Scrivere articoli per una rivista: quale codice ATECO usare?
Se vieni pagato per scrivere articoli destinati a una rivista, il codice ATECO va scelto in base all’attività di scrittura, non all’argomento trattato. Scrivere di informatica, tecnologia o dispositivi non trasforma automaticamente l’attività in consulenza informatica.
Con ATECO 2025 la distinzione è più chiara: per chi svolge attività giornalistica indipendente il riferimento è 90.11.01; per blogger indipendenti i cui contenuti sono pubblicati da terzi il codice è 90.11.02; per altre attività di scrittura individuale può rilevare 90.11.09.
Perché il vecchio codice 62.20.10 non è corretto
Il codice 62.20.10 riguarda la consulenza informatica e tecnologica. Se il tuo compenso nasce dalla redazione di articoli, recensioni, approfondimenti o testi editoriali, la prestazione principale resta la scrittura. Il fatto che i contenuti parlino di smartphone, software o hardware non cambia la natura economica della prestazione.
Per usare correttamente 62.20.10 dovresti svolgere davvero un’attività di consulenza informatica: analisi, progettazione, supporto tecnico o consulenza professionale sui sistemi informativi. Una collaborazione editoriale non diventa consulenza soltanto perché richiede competenze tecniche. Per il confronto tra le attività IT puoi consultare anche la guida al codice ATECO del consulente informatico.
ATECO 90.11.01 per giornalisti indipendenti
ATECO 2025 identifica con il codice 90.11.01 – Attività di giornalisti indipendenti i giornalisti i cui contenuti vengono pubblicati da terzi. Se collabori stabilmente con una rivista o una testata e la tua attività consiste nel produrre articoli giornalistici, questo è il codice da verificare per primo.
La scelta concreta deve tenere conto anche del tipo di rapporto con l’editore, dell’eventuale iscrizione professionale e della natura dei contenuti. Non basta quindi chiamare genericamente “copywriting” qualsiasi attività di scrittura. Per l’inquadramento più ampio della professione trovi anche la guida sulla Partita IVA del giornalista.
ATECO 90.11.02 per blogger indipendenti
Il codice 90.11.02 riguarda i blogger indipendenti i cui contenuti sono pubblicati da terzi. Può essere rilevante quando produci contenuti editoriali per portali, magazine o piattaforme senza svolgere attività giornalistica in senso stretto.
Anche qui conta la prestazione reale: testi, articoli e contenuti editoriali. Se invece vendi consulenza marketing, consulenza IT o servizi di comunicazione più ampi, il codice va scelto su quella diversa attività.
Quando usare 90.11.09
Il codice 90.11.09 – Altre attività di creazione letteraria e composizione musicale comprende le attività degli scrittori individuali che trattano qualsiasi argomento. Può essere il riferimento per attività di scrittura professionale che non rientrano né nel giornalismo indipendente né nella specifica attività di blogger.
Per questo non esiste una regola unica valida per chiunque “scriva articoli”: bisogna capire se stai lavorando come giornalista, blogger indipendente, autore o copywriter. Se l’attività prevalente è il copywriting, puoi confrontare questo caso con la guida dedicata alla Partita IVA per copywriter.
Come scegliere tra 90.11.01, 90.11.02 e 90.11.09
La scelta non va fatta guardando soltanto al nome commerciale che usi sul sito o sul profilo LinkedIn. Devi osservare come nasce il compenso e che cosa il committente ti chiede di fare. Se lavori come giornalista per una testata, il 90.11.01 è il primo riferimento; se produci contenuti in veste di blogger indipendente pubblicati da terzi, va verificato il 90.11.02; se svolgi attività di scrittura più ampia, autoriale o creativa, può essere più coerente il 90.11.09.
La distinzione è importante anche quando lo stesso soggetto collabora con più clienti: una rivista tecnica, un blog aziendale e un editore possono commissionare testi con finalità diverse. In questi casi è utile descrivere con precisione l’attività prevalente e valutare se servano più codici ATECO.
Scrivere di tecnologia non significa fare consulenza tecnologica
Un esempio chiarisce la differenza. Se provi uno smartphone e scrivi una recensione per una rivista, stai producendo un contenuto editoriale. Se invece analizzi l’infrastruttura IT di un’azienda e consigli quali sistemi adottare, stai svolgendo consulenza informatica.
Il contenuto tecnico dell’articolo può richiedere competenze specialistiche, ma il codice ATECO deve descrivere il servizio che vendi, non il tema di cui scrivi.
Partita IVA e abitualità della collaborazione
Se la collaborazione con riviste e portali è abituale, continuativa e organizzata, la Partita IVA va valutata indipendentemente dal livello dei compensi. La soglia dei 5.000 euro non è una soglia generale sotto la quale puoi automaticamente evitare la Partita IVA: rileva invece, in altri contesti, per specifici aspetti previdenziali delle prestazioni occasionali.
Fattura per articoli e compensi editoriali
Se svolgi l’attività con Partita IVA, il compenso per la redazione dell’articolo va documentato secondo le regole fiscali applicabili alla tua posizione. Nel regime forfettario la fattura non espone normalmente l’IVA e deve riportare le indicazioni previste per il regime agevolato. Se il compenso supera la soglia prevista per l’imposta di bollo, va verificato anche il relativo adempimento.
È importante distinguere la normale prestazione professionale di scrittura dalla cessione di diritti d’autore. Non ogni articolo pagato da una rivista è automaticamente “diritto d’autore”: il contratto deve chiarire se vieni remunerato per una prestazione professionale, per la concessione di diritti di utilizzazione economica dell’opera o per entrambe le componenti. Il trattamento fiscale può cambiare e non va deciso soltanto in base al nome usato nella ricevuta o nella fattura.
Regime forfettario e coefficiente di redditività
Le attività professionali di scrittura possono rientrare nel regime forfettario se possiedi i requisiti previsti. Il coefficiente di redditività dipende dal gruppo ATECO applicabile e va verificato sul codice effettivamente scelto, senza forzare un codice informatico solo per ottenere lo stesso coefficiente fiscale.
Per il quadro generale puoi leggere la nostra guida al regime forfettario.
INPS: Gestione Separata per il professionista senza cassa
Se l’attività viene svolta come libera professione e non esiste una cassa previdenziale autonoma applicabile, va verificata l’iscrizione alla Gestione Separata INPS. L’INPS conferma che la Gestione Separata riguarda i liberi professionisti titolari di Partita IVA privi di una propria cassa previdenziale.
Le aliquote cambiano nel tempo, quindi per gli importi annuali conviene fare riferimento alle circolari INPS dell’anno interessato anziché fissare una percentuale nel titolo o nel contenuto evergreen.
Esempio pratico: recensioni di dispositivi per una rivista
Supponiamo che tu scriva ogni mese recensioni di notebook e smartphone per una rivista online. Ricevi un compenso per ogni articolo e il tuo lavoro consiste nel testare il prodotto, raccogliere informazioni e redigere il testo.
In questo caso il punto centrale è l’attività editoriale. Non sarebbe corretto usare 62.20.10 solo perché conosci bene l’informatica. Devi invece verificare se il tuo rapporto è più vicino all’attività di giornalista indipendente, blogger indipendente o autore.
Se fai anche consulenza informatica
Se oltre agli articoli offri realmente consulenza informatica a clienti diversi, le due attività possono convivere con la stessa Partita IVA utilizzando codici ATECO distinti. In questo caso è importante attribuire correttamente i ricavi alle diverse attività e verificare eventuali differenze fiscali e previdenziali.
Per esempio, potresti fatturare alla rivista la redazione di contenuti e a un’impresa un progetto di consulenza IT. Non è necessario forzare entrambe le prestazioni dentro lo stesso codice: la classificazione deve rappresentare le attività realmente svolte.
Errori da evitare
- scegliere il codice in base all’argomento dell’articolo;
- usare 62.20.10 solo perché si scrive di tecnologia;
- confondere blogger, giornalista indipendente e autore;
- considerare automaticamente ogni compenso editoriale come diritto d’autore;
- usare la soglia dei 5.000 euro come limite generale per la Partita IVA;
- mantenere un vecchio codice senza verificarlo con ATECO 2025.
Fonti ufficiali
- ISTAT – ATECO 2025.
- ISTAT – Note esplicative ATECO 2025.
- INPS – Iscrizione liberi professionisti alla Gestione Separata.
Domande frequenti
Qual è il codice ATECO per scrivere articoli per una rivista?
Dipende dal tipo di attività: 90.11.01 per giornalisti indipendenti, 90.11.02 per blogger indipendenti i cui contenuti sono pubblicati da terzi e 90.11.09 per altre attività di scrittura individuale.
Se scrivo di tecnologia posso usare 62.20.10?
Non solo per questo motivo. Il 62.20.10 riguarda la consulenza informatica: il tema tecnologico dell’articolo non trasforma la scrittura in consulenza.
Posso avere due codici ATECO?
Sì, se svolgi realmente due attività distinte, per esempio scrittura editoriale e consulenza informatica.
Serve la Gestione Separata INPS?
Per il libero professionista senza cassa previdenziale autonoma la Gestione Separata è normalmente l’inquadramento da verificare.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.