Per calcolare tasse e contributi di un consulente sicurezza sul lavoro o RSPP in regime forfettario nel 2026 bisogna partire dai compensi incassati, applicare il coefficiente di redditività del 78%, calcolare la previdenza corretta e poi applicare l’imposta sostitutiva del 15% o del 5% quando spettante.
Per la consulenza in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro ATECO 2025 utilizza il codice 74.99.21. Se il professionista non ha una Cassa previdenziale propria, il riferimento è normalmente la Gestione Separata INPS, con aliquota 2026 del 26,07%. Il calcolo fiscale va però tenuto distinto dai requisiti necessari per assumere formalmente il ruolo di RSPP.
Formula per calcolare le tasse del consulente sicurezza
- somma i compensi effettivamente incassati nell’anno;
- applica il coefficiente di redditività del 78%;
- verifica se la previdenza è Gestione Separata o una Cassa professionale;
- calcola i contributi obbligatori;
- deduci i contributi previdenziali versati;
- applica l’imposta sostitutiva del 15% o del 5% quando spettante;
- confronta il risultato con i costi reali di trasferte, formazione, assicurazione, software e strumenti.
ATECO 74.99.21 e coefficiente 78%
ATECO 2025 identifica con il codice 74.99.21 – Attività di consulenza in materia di sicurezza e salute dei posti di lavoro la consulenza professionale resa ad aziende e datori di lavoro sui temi della prevenzione e della sicurezza.
Nel regime forfettario il coefficiente è del 78%: il sistema presume quindi costi pari al 22% dei compensi. RF approfondisce l’inquadramento nella guida sulla Partita IVA del consulente sicurezza e nella scheda dedicata al commercialista per consulente sicurezza/RSPP.
Gestione Separata INPS 2026
Il professionista senza Cassa previdenziale autonoma e senza altra copertura obbligatoria è normalmente iscritto alla Gestione Separata INPS. Nel 2026 l’aliquota per questa posizione è del 26,07%.
Il riferimento è la circolare INPS n. 8/2026.
Esempio con 30.000 euro di compensi
- compensi: 30.000 euro;
- reddito forfettario al 78%: 23.400 euro;
- Gestione Separata 26,07%: circa 6.100,38 euro;
- base imposta sostitutiva: circa 17.299,62 euro;
- imposta al 15%: circa 2.594,94 euro;
- imposta al 5%: circa 864,98 euro.
Il totale tra contributi e imposta è quindi circa 8.695,32 euro con aliquota al 15% oppure circa 6.965,36 euro con aliquota al 5%, prima dei costi reali dell’attività.
Esempio con 50.000 euro di compensi
- reddito forfettario al 78%: 39.000 euro;
- Gestione Separata 26,07%: circa 10.167,30 euro;
- base imposta sostitutiva: circa 28.832,70 euro;
- imposta al 15%: circa 4.324,90 euro;
- imposta al 5%: circa 1.441,64 euro.
Il totale fiscale e previdenziale è circa 14.492,20 euro con aliquota al 15% oppure circa 11.608,94 euro con aliquota al 5%.
Esempio con 85.000 euro di compensi
- reddito forfettario al 78%: 66.300 euro;
- Gestione Separata 26,07%: circa 17.284,41 euro;
- base imposta sostitutiva: circa 49.015,59 euro;
- imposta al 15%: circa 7.352,34 euro;
- imposta al 5%: circa 2.450,78 euro.
Il totale tra contributi e imposta è quindi circa 24.636,75 euro con aliquota al 15% oppure circa 19.735,19 euro con aliquota al 5%.
Tabella tasse consulente sicurezza e RSPP 2026
| Compensi | Reddito 78% | INPS 26,07% | Imposta 15% | Imposta 5% |
|---|---|---|---|---|
| 30.000 € | 23.400 € | 6.100,38 € | 2.594,94 € | 864,98 € |
| 50.000 € | 39.000 € | 10.167,30 € | 4.324,90 € | 1.441,64 € |
| 85.000 € | 66.300 € | 17.284,41 € | 7.352,34 € | 2.450,78 € |
Caso alternativo: Gestione Separata al 24%
Nei casi previsti per pensionati o professionisti già assicurati presso altra forma previdenziale obbligatoria può applicarsi l’aliquota del 24%.
Con 50.000 euro di compensi e reddito forfettario di 39.000 euro, i contributi al 24% sono circa 9.360 euro. La base fiscale diventa circa 29.640 euro, con imposta di circa 4.446 euro al 15% oppure 1.482 euro al 5%.
Se il consulente è ingegnere o altro professionista con Cassa
Il codice ATECO non determina da solo la previdenza. Un ingegnere, architetto o altro professionista ordinistico può svolgere consulenza sicurezza e avere una Cassa professionale diversa dalla Gestione Separata.
Prima di applicare gli esempi al 26,07% bisogna quindi verificare Ordine, natura dell’incarico e regole della Cassa competente.
Imposta sostitutiva al 5% o al 15%
Il 15% è l’aliquota ordinaria del regime forfettario. Il 5% spetta soltanto quando sono rispettate tutte le condizioni previste per una nuova attività.
Per approfondire consulta la guida sull’imposta sostitutiva al 5% o al 15%.
Consulente sicurezza e RSPP non sono la stessa cosa
La consulenza esterna sulla sicurezza può comprendere audit, procedure, supporto documentale e affiancamento al datore di lavoro. L’incarico formale di RSPP comporta invece un ruolo specifico previsto dal D.Lgs. 81/2008.
Per assumere il ruolo di RSPP o ASPP occorre possedere i requisiti professionali previsti dall’articolo 32 del D.Lgs. 81/2008. Il codice ATECO non sostituisce questi requisiti.
DVR: cosa può fare il consulente
Il consulente può supportare tecnicamente la valutazione dei rischi e la predisposizione della documentazione, ma l’obbligo di valutare i rischi resta in capo al datore di lavoro secondo la disciplina applicabile.
Nel preventivo è utile distinguere attività di analisi, sopralluoghi, redazione documentale, aggiornamenti e assistenza successiva.
Formazione sicurezza: attività distinta
Molti consulenti svolgono anche formazione. La consulenza sicurezza usa il codice 74.99.21; l’attività formativa stabile e autonoma può richiedere invece il codice 85.59.20.
RF approfondisce questo secondo profilo nella guida sulla Partita IVA del formatore sicurezza.
Aggiornamento professionale RSPP
Chi assume incarichi RSPP deve mantenere i requisiti formativi previsti dalla disciplina vigente. L’aggiornamento periodico genera costi diretti di corsi e tempo non fatturabile.
Nel forfettario questi costi non vengono dedotti analiticamente e devono quindi essere confrontati con il 22% di costi presunti.
Trasferte e sopralluoghi
Sopralluoghi in stabilimenti, cantieri e sedi aziendali possono generare chilometri, pedaggi, parcheggi, pernottamenti e molte ore di viaggio.
È utile prevedere nel contratto una tariffa coerente per sopralluoghi e trasferte, evitando di assorbire automaticamente tutto nel canone di consulenza.
Software, banche dati e gestione documentale
Gestionale clienti, check-list, firme digitali, cloud, banche dati normative e strumenti per audit e scadenze sono costi ricorrenti tipici.
Se incidono insieme a formazione e trasferte per oltre il 22% dei compensi, la convenienza del forfettario va verificata con maggiore attenzione.
Assicurazione professionale e responsabilità
Un incarico RSPP o una consulenza continuativa può comportare responsabilità rilevanti. È quindi importante verificare massimali, esclusioni e attività effettivamente coperte dalla polizza professionale.
Il premio assicurativo è un costo reale che nel forfettario non viene dedotto analiticamente.
Esempio: 50.000 euro di compensi e 15.000 euro di costi reali
Con 50.000 euro di compensi il regime forfettario presume costi per 11.000 euro.
Se formazione, trasferte, software, assicurazione, attrezzature e collaborazioni costano invece 15.000 euro, l’incidenza reale arriva al 30%. Questa differenza rende utile una simulazione del regime ordinario.
Clienti con più sedi o più cantieri
Un incarico per un’azienda con più sedi, reparti o cantieri richiede normalmente più sopralluoghi, riunioni, documenti e coordinamento. Un canone costruito come se esistesse una sola sede può quindi erodere rapidamente la marginalità.
È utile prevedere nel preventivo numero di sedi incluse, frequenza dei sopralluoghi, riunioni periodiche e tariffa per attività extra. Questo rende confrontabili compensi e tempo realmente assorbito dal cliente.
Strumenti e DPI per i sopralluoghi
A seconda del settore seguito, il consulente può sostenere costi per DPI, strumenti di misura, tablet, fotocamere, software di check-list e materiali utilizzati durante audit e sopralluoghi.
Nel forfettario questi acquisti non vengono dedotti uno per uno. Anche per questo è utile misurare il costo medio di ogni sopralluogo e confrontarlo con il 22% di costi presunti.
Canone mensile o incarico a progetto
La consulenza può essere fatturata con canone mensile, incarico annuale RSPP oppure progetto specifico per DVR, audit o adeguamento.
Il prezzo deve tenere conto del numero di sedi, lavoratori, rischi, sopralluoghi, riunioni, aggiornamenti e documenti richiesti. Due clienti con lo stesso canone possono avere marginalità molto diversa.
Principio di cassa e acconti
Nel forfettario conta il principio di cassa. Anticipi per incarichi annuali, acconti per DVR o saldi su audit rilevano nell’anno in cui vengono effettivamente incassati.
Per la pianificazione fiscale è quindi utile distinguere fatture emesse, crediti aperti e somme realmente ricevute entro il 31 dicembre.
Controlli periodici consigliati
- compensi incassati per cliente;
- reddito forfettario stimato;
- Gestione Separata o Cassa professionale;
- imposta sostitutiva stimata;
- ore dedicate a sopralluoghi e trasferte;
- costi di aggiornamento professionale;
- software e banche dati;
- assicurazione professionale;
- margine per incarico RSPP o consulenza;
- convenienza aggiornata tra forfettario e ordinario.
Errori da evitare nel calcolo delle tasse
- applicare il 15% direttamente sui compensi;
- dimenticare il coefficiente del 78%;
- usare sempre il 26,07% senza verificare una Cassa professionale;
- considerare automatico il 5%;
- confondere consulenza, incarico RSPP e formazione;
- considerare ATECO 74.99.21 come abilitazione a fare RSPP;
- ignorare trasferte, formazione e assicurazione nel margine reale;
- scegliere il forfettario senza confrontare il 22% di costi presunti con quelli effettivi.
Domande frequenti
Per ATECO 74.99.21 si applica il coefficiente del 78% ai compensi, si deducono i contributi previdenziali obbligatori e sulla base residua si applica il 15% o il 5% quando spettante.
Nell’esempio con Gestione Separata al 26,07%, il reddito forfettario è 39.000 euro, i contributi sono circa 10.167 euro e l’imposta circa 4.325 euro al 15% o 1.442 euro al 5%.
Per ATECO 74.99.21 il coefficiente di redditività è del 78%, quindi il regime presume costi pari al 22% dei compensi.
Il professionista senza altra previdenza obbligatoria o Cassa propria è normalmente in Gestione Separata al 26,07%; nei casi previsti per già assicurati o pensionati può applicarsi il 24%.
No. Il consulente può assistere l’azienda senza essere formalmente nominato RSPP. Per assumere l’incarico RSPP servono i requisiti previsti dall’articolo 32 del D.Lgs. 81/2008.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
