Tasse affittacamere su 30.000 euro: calcolo forfettario 2026
Con 30.000 euro di ricavi, un affittacamere in regime forfettario determina il reddito applicando il coefficiente di redditività del 40%: la base iniziale è quindi 12.000 euro. Nel 2026, per l'attività di affittacamere iscritta alla Gestione Commercianti, l'INPS prevede una particolarità importante: non si applica il minimale annuo di reddito, quindi i contributi si calcolano sul reddito effettivo.
Il vecchio calcolo di questa pagina era incompleto perché applicava l'imposta sostitutiva prima di dedurre i contributi previdenziali. Qui rifacciamo la simulazione correttamente, distinguendo imposta al 5% e al 15% e usando i dati INPS 2026.
Calcolo tasse affittacamere su 30.000 euro: risultato rapido
| Ricavi incassati | 30.000 € |
| Coefficiente di redditività | 40% |
| Reddito forfettario | 12.000 € |
| INPS Commercianti 24,48% | 2.937,60 € |
| Contributo maternità 2026 | 7,44 € |
| Contributi previdenziali complessivi | 2.945,04 € |
| Base per imposta sostitutiva | 9.054,96 € |
| Imposta al 5% | 452,75 € |
| Imposta al 15% | 1.358,24 € |
In questa simulazione il totale teorico di contributi e imposta è quindi circa 3.397,79 euro con aliquota al 5% oppure 4.303,28 euro con aliquota al 15%. Sono valori fiscali e previdenziali: non rappresentano il guadagno netto reale dell'attività, perché vanno ancora considerati affitto o costi dell'immobile, utenze, pulizie, portali, commissioni, biancheria, manutenzioni e altri costi effettivamente sostenuti.
Codice ATECO affittacamere nel 2026
Per l'attività di affittacamere va verificato il codice che descrive concretamente il servizio svolto. Nell'ATECO 2025, il codice 55.20.42 identifica i servizi di alloggio in camere, case e appartamenti per vacanze. Il 55.20.41 è invece riferito specificamente ai bed and breakfast. Per questo non è corretto usare automaticamente il codice B&B per qualsiasi affittacamere.
Per apertura, SCIA, CIN e inquadramento operativo puoi consultare la guida dedicata alla Partita IVA per affittacamere. La classificazione va sempre coordinata con la normativa regionale e con le caratteristiche effettive della struttura.
Perché il coefficiente di redditività è 40%
Nel regime forfettario non si sottraggono dal fatturato i singoli costi documentati. Il legislatore attribuisce invece una percentuale forfettaria di costi. Con coefficiente del 40%, su 30.000 euro di ricavi il reddito fiscale iniziale è 12.000 euro; il restante 60% è la quota di costi riconosciuta in modo forfettario.
Questo non significa che l'attività abbia realmente 18.000 euro di spese. Se i costi effettivi sono molto più alti o molto più bassi, il reddito fiscale resta comunque determinato con il coefficiente finché si applica il forfettario. È uno dei punti da valutare quando si confronta il forfettario con un regime ordinario.
INPS affittacamere: perché non c'è il minimale
La regola previdenziale dell'affittacamere è diversa da quella ordinaria dei commercianti. La circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026 conferma che gli affittacamere iscritti alla Gestione Commercianti non sono soggetti al minimale annuo di reddito. Sono quindi dovuti i contributi percentuali sull'effettivo reddito, più il contributo maternità di 0,62 euro al mese.
Nel 2026 l'aliquota complessiva ordinaria per i commercianti è del 24,48%: 24% previdenziale più 0,48% aggiuntivo. Su 12.000 euro di reddito forfettario il calcolo è 12.000 × 24,48% = 2.937,60 euro. A questo importo si aggiungono 7,44 euro annui per maternità.
I contributi INPS si deducono prima dell'imposta
Questo passaggio cambia il risultato rispetto a molti calcoli semplificati. I contributi previdenziali obbligatori versati sono deducibili dal reddito forfettario prima di applicare l'imposta sostitutiva.
- Ricavi: 30.000 €.
- Reddito forfettario: 30.000 × 40% = 12.000 €.
- Contributi INPS della simulazione: 2.945,04 €.
- Base imponibile dell'imposta: 12.000 − 2.945,04 = 9.054,96 €.
- Imposta sostitutiva: 452,75 € al 5% oppure 1.358,24 € al 15%.
Imposta al 5% o al 15%?
Il 5% non spetta automaticamente perché si apre una nuova Partita IVA. È applicabile per i primi cinque periodi d'imposta solo se ricorrono i requisiti previsti per una nuova attività, tra cui l'assenza di mera prosecuzione di un'attività precedentemente svolta nei casi disciplinati dalla legge. In mancanza dei requisiti si applica il 15%.
Per questo una simulazione seria deve mostrare entrambi gli scenari. Il costo fiscale cambia di oltre 900 euro nell'esempio da 30.000 euro, mentre il calcolo previdenziale di base resta separato.
Quanto resta realmente su 30.000 euro?
Sottraendo soltanto INPS e imposta, resterebbero teoricamente circa 26.602,21 euro con imposta al 5% oppure 25.696,72 euro con imposta al 15%. Questi numeri non sono però il vero utile economico dell'affittacamere.
Nel forfettario i costi reali non riducono il reddito fiscale, ma riducono comunque il denaro che resta in tasca. Se, per esempio, spendi 12.000 euro l'anno tra canone, utenze, pulizie, commissioni e manutenzione, quel costo va sottratto dal risultato economico anche se non viene dedotto analiticamente nel calcolo dell'imposta.
Riduzione INPS del 35%: va valutata a parte
Chi applica il regime forfettario ed è iscritto alla Gestione Artigiani o Commercianti può, ricorrendone i requisiti e con la procedura prevista, accedere al regime contributivo agevolato. Per l'affittacamere la particolarità dell'assenza del minimale resta centrale: prima di applicare riduzioni occorre verificare la posizione INPS concreta. Abbiamo dedicato un approfondimento specifico alla riduzione INPS del 35% per affittacamere.
Affittacamere e limite di 85.000 euro
Il coefficiente del 40% serve a calcolare il reddito imponibile, ma non riduce i ricavi da confrontare con la soglia del regime forfettario. Se incassi 30.000 euro, ai fini del limite consideri 30.000 euro e non 12.000. La soglia ordinaria resta 85.000 euro, con le regole specifiche previste in caso di superamento e con la soglia di 100.000 euro che può determinare l'uscita immediata dal regime.
Per approfondire puoi consultare la guida ai limiti del regime forfettario 2026.
Affittacamere e B&B non sono sempre la stessa cosa
Dal punto di vista operativo è importante non confondere automaticamente affittacamere, bed and breakfast, casa vacanze e locazione breve. Possono cambiare codice ATECO, requisiti regionali, SCIA, servizi ammessi e inquadramento previdenziale. Per un B&B il riferimento ATECO 2025 è 55.20.41; per i servizi di alloggio in camere, case e appartamenti per vacanze è 55.20.42.
La classificazione ufficiale può essere verificata nella documentazione ATECO 2025 di ISTAT.
Errori da evitare nel calcolo
- usare il codice ATECO del B&B senza verificare che l'attività sia davvero un B&B;
- calcolare i contributi dell'affittacamere sul minimale ordinario dei commercianti;
- applicare l'imposta al 5% automaticamente;
- calcolare il 5% o 15% sui 12.000 euro senza prima dedurre i contributi previdenziali obbligatori;
- confondere il reddito forfettario con il guadagno economico reale;
- considerare 12.000 euro, anziché 30.000, ai fini della soglia di accesso e permanenza nel regime.
Domande frequenti
Per l'attività ricettiva considerata in questa simulazione il coefficiente di redditività è del 40%. Su 30.000 euro di ricavi il reddito forfettario iniziale è quindi 12.000 euro.
No. La circolare INPS n. 14/2026 conferma che gli affittacamere iscritti alla Gestione Commercianti non sono soggetti al minimale annuo di reddito e versano i contributi percentuali sull'effettivo reddito, oltre al contributo maternità.
Nella simulazione 2026, con coefficiente 40% e aliquota INPS Commercianti 24,48%, i contributi sono circa 2.945,04 euro inclusa la maternità. Dopo la deduzione dei contributi, l'imposta è circa 452,75 euro al 5% oppure 1.358,24 euro al 15%.
Il codice 55.20.42 identifica i servizi di alloggio in camere, case e appartamenti per vacanze; il 55.20.41 è specifico per i bed and breakfast. La scelta va verificata sulla concreta attività e sulla disciplina regionale.
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