non diventa giornalista soltanto perché scrive articoli; allo stesso modo un giornalista che svolge anche consulenza, formazione o comunicazione aziendale può avere bisogno di codici aggiuntivi se tali attività hanno autonomia economica reale.

Ordine dei giornalisti e attività autonoma

L’esercizio dell’attività giornalistica in senso professionale va coordinato con le regole dell’Ordine dei giornalisti. La posizione può riguardare professionisti, pubblicisti o praticanti secondo la situazione individuale. L’iscrizione all’INPGI per la libera professione è collegata ai requisiti previsti dal regolamento dell’Ente e all’iscrizione all’Albo o Registro.

Come aprire la Partita IVA da giornalista

Il giornalista libero professionista apre la Partita IVA con il modello AA9/12, indicando il codice 90.11.01 e il regime fiscale scelto. Per la mera attività professionale non è normalmente necessaria l’iscrizione alla Camera di Commercio. Dopo l’avvio va gestita correttamente anche la posizione INPGI.

Se possiedi già una Partita IVA con un’altra attività, non è sempre necessario chiuderla: puoi valutare la variazione o l’aggiunta del codice. Abbiamo mantenuto separato l’approfondimento su come cambiare codice ATECO da consulente a giornalista, perché risponde a un intento specifico diverso dall’apertura.

Regime forfettario per giornalista

Il giornalista persona fisica può applicare il regime forfettario se rispetta requisiti e cause di esclusione. Il limite ordinario dei compensi è 85.000 euro. Se hai anche un rapporto di lavoro dipendente, partecipazioni societarie o fatturi prevalentemente verso un ex datore di lavoro, occorre controllare le regole specifiche prima di scegliere il regime.

Per il controllo completo puoi consultare i requisiti del regime forfettario.

Coefficiente di redditività del 67%

Il codice 90.11.01 rientra nell’area delle attività artistiche e di creazione per cui, nel regime forfettario, il coefficiente applicabile è del 67%. Con 30.000 euro di compensi incassati, il reddito forfettario lordo è quindi 20.100 euro.

Il restante 33% rappresenta i costi riconosciuti forfettariamente. Spese per computer, telefono, trasferte, abbonamenti, software, formazione e coworking non vengono dedotte una per una; fanno eccezione i contributi previdenziali obbligatori, deducibili secondo le regole fiscali applicabili.

INPGI per giornalista freelance

Il regolamento INPGI per i liberi professionisti prevede un contributo soggettivo del 12% sul reddito professionale netto e del 14% sulla quota eccedente 24.000 euro. È inoltre previsto un contributo integrativo del 4%, per il quale il giornalista ha diritto di rivalsa nei confronti del committente, oltre alla maternità.

Queste aliquote non vanno confuse con il 26,07% della Gestione Separata INPS applicabile a molti altri professionisti senza cassa. Per un giornalista autonomo iscritto all’INPGI la previdenza va calcolata secondo le regole dell’Ente.

Contributi minimi INPGI 2026

Per il 2026 l’INPGI ha comunicato un contributo minimo ordinario complessivo di 430,71 euro: 305,26 euro di soggettivo, 101,75 euro di integrativo e 23,70 euro di maternità. Per gli iscritti all’Ordine da meno di cinque anni il minimo ridotto è 227,21 euro; per i pensionati nelle condizioni indicate dall’Ente è 278,08 euro.

La scadenza del contributo minimo 2026 è stata il 31 luglio. Gli importi minimi non sostituiscono il calcolo definitivo sul reddito effettivamente prodotto: saldo e adempimenti seguono le regole e le scadenze INPGI.

Imposta sostitutiva al 5% o al 15%

L’imposta sostitutiva è normalmente del 15%. Può scendere al 5% per i primi cinque periodi d’imposta solo se sono rispettati tutti i requisiti previsti per una nuova attività. Non basta aprire una nuova Partita IVA o cambiare codice ATECO.

Esempio con 30.000 euro di compensi

Con 30.000 euro di compensi e coefficiente del 67%, il reddito forfettario lordo è 20.100 euro. Su questo valore, in un esempio semplificato, il contributo soggettivo INPGI al 12% è circa 2.412 euro; il contributo integrativo del 4% si calcola invece sul lordo secondo le regole dell’Ente e viene gestito separatamente.

Se assumiamo, a puro scopo esemplificativo, 2.412 euro di contributi previdenziali personali obbligatori deducibili, la base fiscale dell’imposta scende a circa 17.688 euro. L’imposta è circa 884 euro al 5% oppure 2.653 euro al 15%. Il calcolo reale deve considerare tutti i contributi effettivamente versati e la loro corretta deducibilità.

Fattura del giornalista in forfettario

Il giornalista in regime forfettario emette fattura elettronica secondo le regole generali del regime, senza addebitare IVA e senza subire ritenuta d’acconto quando ricorrono le condizioni del forfettario. La fattura deve inoltre gestire correttamente il contributo integrativo INPGI e l’eventuale bollo quando dovuto.

Per le regole operative puoi consultare la guida sulla fatturazione elettronica nel regime forfettario.

Giornalista dipendente e attività freelance

Un giornalista dipendente può avere anche attività autonoma se il rapporto di lavoro, le incompatibilità e le regole professionali lo consentono. In questo caso vanno verificati separatamente il regime forfettario, la posizione previdenziale e l’eventuale concentrazione dei compensi verso il datore o ex datore di lavoro.

Collaborare con più testate: incarico, autonomia e compensi

Il freelance può lavorare per più testate con la stessa Partita IVA e fatturare ciascun committente. È utile che l’incarico chiarisca oggetto del servizio, numero o tipologia dei contenuti, tempi di consegna, compenso, eventuali rimborsi e diritti di utilizzo. Se una collaborazione diventa molto continuativa, con vincoli organizzativi e modalità di lavoro stabilite dal committente, la forma fiscale della fattura non basta da sola a definire il rapporto come autonomo: conta anche come il lavoro viene svolto nella pratica.

Compenso a pezzo, forfait mensile e lavori extra

Un giornalista può essere pagato per singolo articolo, servizio, giornata o con un forfait periodico. Per evitare equivoci conviene stabilire in anticipo cosa comprende il compenso: revisioni, aggiornamenti successivi, fotografie, trasferte, presenza a eventi e urgenze possono essere attività diverse dal pezzo originario. Nei rapporti continuativi, tenere un riepilogo mensile delle prestazioni aiuta a controllare sia la fatturazione sia la redditività effettiva di ciascuna testata.

Come pianificare liquidità per tasse e INPGI

Il compenso incassato non coincide con il netto disponibile. Una parte servirà per contributi INPGI, imposta sostitutiva, bollo quando dovuto e costi professionali. Accantonare periodicamente una quota degli incassi evita che saldo e acconti fiscali si concentrino quando la liquidità è già stata spesa. Per stimare il carico complessivo puoi confrontare gli incassi con la guida al calcolo delle tasse nel regime forfettario, adattando poi il risultato alla contribuzione INPGI.

Costi professionali da considerare

  • quota dell’Ordine e contributi INPGI;
  • computer, smartphone e connessione;
  • software, cloud e archivi;
  • trasferte e spese di viaggio;
  • coworking o ufficio;
  • assicurazione professionale quando prevista o utile;
  • formazione e aggiornamento;
  • consulenza fiscale e strumenti di fatturazione.

Errori da evitare

  • usare un vecchio codice ATECO invece del 90.11.01 quando l’attività è giornalistica indipendente;
  • confondere giornalista, blogger e copywriter;
  • applicare automaticamente la Gestione Separata INPS ignorando l’INPGI;
  • considerare i contributi minimi INPGI come contribuzione definitiva;
  • calcolare l’imposta sostitutiva prima di dedurre i contributi obbligatori deducibili;
  • cambiare codice ATECO senza verificare gli effetti previdenziali e fiscali.

Domande frequenti

Qual è il codice ATECO del giornalista nel 2026?

ATECO 2025 prevede il codice 90.11.01 per le attività dei giornalisti indipendenti i cui contenuti sono pubblicati da terzi.

Un giornalista freelance paga INPS o INPGI?

Per l’attività giornalistica autonoma degli iscritti la previdenza di riferimento è la Gestione separata INPGI, secondo i requisiti del regolamento dell’Ente.

Qual è il coefficiente di redditività del giornalista?

Per il codice 90.11.01 il coefficiente del regime forfettario è del 67%.

Quanto sono i contributi minimi INPGI 2026?

Il minimo ordinario 2026 è 430,71 euro. Per gli iscritti all’Ordine da meno di cinque anni il minimo ridotto è 227,21 euro; per i pensionati nelle condizioni previste è 278,08 euro.

Per minimo, comunicazione reddituale e saldo consulta anche le scadenze INPGI 2026.

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