I beni ammortizzabili sono beni strumentali destinati a essere utilizzati nell’attività per più esercizi e il cui costo, nei regimi che prevedono la deduzione analitica, viene normalmente ripartito nel tempo attraverso quote di ammortamento. Nel regime forfettario, invece, il costo dei beni non si deduce analiticamente: computer, macchinari, arredi e attrezzature incidono economicamente sull’attività, ma non riducono il reddito imponibile con quote annuali.
Per capire se un acquisto è ammortizzabile bisogna quindi rispondere a tre domande: il bene è realmente strumentale all’attività? ha utilità pluriennale? il regime fiscale applicato consente la deduzione analitica del costo? Solo dopo si passa a costo fiscalmente riconosciuto, coefficiente, quota annuale e registrazione nel libro cespiti.
Cosa sono i beni ammortizzabili
Un bene ammortizzabile è un bene destinato a essere impiegato stabilmente nell’attività e a produrre utilità per più periodi d’imposta. Non viene acquistato per essere rivenduto come merce e non si esaurisce normalmente in un singolo utilizzo.
Per le imprese, la disciplina fiscale dei beni materiali è contenuta nell’articolo 102 del TUIR vigente per il 2026: le quote di ammortamento sono deducibili a partire dall’esercizio in cui il bene entra in funzione e nei limiti dei coefficienti fiscali applicabili.
Bene strumentale, merce e materiale di consumo: la differenza
La stessa tipologia di oggetto può avere trattamento diverso in base alla funzione. Un computer acquistato da uno studio per lavorare è un bene strumentale; lo stesso computer acquistato da un negozio di elettronica per essere rivenduto è merce.
Carta, toner, imballaggi e piccoli materiali normalmente consumati nell’attività sono invece costi di esercizio e non cespiti, salvo situazioni particolari. La classificazione non dipende quindi solo dal nome del bene, ma dal modo in cui viene utilizzato.
Quali sono i beni ammortizzabili più comuni
Tra i beni materiali che possono essere ammortizzabili rientrano, quando effettivamente strumentali:
- computer, server e hardware;
- macchinari e impianti;
- attrezzature tecniche e professionali;
- mobili e arredi;
- veicoli, con le specifiche limitazioni fiscali previste dalla legge;
- strumenti di laboratorio e apparecchiature;
- fabbricati strumentali nei casi previsti.
Esistono poi beni immateriali, come determinati diritti, brevetti, software o licenze, che seguono regole proprie e non vanno confusi con i beni materiali disciplinati dall’articolo 102.
Quando un bene inizia a essere ammortizzato
Per il reddito d’impresa, l’ammortamento fiscale parte dall’esercizio di entrata in funzione del bene. La data di acquisto non basta se il bene non è ancora utilizzabile nell’attività.
Se un macchinario viene acquistato e consegnato a dicembre ma installato e messo in funzione a gennaio, l’avvio dell’ammortamento fiscale va collegato all’esercizio in cui entra realmente in funzione.
Come si determina il costo ammortizzabile
Il punto di partenza è il costo fiscalmente riconosciuto del bene. Oltre al prezzo di acquisto possono rilevare gli oneri accessori direttamente imputabili, per esempio trasporto, installazione o collaudo quando fanno parte del costo di acquisizione.
L’IVA detraibile non aumenta normalmente il costo fiscale; l’IVA indetraibile può invece concorrere al costo secondo le regole applicabili. Per questo non è sempre corretto prendere il totale lordo della fattura e usarlo automaticamente come base dell’ammortamento.
Coefficienti di ammortamento: non esiste una percentuale unica
I coefficienti fiscali dipendono dalla categoria del bene e dal settore in cui opera l’impresa. Il riferimento storico ancora utilizzato nel 2026 è il DM 31 dicembre 1988 e successive modifiche.
Computer, mobili, impianti, macchinari e mezzi di trasporto possono quindi avere percentuali differenti. Prima di calcolare la quota bisogna individuare il gruppo e la specie corretti per l’attività esercitata: prendere il coefficiente visto in un esempio online senza verificare il proprio settore può produrre un calcolo errato.
Primo anno: il coefficiente fiscale è ridotto
Per i beni materiali d’impresa l’articolo 102 prevede che, nel primo esercizio, il coefficiente fiscale sia ridotto alla metà. È una regola fiscale e non va confusa con l’eventuale piano civilistico adottato in bilancio.
Se, per esempio, il coefficiente massimo fiscale applicabile a un computer è il 20%, nel primo esercizio la quota massima deducibile è normalmente calcolata con il 10%, sempre dopo aver verificato che quel coefficiente sia corretto per il settore interessato.
Esempio di ammortamento di un computer da 2.000 euro
Supponiamo che un’impresa acquisti un computer strumentale per 2.000 euro e che per la relativa categoria sia applicabile un coefficiente fiscale del 20%.
- primo esercizio: coefficiente ridotto al 10%, quota massima 200 euro;
- esercizi successivi: coefficiente ordinario del 20%, quota massima 400 euro l’anno;
- ultimo esercizio: si deduce il residuo nei limiti necessari a completare il costo ammortizzabile.
L’esempio serve a mostrare il meccanismo: il coefficiente effettivo deve sempre essere verificato sulla tabella pertinente.
Beni sotto 516,46 euro: quando il costo può essere dedotto subito
Per il reddito d’impresa, l’articolo 102, comma 5, consente la deduzione integrale nell’esercizio dei beni con costo unitario non superiore a 516,46 euro. Non è quindi obbligatorio sviluppare un normale piano pluriennale di ammortamento quando ricorrono i presupposti della norma.
La soglia riguarda il costo unitario del bene. Non si può dividere artificialmente un unico bene complesso in più componenti solo per far rientrare ciascuna parte sotto 516,46 euro. Su RF trovi un approfondimento dedicato ai beni inferiori a 516,46 euro e libro cespiti.
Il regime forfettario ammortizza i beni strumentali?
No, non ai fini della determinazione analitica del reddito. Nel regime forfettario il reddito imponibile viene determinato applicando ai ricavi o compensi il coefficiente di redditività previsto per l’attività e non sottraendo i singoli costi sostenuti.
Un forfettario può quindi acquistare beni strumentali anche costosi, ma il loro costo non genera quote annuali di ammortamento deducibili. Questo non significa che sia inutile conservare fatture e dati del bene: diventano importanti per garanzie, controllo patrimoniale, eventuale vendita e soprattutto per un futuro cambio di regime.
Forfettario e soglia di 516,46 euro: attenzione a non confondere le regole
La soglia di 516,46 euro è una regola sulla deduzione dei beni di modesto valore nei regimi con determinazione analitica del reddito d’impresa. Nel forfettario non diventa una “spesa scaricabile” solo perché il bene costa meno della soglia.
Il costo resta assorbito nel meccanismo forfettario del coefficiente di redditività. Per il quadro più generale puoi leggere anche la guida sui costi deducibili della ditta individuale.
Libro cespiti e beni ammortizzabili non sono la stessa cosa
I beni ammortizzabili sono gli oggetti del processo di ammortamento; il libro cespiti è lo strumento con cui si documentano costo, entrata in funzione, coefficiente, quote, fondo ammortamento, valore residuo e dismissione.
Per questo le due domande hanno intenti distinti: “quali beni si ammortizzano e come si calcola la quota?” riguarda i beni ammortizzabili; “quali dati devo registrare e chi deve tenere il registro?” riguarda il libro cespiti.
Auto, telefoni e altri beni con limiti specifici
Non tutti i beni strumentali seguono una deducibilità piena. Per i veicoli l’articolo 164 del TUIR prevede limiti e percentuali che cambiano in base all’uso del mezzo; per le apparecchiature di comunicazione elettronica esistono regole specifiche sulla deducibilità.
Il coefficiente di ammortamento indica quindi la velocità massima fiscale con cui ripartire il costo, ma non garantisce che l’intero costo del bene sia deducibile. Prima bisogna verificare eventuali limiti speciali.
Beni immateriali: software, licenze, brevetti e diritti
I beni immateriali non vanno trattati automaticamente come un macchinario o un computer. Il TUIR dedica regole specifiche all’ammortamento di diritti di utilizzazione, brevetti, marchi, concessioni e altre immobilizzazioni immateriali.
Un abbonamento mensile a un software cloud, inoltre, non è automaticamente un bene immateriale ammortizzabile: spesso è un servizio periodico. Bisogna distinguere tra acquisto di un diritto pluriennale e semplice canone di utilizzo.
Leasing e noleggio: il bene non è automaticamente un cespite dell’utilizzatore
Con il noleggio si paga normalmente per l’utilizzo di un bene che resta di proprietà del fornitore. Nel leasing la disciplina fiscale riguarda i canoni e il contratto, con regole diverse dall’acquisto diretto.
Prima di iscrivere un bene tra i propri cespiti occorre quindi verificare titolo di proprietà, contratto e regime fiscale applicabile. Il fatto che un bene venga usato ogni giorno nell’attività non significa, da solo, che debba essere ammortizzato dall’utilizzatore.
Vendita, rottamazione e dismissione
Quando un bene ammortizzabile esce dall’attività, la sua storia fiscale non va cancellata. Bisogna documentare vendita, rottamazione, perdita o altra dismissione e determinare il valore residuo ancora non ammortizzato.
La cessione può produrre effetti reddituali e IVA diversi in base al tipo di bene e al regime applicato. Conservare una scheda cespite aggiornata riduce il rischio di errori al momento dell’uscita del bene.
Passaggio dal forfettario all’ordinario
Se un contribuente esce dal forfettario e torna a un regime con deduzione analitica, i beni acquistati prima o durante il periodo forfettario devono essere ricostruiti correttamente. Non è corretto partire automaticamente dal prezzo originario e iniziare un nuovo ammortamento come se il bene fosse appena acquistato.
Serve verificare la storia fiscale, il periodo di possesso e le regole applicabili al passaggio. Il tema è approfondito nella guida sul ritorno all’ordinario e ammortamento dei beni strumentali.
Dal 2027 cambia il numero dell’articolo del TUIR
Nel 2026 la disciplina generale dell’ammortamento dei beni materiali d’impresa continua a essere richiamata dall’articolo 102 del DPR 917/1986. Il nuovo Testo unico delle imposte sui redditi, approvato con il D.Lgs. 117/2026, si applicherà dal 1° gennaio 2027 e trasferisce questa disciplina nell’articolo 111.
La sostanza della guida resta quindi evergreen, ma dal 2027 i riferimenti normativi dovranno essere letti secondo la nuova numerazione. È un punto utile soprattutto per chi confronta documenti, software e articoli pubblicati in anni differenti.
Errori frequenti sui beni ammortizzabili
- considerare cespite qualsiasi acquisto dell’attività;
- confondere merce da rivendere e bene strumentale;
- iniziare l’ammortamento dalla data della fattura anziché dall’entrata in funzione;
- usare un coefficiente senza verificare settore e categoria del bene;
- applicare la soglia di 516,46 euro a componenti di un unico bene complesso;
- credere che il forfettario possa dedurre il costo perché il bene è strumentale;
- ignorare i limiti specifici previsti per auto e altri beni;
- confondere acquisto, leasing e noleggio.
Fonti ufficiali
- Normattiva — TUIR, articolo 102: ammortamento dei beni materiali
- Normattiva — DPR 633/1972, articolo 19-bis.2: rettifica IVA sui beni ammortizzabili
- Normattiva — D.Lgs. 117/2026, nuovo Testo unico delle imposte sui redditi
Domande frequenti
Che differenza c’è tra bene strumentale e bene ammortizzabile?
Il bene strumentale è utilizzato nell’attività. Diventa fiscalmente ammortizzabile quando ricorrono le condizioni previste dal regime applicato e la sua utilità si estende normalmente a più esercizi.
Un computer è sempre un bene ammortizzabile?
No. Per chi lo usa stabilmente nell’attività può essere un bene strumentale; per chi lo acquista per rivenderlo è merce. Nel forfettario, inoltre, non genera quote analitiche di ammortamento deducibili.
Un bene da 500 euro si ammortizza?
Nel reddito d’impresa, se il costo unitario non supera 516,46 euro e ricorrono i presupposti dell’articolo 102, il costo può essere dedotto integralmente nell’esercizio invece di essere ripartito su più anni.
Il forfettario può ammortizzare auto o computer?
No ai fini del calcolo analitico del reddito: il regime forfettario determina l’imponibile applicando il coefficiente di redditività ai ricavi o compensi, senza dedurre le singole quote di ammortamento.
Quale coefficiente di ammortamento devo usare?
Dipende dalla categoria del bene e dal settore di attività. Va verificata la tabella del DM 31 dicembre 1988 e, quando esistono, le regole speciali previste per il bene interessato.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
