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Regime Forfettario

Regime Forfettario

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Resto al Sud 2.0 e regime forfettario: requisiti, fondo perduto e domanda

Resto al Sud 2.0 è un incentivo attivo per under 35 che vogliono avviare una nuova attività nel Mezzogiorno, anche come lavoratori autonomi o liberi professionisti con Partita IVA. Nel 2026 prevede voucher a fondo perduto fino a 40.000 euro, elevabili a 50.000 euro nei casi previsti, oppure contributi a fondo perduto pari al 75% o al 70% del programma di investimento.

Il regime forfettario non dà automaticamente diritto all’incentivo, ma può convivere con Resto al Sud 2.0 se la persona fisica rispetta sia i requisiti della misura sia quelli fiscali del forfettario. La compatibilità va quindi verificata su due piani distinti: ammissibilità al bando e requisiti del regime fiscale.

Cos’è Resto al Sud 2.0

Resto al Sud 2.0 sostiene la nascita di nuove iniziative imprenditoriali, libero-professionali e di lavoro autonomo nel Mezzogiorno. La misura è gestita da Invitalia ed è finanziata nell’ambito del Programma nazionale Giovani, donne e lavoro FSE+ 2021-2027.

Non va confusa con il precedente Resto al Sud: requisiti soggettivi, importi e struttura dell’agevolazione sono differenti.

Dove si applica

Secondo la scheda ufficiale Invitalia, Resto al Sud 2.0 riguarda nuove iniziative localizzate in:

  • Abruzzo;
  • Basilicata;
  • Calabria;
  • Campania;
  • Molise;
  • Puglia;
  • Sardegna;
  • Sicilia.

Chi può richiederlo

La misura è rivolta ai giovani tra i 18 anni compiuti e i 35 anni non ancora compiuti che rientrano in almeno una delle condizioni soggettive previste.

  • inoccupati;
  • inattivi;
  • disoccupati;
  • disoccupati inseriti nel Programma GOL;
  • lavoratori cosiddetti working poor secondo i criteri della misura.

Quando deve essere aperta la Partita IVA

Questo è uno dei punti più delicati. Per lavoro autonomo e libera professione, Invitalia considera come data di avvio dell’iniziativa la data di apertura della Partita IVA.

Le FAQ ufficiali ammettono iniziative avviate nel mese di presentazione della domanda oppure in quello immediatamente precedente, purché risultino inattive alla data della domanda. Aprire la Partita IVA troppo presto può quindi compromettere l’ammissibilità.

Resto al Sud 2.0 e regime forfettario sono compatibili?

Il regime forfettario non compare tra le cause generali di esclusione indicate da Invitalia per la misura. Un lavoratore autonomo o libero professionista può quindi presentare domanda anche se intende adottare il forfettario, purché rispetti i requisiti fiscali del regime e quelli specifici di Resto al Sud 2.0.

La misura e il regime fiscale restano però separati: ottenere l’incentivo non significa acquisire automaticamente il diritto al forfettario e, viceversa, essere forfettario non attribuisce alcuna priorità nella domanda.

Quali forme giuridiche sono ammesse

Resto al Sud 2.0 non è riservato alle società. Sono ammesse iniziative avviate in diverse forme.

  • lavoro autonomo;
  • impresa individuale;
  • libera professione;
  • società in nome collettivo;
  • società in accomandita semplice;
  • società a responsabilità limitata;
  • società cooperativa;
  • società tra professionisti.

Il forfettario riguarda però le persone fisiche: se il progetto viene realizzato tramite società, la società non applica il regime forfettario.

Quali attività sono finanziabili

  • industria e artigianato;
  • trasformazione di prodotti agricoli, della pesca e dell’acquacoltura;
  • servizi a persone e imprese;
  • turismo;
  • commercio;
  • attività libero-professionali, individuali o societarie.

Sono invece escluse le attività di produzione primaria nei settori dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacoltura.

Voucher fino a 40.000 euro

La prima forma di agevolazione è un voucher a fondo perduto fino a 40.000 euro.

Il voucher può essere elevato fino a 50.000 euro quando ricorrono le condizioni previste per la maggiorazione.

Quando il voucher può arrivare a 50.000 euro

La maggiorazione di 10.000 euro può essere richiesta, tra l’altro, quando almeno il 20% delle spese ammesse riguarda beni, servizi o investimenti innovativi sotto il profilo tecnologico-digitale oppure finalizzati alla sostenibilità ambientale o al risparmio energetico.

La misura prevede anche specifiche condizioni collegate a consulenze tecnico-specialistiche rese da ETS iscritti al RUNTS.

Contributo del 75% fino a 120.000 euro

Per programmi di investimento di importo massimo pari a 120.000 euro, Resto al Sud 2.0 può concedere un contributo a fondo perduto pari al 75% delle spese ammesse.

Contributo del 70% tra 120.000 e 200.000 euro

Per programmi di investimento di importo superiore a 120.000 euro e fino a 200.000 euro, il contributo a fondo perduto è pari al 70% delle spese ammesse.

Tabella delle agevolazioni

StrumentoAgevolazione
Voucherfino a 40.000 €, elevabile a 50.000 € nei casi previsti
Programma fino a 120.000 €75% a fondo perduto
Programma tra 120.000 e 200.000 €70% a fondo perduto

Quali spese sono ammesse

  • macchinari, impianti, attrezzature e arredi nuovi di fabbrica;
  • software, licenze, piattaforme digitali e app;
  • servizi ICT;
  • immobilizzazioni immateriali e acquisizione di competenze per prodotti, servizi o processi innovativi;
  • portali web, visual e digital brand, marchi e denominazioni;
  • consulenze tecnico-specialistiche ammesse dalla misura;
  • opere edili di ristrutturazione e manutenzione straordinaria, solo nel contributo per programmi di investimento e nei limiti previsti.

Opere edili: limite del 50%

Le opere edili relative a ristrutturazione e manutenzione straordinaria sono ammissibili soltanto per lo strumento “contributo per programmi di investimento” e nel limite del 50% delle spese ammesse.

Spese escluse

  • acquisto di terreni;
  • acquisto di immobili;
  • consulenze per predisporre la domanda;
  • consulenze legali, fiscali e tributarie;
  • materie prime e semilavorati;
  • personale;
  • utenze;
  • locazioni;
  • consulenze non tecnico-specialistiche;
  • leasing.

IVA nel regime forfettario: può essere agevolabile

Invitalia chiarisce nelle FAQ operative che l’IVA può essere ammessa all’agevolazione quando non è recuperabile secondo la normativa IVA e cita espressamente, come esempio, il regime forfettario.

Questo elemento può incidere sul piano di spesa di un forfettario, perché l’IVA sugli acquisti non viene normalmente detratta come avviene in un regime IVA ordinario.

Le spese possono essere sostenute prima della domanda?

Le FAQ Invitalia precisano che le spese sostenute prima della data di presentazione della domanda non sono ammissibili. È quindi importante coordinare preventivi, ordini, acquisti e pagamento con la data effettiva di presentazione.

Come si presenta la domanda

La domanda si presenta esclusivamente online tramite l’area personale di Invitalia.

  • accesso tramite SPID, CNS o CIE;
  • firma digitale;
  • PEC;
  • compilazione della domanda;
  • caricamento degli allegati richiesti;
  • presentazione da parte del titolare o legale rappresentante.

Le domande sono valutate in ordine cronologico

Invitalia indica che le domande vengono esaminate in base all’ordine cronologico di presentazione, entro il limite delle risorse disponibili. La scheda ufficiale prevede una valutazione entro 90 giorni.

Preparare la pratica prima dell’apertura dello sportello o prima di inviare riduce il rischio di dover correggere documenti mentre le domande sono già in valutazione.

Serve un business plan?

La sostenibilità dell’iniziativa e del programma di spesa è centrale. Anche quando la modulistica varia tra voucher e contributo, il progetto deve spiegare in modo credibile attività, mercato, clienti, costi, investimento e capacità di realizzazione.

Puoi approfondire nella guida al business plan per Partita IVA forfettaria.

Resto al Sud 2.0 e codice ATECO

Il codice ATECO deve descrivere correttamente l’attività che verrà realmente svolta. Non va scelto in funzione del bando, ma deve essere coerente con progetto, forma dell’attività, previdenza e fatturazione.

Vedi la guida al codice ATECO nel regime forfettario.

Differenza dalla guida generale alle agevolazioni startup

Questa pagina riguarda esclusivamente Resto al Sud 2.0. Per confrontare Smart&Start, Autoimpiego Centro-Nord, ON e altre misure puoi leggere la guida generale alle agevolazioni startup con Partita IVA.

Resto al Sud 2.0 e finanziamenti Invitalia già esistenti

Se hai già un finanziamento o una misura Invitalia, la compatibilità non va data per scontata. Bisogna verificare le regole specifiche di cumulo, la natura degli aiuti e l’eventuale sovrapposizione delle spese.

Per il rapporto generale tra finanziamenti e regime fiscale consulta anche regime forfettario e finanziamenti pubblici.

La misura è attiva nel 2026

Invitalia indica Resto al Sud 2.0 come incentivo attivo, con sportello aperto dal 15 ottobre 2025. Questo significa che nel 2026 la verifica non riguarda soltanto la norma istitutiva, ma anche la disponibilità effettiva delle risorse e le istruzioni operative aggiornate pubblicate sulla piattaforma.

Prima dell’invio è quindi opportuno controllare sempre la scheda ufficiale e le FAQ correnti, soprattutto se sono passati diversi mesi dalla preparazione del business plan.

Come avviene l’erogazione

Dopo l’ammissione, voucher e contributi vengono gestiti tramite la piattaforma Invitalia con modulistica dedicata. Le richieste di erogazione devono contenere i titoli di spesa relativi ai beni e servizi ammessi, la documentazione sulla tracciabilità e gli altri allegati previsti.

Per i programmi di investimento, le modalità di SAL e saldo dipendono dallo strumento scelto. È quindi importante impostare fin dall’inizio una gestione ordinata di fatture, pagamenti e documentazione.

Conto dedicato o conto vincolato

Invitalia prevede modalità operative che possono coinvolgere un conto corrente dedicato o vincolato alla misura. Per il voucher, nella documentazione post-concessione è previsto anche il versamento di almeno il 10% dell’importo concesso secondo le modalità indicate.

Le banche aderenti alla convenzione possono gestire il conto vincolato utilizzato nell’erogazione. La scelta del conto non va quindi lasciata all’ultimo momento, soprattutto se il progetto richiede acquisti importanti appena dopo l’ammissione.

Tutoring dopo l’ammissione

Le iniziative ammesse ricevono servizi di tutoring tecnico e gestionale. Invitalia supporta le fasi di avvio e rendicontazione, mentre il tutoring gestionale accompagna l’ingresso sul mercato e la gestione delle criticità tipiche della fase iniziale.

Il tutoring non sostituisce però gli obblighi fiscali, previdenziali e amministrativi della nuova attività: apertura corretta, fatturazione, INPS o Cassa e adempimenti restano responsabilità del beneficiario.

Errori da evitare

  • aprire la Partita IVA troppo presto;
  • confondere Resto al Sud 2.0 con il vecchio Resto al Sud;
  • dare per scontata la compatibilità solo perché si è under 35;
  • sostenere spese prima della domanda;
  • inserire costi esclusi, come locazioni o consulenza fiscale;
  • scegliere un ATECO incoerente col progetto;
  • non verificare se l’attività è ancora inattiva alla data richiesta;
  • non prevedere la quota di investimento non coperta dal contributo;
  • ignorare obblighi fiscali e previdenziali successivi all’avvio.

Checklist prima della domanda

  1. Verifica età e condizione soggettiva.
  2. Controlla che la sede sia in una regione ammessa.
  3. Verifica quando è stata o sarà aperta la Partita IVA.
  4. Controlla che l’iniziativa sia inattiva quando richiesto.
  5. Definisci forma giuridica e ATECO.
  6. Scegli tra voucher e programma di investimento.
  7. Prepara preventivi solo per spese ammissibili.
  8. Non sostenere spese prima della domanda.
  9. Attiva PEC, firma digitale e identità digitale.
  10. Verifica separatamente i requisiti del regime forfettario.

Fonti ufficiali

  • Invitalia — Resto al Sud 2.0
  • Invitalia — Agevolazioni
  • Invitalia — Spese ammissibili
  • Invitalia — FAQ istruttoria
  • Normattiva — DL 60/2024, articolo 18

Domande frequenti

Resto al Sud 2.0 è compatibile con il regime forfettario?

Può esserlo se il beneficiario è una persona fisica ammessa alla misura e rispetta anche tutti i requisiti fiscali del forfettario. Le due verifiche sono separate.

Quanto finanzia Resto al Sud 2.0?

Prevede un voucher fino a 40.000 euro, elevabile a 50.000 euro nei casi previsti, oppure contributi del 75% fino a 120.000 euro e del 70% per programmi tra 120.000 e 200.000 euro.

Un libero professionista può presentare domanda?

Sì. La misura ammette espressamente attività libero-professionali e di lavoro autonomo, oltre alle forme di impresa previste.

L’IVA è finanziabile per un forfettario?

Invitalia indica che l’IVA può essere ammessa quando non è recuperabile secondo la normativa IVA e cita il regime forfettario come esempio.

Posso comprare attrezzature prima di inviare la domanda?

No, le FAQ Invitalia precisano che le spese sostenute prima della presentazione della domanda non sono ammissibili.

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