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Regime Forfettario
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CONSULENZE FORFETTARIO

INPS ridotto del 35% nel forfettario: come calcolarlo nel 2026

Se sei titolare di una ditta individuale in regime forfettario iscritta alla Gestione Artigiani o Commercianti, puoi chiedere il regime previdenziale agevolato che riduce del 35% i contributi INPS dovuti. La riduzione si applica sia alla contribuzione sul minimale sia a quella sul reddito che supera il minimale.

Per calcolare correttamente l’INPS ridotto devi procedere in tre passaggi: determinare il reddito forfettario, calcolare la contribuzione ordinaria e applicare la riduzione del 35%, cioè versare il 65% del contributo ordinario.

Chi può chiedere la riduzione INPS del 35%

Il regime previdenziale agevolato riguarda gli imprenditori individuali che applicano il regime forfettario e sono iscritti alle Gestioni speciali INPS degli Artigiani o dei Commercianti.

Non si applica invece ai professionisti iscritti alla Gestione Separata e non riguarda le Casse professionali autonome. La natura dell’attività e l’inquadramento previdenziale vengono quindi prima della scelta dell’agevolazione.

La riduzione è facoltativa e va richiesta

La circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026 conferma che l’accesso al regime contributivo agevolato è facoltativo e richiede un’apposita domanda.

Chi era già beneficiario nel 2025 continua nel 2026 se mantiene i requisiti fiscali e non presenta rinuncia. Chi ha iniziato l’attività nel 2025 e vuole applicare l’agevolazione nel 2026 doveva comunicare l’adesione entro il 28 febbraio 2026. Chi apre una nuova attività nel 2026 deve invece comunicare la volontà di aderire con la massima tempestività dopo la ricezione del provvedimento di iscrizione INPS.

Primo passaggio: calcola il reddito forfettario

La base di partenza non è il fatturato intero e non è neppure il reddito dopo la deduzione dei contributi. Per Artigiani e Commercianti in forfettario si parte dal reddito determinato applicando ai ricavi il coefficiente di redditività dell’attività.

Esempio: commerciante con 50.000 euro di ricavi e coefficiente del 40%:

50.000 × 40% = 20.000 euro di reddito forfettario.

È questo il reddito da confrontare con il minimale INPS e sul quale calcolare la contribuzione previdenziale secondo le regole applicabili.

Minimale INPS 2026: 18.808 euro

Per il 2026 l’INPS ha fissato il reddito minimale annuo di Artigiani e Commercianti a 18.808 euro.

Il contributo minimo ordinario annuo indicato dall’INPS è:

  • Artigiani: 4.521,36 euro;
  • Commercianti: 4.611,64 euro.

Questi importi comprendono la contribuzione pensionistica e la quota fissa per maternità prevista dall’INPS.

Quanto diventa il minimale con la riduzione del 35%

La regola matematica è semplice:

contributo ordinario × 65% = contributo dopo la riduzione del 35%.

Applicando la formula agli importi ordinari 2026 si ottiene una stima di:

  • Artigiano: 4.521,36 × 65% = 2.938,88 euro circa;
  • Commerciante: 4.611,64 × 65% = 2.997,57 euro circa.

Gli importi operativi vanno comunque verificati nel Cassetto previdenziale, perché è la tariffazione INPS della singola posizione a determinare il dovuto effettivo.

Se il reddito è sotto 18.808 euro

Per Artigiani e Commercianti il contributo sul minimale continua a essere dovuto anche quando il reddito effettivo dell’impresa è inferiore a 18.808 euro, salvo le specifiche eccezioni previste per categorie particolari.

Con il regime agevolato del forfettario non scompare il minimale: viene ridotto del 35%. Per questo un commerciante con 8.000 euro di reddito forfettario non calcola semplicemente il 24,48% su 8.000 euro, ma deve considerare il contributo minimo della gestione, ridotto secondo l’agevolazione.

Se il reddito supera il minimale

Quando il reddito d’impresa supera 18.808 euro, oltre ai contributi sul minimale si aggiunge la contribuzione sulla parte eccedente.

Per il 2026 le aliquote ordinarie sono 24% per gli Artigiani e 24,48% per i Commercianti fino alla prima fascia prevista dall’INPS. Il regime agevolato riduce del 35% anche questa contribuzione.

In termini matematici, prima delle ulteriori fasce contributive, l’effetto equivale a:

  • Artigiani: 24% × 65% = 15,60% sulla quota eccedente;
  • Commercianti: 24,48% × 65% = 15,912% sulla quota eccedente.

Esempio commerciante con reddito forfettario di 30.000 euro

Supponiamo un commerciante con reddito forfettario previdenziale di 30.000 euro.

La parte eccedente il minimale è:

30.000 − 18.808 = 11.192 euro.

Con aliquota ordinaria del 24,48%, il contributo sulla parte eccedente sarebbe circa 2.739,80 euro. Applicando la riduzione del 35%, la quota scende a circa 1.780,87 euro.

A questa somma devi aggiungere il contributo minimo agevolato risultante dalla tariffazione INPS. L’esempio serve a mostrare il metodo: il calcolo finale va sempre confrontato con i dati presenti nel Cassetto previdenziale.

La riduzione del 35% diminuisce anche l’accredito pensionistico

L’agevolazione riduce il contributo effettivamente versato e può quindi incidere sull’accredito contributivo. La circolare INPS n. 35/2016 chiarisce che, quando il versamento è inferiore al contributo ordinario calcolato sul minimale, il numero di mesi accreditati viene riproporzionato.

Questo è un punto spesso trascurato: pagare meno contributi migliora la liquidità corrente, ma può ridurre l’anzianità contributiva accreditata per l’anno.

Le scadenze dei contributi minimi 2026

Per il 2026 l’INPS indica quattro rate relative ai contributi sul minimale:

  • 18 maggio 2026;
  • 20 agosto 2026;
  • 16 novembre 2026;
  • 16 febbraio 2027.

I contributi sul reddito eccedente il minimale seguono invece le scadenze previste per saldo e acconti delle imposte sui redditi.

Se inizi l’attività durante l’anno

Per i periodi inferiori all’anno il minimale viene rapportato ai mesi di attività. Nel 2026 l’INPS indica importi mensili ordinari di 376,78 euro per gli Artigiani e 384,31 euro per i Commercianti; l’agevolazione del 35% riduce poi la contribuzione dovuta secondo le regole del regime.

Dove controllare gli importi esatti

I modelli F24 e gli importi dovuti vengono messi a disposizione nel Cassetto previdenziale Artigiani e Commercianti. Nel 2026 l’INPS ha inoltre reso disponibile un simulatore pubblico per stimare la contribuzione di Artigiani e Commercianti, anche tenendo conto del regime forfettario.

Per questo è preferibile non costruire gli F24 soltanto su calcoli manuali: la simulazione serve per pianificare, ma il dato ufficiale resta quello della posizione previdenziale.

Riduzione 35% e altre agevolazioni non vanno confuse

La riduzione del 35% prevista per il regime previdenziale forfettario è diversa da altre agevolazioni contributive, come quelle previste per particolari categorie o per specifiche annualità.

Non bisogna quindi sommare automaticamente percentuali o scegliere l’agevolazione soltanto guardando il risparmio immediato. Va verificata la compatibilità tra le misure e l’effetto sull’accredito pensionistico.

Questa pagina e la guida generale sulla riduzione del 35%

Questa pagina è dedicata al calcolo concreto del contributo ridotto per una ditta individuale. Per requisiti generali, domanda, rinuncia ed effetti previdenziali puoi consultare la guida sulla riduzione contributi INPS del 35% nel forfettario.

Per capire invece come si forma la base fiscale prima del calcolo previdenziale puoi consultare il reddito imponibile nel regime forfettario.

Checklist per calcolare l’INPS ridotto

  1. Verifica di essere iscritto alla Gestione Artigiani o Commercianti.
  2. Controlla di avere diritto al regime previdenziale agevolato.
  3. Calcola il reddito forfettario applicando il coefficiente ai ricavi.
  4. Confrontalo con il minimale 2026 di 18.808 euro.
  5. Calcola il contributo ordinario sul minimale.
  6. Calcola l’eventuale quota di reddito eccedente il minimale.
  7. Applica la riduzione del 35% alla contribuzione dovuta.
  8. Verifica l’importo finale nel Cassetto previdenziale.
  9. Considera anche l’effetto dell’agevolazione sull’accredito pensionistico.

Domande frequenti

La riduzione del 35% è automatica?

No. È un regime facoltativo e richiede l’adesione secondo le modalità INPS.

Si riduce anche il contributo minimo?

Sì. La riduzione del 35% riguarda sia la contribuzione sul minimale sia quella sulla parte di reddito eccedente.

Se guadagno meno di 18.808 euro pago soltanto una percentuale sul mio reddito?

Per la generalità di Artigiani e Commercianti no: resta il contributo minimo, che nel regime agevolato viene ridotto del 35%.

Pagare il 35% in meno riduce i mesi pensionistici?

Può ridurre l’accredito contributivo: l’INPS riproporziona i mesi quando i contributi versati risultano inferiori al contributo ordinario dovuto sul minimale.

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