Primo anno di Partita IVA forfettaria: quando paghi tasse e INPS
Domanda di Luca da Agrigento: «Quante tasse pago effettivamente il primo anno di Partita IVA?»
Nel primo anno di Partita IVA forfettaria non esiste una percentuale unica da pagare. Il costo effettivo dipende dal coefficiente di redditività della tua attività, dall'imposta sostitutiva al 5% o al 15% e soprattutto dalla gestione previdenziale: Gestione Separata INPS, Artigiani e Commercianti oppure Cassa professionale.
C'è poi un aspetto che sorprende molti nuovi titolari di Partita IVA: se apri nel 2026, normalmente l'imposta sostitutiva sul reddito 2026 viene liquidata e versata nel 2027, insieme agli acconti per il nuovo anno. Per questo il primo anno può sembrare leggero dal punto di vista dei versamenti, mentre il primo vero appuntamento con saldo e acconti può essere molto più impegnativo.
Primo anno di Partita IVA: cosa paghi davvero
| Voce | Da cosa dipende | Quando può essere dovuta |
|---|---|---|
| Imposta sostitutiva | Reddito forfettario e aliquota 5% o 15% | Di regola con la dichiarazione dell'anno successivo |
| Contributi previdenziali | Gestione Separata, Artigiani/Commercianti o Cassa | Calendario diverso in base alla gestione |
| Acconti | Imposta e contributi risultanti dalla dichiarazione | Dal primo ciclo di versamenti successivo all'anno di apertura |
| Bollo sulle fatture | Fatture soggette all'imposta di bollo | Già durante il primo anno, se dovuto |
Quindi “quanto pago il primo anno?” può significare due cose diverse: quanto maturano tasse e contributi sul reddito del primo anno oppure quanto denaro esce materialmente dal conto durante l'anno di apertura. Le due cifre possono essere molto diverse.
Come si calcola l'imposta nel regime forfettario
Nel forfettario non si applica il 5% o il 15% direttamente a tutte le fatture. Prima si determina il reddito applicando agli incassi il coefficiente di redditività previsto per il gruppo di attività. Dal reddito così determinato si deducono i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati nell'anno; sulla base residua si applica l'imposta sostitutiva.
La regola deriva dal comma 64 dell'articolo 1 della legge 190/2014. Per un calcolo generale puoi anche utilizzare il nostro simulatore delle tasse nel regime forfettario.
Aliquota al 5% o al 15%: cosa cambia nel primo anno
L'aliquota ordinaria del regime forfettario è il 15%. Il 5% è riservato alle nuove attività che rispettano i requisiti previsti dalla legge. Non basta quindi avere appena aperto la Partita IVA per applicarlo automaticamente.
Quando ne hai diritto, il 5% si applica per il periodo d'imposta di inizio attività e i quattro successivi. È più preciso parlare di cinque periodi d'imposta e non di 60 mesi: se apri negli ultimi mesi dell'anno, quel periodo conta comunque come primo anno agevolato. Tutte le condizioni sono spiegate nella guida al forfettario al 5% o al 15%.
Esempio: professionista con 30.000 euro di incassi nel primo anno
Prendiamo un professionista senza Cassa, iscritto alla Gestione Separata, con 30.000 euro incassati nel 2026 e coefficiente di redditività del 78%. Il reddito forfettario è:
- 30.000 × 78% = 23.400 euro.
Per il 2026 l'aliquota ordinaria della Gestione Separata per il professionista senza altra previdenza obbligatoria è il 26,07%, come conferma la circolare INPS n. 8/2026. Sul reddito di 23.400 euro i contributi maturati sono circa 6.100 euro.
Attenzione però al primo anno: se questi contributi della Gestione Separata verranno materialmente versati nel 2027, non riducono l'imponibile dell'imposta sostitutiva 2026, perché la legge consente la deduzione dei contributi versati. In questo esempio, senza altri contributi obbligatori pagati nel 2026, l'imposta sul primo anno sarebbe quindi circa 1.170 euro al 5% oppure 3.510 euro al 15%.
Perché il primo pagamento dell'anno successivo sembra così alto
Il problema di cassa nasce soprattutto l'anno successivo all'apertura. Se hai iniziato nel 2026, nel 2027 la dichiarazione determina il saldo dell'imposta 2026 e, quando dovuti, gli acconti dell'imposta 2027. Per la Gestione Separata si sommano inoltre saldo e acconti previdenziali secondo le regole INPS.
L'Agenzia delle Entrate descrive espressamente i versamenti del regime forfettario come pagamento del saldo dell'anno precedente e del primo acconto dell'anno corrente; nel 2026, per esempio, lo scadenzario ufficiale indicava insieme saldo 2025 e primo acconto 2026. Questo meccanismo spiega perché il primo F24 importante può essere molto superiore alla sola imposta maturata sul primo anno.
Gli acconti però non sono una seconda tassa sullo stesso reddito: sono anticipi sull'anno successivo e verranno scomputati dal saldo futuro. Per soglie, metodo storico e metodo previsionale consulta la guida all'acconto nel regime forfettario.
Gestione Separata: nel primo anno non funziona come Artigiani e Commercianti
Per un libero professionista senza Cassa, i contributi della Gestione Separata sono calcolati sul reddito e vengono liquidati con la dichiarazione. Per questo, nel normale primo anno senza precedenti versamenti previdenziali, non hai le quattro rate fisse tipiche di artigiani e commercianti.
Il 26,07% non va quindi usato come percentuale universale per qualsiasi Partita IVA. Nel 2026, per esempio, un professionista già pensionato o coperto da altra previdenza obbligatoria può avere l'aliquota Gestione Separata del 24%, mentre altre categorie seguono regole completamente differenti.
Artigiano o commerciante: i contributi possono uscire già nel primo anno
Se apri un'impresa artigiana o commerciale, l'INPS prevede normalmente contributi fissi sul minimale da versare durante l'anno, oltre all'eventuale quota percentuale sul reddito eccedente il minimale. Il flusso di cassa è quindi diverso da quello del professionista in Gestione Separata.
In questo caso una parte dei contributi obbligatori può essere già effettivamente pagata nell'anno di apertura e quindi concorrere alla deduzione prevista per il calcolo dell'imposta sostitutiva. Va inoltre verificata l'eventuale riduzione contributiva del 35% prevista per gli iscritti Artigiani e Commercianti che rispettano le condizioni richieste.
Professionista con Cassa: il calcolo cambia ancora
Avvocati, commercialisti, architetti, ingegneri, medici e altri professionisti iscritti a una Cassa non devono applicare automaticamente l'aliquota della Gestione Separata. Ogni Cassa può prevedere contributo soggettivo, integrativo, minimi, agevolazioni per i nuovi iscritti e scadenze proprie.
Per questo due contribuenti con gli stessi 30.000 euro di incassi e lo stesso coefficiente di redditività possono avere un esborso previdenziale molto diverso nel primo anno.
Quanto mettere da parte ogni mese per non avere problemi
La vecchia risposta suggeriva di accantonare sempre il 25-30% di ogni fattura. È una regola troppo generica. Per un professionista in Gestione Separata con coefficiente elevato e imposta al 15%, il fabbisogno complessivo può superare quella percentuale; per altre attività, invece, può essere diverso.
La strategia corretta è calcolare separatamente imposta, contributi, saldo e acconti e accantonare una quota coerente con la propria posizione. Nella guida su quanto mettere da parte per tasse e INPS nel forfettario trovi percentuali ed esempi distinti per situazione.
Primo anno: gli errori più comuni
- applicare il 5% a tutti i nuovi titolari di Partita IVA;
- calcolare il 5% o il 15% direttamente su tutte le fatture;
- considerare il 26,07% INPS valido per qualunque attività;
- spendere tutto perché nel primo anno non è ancora arrivato il saldo dell'imposta;
- confondere gli acconti con una tassazione aggiuntiva sul reddito già tassato;
- dedurre nel primo anno contributi previdenziali che saranno pagati soltanto l'anno successivo;
- usare una percentuale fissa di accantonamento senza verificare la propria gestione previdenziale.
Domande frequenti
Di regola l'imposta sostitutiva sul reddito 2026 viene liquidata con la dichiarazione presentata nel 2027. In quella fase può essere dovuto anche l'acconto per il 2027. I contributi seguono invece il calendario della gestione previdenziale applicabile.
No. Il 5% spetta soltanto alle nuove attività che rispettano i requisiti previsti dalla legge. Negli altri casi l'imposta sostitutiva è del 15%.
Perché al saldo relativo al primo anno possono aggiungersi gli acconti per l'anno successivo e, a seconda della gestione previdenziale, saldo e acconti dei contributi. Gli acconti sono anticipi e verranno poi scomputati dai versamenti futuri.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.