Vai al contenuto principale Vai alla navigazione
Regime Forfettario
Menu
CONSULENZE FORFETTARIO

Supero 85.000 euro nel forfettario: quando passo alle aliquote ordinarie?

Se superi 85.000 euro ma resti entro 100.000 euro, non passi subito alle aliquote IRPEF ordinarie nello stesso anno. Continui ad applicare il regime forfettario fino al 31 dicembre e passerai alla tassazione ordinaria dall’anno successivo. Se invece superi 100.000 euro, la fuoriuscita è immediata nello stesso anno.

Quindi la domanda “se supero gli 85.000 euro passerò alle aliquote ordinarie?” ha due risposte diverse: sì dall’anno successivo tra 85.000 e 100.000 euro; sì immediatamente oltre 100.000 euro. Cambiano anche IVA, ritenute, deduzione dei costi e modalità di determinazione del reddito.

Superamento 85.000 euro: cosa succede in sintesi

Ricavi/compensiEffettoDa quando
Fino a 85.000 €Resti nel forfettario se hai gli altri requisitiNessuna uscita
Oltre 85.000 € e fino a 100.000 €Perdi il forfettarioDal 1° gennaio successivo
Oltre 100.000 €Fuoriuscita immediataNello stesso anno

La distinzione deriva dall’articolo 1, comma 71, della Legge 190/2014: il regime cessa dall’anno successivo quando viene meno il requisito ordinario, ma cessa nello stesso anno se ricavi o compensi percepiti superano 100.000 euro.

Caso 1: incassi 90.000 euro nel 2026

Se nel 2026 incassi 90.000 euro, hai superato il limite ordinario di 85.000 euro ma non la soglia speciale di 100.000 euro.

  • per tutto il 2026 continui a determinare il reddito con il regime forfettario;
  • le fatture del 2026 restano emesse secondo le regole del forfettario;
  • non devi ricalcolare retroattivamente l’IVA sulle fatture già emesse;
  • il reddito 2026 continua a essere assoggettato all’imposta sostitutiva del 5% o 15%, se spettante;
  • dal 1° gennaio 2027 non potrai più applicare il forfettario, salvo future modifiche normative.

Questa è la situazione tipica di chi supera la soglia ordinaria ma non quella di decadenza immediata.

Caso 2: superi 100.000 euro nel 2026

Se i ricavi o compensi percepiti superano 100.000 euro, la situazione cambia radicalmente. La fuoriuscita avviene nell’anno stesso.

  • il reddito dell’intero anno viene determinato con le regole ordinarie;
  • l’IVA diventa dovuta dall’operazione che determina il superamento;
  • le operazioni precedenti al superamento non vengono riaperte per applicare retroattivamente l’IVA;
  • la fattura/operazione che determina il superamento va trattata integralmente con IVA, senza dividerla in una parte “forfettaria” e una “ordinaria”;
  • da quel momento cambiano anche gli adempimenti IVA e contabili.

La circolare 32/E dell’Agenzia delle Entrate ha chiarito proprio questi effetti della soglia di 100.000 euro.

Gli 85.000 euro sono inclusi o esclusi?

Il limite ordinario è non superiore a 85.000 euro. Quindi, se arrivi esattamente a 85.000 euro e rispetti gli altri requisiti, sotto questo profilo puoi restare nel regime.

Il problema nasce quando l’ammontare rilevante supera 85.000 euro: anche pochi euro oltre la soglia fanno venir meno il requisito per l’anno successivo.

Conta ciò che fatturi o ciò che incassi?

Nel forfettario il controllo della soglia va effettuato guardando ai ricavi o compensi rilevanti secondo le regole del regime, con particolare attenzione agli importi effettivamente percepiti.

Per esempio, una fattura emessa a dicembre ma incassata a gennaio può rilevare nell’anno dell’incasso. Questo significa che il totale delle fatture emesse non è sempre sufficiente per capire se hai superato 85.000 o 100.000 euro.

Se hai fatture a cavallo d’anno, è utile verificare anche la guida RF sulle fatture non incassate nel regime forfettario.

Cosa cambia dall’anno successivo se superi 85.000 ma non 100.000

Se superi 85.000 euro nel 2026 ma resti entro 100.000 euro, dal 2027 il tuo reddito non sarà più determinato applicando semplicemente il coefficiente di redditività. Entrerai nel regime fiscale ordinario applicabile alla tua attività.

  • applicherai l’IVA alle operazioni imponibili secondo le regole ordinarie;
  • potrai detrarre l’IVA sugli acquisti nei limiti previsti;
  • i costi reali dell’attività potranno diventare deducibili secondo le regole fiscali applicabili;
  • il reddito sarà tassato con IRPEF progressiva, anziché con l’imposta sostitutiva del forfettario;
  • potranno applicarsi addizionali regionale e comunale;
  • la gestione contabile sarà più articolata.

Questo non significa necessariamente che dovrai tenere una contabilità ordinaria in senso tecnico: per molte persone fisiche e imprese individuali può essere applicabile la contabilità semplificata. “Regime ordinario” viene spesso usato per indicare genericamente l’uscita dal forfettario e il ritorno alle normali regole IVA/IRPEF.

Quali sono le aliquote IRPEF ordinarie

Nel 2026 l’IRPEF utilizza tre scaglioni:

Reddito imponibileAliquota IRPEF 2026
Fino a 28.000 €23%
Oltre 28.000 € e fino a 50.000 €33%
Oltre 50.000 €43%

Le aliquote sono progressive: non significa che chi supera 50.000 euro paghi il 43% su tutto il reddito. Ogni aliquota si applica alla parte di reddito compresa nel relativo scaglione.

Se il passaggio al regime ordinario avverrà in un anno successivo, dovrai naturalmente applicare le aliquote e le regole in vigore in quell’anno.

Ritenuta d’acconto: dovrai applicarla dopo l’uscita?

Non esiste una risposta unica per tutte le Partite IVA. Dipende dalla natura dell’attività.

  • Professionista: nel regime ordinario, quando fattura compensi a un sostituto d’imposta italiano, normalmente entra in gioco la ritenuta d’acconto del 20% prevista per il lavoro autonomo.
  • Impresa individuale: non esiste una ritenuta professionale generalizzata del 20% sulle normali vendite o prestazioni d’impresa.
  • Agenti, rappresentanti e attività particolari: possono esistere regole specifiche sulle ritenute.

Quindi la frase “supero 85.000 euro e dall’anno prossimo metto sempre la ritenuta d’acconto” è troppo generica. Va verificato il tuo tipo di reddito e chi è il cliente.

Esempio: professionista che incassa 92.000 euro

Immaginiamo un professionista che nel 2026 incassi 92.000 euro.

  • nel 2026 resta forfettario;
  • calcola il reddito applicando il proprio coefficiente di redditività;
  • deduce i contributi previdenziali obbligatori secondo le regole del regime;
  • paga l’imposta sostitutiva 5% o 15% per il 2026;
  • dal 1° gennaio 2027 emette le nuove fatture con il regime IVA ordinario applicabile;
  • se fattura prestazioni professionali a sostituti d’imposta italiani, applica le ritenute previste dalle regole ordinarie;
  • dal 2027 contabilizza analiticamente i costi secondo la disciplina applicabile.

Esempio: professionista che incassa 101.000 euro

Se invece lo stesso professionista supera 100.000 euro durante il 2026, non attende il 1° gennaio successivo. La decadenza avviene immediatamente.

La tassazione sul reddito dell’intero 2026 viene ricostruita secondo le regole ordinarie, mentre l’IVA scatta dall’operazione che provoca il superamento. È quindi essenziale monitorare gli incassi con anticipo quando ci si avvicina a 100.000 euro.

Cosa succede ai costi quando esci dal forfettario

Uno dei cambiamenti più importanti è che nel forfettario i costi reali non vengono dedotti analiticamente: il reddito viene stimato attraverso il coefficiente di redditività. Nel regime ordinario, invece, diventano rilevanti i costi effettivamente deducibili secondo le regole fiscali applicabili.

Per attività con spese elevate — attrezzature, software, ufficio, collaboratori, pubblicità, materiali — il passaggio può quindi aumentare gli adempimenti ma anche rendere fiscalmente rilevanti costi che nel forfettario erano assorbiti dal coefficiente.

IVA: cosa cambia dal 1° gennaio successivo

Se hai superato 85.000 ma non 100.000 euro, fino al 31 dicembre resti nel forfettario. Dal 1° gennaio successivo inizi ad applicare l’IVA alle operazioni imponibili secondo le regole ordinarie.

Da quel momento potrai anche esercitare il diritto alla detrazione dell’IVA sugli acquisti nei limiti previsti dalla normativa. Nel passaggio possono inoltre entrare in gioco rettifiche IVA su determinati beni e servizi acquistati negli anni precedenti.

Per una checklist completa puoi consultare la guida RF sul passaggio da forfettario a ordinario.

Attenzione agli acconti: il passaggio può creare tensione di cassa

Chi cresce rapidamente tende a concentrarsi sul maggior fatturato, ma il passaggio di regime può generare un anno finanziariamente delicato: saldo delle imposte del periodo precedente, acconti, contributi previdenziali, IVA periodica e maggiori costi amministrativi possono sovrapporsi.

Per questo, quando sei vicino agli 85.000 euro, è utile stimare in anticipo il netto del primo anno fuori dal forfettario e non soltanto il carico fiscale dell’anno corrente.

Posso rientrare nel forfettario dopo essere uscito?

Sì, l’uscita per superamento dei limiti non crea necessariamente un divieto permanente. Se in un anno successivo torni a rispettare la soglia ordinaria e possiedi tutti gli altri requisiti, puoi verificare la possibilità di rientrare nel forfettario dall’anno seguente.

La circolare 32/E ha chiarito anche che chi è uscito immediatamente per aver superato 100.000 euro può rientrare in seguito, se nell’anno successivo torna entro la soglia ordinaria e rispetta gli altri requisiti.

Errori da evitare quando ti avvicini a 85.000 euro

  • pensare che superare 85.000 euro faccia scattare subito l’IVA;
  • ignorare la soglia separata di 100.000 euro;
  • confondere fatture emesse e importi effettivamente rilevanti;
  • pensare che l’IRPEF ordinaria si applichi retroattivamente all’anno in cui hai incassato 90.000 euro;
  • applicare automaticamente la ritenuta del 20% a qualsiasi attività dopo l’uscita;
  • credere che “regime ordinario” significhi sempre contabilità ordinaria e mai semplificata;
  • dimenticare di adeguare prezzi e contratti all’IVA dal nuovo anno;
  • non mettere da parte liquidità per IVA, saldo e acconti;
  • rinunciare a monitorare gli incassi quando sei vicino a 100.000 euro.

Checklist se prevedi di superare 85.000 euro

  • aggiorna ogni mese il totale di ricavi/compensi rilevanti;
  • separa fatture emesse e somme incassate;
  • stima se finirai tra 85.000 e 100.000 oppure oltre 100.000;
  • prepara il nuovo listino considerando l’IVA;
  • verifica se sei professionista soggetto a ritenuta o impresa;
  • organizza la raccolta delle fatture di acquisto e dei costi deducibili;
  • scegli per tempo il sistema contabile del nuovo anno;
  • valuta la rettifica IVA sugli acquisti quando applicabile;
  • prepara una riserva di liquidità per imposte, IVA e contributi;
  • controlla se potrai rientrare nel forfettario negli anni successivi.

Domande frequenti

Se incasso 86.000 euro esco subito dal forfettario?

No. Se resti entro 100.000 euro continui normalmente ad applicare il forfettario fino alla fine dell’anno e ne esci dal 1° gennaio successivo.

Se incasso 100.000 euro esatti esco immediatamente?

La norma prevede la cessazione immediata quando ricavi o compensi sono superiori a 100.000 euro. Il superamento avviene quindi oltre la soglia.

Se supero 85.000 euro pago IRPEF ordinaria anche sull’anno corrente?

Non se resti entro 100.000 euro. L’anno del superamento resta normalmente forfettario; l’IRPEF ordinaria entra in gioco dall’anno successivo. Oltre 100.000 euro, invece, il reddito dell’intero anno viene determinato con le regole ordinarie.

Dall’anno successivo devo applicare sempre la ritenuta d’acconto?

No. Per un professionista che fattura a un sostituto d’imposta italiano normalmente sì secondo le regole del lavoro autonomo; per un’impresa non esiste la stessa ritenuta professionale generalizzata.

Dopo essere uscito posso tornare nel forfettario?

Sì, se in un anno successivo torni a rispettare il limite ordinario e tutte le altre condizioni, puoi verificare il rientro dall’anno seguente.

Parla con un consulente
Serve assistenza per la tua Partita IVA?

Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.

Supporto umano 1:1
Consulente dedicato Un professionista che conosce la tua posizione.
Parti subito →
Apertura in 24 ore Dopo la verifica dell'inquadramento corretto.