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Codice ATECO Content Creator 2026: quale scegliere nel regime forfettario

Codice Ateco Content Creator

Fare il content creator non significa automaticamente utilizzare un unico Codice ATECO. La scelta dipende dall’attività realmente svolta, da come vengono prodotti i ricavi e dal rapporto con piattaforme, pubblico, brand e committenti.

Con ATECO 2025 la classificazione è diventata più precisa, soprattutto per influencer, blogger e attività pubblicitarie. Per questo non è corretto scegliere il codice semplicemente in base al social utilizzato: due creator presenti sulla stessa piattaforma possono avere attività fiscalmente e previdenzialmente differenti.

Qual è il Codice ATECO per un Content Creator?

Non esiste un solo Codice ATECO valido per tutti i content creator. Il termine identifica una macro-categoria che comprende influencer, YouTuber, streamer, blogger, podcaster, TikToker e altri professionisti che producono e distribuiscono contenuti digitali.

La scelta deve quindi partire dall’attività concretamente esercitata. Tra i principali codici ATECO 2025 da valutare troviamo:

  • 73.11.03 – Attività di influencer marketing
  • 73.11.02 – Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari
  • 90.11.02 – Attività di blogger indipendenti
  • 90.13.00 – Altre attività di creazione artistica

I codici e le relative denominazioni possono essere verificati nella classificazione ufficiale ATECO 2025 dell’ISTAT.

Codice ATECO 73.11.03 per influencer marketing

Una delle principali novità di ATECO 2025 è il codice 73.11.03 – Attività di influencer marketing. Può essere rilevante quando il creator utilizza notorietà, pubblico e canali digitali per promuovere prodotti o servizi di aziende e brand.

Rientrano tipicamente in questo ambito collaborazioni commerciali e campagne sponsorizzate. Questo non significa però che ogni YouTuber, streamer, blogger o TikToker debba automaticamente utilizzare il 73.11.03.

Codice ATECO 73.11.02 per marketing e pubblicità

Il codice 73.11.02 – Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari riguarda invece chi svolge attività di marketing e servizi pubblicitari.

Un creator remunerato principalmente per la propria attività di influencer può quindi avere un inquadramento diverso da chi offre alle imprese veri e propri servizi di marketing o gestione di campagne pubblicitarie.

Codice ATECO 90.11.02 per blogger indipendenti

ATECO 2025 prevede espressamente il codice 90.11.02 – Attività di blogger indipendenti. Può essere rilevante per chi produce professionalmente contenuti editoriali attraverso un blog e trae reddito da questa attività.

Un blogger che produce contenuti propri non svolge necessariamente la stessa attività di un influencer che realizza campagne commerciali per i brand.

Codice ATECO 90.13.00 per attività di creazione artistica

Il codice 90.13.00 – Altre attività di creazione artistica può assumere rilevanza quando prevale una vera attività creativa o artistica.

Non va utilizzato automaticamente per qualsiasi produzione di video, fotografie o contenuti digitali: occorre verificare la natura concreta dell’attività.

Come scegliere il Codice ATECO giusto

La domanda principale non dovrebbe essere “Su quale piattaforma pubblico?”, ma “Per quale attività vengo pagato?”.

Attività prevalenteCodice da valutare
Influencer marketing e collaborazioni con brand73.11.03
Campagne marketing e servizi pubblicitari73.11.02
Blogger indipendente90.11.02
Attività prevalentemente artistica90.13.00

La stessa persona può svolgere più attività e ricevere compensi da sponsorizzazioni, monetizzazione delle piattaforme, affiliate marketing, abbonamenti, contenuti commissionati, prodotti digitali, consulenze o servizi. In questi casi bisogna individuare l’attività prevalente e valutare se siano necessari ulteriori codici ATECO.

YouTuber, streamer e TikToker hanno lo stesso Codice ATECO?

Non necessariamente. YouTube, Twitch, TikTok e Instagram identificano soprattutto il mezzo attraverso il quale viene distribuito il contenuto, non l’attività economica esercitata.

Uno YouTuber che guadagna prevalentemente dalla monetizzazione dei propri video può svolgere un’attività diversa da un influencer remunerato dai brand. Allo stesso modo, uno streamer può avere un modello economico differente da chi vende servizi pubblicitari alle aziende.

Content Creator e regime forfettario

Un content creator può utilizzare il regime forfettario quando possiede tutti i requisiti previsti dalla normativa.

Nel forfettario il reddito imponibile viene determinato applicando ai ricavi o compensi il coefficiente di redditività collegato all’attività esercitata. La corretta scelta del Codice ATECO ha quindi conseguenze fiscali concrete.

Computer, videocamere, smartphone, software, advertising e altre spese dell’attività non vengono dedotti analiticamente come nei regimi ordinari: i costi sono considerati attraverso il coefficiente previsto per l’attività.

Quanto paga di tasse un Content Creator nel forfettario?

L’imposta sostitutiva ordinaria è pari al 15%. Quando ricorrono tutte le condizioni previste per una nuova attività, può essere ridotta al 5% per i primi cinque periodi d’imposta.

L’imposta non viene applicata direttamente al fatturato. In sintesi: ricavi × coefficiente di redditività = reddito forfettario. Dal reddito così determinato vengono poi considerati i contributi previdenziali deducibili e applicata l’imposta sostitutiva.

Quali contributi INPS paga un Content Creator?

Non esiste una gestione previdenziale unica valida per tutti i content creator.

Quando prevale il lavoro personale e intellettuale svolto come libero professionista può trovare applicazione la Gestione Separata INPS. Quando invece l’attività è organizzata in forma di impresa e presenta caratteristiche commerciali può trovare applicazione la Gestione commercianti.

Il riferimento ufficiale è la Circolare INPS n. 44 del 19 febbraio 2025, dedicata proprio all’inquadramento previdenziale dei content creator.

Content Creator e contributi ex ENPALS

In alcune circostanze l’attività può rientrare nel Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo, quando la prestazione concretamente svolta è riconducibile alle categorie professionali interessate.

Questo non significa che ogni creator che realizza un video sponsorizzato debba automaticamente versare contributi ex ENPALS: bisogna verificare la natura della prestazione svolta.

Quando un Content Creator deve aprire la Partita IVA?

Non esiste una soglia generale di 5.000 euro sotto la quale un’attività abituale possa essere sempre svolta senza Partita IVA.

Il criterio fondamentale è l’abitualità dell’attività. Se la creazione di contenuti viene svolta professionalmente e con continuità, la Partita IVA può essere necessaria anche quando i ricavi sono ancora contenuti.

La soglia dei 5.000 euro riguarda invece uno specifico ambito previdenziale del lavoro autonomo occasionale e non rappresenta una franchigia generale per evitare la Partita IVA.

Sponsorizzazioni, affiliate marketing e monetizzazione

Un content creator può guadagnare da advertising delle piattaforme, YouTube, Twitch, TikTok, sponsorizzazioni, collaborazioni con brand, affiliate marketing, abbonamenti, donazioni, corsi, prodotti digitali, consulenze e merchandising.

Non tutte queste entrate identificano necessariamente la stessa attività. Guadagnare dalla monetizzazione di contenuti propri, per esempio, non equivale automaticamente a realizzare una campagna di influencer marketing per un’impresa.

Gli errori più comuni nella scelta del Codice ATECO

  • scegliere il codice soltanto in base al social utilizzato;
  • considerare tutti i content creator come influencer;
  • utilizzare automaticamente un codice pubblicitario per qualsiasi creator;
  • ignorare il nuovo 73.11.03 per influencer marketing;
  • confondere attività professionale e attività d’impresa;
  • presumere che tutti debbano iscriversi alla Gestione Separata;
  • ignorare i possibili obblighi previdenziali dello spettacolo;
  • considerare i 5.000 euro una soglia generale sotto la quale non serve la Partita IVA.

Quale Codice ATECO scegliere nel 2026?

Per chi lavora prevalentemente come influencer nelle collaborazioni commerciali con i brand, il 73.11.03 è uno dei codici da valutare. Chi conduce campagne marketing o presta altri servizi pubblicitari dovrà invece verificare il 73.11.02.

Per i blogger indipendenti ATECO 2025 prevede espressamente il 90.11.02, mentre determinate attività prevalentemente creative possono richiedere una classificazione differente.

La scelta corretta richiede quindi di stabilire cosa produci, per chi lo produci, da chi vieni pagato e attraverso quale modello guadagni.

Per un content creator il Codice ATECO non è una semplice formalità: è il punto di partenza per determinare correttamente tassazione, contributi e gestione della Partita IVA.

Approfondimenti per Content Creator

La scelta del Codice ATECO è solo una parte dell’inquadramento fiscale e previdenziale. Puoi approfondire anche questi aspetti:

  • Guida completa al regime forfettario
  • Codice ATECO per Content Creator e streamer
  • Codice ATECO per influencer
  • Codice ATECO per YouTuber

Domande frequenti sul Codice ATECO per Content Creator

Esiste un unico Codice ATECO per tutti i Content Creator?

No. Il Codice ATECO deve descrivere l’attività realmente svolta. Un influencer che lavora con i brand può avere un inquadramento diverso da un blogger indipendente, da chi vende servizi pubblicitari o da chi svolge prevalentemente un’attività creativa.

Come incide il coefficiente di redditività sulle tasse del Content Creator?

Nel regime forfettario il reddito imponibile non coincide direttamente con il fatturato. Ai ricavi o compensi viene applicato il coefficiente di redditività previsto per l’attività esercitata; sul reddito così determinato vengono poi calcolati contributi e imposta sostitutiva.

Posso aggiungere o cambiare Codice ATECO successivamente?

Sì. Il Codice ATECO può essere modificato o possono essere aggiunte altre attività quando cambia il lavoro effettivamente svolto. È comunque opportuno impostare correttamente fin dall’inizio attività prevalente, fatturazione e posizione previdenziale.

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