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Regime Forfettario
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CONSULENZE FORFETTARIO

Come cambiare codice Ateco da consulente a giornalista?

Per passare da consulente a giornalista non devi chiudere e riaprire la Partita IVA: puoi presentare una variazione dell’attività e sostituire oppure aggiungere il codice ATECO. Se inizi realmente l’attività giornalistica autonoma, il codice ATECO 2025 di riferimento è 90.11.01 “Attività di giornalisti indipendenti”; se continui anche la consulenza, puoi mantenere entrambe le attività con la stessa Partita IVA.

La scelta corretta dipende da ciò che farai in concreto: giornalismo autonomo, consulenza oppure entrambe le attività. Cambiano anche previdenza e coefficiente di redditività, quindi la variazione non va trattata come un semplice cambio di etichetta.

Come cambiare codice ATECO da consulente a giornalista

La variazione dei dati della Partita IVA può essere comunicata senza aprire una nuova posizione IVA. Per lavoratori autonomi e professionisti si utilizza il modello AA9/12 per comunicare inizio, variazione o cessazione dei dati dell’attività.

In pratica hai due possibilità:

  • sostituire l’attività di consulenza, se smetti davvero di svolgerla e prosegui soltanto come giornalista;
  • aggiungere l’attività giornalistica, se continuerai a fatturare anche prestazioni di consulenza.

La Partita IVA resta la stessa: cambia l’inquadramento delle attività comunicate. La variazione va effettuata entro i termini previsti per le modifiche dei dati IVA; le istruzioni AA9/12 indicano in via generale 30 giorni dalla variazione.

Qual è il codice ATECO del giornalista indipendente?

Con ATECO 2025 il codice 90.11.01 identifica le “Attività di giornalisti indipendenti”. L’ISTAT include in questa voce l’attività dei giornalisti i cui contenuti vengono pubblicati da terzi.

ATECO 2025 è operativo per gli adempimenti amministrativi dal 1° aprile 2025. Prima di usare il codice è comunque necessario verificare che l’attività svolta sia realmente giornalistica: scrivere testi per aziende, fare content marketing o consulenza comunicativa non trasforma automaticamente la prestazione in attività giornalistica.

Se il dubbio riguarda proprio la natura dei contenuti, può essere utile anche l’approfondimento su quale codice ATECO usare per scrivere articoli per una rivista.

Posso mantenere anche il codice ATECO da consulente?

Sì, se continui effettivamente a svolgere entrambe le attività. Una stessa Partita IVA può comprendere più codici ATECO, purché descrivano attività reali e correttamente comunicate.

È importante distinguere i compensi riferibili alla consulenza da quelli riferibili all’attività giornalistica, soprattutto quando le attività hanno coefficienti di redditività diversi nel regime forfettario. Questo permette di applicare correttamente il coefficiente previsto per ciascuna attività ai relativi ricavi o compensi.

Se invece la consulenza cessa del tutto, mantenere un’attività che non viene più esercitata può creare solo confusione nella posizione fiscale e previdenziale: in quel caso la variazione dovrebbe riflettere la situazione reale.

Il coefficiente di redditività del giornalista è 67%

Per l’attività di giornalista indipendente il riferimento utilizzato nel regime forfettario porta a un coefficiente di redditività del 67%. Significa che, ai fini del calcolo forfettario, il 67% dei compensi riferibili all’attività viene assunto come reddito prima della deduzione dei contributi previdenziali ammessi.

Il restante 33% rappresenta la quota di costi riconosciuta forfettariamente: non devi quindi sottrarre una per una le spese effettive per determinare il reddito forfettario.

Se mantieni anche un’attività di consulenza con coefficiente diverso, non devi applicare automaticamente lo stesso coefficiente a tutto il fatturato. I compensi vanno ricondotti all’attività cui appartengono.

Cosa cambia con l’INPGI

Per il giornalista autonomo la previdenza è un punto decisivo. L’INPGI indica che l’obbligo di iscrizione alla propria Gestione Separata ricorre quando sono contemporaneamente presenti:

  • l’iscrizione all’Albo dei giornalisti, nell’elenco professionisti, pubblicisti o nel registro praticanti nei casi previsti;
  • lo svolgimento di attività giornalistica autonoma senza vincolo di subordinazione.

Secondo le indicazioni INPGI, l’iscrizione deve avvenire entro 30 giorni dal momento in cui questi requisiti risultano contemporaneamente presenti. Quindi non basta il solo codice ATECO e non basta il solo tesserino: conta l’effettivo avvio dell’attività giornalistica autonoma insieme al requisito professionale richiesto.

Per il quadro completo su previdenza, ATECO e regime fiscale puoi consultare la guida Partita IVA giornalista.

Quando conviene fare la variazione?

La variazione va collegata alla data in cui cambia realmente l’attività, non semplicemente al giorno in cui ricevi un documento o decidi di usare una nuova descrizione professionale. Se il tesserino arriva a gennaio ma l’attività giornalistica autonoma comincia in un momento diverso, occorre coordinare correttamente data di variazione, fatture e posizione previdenziale.

Il punto pratico è evitare due errori opposti: anticipare un’attività che non è ancora iniziata oppure iniziare a fatturare come giornalista e lasciare per mesi una posizione fiscale non aggiornata.

Il 5% del regime forfettario riparte se cambio attività?

No, il semplice cambio o aggiunta del codice ATECO non fa ripartire automaticamente un nuovo quinquennio al 5%. L’aliquota agevolata per le nuove attività dipende dai requisiti previsti dalla legge e dalla situazione concreta del contribuente, compresa l’eventuale prosecuzione di un’attività precedente.

Se eri già titolare di Partita IVA come consulente e trasformi o affianchi l’attività con quella giornalistica, non bisogna quindi considerare il nuovo codice ATECO come se fosse automaticamente una nuova apertura della Partita IVA.

Come gestire le fatture se svolgi entrambe le attività

Se mantieni consulenza e giornalismo, è utile che la descrizione delle fatture renda chiaro a quale attività si riferisce la prestazione. Non serve creare due Partite IVA, ma devi poter ricostruire correttamente i compensi di ciascuna attività.

  • indica in fattura una descrizione coerente con la prestazione effettivamente svolta;
  • tieni separati, anche gestionalmente, i compensi da consulenza e quelli giornalistici;
  • verifica il coefficiente di redditività applicabile a ciascuna attività;
  • coordina correttamente gli obblighi previdenziali collegati alle diverse prestazioni;
  • controlla a fine anno i ricavi complessivi della Partita IVA ai fini dei limiti del regime forfettario.

Esempio pratico: consulenza e giornalismo nello stesso anno

Supponiamo che durante l’anno tu incassi 20.000 euro da consulenza e 15.000 euro da attività giornalistica. La Partita IVA può restare unica, ma i due importi devono essere ricondotti alle rispettive attività. Il reddito forfettario non si ottiene sommando tutto e applicando casualmente un solo coefficiente se le attività appartengono a gruppi con percentuali diverse.

Per la parte giornalistica il coefficiente è 67%; per la consulenza va verificato quello corrispondente al relativo codice ATECO. Su questa base si determina il reddito forfettario delle attività, si considerano i contributi deducibili nei limiti previsti e si applica l’imposta sostitutiva del 5% o del 15% quando spettante.

Passaggi operativi da controllare

  1. verifica che l’attività che inizierai sia realmente giornalistica;
  2. decidi se mantenere o cessare l’attività di consulenza;
  3. comunica la variazione della Partita IVA con il codice ATECO corretto;
  4. aggiorna eventuali dati collegati alla posizione fiscale;
  5. verifica quando maturano contemporaneamente i requisiti per l’INPGI;
  6. se svolgi più attività, distingui correttamente i compensi;
  7. non considerare il cambio ATECO come una nuova Partita IVA ai fini del 5%;
  8. controlla che fatture e descrizioni delle prestazioni siano coerenti con le attività comunicate.

Fonti ufficiali

Per il codice ATECO 90.11.01 il riferimento è la classificazione ATECO 2025 dell’ISTAT, che identifica le attività dei giornalisti indipendenti. Per la previdenza, l’INPGI chiarisce i requisiti di iscrizione e il termine di 30 giorni. Per l’aliquota agevolata del regime forfettario resta necessario verificare i requisiti previsti dalla normativa vigente e la continuità con eventuali attività precedenti.

Domande frequenti

Devo chiudere la Partita IVA da consulente per diventare giornalista?

No. Puoi variare l’attività sulla stessa Partita IVA, sostituendo il codice precedente oppure aggiungendo quello giornalistico se continuerai a svolgere entrambe le attività.

Qual è il codice ATECO 2025 del giornalista freelance?

Il codice 90.11.01 identifica le attività dei giornalisti indipendenti i cui contenuti vengono pubblicati da terzi.

Il coefficiente di redditività del giornalista è 67%?

Sì, per l’attività giornalistica indipendente il coefficiente utilizzato nel regime forfettario è il 67%.

Quando devo iscrivermi all’INPGI?

L’INPGI indica l’obbligo quando coesistono iscrizione all’Albo e attività giornalistica autonoma; l’iscrizione deve essere effettuata entro 30 giorni dalla compresenza dei requisiti.

Se aggiungo il codice da giornalista riparte il 5% per cinque anni?

No. Il nuovo codice ATECO, da solo, non riapre automaticamente un nuovo quinquennio agevolato. Vanno verificati i requisiti previsti per l’aliquota del 5%.

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