SCADENZE FISCALI · LUGLIO 2026
Le scadenze fiscali di luglio 2026 concentrano saldo 2025, primo acconto 2026 e rate dell’imposta sostitutiva. Per molti contribuenti in regime forfettario le date chiave sono il 16 e il 20 luglio 2026.
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In breve: le date da ricordare
- 16 luglio: seconda rata dell’imposta sostitutiva per i forfettari che hanno iniziato a pagare entro il 30 giugno.
- 20 luglio: saldo 2025 e primo acconto 2026 senza maggiorazione per i soggetti che rientrano nel differimento 2026, compresi i forfettari interessati.
- 27 luglio: INTRASTAT mensile, perché il 25 luglio cade di sabato.
- 30 luglio: termine ordinario con maggiorazione dello 0,40% per contribuenti non interessati dal differimento e altre specifiche casistiche.
Calendario scadenze fiscali luglio 2026
| Data | Scadenza | Regime forfettario |
|---|---|---|
| 16 luglio | Seconda rata imposta sostitutiva | SÌ, SE RATEIZZA |
| 20 luglio | Saldo 2025 e primo acconto 2026 | SÌ, SE INTERESSATO |
| 27 luglio | INTRASTAT mensile | SOLO SE OBBLIGATO |
| 30 luglio | Versamenti con maggiorazione 0,40% | DIPENDE DALLA POSIZIONE |
Il calendario di luglio va letto con attenzione perché nel 2026 convivono il termine ordinario, le rate e uno specifico differimento per soggetti economici che comprende anche contribuenti in regime forfettario. Non tutti quindi hanno lo stesso giorno di pagamento.
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16 luglio 2026: seconda rata dell’imposta sostitutiva
Chi applica il regime forfettario e ha scelto il pagamento rateale iniziando entro il 30 giugno 2026 trova il secondo appuntamento il 16 luglio. L’Agenzia delle Entrate indica la seconda rata dell’imposta sostitutiva dovuta a titolo di saldo 2025 e primo acconto 2026, con gli interessi previsti per la rateazione.
I codici tributo da verificare sono 1792 per il saldo e 1790 per il primo acconto. Gli interessi da pagamento dilazionato utilizzano il codice 1668.
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20 luglio 2026: saldo e primo acconto per i forfettari interessati dal differimento
Nel 2026 lo scadenzario dell’Agenzia delle Entrate prevede il 20 luglio come termine senza maggiorazione per determinati soggetti che esercitano attività economiche e rientrano nel differimento previsto. La disciplina include espressamente anche chi applica il regime forfettario, quando possiede i requisiti richiesti.
In questo caso si versa, in unica soluzione o come prima rata, l’imposta sostitutiva relativa al saldo 2025 e al primo acconto 2026. Chi sceglie il pagamento rateale proseguirà poi secondo il calendario delle rate successive.
Per capire quanto incidono saldo e acconto puoi consultare la guida all’acconto nel regime forfettario.
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27 luglio 2026: INTRASTAT mensile
Il termine ordinario del 25 cade di sabato, quindi l’adempimento slitta a lunedì 27 luglio 2026. Devono presentare gli elenchi INTRASTAT mensili i soggetti che rientrano nei relativi obblighi per le operazioni intracomunitarie del mese precedente.
Il fatto di essere forfettari non esclude automaticamente ogni obbligo con l’estero: occorre verificare la natura delle operazioni e la posizione del contribuente.
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30 luglio 2026: attenzione a non confondere i diversi calendari
Il 30 luglio resta il termine con maggiorazione dello 0,40% per alcune categorie che utilizzano il differimento ordinario di 30 giorni dal 30 giugno. Nel 2026, però, i soggetti che rientrano nello specifico differimento ISA/forfettari seguono il calendario 20 luglio / 20 agosto. Prima di pagare è quindi necessario identificare quale disciplina si applica alla propria posizione.
Quali scadenze di luglio interessano davvero un forfettario?
- 16 luglio: seconda rata se il primo pagamento è stato effettuato entro il 30 giugno;
- 20 luglio: saldo e primo acconto senza maggiorazione per chi rientra nel differimento 2026;
- 27 luglio: INTRASTAT solo se obbligato;
- 30 luglio: verificare se si applica il termine ordinario con maggiorazione oppure il diverso calendario previsto per i soggetti interessati dal differimento 2026.
Fonti ufficiali e verifica delle date
Le date sono state verificate sullo Scadenzario fiscale dell’Agenzia delle Entrate. Per le rate è sempre necessario controllare la data del primo versamento e il proprio piano F24.
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