Per calcolare tasse e contributi di un insegnante privato in regime forfettario nel 2026 bisogna partire dal codice ATECO corretto, dal coefficiente di redditività del 78% e dalla Gestione Separata INPS. Per ripetizioni scolastiche, corsi di recupero e tutoraggio il riferimento da verificare è spesso 85.59.99; per la formazione professionale 85.59.20; per i corsi di lingua 85.59.10.
Nello scenario tipico del libero professionista senza altra previdenza obbligatoria, la Gestione Separata applica nel 2026 l’aliquota del 26,07%. Dopo aver dedotto i contributi previdenziali obbligatori versati, sulla base residua si applica l’imposta sostitutiva del 15% o del 5% quando ricorrono tutte le condizioni previste per una nuova attività.
Formula per calcolare le tasse dell’insegnante privato
- individua il codice ATECO coerente con la materia e il tipo di corso;
- somma i compensi effettivamente incassati nell’anno;
- applica il coefficiente di redditività del 78%;
- calcola i contributi alla Gestione Separata INPS;
- deduci i contributi previdenziali obbligatori versati;
- applica l’imposta sostitutiva del 15% o del 5% quando spettante;
- verifica separatamente eventuale lavoro dipendente e il regime speciale delle ripetizioni dei docenti titolari di cattedra.
ATECO 85.59.99 per ripetizioni e tutoraggio
ATECO 2025 include nel codice 85.59.99 tutoraggio accademico, tutor dell’apprendimento, corsi di recupero e altri servizi di istruzione non classificati altrove. È quindi il riferimento principale da verificare per molte attività di ripetizioni scolastiche e universitarie.
Per il dettaglio classificatorio consulta la guida sul codice ATECO dell’insegnante privato e quella sulle lezioni private e online.
ATECO 85.59.20 per formazione professionale
Il codice 85.59.20 riguarda corsi di formazione e aggiornamento professionale. È coerente quando l’attività è rivolta, per esempio, a lavoratori, professionisti o aziende che acquistano formazione legata al lavoro.
Non va usato automaticamente per qualsiasi lezione privata: una ripetizione di matematica, un corso di lingua o una lezione di musica possono appartenere a codici diversi.
ATECO 85.59.10 per corsi di lingua
Per corsi di lingua straniera e conversazione il riferimento ATECO 2025 è 85.59.10. La modalità della lezione — in presenza oppure online — non cambia da sola il codice.
Conta la natura dell’attività: inglese, francese, spagnolo o altre lingue restano corsi linguistici anche se svolti tramite Zoom o Meet.
Coefficiente di redditività: 78%
Per le attività professionali di istruzione considerate in questa guida il coefficiente del regime forfettario è normalmente del 78%. Il restante 22% rappresenta i costi riconosciuti forfettariamente.
Computer, webcam, microfono, tablet, libri, software, piattaforme, pubblicità, coworking, spostamenti e materiali didattici non vengono dedotti analiticamente.
Gestione Separata INPS 2026
L’insegnante privato libero professionista, quando non è soggetto a una Cassa previdenziale specifica, rientra normalmente nella Gestione Separata INPS.
Nel 2026 l’aliquota è del 26,07% per i professionisti senza altra previdenza obbligatoria. Nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma obbligatoria si applica il 24%. Il riferimento è la pagina INPS sulle aliquote 2026 della Gestione Separata.
Esempio con 30.000 euro di compensi
- compensi: 30.000 euro;
- reddito forfettario al 78%: 23.400 euro;
- Gestione Separata 26,07%: circa 6.100,38 euro;
- base imposta sostitutiva: circa 17.299,62 euro;
- imposta al 15%: circa 2.594,94 euro;
- imposta al 5%: circa 864,98 euro.
Esempio con 50.000 euro di compensi
- reddito forfettario al 78%: 39.000 euro;
- Gestione Separata 26,07%: circa 10.167,30 euro;
- base imposta sostitutiva: circa 28.832,70 euro;
- imposta al 15%: circa 4.324,90 euro;
- imposta al 5%: circa 1.441,64 euro.
Esempio con 85.000 euro di compensi
- reddito forfettario al 78%: 66.300 euro;
- Gestione Separata 26,07%: circa 17.284,41 euro;
- base imposta sostitutiva: circa 49.015,59 euro;
- imposta al 15%: circa 7.352,34 euro;
- imposta al 5%: circa 2.450,78 euro.
Tabella tasse insegnante privato forfettario 2026
| Compensi | Reddito 78% | INPS 26,07% | Imposta 15% | Imposta 5% |
|---|---|---|---|---|
| 30.000 € | 23.400 € | 6.100,38 € | 2.594,94 € | 864,98 € |
| 50.000 € | 39.000 € | 10.167,30 € | 4.324,90 € | 1.441,64 € |
| 85.000 € | 66.300 € | 17.284,41 € | 7.352,34 € | 2.450,78 € |
Caso alternativo: Gestione Separata al 24%
Se l’insegnante è già coperto da altra previdenza obbligatoria e ricorrono le condizioni previste, la Gestione Separata può applicare il 24%.
Con 50.000 euro di compensi e reddito forfettario di 39.000 euro, i contributi sarebbero circa 9.360 euro; la base fiscale circa 29.640 euro e l’imposta circa 4.446 euro al 15% oppure 1.482 euro al 5%.
Imposta sostitutiva al 5% o al 15%
Il 15% è l’aliquota ordinaria del regime forfettario. Il 5% spetta soltanto quando sono rispettate tutte le condizioni previste per una nuova attività.
Per approfondire consulta la guida sull’imposta sostitutiva al 5% o al 15%.
Docente titolare di cattedra: regime speciale per le ripetizioni
Il caso del docente titolare di cattedra nelle scuole di ogni ordine e grado che svolge lezioni private e ripetizioni segue una disciplina specifica. La normativa prevede una imposta sostitutiva del 15% sui compensi derivanti da lezioni private e ripetizioni, salvo opzione per la tassazione ordinaria.
Questa disciplina non va confusa con il normale regime forfettario dell’insegnante privato freelance. RF approfondisce il tema nella guida sulle ripetizioni private dei docenti; l’Agenzia delle Entrate tratta questi compensi nel Quadro M.
Insegnante dipendente e Partita IVA
Un insegnante può avere contemporaneamente un lavoro dipendente e una Partita IVA, ma vanno verificati contratto, eventuali incompatibilità, soglia dei redditi da lavoro dipendente prevista per il forfettario e rapporti con il datore o ex datore di lavoro.
La presenza di altra copertura previdenziale può inoltre modificare l’aliquota della Gestione Separata dal 26,07% al 24% nei casi previsti.
Lezioni online: Zoom e Meet non cambiano il codice
Una lezione personale svolta in videoconferenza resta una prestazione didattica. Il mezzo utilizzato non trasforma automaticamente l’attività in commercio elettronico o in un servizio informatico.
Conta ciò che insegni: ripetizioni, lingue, formazione professionale, musica, arte e sport possono avere classificazioni diverse.
Piattaforme per lezioni private
Se acquisisci studenti tramite piattaforme che trattengono una commissione, devi distinguere il compenso della tua prestazione, la commissione della piattaforma e il payout effettivamente ricevuto.
Nel forfettario la commissione non riduce analiticamente il reddito, ma resta un costo economico reale che può incidere molto sul margine di ogni ora di lezione.
Lezioni individuali e corsi di gruppo
Le lezioni individuali hanno una capacità produttiva limitata dalle ore disponibili. Un corso di gruppo può invece aumentare il ricavo per ora, ma richiede organizzazione, materiali, acquisizione degli studenti e gestione di calendario e pagamenti.
Per capire la redditività reale conviene calcolare il ricavo netto per ora effettivamente lavorata, includendo anche preparazione, correzione esercizi e assistenza tra una lezione e l’altra.
Pacchetti di lezioni e pagamenti anticipati
Molti insegnanti vendono pacchetti da 5, 10 o più lezioni. Nel regime forfettario rilevano gli importi effettivamente incassati nell’anno.
È utile definire durata del pacchetto, regole per cancellazioni, recuperi, scadenza delle lezioni e condizioni di rimborso, così da evitare ore prenotate ma non utilizzabili con altri studenti.
Corsi preregistrati e prodotti digitali
Vendere una lezione personale online è diverso dal vendere in modo automatizzato un corso preregistrato fruibile senza intervento diretto del docente.
Quando il modello diventa una vera vendita digitale scalabile, la classificazione dell’attività e gli adempimenti vanno verificati separatamente, soprattutto se la componente automatizzata diventa prevalente.
Materiale didattico e libri
Libri, dispense, abbonamenti a banche dati, software didattici, tablet, lavagne digitali e strumenti di videoconferenza sono costi tipici dell’attività.
Nel forfettario non vengono dedotti analiticamente. Il coefficiente del 78% presume già costi pari al 22% dei compensi.
Pubblicità e acquisizione degli studenti
Sito web, social, annunci, piattaforme e referral possono avere costi di acquisizione molto diversi. Una tariffa oraria apparentemente alta può lasciare poco margine se una parte rilevante viene assorbita da commissioni e marketing.
Conviene quindi monitorare il costo per nuovo studente e la durata media del rapporto, soprattutto quando si investe in pubblicità.
Esempio: 50.000 euro di compensi e 15.000 euro di costi reali
Con 50.000 euro di compensi il coefficiente del 78% presume costi per 11.000 euro. Se piattaforme, pubblicità, software, coworking, materiale didattico e attrezzatura arrivano invece a 15.000 euro, l’incidenza reale è del 30%.
In questo scenario il regime ordinario merita una simulazione completa, soprattutto se i costi elevati sono ricorrenti.
Controlli periodici consigliati
- compensi effettivamente incassati;
- reddito forfettario al 78%;
- Gestione Separata dovuta;
- imposta sostitutiva 5%/15%;
- eventuale lavoro dipendente;
- commissioni delle piattaforme;
- costo di pubblicità e acquisizione studenti;
- software e strumenti didattici;
- ricavo netto per ora effettivamente lavorata;
- convenienza aggiornata tra forfettario e ordinario.
Errori da evitare nel calcolo delle tasse
- usare 85.59.20 come codice universale per qualsiasi insegnante;
- continuare a usare automaticamente il vecchio 85.59.90 senza verificare ATECO 2025;
- applicare il 15% direttamente ai compensi;
- dimenticare il coefficiente del 78%;
- ignorare la possibile aliquota INPS del 24% in presenza di altra previdenza obbligatoria;
- confondere il normale forfettario con il regime speciale delle ripetizioni dei docenti titolari di cattedra;
- considerare uguali lezioni personali e vendita automatizzata di corsi preregistrati;
- scegliere il forfettario senza confrontare il 22% di costi presunti con quelli reali.
Domande frequenti
Si applica il coefficiente del 78% ai compensi, si calcolano e deducono i contributi Gestione Separata e sulla base residua si applica il 15% o il 5% quando spettante.
Nell’esempio con Gestione Separata al 26,07%, il reddito forfettario è 39.000 euro, i contributi circa 10.167 euro e l’imposta circa 4.325 euro al 15% o 1.442 euro al 5%.
Per le attività professionali di istruzione trattate in questa guida il coefficiente è normalmente del 78%.
Il libero professionista senza altra previdenza obbligatoria applica normalmente il 26,07% in Gestione Separata. Nei casi previsti con altra copertura obbligatoria può applicarsi il 24%.
No. Per i docenti titolari di cattedra che percepiscono compensi da lezioni private e ripetizioni esiste una disciplina speciale con imposta sostitutiva del 15%, distinta dal normale regime forfettario.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
