Tasse consulente informatico su 35.000 euro: calcolo 2026
Con 35.000 euro di compensi incassati, un consulente informatico in regime forfettario con ATECO 62.20.10 determina normalmente un reddito forfettario di 23.450 euro, perché il coefficiente di redditività è del 67%. Da questo importo si calcolano i contributi alla Gestione Separata INPS e, dopo la deduzione dei contributi obbligatori effettivamente versati, l’imposta sostitutiva del 5% o del 15%.
Consulente informatico con 35.000 euro: calcolo in breve
| Voce | Calcolo | Importo |
|---|---|---|
| Compensi incassati | — | 35.000 € |
| Coefficiente di redditività | 67% | — |
| Reddito forfettario | 35.000 × 67% | 23.450 € |
| Gestione Separata INPS ordinaria | 23.450 × 26,07% | 6.113,42 € |
| Base dopo contributi deducibili | 23.450 − 6.113,42 | 17.336,58 € |
| Imposta sostitutiva al 5% | 17.336,58 × 5% | 866,83 € |
| Imposta sostitutiva al 15% | 17.336,58 × 15% | 2.600,49 € |
La tabella mostra un calcolo economico a regime per un libero professionista senza altra copertura previdenziale obbligatoria, ipotizzando che i contributi indicati siano effettivamente versati e quindi deducibili nello stesso periodo fiscale considerato. Nel primo anno i tempi dei versamenti possono cambiare il risultato della dichiarazione.
Codice ATECO 2026 del consulente informatico: 62.20.10
Con la classificazione ATECO 2025, utilizzata nel 2026, la consulenza informatica è identificata dal codice 62.20.10 – Attività di consulenza informatica. ISTAT comprende, tra l’altro, consulenza su hardware, software e sistemi informatici, sicurezza informatica e progettazione di sistemi che integrano hardware, software e tecnologie di comunicazione.
Il precedente codice 62.02.00 apparteneva alla vecchia classificazione. Il coefficiente di redditività applicabile nel forfettario resta pari al 67%. Per l’inquadramento completo puoi consultare codice ATECO consulente informatico e Partita IVA consulente informatico.
Da 35.000 euro a 23.450 euro di reddito forfettario
Nel regime forfettario non si sottraggono analiticamente notebook, licenze software, cloud, coworking, connessione, telefono, formazione o trasferte. Il reddito fiscale viene determinato applicando il coefficiente del 67% ai compensi incassati:
35.000 € × 67% = 23.450 €
Il restante 33% rappresenta i costi riconosciuti in modo forfettario. I costi realmente sostenuti possono essere più alti o più bassi, ma non modificano il coefficiente.
Quanto paga di INPS un consulente informatico nel 2026
Nel caso ordinario del consulente informatico libero professionista, senza Cassa professionale dedicata e senza altra previdenza obbligatoria, il riferimento è la Gestione Separata INPS. La circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026 fissa l’aliquota complessiva al 26,07% per i professionisti non assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie.
Su 23.450 euro di reddito forfettario:
23.450 € × 26,07% = 6.113,42 €
Per pensionati o soggetti già assicurati presso un’altra forma di previdenza obbligatoria, quando resta dovuta la Gestione Separata, l’aliquota 2026 è normalmente del 24%. Per aliquote, accredito e scadenze consulta la guida alla Gestione Separata INPS nel regime forfettario.
Imposta al 5% su 35.000 euro
Se ricorrono i requisiti per l’aliquota start-up del 5% e nel periodo considerato sono stati effettivamente versati 6.113,42 euro di contributi obbligatori deducibili, la base dell’imposta sostitutiva diventa:
23.450 € − 6.113,42 € = 17.336,58 €
L’imposta sostitutiva teorica è quindi:
17.336,58 € × 5% = 866,83 €
Contributi e imposta portano a un carico economico teorico di circa 6.980,25 euro. Restano circa 28.019,75 euro prima di sottrarre i costi reali sostenuti per lavorare.
Imposta al 15% su 35.000 euro
Se non spettano i requisiti per il 5%, sulla stessa base teorica di 17.336,58 euro si applica l’aliquota ordinaria del 15%:
17.336,58 € × 15% = 2.600,49 €
Il carico economico teorico di INPS più imposta diventa circa 8.713,91 euro. Restano circa 26.286,09 euro prima dei costi reali dell’attività. Per verificare quale aliquota ti riguarda consulta regime forfettario al 5% o al 15%.
Quanto resta al mese da 35.000 euro
Dividendo il risultato economico annuo per dodici, nello scenario al 5% restano circa 2.335 euro al mese dopo imposta e INPS; nello scenario al 15% circa 2.191 euro al mese. Non è però uno stipendio netto: da queste somme vanno ancora sottratti i costi effettivi dell’attività.
Per esempio, licenze software, hardware, assicurazione professionale, coworking, consulenze, formazione e trasferte incidono sulla liquidità ma nel forfettario non riducono analiticamente il reddito fiscale.
Attenzione al primo anno: i contributi si deducono quando vengono versati
Il vecchio calcolo applicava il 5% direttamente ai 23.450 euro e poi sommava l’INPS. Questa rappresentazione non considera che i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati sono deducibili dal reddito forfettario prima di calcolare l’imposta sostitutiva.
La parola decisiva è “versati”. Nel primo anno di Partita IVA i contributi riferibili al reddito dell’anno possono essere pagati nell’anno successivo. Se non sono ancora stati materialmente versati, non si possono trattare come una deduzione già utilizzata nel primo periodo d’imposta.
| Situazione | Imposta al 5% | Imposta al 15% |
|---|---|---|
| Nessun contributo ancora versato e deducibile nel periodo | 1.172,50 € | 3.517,50 € |
| 6.113,42 € di contributi già versati e deducibili | 866,83 € | 2.600,49 € |
Rivalsa INPS 4%: i 35.000 euro sono comprensivi o no?
Per i professionisti iscritti alla Gestione Separata la rivalsa INPS del 4% è facoltativa. Se viene addebitata al cliente, per il professionista senza Cassa dedicata entra normalmente nei compensi dell’attività. Quindi, se dici “35.000 euro di compensi”, bisogna chiarire se la cifra è già comprensiva della rivalsa oppure se il 4% viene aggiunto sopra.
Il calcolo di questa pagina assume che 35.000 euro sia il totale dei compensi fiscalmente rilevanti incassati. Per approfondire puoi leggere rivalsa INPS 4% nel regime forfettario.
35.000 e 50.000 euro: perché teniamo due calcoli distinti
Questa guida risponde alla ricerca specifica di chi vuole una simulazione su 35.000 euro. Per un importo maggiore abbiamo una pagina separata sul consulente informatico con 50.000 euro di compensi. L’intento è diverso: cambiano reddito forfettario, contributi, imposta e netto disponibile.
Errori da evitare nel calcolo
- usare il vecchio ATECO 62.02.00 invece del 62.20.10;
- calcolare il 5% o il 15% direttamente sui 35.000 euro;
- confondere compensi incassati e reddito forfettario;
- ignorare la deduzione dei contributi obbligatori effettivamente versati;
- considerare il 5% automatico per ogni nuova Partita IVA;
- considerare il risultato dopo tasse e INPS come “stipendio netto” senza sottrarre i costi reali;
- applicare il 26,07% senza verificare l’eventuale altra copertura previdenziale.
Domande frequenti
Con coefficiente del 67%, il reddito forfettario è 23.450 euro. Per un professionista senza altra previdenza obbligatoria la Gestione Separata 2026 è normalmente al 26,07%. L’imposta sostitutiva è poi del 5% o 15% sulla base determinata dopo i contributi obbligatori effettivamente versati e deducibili.
Con ATECO 2025 il codice di riferimento per l’attività di consulenza informatica è 62.20.10. Il precedente 62.02.00 apparteneva alla classificazione precedente.
Sì. I contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati relativi all’attività forfettaria sono deducibili dal reddito determinato con il coefficiente di redditività. Conta però l’anno in cui vengono realmente pagati.
Nel calcolo economico a regime restano circa 2.335 euro al mese con imposta al 5% e circa 2.191 euro con imposta al 15%, dopo imposta e INPS ma prima dei costi reali dell’attività.
Fonti ufficiali
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