1.500 euro lordi quanto sono netti in Partita IVA? Calcolo 2026
1.500 euro lordi al mese in Partita IVA non corrispondono a un unico netto. Se ipotizziamo 1.500 € incassati ogni mese, quindi 18.000 € annui, un professionista in regime forfettario con coefficiente di redditività del 78%, Gestione Separata INPS al 26,07% e imposta sostitutiva al 5% ottiene circa 1.152 € netti al mese. Con imposta al 15% il netto scende a circa 1.065 € al mese. Il risultato cambia se il coefficiente ATECO è diverso o se sei artigiano/commerciante.
1.500 euro lordi: il netto in breve
| Caso | Netto mensile stimato | Netto annuo stimato |
|---|---|---|
| Professionista 78% - imposta 5% | 1.151,73 € | 13.820,78 € |
| Professionista 78% - imposta 15% | 1.065,23 € | 12.782,81 € |
| Attività con coefficiente 67% - imposta 5% | 1.200,85 € | 14.410,16 € |
| Attività con coefficiente 67% - imposta 15% | 1.126,55 € | 13.518,56 € |
Le cifre sono simulazioni fiscali e previdenziali. Non sottraggono i costi reali dell'attività, come software, attrezzatura, telefono, commercialista, assicurazioni o spazi di lavoro.
Cosa significa davvero “1.500 euro lordi” per una Partita IVA
Per evitare l'equivoco tipico delle pagine sul lordo-netto, qui per 1.500 euro lordi intendiamo 1.500 € di compensi incassati nel mese, esclusa l'eventuale IVA. Se la cifra si ripete per dodici mesi, gli incassi annui sono 18.000 €. Le imposte non si calcolano fattura per fattura: il conto reale si chiude sul totale dell'anno.
Se invece 1.500 € rappresentano una sola fattura dentro un anno in cui incassi molto di più, non puoi attribuire a quella fattura un netto fiscale definitivo. Devi considerare il reddito annuale, il tuo coefficiente di redditività, i contributi effettivamente versati e l'aliquota dell'imposta sostitutiva.
Esempio 1: professionista con coefficiente 78%
È il caso tipico di molti professionisti senza Cassa autonoma. Con 18.000 € annui di incassi e coefficiente 78%, il reddito forfettario è:
18.000 × 78% = 14.040 €.
Applicando la Gestione Separata INPS 2026 al 26,07%, i contributi stimati sono circa 3.660,23 €. La base per l'imposta sostitutiva, ipotizzando contributi integralmente deducibili nell'anno, è circa 10.379,77 €.
Con aliquota al 5% l'imposta è circa 518,99 € e il netto fiscale/previdenziale annuo è circa 13.820,78 €, cioè 1.151,73 € al mese. Con aliquota al 15% l'imposta sale a circa 1.556,97 € e il netto scende a 12.782,81 € annui, cioè 1.065,23 € al mese.
Esempio 2: coefficiente di redditività 67%
Con lo stesso incasso di 18.000 €, ma coefficiente 67%, il reddito forfettario scende a 12.060 €. Se l'attività rientra in un gruppo con coefficiente 67% e il titolare è iscritto alla Gestione Separata, i contributi stimati sono circa 3.144,04 €.
La simulazione porta a circa 1.200,85 € netti al mese al 5% e 1.126,55 € al mese al 15%. Il motivo è semplice: nel forfettario il coefficiente determina quanta parte degli incassi viene considerata reddito imponibile. Un coefficiente più basso non significa automaticamente che l'attività sia più conveniente: i costi reali restano a tuo carico e non si deducono analiticamente.
Esempio 3: commerciante con contributi fissi INPS
Per artigiani e commercianti il calcolo cambia molto. Nel 2026 il minimale di reddito INPS è 18.808 €; il contributo minimo annuo è pari a 4.521,36 € per gli artigiani e 4.611,64 € per i commercianti. Per questo, a livelli di incasso bassi il peso dei contributi fissi è molto più rilevante rispetto alla Gestione Separata.
Ad esempio, ipotizzando un commerciante con coefficiente 40%, 18.000 € di incassi generano 7.200 € di reddito forfettario. Senza applicare l'eventuale riduzione contributiva del 35%, il contributo minimo commercianti assorbe 4.611,64 €. In una simulazione semplificata il netto fiscale/previdenziale resta attorno a 1.105 € mensili al 5% o 1.083 € al 15%, prima dei costi reali dell'attività.
Per questo non è corretto usare la simulazione del professionista 78% anche per negozi, artigiani o imprese.
Il 5% e il 15% cambiano davvero il risultato
L'imposta sostitutiva al 5% o al 15% non si applica direttamente ai 1.500 € incassati. Si applica al reddito forfettario dopo la deduzione dei contributi previdenziali obbligatori versati. Il 5% è riservato alle nuove attività che rispettano i requisiti previsti dalla legge e non spetta automaticamente a chi apre una Partita IVA.
Primo anno: perché il netto può essere diverso
La simulazione principale usa un modello “a regime”, cioè considera i contributi obbligatori pagati e deducibili dalla base dell'imposta sostitutiva. Nel primo anno la tempistica dei versamenti può rendere il risultato diverso: se non hai ancora contributi dell'anno precedente da dedurre, la base fiscale può essere più alta.
Nel caso del professionista 78%, una stima prudenziale di primo anno porta a circa 1.136 € mensili al 5% e circa 1.019 € al 15%. È una differenza importante quando stai decidendo quanto chiedere ai clienti o quanto mettere da parte.
Una fattura da 1.500 euro non ha un netto autonomo definitivo
Se emetti una singola fattura da 1.500 €, non significa che dopo quella fattura tu possa considerare definitivamente “netti” 1.152 € o 1.065 €. Tasse e contributi dipendono dal totale dell'anno. Le cifre di questa pagina sono utili perché annualizzano l'esempio: 1.500 € al mese × 12 = 18.000 € annui.
Se incassi 1.500 € una sola volta e poi altri importi, usa il totale annuale nel nostro calcolatore tasse del regime forfettario.
Netto fiscale e soldi realmente spendibili non sono la stessa cosa
Il netto fiscale/previdenziale sottrae imposte e contributi. Non sottrae però i costi reali. Se, per esempio, spendi 150 € al mese per software, telefono, pubblicità e consulenze, un netto fiscale di 1.151,73 € diventa circa 1.001,73 € di disponibilità prima di altre spese personali. Con 300 € di costi reali scende a circa 851,73 €.
Questo è uno dei motivi per cui un forfettario deve ragionare sul margine reale e non solo sull'aliquota fiscale.
1.500 euro lordi e 1.500 euro netti sono due domande opposte
Qui partiamo da 1.500 € lordi e stimiamo quanto resta. Se invece il tuo obiettivo è avere 1.500 € netti al mese, devi fare il calcolo inverso: con coefficiente 78% e Gestione Separata servono circa 1.954 € al mese al 5% o circa 2.112 € al 15%.
Per quel calcolo trovi la guida dedicata: quanto fatturare per avere 1.500 € netti al mese. Tenere separate le due domande evita uno degli errori più comuni nelle simulazioni online.
Da 18.000 a 20.000 e 24.000 euro annui: come cambia il quadro
1.500 € al mese equivalgono a 18.000 € annui. Se il tuo fatturato cresce, puoi confrontare il risultato con le nostre simulazioni dedicate a 20.000 € lordi e 24.000 € lordi. In questo modo puoi vedere quanto aumenta il netto e quanto pesa l'incremento di contributi e imposta.
Fonti ufficiali 2026 usate per il calcolo
Per la Gestione Separata utilizziamo l'aliquota del 26,07% comunicata dall'INPS per i professionisti senza altra previdenza obbligatoria nella Circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026. Per artigiani e commercianti, minimale, contributi fissi e aliquote 2026 derivano dalla Circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026.
Calcola il tuo caso reale
Il modo più utile di usare questi numeri è sostituire alle ipotesi standard il tuo codice ATECO, la tua previdenza e la tua aliquota. Puoi partire dal simulatore tasse e contributi e verificare anche la nostra guida alla Gestione Separata INPS.
Domande frequenti
1.500 euro lordi al mese quanto sono netti in forfettario?
Con coefficiente 78%, Gestione Separata 26,07% e imposta al 5%, circa 1.152 € al mese; con imposta al 15%, circa 1.065 €. La simulazione annualizza 1.500 € mensili in 18.000 € di incassi annui.
1.500 euro lordi sono uno stipendio o una fattura?
Questa guida riguarda la Partita IVA. Per un lavoratore dipendente il calcolo è completamente diverso perché entrano in gioco RAL, IRPEF, detrazioni, addizionali, mensilità e CCNL.
Con coefficiente 67% il netto è uguale?
No. Nella simulazione con Gestione Separata è circa 1.201 € al mese al 5% e 1.127 € al 15%, prima dei costi reali.
Un commerciante con 1.500 euro al mese ha lo stesso netto?
No. Artigiani e commercianti hanno contributi INPS minimi fissi che incidono molto a bassi livelli di incasso; il risultato va calcolato separatamente.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.