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Regime Forfettario
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CONSULENZE FORFETTARIO

1.500 euro netti al mese nel forfettario: quanto fatturare nel 2026

Domanda di Giacomo da Pisa: «Quanto devo fatturare per guadagnare 1.500 euro in regime forfettario?»

Se sei un libero professionista in regime forfettario con coefficiente di redditività del 78%, iscritto alla Gestione Separata INPS e vuoi ottenere 1.500 euro netti al mese dopo imposta sostitutiva e contributi, nel 2026 devi incassare circa 1.954 euro al mese con imposta al 5% oppure circa 2.112 euro al mese con imposta al 15%.

Su base annua significa circa 23.443 euro di ricavi con il 5% oppure 25.347 euro con il 15%, nell’ipotesi di Gestione Separata al 26,07%. Questo “netto” è però al netto di tasse e contributi, non delle spese reali dell’attività: software, commercialista, computer, assicurazioni, coworking, pubblicità e altri costi aziendali restano da pagare con ciò che ti rimane.

1.500 euro netti: quanto fatturare nel 2026

IpotesiLordo mensile necessarioLordo annuo necessarioNetto annuo dopo tasse e contributi
Coefficiente 78%, GS 26,07%, imposta 5%1.953,58 €23.442,95 €18.000 €
Coefficiente 78%, GS 26,07%, imposta 15%2.112,21 €25.346,55 €18.000 €

I valori sono calcolati con la deduzione dei contributi previdenziali prima dell’imposta sostitutiva. Per preventivi e budget conviene comunque arrotondare verso l’alto, perché il reddito reale dell’anno può cambiare e gli importi previdenziali vengono liquidati sulla base della dichiarazione.

Le ipotesi del calcolo: quando questi numeri sono validi

Il risultato di 1.954 o 2.112 euro mensili non è valido per ogni Partita IVA. È riferito a un caso molto preciso e frequente tra i professionisti:

  • regime forfettario;
  • coefficiente di redditività 78%;
  • Gestione Separata INPS;
  • aliquota contributiva 2026 del 26,07% per il professionista non assicurato presso altra previdenza obbligatoria;
  • imposta sostitutiva al 5% oppure al 15%;
  • obiettivo: 18.000 euro annui dopo imposta e contributi;
  • nessuna Cassa professionale;
  • nessun costo aziendale sottratto dal “netto” finale.

L’aliquota della Gestione Separata 2026 è indicata nella circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026.

Come si calcola il netto nel forfettario

Il calcolo non consiste nel sottrarre semplicemente il 5% o il 15% dal fatturato. Prima si applica il coefficiente di redditività, poi si calcolano i contributi e infine si applica l’imposta sostitutiva sulla base fiscale ridotta dai contributi previdenziali obbligatori deducibili.

  1. ricavi × coefficiente = reddito forfettario;
  2. reddito forfettario × aliquota INPS = contributi;
  3. reddito forfettario − contributi deducibili = base dell’imposta sostitutiva;
  4. base dell’imposta × 5% o 15% = imposta;
  5. ricavi − contributi − imposta = netto teorico dopo oneri fiscali e previdenziali.

La disciplina del reddito forfettario e della deduzione dei contributi obbligatori è contenuta nella Legge 190/2014 su Normattiva.

Calcolo completo con imposta al 5%

Per ottenere esattamente 18.000 euro annui dopo tasse e contributi, il lordo teorico necessario è 23.442,95 euro.

Ricavi annui23.442,95 €
Reddito forfettario 78%18.285,50 €
Gestione Separata 26,07%4.767,03 €
Base imposta dopo contributi13.518,47 €
Imposta sostitutiva 5%675,92 €
Netto teorico annuo18.000 €

Dividendo 23.442,95 euro per dodici mesi ottieni circa 1.953,58 euro di incassi mensili. Arrotondare a 1.960-2.000 euro al mese può essere prudente se vuoi assorbire piccoli scostamenti e non lavorare su un numero matematicamente “tirato”.

Calcolo completo con imposta al 15%

Con l’aliquota ordinaria del forfettario al 15%, per ottenere gli stessi 18.000 euro annui netti dopo imposta e contributi occorrono circa 25.346,55 euro di ricavi.

Ricavi annui25.346,55 €
Reddito forfettario 78%19.770,31 €
Gestione Separata 26,07%5.154,12 €
Base imposta dopo contributi14.616,19 €
Imposta sostitutiva 15%2.192,43 €
Netto teorico annuo18.000 €

Il lordo mensile teorico è quindi 2.112,21 euro. Per un budget prudenziale puoi ragionare su circa 2.150 euro mensili, soprattutto se i tuoi incassi non sono perfettamente regolari.

La formula inversa per passare dal netto al fatturato

Se vuoi calcolare direttamente quanto fatturare partendo dal netto desiderato, puoi usare questa formula, valida nello scenario proporzionale di un professionista in Gestione Separata:

Percentuale netta = 1 − coefficiente × [aliquota INPS + aliquota imposta − (aliquota INPS × aliquota imposta)]

Poi:

Lordo necessario = netto desiderato ÷ percentuale netta

Con coefficiente 78%, INPS 26,07% e imposta 5%, la percentuale che resta dopo oneri è circa 76,782%. Con imposta 15% scende a circa 71,016%.

Perché non basta sommare 26,07% + 15%

Un errore frequente è sommare l’aliquota INPS e quella fiscale e sottrarle direttamente dal reddito. In realtà i contributi previdenziali obbligatori riducono la base su cui viene calcolata l’imposta sostitutiva. Se ignori questa deduzione, sovrastimi l’imposta e quindi il fatturato necessario.

Per questo un calcolo rapido può suggerire cifre leggermente più alte, mentre il calcolo puntuale porta a circa 1.954 euro al 5% e 2.112 euro al 15% nelle ipotesi indicate.

1.500 euro “netti” non significa 1.500 euro realmente spendibili

Questo è il punto più importante per usare correttamente i numeri. I 1.500 euro del nostro calcolo sono il risultato dopo imposta sostitutiva e contributi previdenziali, ma prima delle spese economiche dell’attività.

Se ogni mese spendi 150 euro di commercialista e software, 100 euro di coworking, 80 euro di assicurazione e 120 euro tra telefono, formazione e strumenti, hai circa 450 euro di costi reali. Per avere davvero 1.500 euro personali disponibili dopo anche queste spese, l’obiettivo economico deve essere più alto.

Esempio con 300 euro di costi reali al mese

Se vuoi 1.500 euro personali al mese e sostieni 300 euro mensili di costi aziendali, devi puntare a un risultato dopo tasse e contributi di circa 1.800 euro, non 1.500. Con le stesse ipotesi, il lordo necessario aumenta proporzionalmente.

Questo è il motivo per cui il fatturato obiettivo dovrebbe essere costruito partendo da tre livelli distinti: netto personale desiderato + costi aziendali reali + tasse e contributi.

Artigiani e commercianti: questo calcolo non va copiato

Per artigiani e commercianti esiste una contribuzione minima annua e il rapporto tra ricavi e contributi non è lineare come nella Gestione Separata. Nel 2026 il minimale di reddito è 18.808 euro e i contributi minimi possono incidere molto sui livelli di fatturato bassi.

Un commerciante con coefficiente 40% non può quindi prendere il risultato di 2.112 euro mensili e considerarlo valido per sé. Deve usare il proprio coefficiente, il minimale INPS, l’eventuale riduzione contributiva e la propria struttura di costi.

Professionisti con Cassa: avvocati, psicologi, ingegneri e altri

Se sei iscritto a una Cassa professionale, il risultato cambia ancora. Cassa Forense, ENPAP, Inarcassa, ENPAM e gli altri enti applicano regole proprie su contributo soggettivo, integrativo, minimi e agevolazioni.

In questi casi devi sostituire la Gestione Separata del 26,07% con la struttura previdenziale effettiva della tua professione. Il coefficiente fiscale può restare 78% per molte professioni, ma la previdenza cambia il netto.

Quanto mettere da parte ogni mese

Anche se il calcolo produce 1.500 euro netti “economici”, tasse e contributi non vengono trattenuti automaticamente quando incassi la fattura. Devi accantonare la liquidità per pagarli alle scadenze.

La guida su quanto mettere da parte per tasse e INPS nel forfettario spiega perché una quota prudenziale può essere superiore al carico teorico e come gestire saldo e acconti.

Usa il simulatore per il tuo coefficiente

Se il tuo coefficiente non è 78%, se sei artigiano o commerciante oppure vuoi simulare un fatturato diverso, usa il simulatore tasse e contributi del regime forfettario 2026. Il vantaggio è separare correttamente reddito forfettario, previdenza e imposta sostitutiva.

Checklist per fissare il tuo fatturato obiettivo

  1. definisci il netto personale mensile che vuoi davvero;
  2. aggiungi i costi aziendali reali mensili;
  3. individua il tuo coefficiente di redditività;
  4. verifica se l’imposta è al 5% o 15%;
  5. identifica Gestione Separata, Artigiani/Commercianti o Cassa;
  6. calcola il lordo necessario;
  7. aggiungi un margine di sicurezza per mesi senza incassi, ferie, malattia e ritardi di pagamento;
  8. controlla durante l’anno che il fatturato obiettivo resti compatibile con i limiti del regime.

Domande frequenti

Quanto devo fatturare per avere 1.500 euro netti al mese nel forfettario?

Per un professionista con coefficiente 78% e Gestione Separata INPS 26,07%, circa 1.954 euro al mese con imposta al 5% e circa 2.112 euro con imposta al 15%.

Quanto devo fatturare all’anno con il 5%?

Nelle stesse ipotesi, circa 23.443 euro annui per ottenere 18.000 euro dopo imposta e contributi.

Quanto devo fatturare all’anno con il 15%?

Con coefficiente 78% e Gestione Separata 26,07%, circa 25.347 euro annui per ottenere 18.000 euro dopo imposta e contributi.

I 1.500 euro sono netti anche dei costi del commercialista e del lavoro?

No. Il calcolo considera imposta sostitutiva e contributi previdenziali. I costi reali dell’attività devono essere sottratti separatamente dal risultato.

Il calcolo vale anche per commercianti e artigiani?

No. Artigiani e commercianti hanno contributi minimi e coefficienti diversi. Devono usare un calcolo specifico per la propria attività e posizione INPS.

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