Codice ATECO influencer: 73.11.03 o altri nel 2026?
Se svolgi in modo abituale campagne promozionali per brand utilizzando i tuoi profili social come influencer, il primo codice ATECO 2025 da verificare è 73.11.03 — Attività di influencer marketing. Questa classificazione esiste dal 2025 e corregge le vecchie guide secondo cui l'influencer non avrebbe un codice specifico. Se invece crei soltanto video, pubblichi testi o fotografie, pianifichi le campagne per conto di altre aziende oppure svolgi vere performance artistiche pubblicitarie, i codici da esaminare possono essere diversi. La Partita IVA è necessaria quando l'attività autonoma è abituale, non semplicemente al raggiungimento di 5.000 euro.
La situazione riguarda una persona che finora ha ricevuto pagamenti per promozioni sui social tramite prestazioni occasionali con ritenuta d'acconto e ora vuole rendere continuativa l'attività. La prima domanda è se pubblicizzi prodotti sui tuoi profili grazie all'influenza esercitata sul pubblico, oppure se offri alle imprese un servizio di consulenza e gestione delle loro campagne pubblicitarie. La distinzione decide la classificazione economica e può modificare la previdenza.
Il codice ATECO influencer nel 2026: 73.11.03
L'ISTAT, nelle note esplicative ATECO 2025, identifica il codice 73.11.03 — Attività di influencer marketing. Include le attività di influencer marketer che conducono campagne di influenza e quelle di agenzie pubblicitarie specializzate nel coinvolgimento di influencer.
Questo è il riferimento più significativo se la tua attività principale consiste in collaborazioni promozionali e sponsorizzazioni sui social, in cui il brand ti remunera per raggiungere i tuoi follower attraverso la tua capacità di influenza. Non devi più utilizzare automaticamente il generico 74.99.99 soltanto perché, anni fa, non esisteva un codice specifico.
Attenzione: la dicitura commerciale «influencer» non prova da sola che tutta la monetizzazione di Instagram, TikTok, YouTube o un blog ricada nel 73.11.03. La classificazione ufficiale distingue le attività pubblicitarie dalla produzione editoriale e audiovisiva, dai servizi marketing verso terzi e dalle prestazioni artistiche.
Quale codice scegliere: influencer, advertising o content creator?
| Codice ATECO 2025 | Attività | Quando valutarlo |
|---|---|---|
| 73.11.03 | Attività di influencer marketing | Campagne che sfruttano la tua influenza per promuovere brand e prodotti |
| 73.11.01 | Ideazione di campagne pubblicitarie | Progetti e pianifichi campagne, senza svolgere principalmente attività di influencer marketing |
| 73.11.02 | Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari | Gestisci la realizzazione di campagne pubblicitarie per clienti |
| 58.19.00 | Altre attività editoriali, esclusa l'edizione di software | Pubblicazione professionale di contenuti non video secondo le specifiche note ISTAT |
| 59.11.00 | Produzione cinematografica, di video e programmi televisivi | Produzione e pubblicazione professionale di contenuti video secondo le note |
| 90.20.09 | Altre attività di arti performative | Specifiche prestazioni di influencer in vlog e performance artistiche |
La classificazione ufficiale ISTAT esclude espressamente dal 73.11.03 alcune attività di pubblicazione di testi e fotografie senza video, di creazione di contenuti video, di pianificazione di campagne social e di performance che si riconducono a categorie distinte.
È possibile esercitare più attività con una sola Partita IVA e dichiarare codici secondari quando necessario. La scelta va fatta sulle prestazioni effettivamente vendute e sui contratti, non scegliendo il codice che promette meno INPS.
Tre esempi per scegliere correttamente il codice
Influencer che pubblicizza un cosmetico sul proprio Instagram
Una creator stipula un contratto con un brand che la remunera per promuovere un prodotto ai propri follower mediante contenuti e collegamenti sponsorizzati. Se la prestazione prevalente è la campagna di influencer marketing, la prima voce da considerare è 73.11.03. Devi inoltre verificare se le modalità concrete della prestazione artistica pubblicitaria richiedono una specifica gestione previdenziale.
Consulente che imposta le pubblicità del cliente
Una professionista non promuove il brand attraverso la propria notorietà, ma pianifica budget, crea un piano media e gestisce annunci sponsorizzati nei profili aziendali. Può essere pertinente un'attività pubblicitaria classificata in 73.11.01 o 73.11.02, a seconda che prevalgano progettazione o conduzione delle campagne. Non è automaticamente influencer marketing.
Autore che monetizza video o post non promozionali
Un autore produce contenuti editoriali per il proprio pubblico e guadagna dalla pubblicazione o dalla monetizzazione, senza rendere una prestazione di promozione a un brand. Può essere necessario valutare le voci di produzione o pubblicazione di contenuti, ad esempio 58.19.00 o 59.11.00 nei casi individuati dall'ISTAT, anziché forzare il 73.11.03.
Le vecchie ricevute con ritenuta d'acconto impediscono l'apertura?
No: avere emesso ricevute per vere prestazioni occasionali in passato non impedisce automaticamente di aprire una Partita IVA. Il problema è comprendere da quale momento l'attività sia diventata abituale: numero di incarichi, continuità delle campagne, contratti ricorrenti, organizzazione, promozione commerciale e prospettiva di redditi stabili sono indizi rilevanti.
La soglia di 5.000 euro spesso citata per le prestazioni occasionali è riferita a una particolare disciplina previdenziale e non costituisce un limite generale che esonera dalla Partita IVA fino a quella cifra. Puoi dover aprire la posizione con ricavi inferiori se svolgi un'attività economica professionale abituale.
Se la tua attività era già organizzata in modo continuativo quando emettevi ricevute, occorre verificare gli adempimenti dei periodi passati: una nuova apertura non cancella automaticamente eventuali obblighi pregressi. Per l'approfondimento generale vedi quando serve la Partita IVA: abitualità e 5.000 euro.
Inquadramento previdenziale influencer: non basta il codice ATECO
La circolare INPS 44 del 19 febbraio 2025 chiarisce che l'attività degli influencer e degli altri creatori digitali può comportare Gestione Separata INPS, Gestione Commercianti oppure Fondo Pensione Lavoratori dello Spettacolo (FPLS), in base all'effettiva organizzazione e alle prestazioni.
Se operi come vera libera professionista senza Cassa autonoma, può essere dovuta la Gestione Separata. Se organizzi un'attività in forma di impresa con presupposti di iscrizione commerciale, può emergere la Gestione Commercianti. Se interpreti contenuti promozionali con mansioni artistiche riconducibili alle categorie dello spettacolo, può essere obbligatoria la contribuzione al FPLS, con regole di versamento che coinvolgono il committente.
Perciò è errato affermare che il codice 73.11.02 comporti sempre iscrizione alla Camera di Commercio e contributi fissi INPS Commercianti, mentre 73.11.01 comporterebbe sempre Gestione Separata. Il codice descrive un'attività economica, ma la previdenza si qualifica in base ai rapporti reali.
Per il 2026 l'INPS, circolare 8/2026 indica il 26,07% per il libero professionista senza altra assicurazione obbligatoria o pensione e il 24% per chi è già assicurato obbligatoriamente altrove o pensionato, quando si applicano effettivamente le regole della Gestione Separata.
Quando una sponsorizzazione social richiede FPLS?
La circolare INPS 44/2025 distingue i contenuti di pubblicità con vere prestazioni artistiche dalle attività in cui la notorietà dell'influencer è semplicemente associata a un prodotto. Se il creator svolge una prestazione riconducibile a quelle previste per attori pubblicitari, indossatori, fotomodelli, sceneggiatori, registi o altre mansioni tipizzate nello spettacolo, può sorgere l'obbligo di contribuzione al FPLS.
Non ogni post sponsorizzato ricade automaticamente nello spettacolo. L'INPS distingue anche i casi di semplice endorsement, nei quali rileva l'associazione fra notorietà e prodotto senza una prestazione artistica riconducibile alle categorie tabellate; in tali situazioni possono restare applicabili le regole della Gestione Separata, se ne ricorrono i presupposti.
Esempio: pubblicare una fotografia con menzione di un marchio nell'ambito di un'attività di influencer marketing non dimostra da sola una prestazione da attore pubblicitario. Interpretare un vero spot recitato, prodotto per un brand, può invece richiedere un controllo del FPLS e degli adempimenti del committente. È questa la distinzione previdenziale più delicata per chi avvia la propria attività.
Per il quadro specifico leggi anche contributi INPS per content creator e influencer.
Il coefficiente forfettario del 73.11.03 è il 78%?
Per l'attività di influencer marketing ricondotta al codice 73.11.03, nel regime forfettario il coefficiente di redditività normalmente applicato è 78%, secondo il raggruppamento fiscale delle attività professionali. Per questo, su 20.000 euro di compensi fiscalmente rilevanti il reddito forfettario lordo illustrativo è 15.600 euro.
Il reddito viene determinato applicando il coefficiente ai ricavi o compensi rilevanti, tenendo conto delle regole sui contributi obbligatori effettivamente versati. La presenza di altri codici ATECO o di attività economiche diverse può richiedere la separazione dei ricavi e l'applicazione di coefficienti differenti.
Non confondere la classificazione fiscale con la gestione previdenziale: il coefficiente del 78% non determina automaticamente l'iscrizione alla Gestione Separata. Se il lavoro comporta FPLS o è svolto in forma d'impresa, il costo contributivo può essere differente.
Esempio: 20.000 euro da campagne influencer al 15% e al 5%
Supponiamo che una influencer abbia 20.000 euro di compensi incassati, tutti riconducibili all'attività qualificata nel gruppo fiscale con coefficiente del 78%. Supponiamo inoltre, ai soli fini del calcolo, che nell'anno non abbia già versato contributi obbligatori deducibili.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Compensi influencer incassati | 20.000 € |
| Reddito forfettario lordo al 78% | 15.600 € |
| Imposta sostitutiva al 15% | 2.340 € |
| Imposta sostitutiva al 5%, solo con requisiti | 780 € |
| Contributi GS teorici al 26,07%, solo se questa è la gestione applicabile | 4.066,92 € |
Il valore contributivo è soltanto uno scenario condizionato alla Gestione Separata. Se per una parte delle sponsorizzazioni si applica il Fondo Lavoratori dello Spettacolo o se la persona gestisce un'impresa commerciale, non devi applicare meccanicamente il 26,07% a tutti i compensi: occorre verificare basi, committenti e modalità di versamento.
Il 5% spetta solo alle nuove attività che soddisfano le condizioni previste dal comma 65 della legge 190/2014, fra cui assenza di precedente esercizio professionale o imprenditoriale nel triennio e non mera prosecuzione, secondo la disciplina. Il semplice passaggio da prestazioni occasionali a Partita IVA non prova automaticamente né esclude l'agevolazione: contano le attività realmente svolte in precedenza.
Come si fattura una collaborazione con un marchio?
Se l'influencer opera come professionista forfettario, la fattura deve rappresentare la prestazione effettivamente concordata, ad esempio una campagna promozionale, senza addebitare IVA italiana nelle normali operazioni del regime quando applicabile. Il documento deve riportare i dati richiesti, il regime fiscale corretto, l'eventuale bollo e, nei casi previsti, essere trasmesso tramite Sistema di Interscambio.
Se il committente è una società estera, bisogna verificare territorialità IVA e natura B2B, non limitarsi a copiare il codice natura di una fattura italiana. Inoltre gli accordi con brand e agenzia devono chiarire chi è realmente il committente e chi paga.
Una campagna può comprendere compensi monetari, prodotti gratuiti, servizi, soggiorni o altri benefici. La gratuità apparente di un bene ottenuto in cambio di pubblicità non significa che sia sempre irrilevante fiscalmente: bisogna verificare natura del rapporto, valore e documentazione. Non è prudente ignorare beni ricevuti come corrispettivo perché non è arrivato un bonifico.
Affiliate marketing, AdSense e proprie opere: servono più codici?
Una influencer può guadagnare dalle sponsorizzazioni, da link affiliati, dalla monetizzazione del proprio canale, dalla vendita di prodotti digitali e da corsi. Sono flussi economici che possono avere attività sottostanti differenti.
Se l'attività principale consiste nel promuovere prodotti attraverso campagne con i brand, il 73.11.03 è il codice da valutare. Se invece gestisci per conto di terzi campagne pubblicitarie, produci video editoriali, pubblichi contenuti indipendenti o gestisci una vera attività commerciale, la classificazione può richiedere ulteriori codici.
Non serve aprire automaticamente più Partite IVA perché hai più piattaforme: normalmente la persona ha una posizione individuale e dichiara le attività economiche realmente esercitate. Occorre comunque rilevare separatamente i compensi soggetti a coefficienti fiscali o regole previdenziali differenti.
Per la panoramica più ampia consulta codice ATECO content creator 2026; questa guida resta concentrata sul caso di chi passa da ricevute occasionali a campagne influencer abituali.
AGCOM 2026: quando l'influencer deve iscriversi all'elenco?
Nel 2025 l'AGCOM ha adottato la delibera 197/25/CONS e un Codice di condotta per gli influencer, pubblicando nel marzo 2026 le FAQ operative. L'Autorità chiarisce che sono considerati influencer rilevanti quelli che raggiungono almeno 500.000 follower oppure 1.000.000 di visualizzazioni medie mensili su almeno una piattaforma, secondo il metodo di misurazione previsto.
Gli influencer rilevanti devono comunicare le informazioni mediante il web form ufficiale AGCOM per l'iscrizione all'elenco previsto. La soglia AGCOM riguarda obblighi di settore e non coincide con la soglia di fatturato per aprire Partita IVA. Un influencer con 8.000 follower e collaborazioni abituali può avere obblighi fiscali anche senza rientrare nell'elenco degli influencer rilevanti.
Le campagne a pagamento e i benefici ricevuti devono essere valutati anche per la trasparenza della natura pubblicitaria. Le FAQ AGCOM spiegano quando rendere riconoscibile una sponsorizzazione, come gestire post, stories e video e quali regole proteggono i minori. Non basta inserire un generico hashtag nascosto se il pubblico non comprende che il contenuto è promozionale.
Procedura pratica prima di aprire la Partita IVA
- Elenca le attività: sponsorizzazioni sul tuo canale, consulenza marketing, video, testi, affiliazioni, vendite.
- Rileggi contratti e brief dei brand per identificare il servizio che viene realmente pagato.
- Per campagne di influenza verifica ATECO 73.11.03; per altre attività controlla le categorie specifiche ISTAT.
- Ricostruisci gli incarichi precedenti con ritenuta per stabilire se l'attività era già abituale.
- Verifica i requisiti generali del forfettario, inclusi limiti di ricavi, lavoro dipendente e partecipazioni.
- Analizza le condizioni del 5% separatamente dal diritto al regime ordinario del 15%.
- Classifica la previdenza secondo la circolare INPS 44/2025: GS, eventuale FPLS o impresa.
- Imposta fatture elettroniche e modalità di registrazione dei corrispettivi in denaro o natura.
- Se lavori con brand esteri, verifica territorialità IVA, dati del cliente e documenti contrattuali.
- Controlla gli obblighi di trasparenza pubblicitaria e, se raggiungi le soglie, l'iscrizione AGCOM.
Domande frequenti
Qual è il codice ATECO per influencer nel 2026?
Per una vera attività di influencer marketing, basata su campagne di influenza promozionale, il riferimento da verificare è 73.11.03, introdotto nella classificazione ATECO 2025.
Il codice 73.11.02 è ancora utilizzabile?
Sì. Identifica la conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari, ma non è il codice da utilizzare automaticamente per chi è pagato per la propria influenza sui social.
Se ho fatto prestazioni occasionali con ritenuta posso aprire la Partita IVA?
Sì. Va verificato quando l'attività è diventata abituale e se le prestazioni passate erano effettivamente occasionali, senza presumere che la soglia di 5.000 euro sia un limite generale di esonero IVA.
Con 73.11.03 devo sempre iscrivermi alla Gestione Separata?
Non automaticamente. L'INPS 44/2025 distingue lavoro autonomo professionale, organizzazione imprenditoriale e possibili prestazioni pubblicitarie artistiche soggette a FPLS.
Un reel sponsorizzato comporta sempre contributi FPLS?
No. Occorre verificare la prestazione concreta e se assume caratteristiche artistiche riconducibili alle categorie dello spettacolo, anziché semplice endorsement.
Il coefficiente forfettario per 73.11.03 è 78%?
Normalmente sì per la classificazione fiscale pertinente; se svolgi altre attività vanno verificati i relativi coefficienti.
Se ho meno di 500.000 follower non devo aprire Partita IVA?
Falso. Le soglie AGCOM degli influencer rilevanti sono diverse dall'obbligo fiscale di Partita IVA, che dipende dall'abitualità dell'attività economica.
Conclusione: nel 2026 il codice specifico per influencer marketing esiste
Se passi da vere prestazioni occasionali a un'attività continuativa di promozione di prodotti sui tuoi canali social, valuta innanzitutto ATECO 73.11.03. Non è corretto ricorrere automaticamente ai codici generici 74.99.99, 73.11.01 o 73.11.02 senza distinguere i servizi effettivi. Devi inoltre verificare l'inquadramento previdenziale con la circolare INPS 44/2025, perché una performance pubblicitaria può seguire regole differenti da una consulenza marketing. Con contratti, documenti e attività classificati correttamente puoi impostare il forfettario al 15% o, quando spettano i requisiti startup, al 5%, rispettando anche gli obblighi AGCOM e la trasparenza pubblicitaria.
Fonti ufficiali: ISTAT ATECO 2025, influencer marketing 73.11.03 e attività escluse; INPS, circolare 44/2025 sui content creator; INPS, aliquote Gestione Separata 2026; AGCOM, linee guida e FAQ 2026; legge 190/2014.
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