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Regime Forfettario
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CONSULENZE FORFETTARIO

Cablaggi automotive e ferramenta: ATECO, tasse e INPS nel forfettario

Cablaggi automotive e commercio di ferramenta possono convivere nella stessa Partita IVA, ma vanno inquadrati con codici ATECO diversi e con coefficienti di redditività differenti. Se l’attività consiste nella produzione o nell’assemblaggio di cablaggi destinati agli autoveicoli, il riferimento più coerente in ATECO 2025 è 29.31.00; per la vendita al dettaglio di ferramenta resta invece 47.52.10.

Il vecchio inquadramento con i codici 43.21.01 e 43.21.02 non è adatto alla normale produzione di cablaggi automotive: quei codici riguardano installazioni elettriche in edifici o reti di telecomunicazione. La distinzione è importante perché cambia anche il coefficiente del regime forfettario e quindi il calcolo delle tasse.

ATECO 29.31.00 per produzione e assemblaggio di cablaggi automotive

La classificazione ATECO 2025 di ISTAT include nel codice 29.31.00 – Fabbricazione di apparecchiature elettriche ed elettroniche per autoveicoli anche la fabbricazione di insiemi di cavi, cablaggi e assemblaggi destinati alle applicazioni su autoveicoli.

Il codice è quindi coerente quando l’attività consiste nel realizzare o assemblare cablaggi, fasci di cavi e componenti elettrici destinati al settore automotive. Il riferimento ufficiale è nella classificazione ATECO 2025 di ISTAT.

Quando 29.31.00 non è il codice giusto

Se non produci cablaggi ma intervieni direttamente su automobili già esistenti per installare, sostituire o riparare impianti elettrici ed elettronici, l’attività cambia natura. In ATECO 2025 l’area di riferimento diventa 95.31.10 – Riparazione e manutenzione meccanica, elettrica ed elettronica di autoveicoli.

In questo secondo caso possono entrare anche gli obblighi dell’autoriparazione e della meccatronica previsti dalla normativa di settore. La Camera di Commercio richiede una verifica specifica dei requisiti professionali per le imprese che operano direttamente sui veicoli. Per questo, prima dell’apertura, va chiarito se realizzi componenti per l’automotive oppure se svolgi lavori di autoriparazione sui mezzi dei clienti.

Perché i codici 43.21.01 e 43.21.02 non descrivono il normale cablaggio automotive

Il codice 43.21.01 riguarda installazioni elettriche negli edifici, mentre 43.21.02 riguarda cablaggi per telecomunicazioni e altre reti. Sono quindi codici collegati all’impiantistica e all’edilizia, non alla fabbricazione di cablaggi destinati agli autoveicoli.

Usarli per un’attività manifatturiera automotive può portare a un inquadramento poco coerente e, nel forfettario, a un coefficiente di redditività diverso da quello effettivamente collegato all’attività svolta.

ATECO 47.52.10 per il commercio di ferramenta

Per la seconda attività, se vendi al dettaglio ferramenta, utensili, vernici, materiale elettrico o termoidraulico, il codice ATECO 2025 di riferimento è 47.52.10 – Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro e materiale elettrico e termoidraulico.

Questa attività è commerciale e normalmente comporta iscrizione al Registro Imprese, adempimenti SUAP/SCIA quando richiesti e previdenza nella Gestione Commercianti, salvo il coordinamento con l’eventuale attività artigiana prevalente.

Una sola Partita IVA con due codici ATECO

Non serve aprire due Partite IVA. Puoi indicare un’attività principale e una secondaria sulla stessa posizione fiscale. Il punto fondamentale, nel regime forfettario, è separare i ricavi delle due attività quando applicano coefficienti di redditività diversi.

Il codice principale va scelto in base all’attività realmente prevalente e non in base al coefficiente fiscale più conveniente. Se il cablaggio genera la maggior parte dei ricavi, sarà normalmente l’attività principale; se prevale il negozio di ferramenta, la situazione sarà opposta.

Coefficienti di redditività: 67% per cablaggi e 40% per ferramenta

Con ATECO 29.31.00 il coefficiente di redditività del forfettario è 67%. Con ATECO 47.52.10, appartenente al commercio al dettaglio, il coefficiente è invece 40%.

Questo significa che non puoi sommare i ricavi e applicare un unico coefficiente. Prima devi calcolare il reddito forfettario di ciascuna attività, poi sommare i risultati. Per il quadro generale puoi consultare anche ATECO 2025 e coefficienti di redditività.

Esempio: 12.000 euro di cablaggi e 8.000 euro di ferramenta

Riprendiamo il caso originario con 20.000 euro di ricavi complessivi, ipotizzando 12.000 euro di attività automotive e 8.000 euro di commercio.

  • cablaggi automotive: 12.000 × 67% = 8.040 euro;
  • ferramenta: 8.000 × 40% = 3.200 euro;
  • reddito forfettario complessivo prima dei contributi = 11.240 euro.

Il vecchio calcolo arrivava a 13.520 euro perché applicava l’86% alla parte automotive. Con l’inquadramento 29.31.00 il risultato cambia in modo significativo.

INPS: Artigiani o Commercianti se svolgi entrambe le attività?

La parte previdenziale va verificata sulla struttura concreta dell’impresa. Un’attività manifatturiera svolta personalmente può comportare l’iscrizione alla Gestione Artigiani; il commercio al dettaglio ricade invece nella Gestione Commercianti.

Quando la stessa persona esercita contemporaneamente attività che rientrano nelle gestioni Artigiani e Commercianti, il criterio della attività prevalente resta rilevante per individuare la gestione dei lavoratori autonomi. La circolare INPS 78/2013 chiarisce proprio l’applicazione del criterio di prevalenza tra attività artigiane e commerciali.

Non è quindi corretto sommare automaticamente due contributi minimi annuali. Va prima definita l’attività prevalente e l’inquadramento assegnato alla ditta.

Contributi minimi 2026

Per il 2026 il reddito minimale di riferimento è pari a 18.808 euro. L’INPS indica aliquote del 24% per gli artigiani e del 24,48% per i commercianti, inclusa l’aliquota aggiuntiva prevista per il commercio.

I contributi minimi annuali sono pari a circa 4.521,36 euro per gli artigiani e 4.611,64 euro per i commercianti. Gli importi e le aliquote sono riportati nella circolare INPS sui contributi Artigiani e Commercianti 2026.

Quanto pagheresti con 20.000 euro di ricavi

Con un reddito forfettario complessivo di 11.240 euro resti sotto il minimale di 18.808 euro. In un anno intero, quindi, non avresti contributi percentuali eccedenti il minimale: il costo previdenziale sarebbe quello minimo della gestione applicabile.

Se, per esempio, l’attività prevalente fosse commerciale e il contributo minimo fosse 4.611,64 euro, una simulazione semplificata sarebbe:

  • reddito forfettario prima dei contributi: 11.240 euro;
  • contributi INPS: 4.611,64 euro;
  • base dopo la deduzione dei contributi: 6.628,36 euro;
  • imposta sostitutiva al 15%: circa 994,25 euro.

Il totale indicativo tra contributi e imposta sarebbe quindi circa 5.605,89 euro. Se avessi diritto al 5%, l’imposta sarebbe circa 331,42 euro e il totale circa 4.943,06 euro.

Se prevale l’attività artigiana

Con il contributo minimo artigiani di 4.521,36 euro, a parità di reddito forfettario:

  • 11.240 − 4.521,36 = 6.718,64 euro;
  • imposta al 15% = circa 1.007,80 euro;
  • totale contributi + imposta = circa 5.529,16 euro.

Con aliquota al 5%, l’imposta sarebbe circa 335,93 euro e il totale circa 4.857,29 euro.

La riduzione INPS del 35% può cambiare il risultato

Se adotti il regime forfettario e ricorrono i requisiti, per Artigiani e Commercianti puoi chiedere il regime contributivo agevolato con riduzione del 35%. Non è automatico e va richiesto nei modi previsti dall’INPS.

La riduzione abbassa i contributi ma riduce anche l’importo deducibile dal reddito forfettario; per questo il risparmio netto non coincide semplicemente con il 35% del contributo. Puoi approfondire nella guida riduzione contributi INPS del 35%.

Il limite di 85.000 euro si guarda sul totale delle attività

Con più codici ATECO il limite del regime forfettario non si moltiplica. Gli 85.000 euro vanno verificati sommando ricavi e compensi di tutte le attività esercitate con la stessa Partita IVA.

Anche la soglia dei 100.000 euro per la cessazione immediata del forfettario va verificata sul totale. Non hai quindi 85.000 euro per i cablaggi più altri 85.000 euro per la ferramenta.

Il 5% non dipende dal codice ATECO

L’imposta sostitutiva al 5% non nasce dal fatto che l’attività è artigiana, commerciale o manifatturiera. Devi rispettare i requisiti previsti per la nuova attività. Se non li possiedi, l’aliquota ordinaria del forfettario è il 15%.

Inoltre, aggiungere in seguito un secondo codice ATECO non fa ripartire automaticamente un nuovo quinquennio agevolato. Per i requisiti puoi consultare regime forfettario al 5% o 15%.

Altri costi da considerare oltre a tasse e INPS

La simulazione fiscale non comprende tutti i costi reali dell’attività. A seconda dell’inquadramento possono esserci diritto annuale camerale, eventuale INAIL, costi SUAP/SCIA, requisiti tecnici, assicurazioni, locali, attrezzature e consulenza contabile.

Se operi direttamente sui veicoli come autoriparatore, devi inoltre verificare i requisiti professionali previsti per l’attività di meccatronica. Se apri un punto vendita di ferramenta, vanno verificati gli adempimenti commerciali del Comune competente.

Errori da evitare

  • usare 43.21.01 o 43.21.02 per la normale produzione di cablaggi automotive;
  • confondere produzione di cablaggi con riparazione elettrica sui veicoli;
  • applicare l’86% alla produzione automotive senza verificare il corretto ATECO;
  • applicare un solo coefficiente a ricavi che derivano da due attività diverse;
  • sommare automaticamente due contributi minimi INPS senza verificare l’attività prevalente;
  • calcolare l’imposta sostitutiva prima della deduzione dei contributi obbligatori versati;
  • considerare 85.000 euro come limite separato per ogni codice ATECO.

Domande frequenti

Posso fare cablaggi automotive e vendere ferramenta con la stessa Partita IVA?

Sì. Puoi utilizzare più codici ATECO sulla stessa Partita IVA, mantenendo separati i ricavi quando i coefficienti di redditività sono diversi.

Quale ATECO usare per assemblare cablaggi destinati alle automobili?

Se produci o assembli cablaggi e insiemi di cavi destinati agli autoveicoli, ATECO 2025 include queste attività nel codice 29.31.00.

Quale ATECO usare se installo o riparo cablaggi direttamente sull’auto?

In quel caso l’attività può rientrare nella riparazione e manutenzione elettrica ed elettronica di autoveicoli, codice 95.31.10, con verifica dei requisiti dell’autoriparazione.

Con 20.000 euro di ricavi pago contributi oltre il minimo?

Nell’esempio 12.000 euro di cablaggi e 8.000 euro di ferramenta producono 11.240 euro di reddito forfettario prima dei contributi, quindi sotto il minimale 2026 di 18.808 euro. In un anno intero resterebbe dovuto il contributo minimo della gestione applicabile, salvo riduzioni o particolarità personali.

In sintesi

Per cablaggi automotive e commercio di ferramenta il punto decisivo è classificare correttamente le due attività. La produzione o l’assemblaggio di cablaggi per autoveicoli trova un riferimento specifico in ATECO 29.31.00 con coefficiente 67%; il commercio di ferramenta usa 47.52.10 con coefficiente 40%. Con 12.000 euro di cablaggi e 8.000 euro di ferramenta il reddito forfettario è 11.240 euro prima dei contributi, non 13.520 euro. L’INPS va poi definito in base all’inquadramento e alla prevalenza tra attività artigiana e commerciale, evitando di sommare automaticamente due minimali.

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