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Spese fisioterapista forfettario: cosa si può dedurre

Fisioterapista in regime forfettario al lavoro con fatture e calcolatrice

Nel regime forfettario un fisioterapista non deduce analiticamente le normali spese professionali come affitto dello studio, lettino, strumenti, software, formazione o carburante. Il reddito viene determinato applicando ai compensi incassati il coefficiente di redditività 78%.

La principale eccezione da distinguere sono i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati, che possono essere dedotti dal reddito forfettario secondo le regole fiscali. È quindi più corretto parlare di “spese deducibili” che di “spese scaricabili” in senso generico.

Come funziona il 78% nel forfettario

Il coefficiente di redditività 78% significa che una parte dei compensi viene considerata reddito e la parte residua rappresenta forfettariamente i costi dell’attività. Non serve dimostrare che le spese reali siano pari esattamente a quella percentuale.

Compensi incassatiReddito forfettario
20.000 €15.600,00 €
40.000 €31.200,00 €
60.000 €46.800,00 €

Spese che non si deducono una per una

Nel forfettario, in via ordinaria, non riducono direttamente il reddito professionale le spese sostenute per l’esercizio dell’attività. Tra le più frequenti per un fisioterapista troviamo:

  • affitto o coworking dello studio;
  • lettino, apparecchiature e piccoli strumenti;
  • computer, smartphone, software e gestionali;
  • corsi di formazione ed ECM;
  • assicurazione professionale;
  • materiali di consumo;
  • auto, carburante e trasferte;
  • utenze e servizi professionali.

Conservare la documentazione resta comunque opportuno per altri obblighi, controlli e valutazioni economiche. La mancata deduzione fiscale nel forfettario non significa che la spesa non esista dal punto di vista finanziario.

Contributi previdenziali: la deduzione da non confondere con il 22% forfettario

I contributi previdenziali obbligatori versati alla Gestione Separata INPS sono una voce particolare: quando deducibili, riducono il reddito forfettario prima dell’applicazione dell’imposta sostitutiva. Nel 2026 l’aliquota Gestione Separata per il professionista senza altra copertura obbligatoria è 26,07%; con altra previdenza obbligatoria o pensione è 24%.

Per il calcolo completo consulta la pagina sulle tasse del fisioterapista forfettario.

Detrazioni personali e imposta sostitutiva

Le normali detrazioni IRPEF personali non abbattono direttamente l’imposta sostitutiva del regime forfettario. Possono tuttavia rilevare quando il contribuente possiede anche redditi soggetti a IRPEF e dispone della relativa imposta lorda. Per questo spese sanitarie personali, interessi sul mutuo o altre detrazioni non vanno confuse con i costi della Partita IVA.

Principali spese professionali di un fisioterapista in regime forfettario

Quando i costi reali possono rendere meno conveniente il forfettario

Il forfettario è spesso efficiente quando i costi reali dell’attività sono contenuti rispetto ai compensi. Se invece hai uno studio con canone elevato, attrezzature importanti, personale o altre spese significative, il confronto con il regime ordinario può diventare necessario: nel regime ordinario i costi inerenti seguono regole analitiche diverse.

La convenienza non si valuta soltanto guardando il 5% o il 15%. Occorre confrontare imposte, contributi, costi effettivi, IVA e situazione personale.

Codice ATECO e spese del fisioterapista

Il codice ATECO attuale della libera professione è 86.95.00 – Attività di fisioterapia. Per l’approfondimento sulla classificazione e sul passaggio dal vecchio 86.90.21, consulta la guida al codice ATECO fisioterapista.

Attrezzature, lettino e strumenti

L’acquisto di un lettino, di strumenti per la terapia, di un computer o di apparecchiature professionali è un costo reale dell’attività, ma nel forfettario non viene ammortizzato o dedotto analiticamente per determinare il reddito. Prima di un investimento importante conviene quindi valutarne l’impatto finanziario e confrontare il risultato con il regime ordinario.

Affitto dello studio e coworking sanitario

Anche il canone di locazione dello studio o la quota pagata per l’utilizzo di uno spazio condiviso non si sottrae analiticamente dal reddito forfettario. Questo può incidere molto sulla convenienza: un fisioterapista che lavora soprattutto a domicilio e uno che sostiene un canone elevato possono avere la stessa tassazione forfettaria a parità di compensi, pur avendo margini economici molto diversi.

Formazione, ECM e assicurazione professionale

Corsi ECM, master, aggiornamento professionale e assicurazione RC sono spese importanti per l’esercizio della professione, ma nel forfettario non diventano costi deducibili analiticamente dal reddito determinato con il coefficiente. Vanno comunque considerate nel budget reale della Partita IVA.

Commercialista, software e commissioni

Compensi del consulente, software di fatturazione, PEC, firma digitale, commissioni di pagamento e servizi amministrativi non riducono uno per uno il reddito forfettario. Sono però costi di gestione effettivi e devono entrare nel confronto tra regime forfettario e ordinario.

Auto, carburante e trasferte

Per il fisioterapista che lavora a domicilio, automobile e trasferte possono essere una voce rilevante. Nel regime forfettario non si applicano le ordinarie percentuali analitiche di deducibilità previste per altri regimi: il costo resta assorbito nel meccanismo forfettario. Anche per questo la convenienza dipende dalla struttura concreta dell’attività.

Una regola pratica per valutare la convenienza

Il coefficiente 78% incorpora una quota forfettaria di costi. Se i tuoi costi professionali reali sono stabilmente molto superiori alla quota implicita nel coefficiente, il regime forfettario può perdere parte del suo vantaggio. Non è una soglia legale automatica, ma un criterio economico utile per confrontare i due regimi.

Esempio pratico

Con 40.000 € di compensi, il reddito forfettario prima dei contributi deducibili è 31.200,00 €. Se nello stesso periodo risultano 6.000 € di contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati e deducibili, la base dell’imposta sostitutiva diventa 25.200,00 €.

Su questa base si applica l’aliquota 15% oppure, se ne ricorrono i requisiti, 5%. L’esempio serve a mostrare il meccanismo e non sostituisce il calcolo della dichiarazione effettiva.

Fonti e guide collegate

  • Normattiva – regime forfettario.
  • Partita IVA fisioterapista: guida completa.
  • Tasse fisioterapista forfettario.
Posso dedurre l’affitto dello studio nel regime forfettario?

No, nel regime forfettario l’affitto dello studio non viene dedotto analiticamente dal reddito professionale. I costi ordinari sono considerati in modo forfettario tramite il coefficiente di redditività.

Le attrezzature del fisioterapista si scaricano nel forfettario?

Non come costo analitico della Partita IVA forfettaria. L’acquisto incide sulla tua convenienza economica reale, ma non riduce direttamente il reddito forfettario come avverrebbe secondo le regole del regime ordinario.

I contributi INPS si possono dedurre?

I contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati e deducibili possono ridurre il reddito forfettario prima dell’applicazione dell’imposta sostitutiva.

Se ho molte spese il forfettario conviene sempre?

No. Se i costi reali sono elevati, è opportuno confrontare il forfettario con il regime ordinario considerando imposte, contributi, IVA e costi effettivi.

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