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Regime Forfettario
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CONSULENZE FORFETTARIO

Tasse e costi di un negozio in forfettario: imposta, INPS e spese fisse

Per un negozio in regime forfettario il costo fiscale non è composto soltanto dall’imposta sostitutiva. Devi mettere a budget almeno imposta al 5% o 15%, contributi INPS Commercianti, diritto camerale e tutti i costi reali del punto vendita: affitto, utenze, POS, software, assicurazioni, eventuale registratore telematico, personale e commercialista.

Per molte attività di commercio al dettaglio il coefficiente di redditività è del 40%, ma non è corretto applicarlo automaticamente a qualunque negozio: va verificato il codice ATECO effettivo e il relativo gruppo del regime forfettario.

Tasse e costi di un negozio forfettario: quadro rapido

  • imposta sostitutiva: 15% oppure 5% quando spettano i requisiti della nuova attività;
  • coefficiente di redditività: spesso 40% per il commercio, ma va verificato sul codice ATECO;
  • INPS Gestione Commercianti: contributi minimi anche con reddito basso;
  • nel 2026 il minimale di reddito INPS è 18.808 euro;
  • contributo minimo annuo 2026 per il commerciante: circa 4.611,64 euro;
  • aliquota sulla parte di reddito eccedente il minimale: 24,48% per i commercianti;
  • nel forfettario è possibile, se ne ricorrono le condizioni, richiedere il regime contributivo agevolato del 35%;
  • restano diritto camerale e costi effettivi del negozio;
  • INAIL non è una tassa automatica per ogni commerciante: dipende dall’attività e dai soggetti assicurati.

Come si calcola il reddito imponibile di un negozio

Nel regime forfettario non sottrai analiticamente affitto, merce, luce, POS o altri costi. Il reddito fiscale viene determinato applicando ai ricavi il coefficiente previsto per l’attività.

Se il coefficiente è del 40% e incassi 50.000 euro, il reddito forfettario lordo è 20.000 euro. Il restante 60% viene considerato forfettariamente come componente di costo, indipendentemente da quanto hai realmente speso.

Il coefficiente per un negozio è sempre 40%?

No. Il 40% è molto frequente nel commercio, ma il coefficiente dipende dal gruppo ATECO collegato all’attività. Prima di fare simulazioni bisogna verificare il codice del negozio.

Un negozio di abbigliamento, una ferramenta, un’erboristeria o un’attività che combina commercio e servizi possono avere profili differenti. Se svolgi più attività con coefficienti diversi, i ricavi devono essere distinti.

Imposta sostitutiva al 15%

L’imposta ordinaria del regime forfettario è pari al 15% del reddito imponibile determinato dopo l’applicazione del coefficiente e dopo la deduzione dei contributi previdenziali obbligatori versati e deducibili.

Non si applica quindi il 15% direttamente sul fatturato.

Quando il negozio può applicare il 5%

Il 5% può spettare nell’anno di inizio dell’attività e nei quattro successivi se sono rispettate tutte le condizioni previste dalla Legge 190/2014 per una nuova attività.

Non basta che il negozio sia appena aperto: bisogna controllare attività svolte nei tre anni precedenti, eventuale mera prosecuzione e gli altri requisiti specifici.

INPS Commercianti 2026: il costo minimo

Per il titolare di un’attività commerciale l’iscrizione tipica è alla Gestione Commercianti INPS. Nel 2026 il minimale di reddito è pari a 18.808 euro.

Il contributo minimo annuo per un commerciante è pari a circa 4.611,64 euro. Questo costo può esistere anche quando il reddito fiscale effettivo è inferiore al minimale.

Contributi oltre il minimale

Quando il reddito supera il minimale, sulla parte eccedente si applica l’aliquota prevista per la Gestione Commercianti. Nel 2026 l’aliquota di riferimento è del 24,48%, fermo restando il massimale contributivo e le regole specifiche INPS.

Riduzione INPS del 35% nel forfettario

Gli artigiani e commercianti in regime forfettario possono accedere, quando ne ricorrono le condizioni e previa richiesta, al regime previdenziale agevolato che riduce del 35% la contribuzione dovuta.

La scelta va valutata con attenzione perché ridurre i contributi può incidere anche sull’accredito previdenziale utile alla pensione.

Esempio con 30.000 euro di ricavi

Ipotesi: negozio con coefficiente del 40% e 30.000 euro di ricavi.

  • ricavi: 30.000 euro;
  • reddito forfettario lordo: 30.000 × 40% = 12.000 euro;
  • il reddito è sotto il minimale INPS, ma la contribuzione minima Commercianti resta comunque il riferimento ordinario;
  • i contributi obbligatori versati possono essere dedotti dal reddito forfettario ai fini dell’imposta sostitutiva;
  • l’imposta residua viene poi calcolata al 5% o al 15%.

Esempio con 50.000 euro di ricavi

Con 50.000 euro di ricavi e coefficiente del 40%, il reddito forfettario lordo è pari a 20.000 euro.

Poiché supera il minimale INPS 2026 di 18.808 euro, oltre ai contributi minimi bisogna calcolare anche la contribuzione percentuale sulla quota eccedente, secondo le regole della Gestione Commercianti.

Perché il forfettario può essere meno conveniente per un negozio

Un negozio può avere costi reali molto elevati: acquisto della merce, affitto, utenze, arredamento, personale, commissioni POS, assicurazioni e logistica.

Nel forfettario questi costi non vengono sottratti uno per uno. Se i costi effettivi superano molto la percentuale riconosciuta implicitamente dal coefficiente, il vantaggio fiscale può ridursi.

Costo della merce: fiscalmente non lo deduci a parte

Questo è uno dei punti più importanti per un commerciante. Se compri 25.000 euro di merce, quella spesa non viene dedotta analiticamente nel calcolo del reddito forfettario.

La sua incidenza è già rappresentata in modo convenzionale dalla quota non imponibile determinata dal coefficiente di redditività.

Affitto del negozio

Il canone di locazione è un costo reale, ma nel regime forfettario non si sottrae analiticamente dal reddito. Prima di scegliere il regime è quindi utile confrontare il margine reale dell’attività con il reddito fiscale presunto.

Utenze, POS e commissioni bancarie

Energia, connessione, POS, commissioni sugli incassi e conto corrente incidono sulla liquidità del negozio anche se non riducono direttamente il reddito imponibile forfettario.

Registratore telematico e corrispettivi

Un negozio fisico deve verificare gli obblighi relativi alla memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi, salvo specifiche esclusioni. Il regime forfettario non elimina automaticamente gli obblighi commerciali collegati al punto vendita.

Diritto camerale annuale

L’impresa iscritta al Registro Imprese sostiene anche il diritto camerale annuale. L’importo va verificato per l’anno e per la specifica posizione camerale; non conviene utilizzare una cifra fissa valida per tutti i negozi.

INAIL: quando va considerato

L’INAIL non è una tassa automaticamente dovuta da ogni commerciante individuale. L’obbligo assicurativo dipende dall’attività concretamente esercitata, dalle lavorazioni svolte e dalla presenza di soggetti assicurabili.

Se hai dipendenti o svolgi attività che comportano rischi assicurati, la posizione va verificata separatamente.

Dipendenti e collaboratori

Il forfettario non elimina il costo del personale. Retribuzioni, contributi, TFR, consulenza del lavoro e adempimenti restano costi reali dell’impresa e devono essere inclusi nel budget.

Commercialista e software gestionale

Anche un negozio forfettario può avere bisogno di assistenza per apertura, INPS, Camera di Commercio, dichiarazioni, corrispettivi, acquisti esteri, personale e verifiche periodiche. Il costo del commercialista non è deducibile analiticamente, ma resta un costo effettivo.

Assicurazione del negozio

Furto, incendio, responsabilità civile, danni alla merce e interruzione dell’attività sono rischi che possono giustificare coperture assicurative specifiche. Anche queste spese vanno considerate nel costo reale annuale.

SCIA e requisiti comunali

Per aprire un negozio fisico normalmente vanno verificati gli adempimenti SUAP e la SCIA commerciale, oltre a eventuali requisiti specifici legati al settore, ai locali o ai prodotti venduti.

Negozio alimentare: costi e adempimenti aggiuntivi

Se vendi alimenti possono aggiungersi requisiti professionali, HACCP, notifiche sanitarie e altri adempimenti. Il solo calcolo di imposta e INPS non è sufficiente per stimare il costo di apertura.

Negozio fisico ed e-commerce insieme

Puoi affiancare vendita online e punto vendita fisico con la stessa Partita IVA, ma devi verificare codici ATECO, attività dichiarate, corrispettivi e modalità di fatturazione. Il limite del regime forfettario resta riferito al totale dei ricavi e compensi rilevanti.

Quanto mettere a budget prima di aprire

  • INPS minimo annuale;
  • imposta sostitutiva stimata;
  • diritto camerale;
  • affitto e deposito cauzionale;
  • utenze;
  • acquisto iniziale della merce;
  • arredi e attrezzature;
  • POS e commissioni;
  • registratore telematico o software;
  • commercialista e consulente del lavoro;
  • assicurazioni;
  • eventuale personale;
  • marketing e insegna;
  • eventuali licenze, SCIA e requisiti di settore.

Errore frequente: confondere tasse e costi

Dire “pago solo il 5%” o “pago il 15%” restituisce un’immagine incompleta. L’imposta sostitutiva è soltanto una voce. In un negozio, INPS e costi reali possono pesare molto più dell’imposta.

Errore frequente: pensare che il 60% sia un rimborso spese

Con coefficiente 40%, il restante 60% non è una deduzione calcolata sulle tue fatture di costo e non è un rimborso. È semplicemente la quota che il meccanismo forfettario considera in modo convenzionale come non imponibile.

Quando confrontare forfettario e semplificato

Se hai margini commerciali bassi, affitto elevato, molto personale o costi di merce importanti, conviene confrontare il reddito fiscale forfettario con quello che emergerebbe da una contabilità ordinaria o semplificata.

Checklist finale

  • individua il codice ATECO del negozio;
  • verifica il coefficiente di redditività;
  • stima INPS minimo e contributi eccedenti;
  • valuta la riduzione previdenziale del 35%;
  • calcola il 5% o 15% dopo i contributi deducibili;
  • aggiungi diritto camerale e costi amministrativi;
  • stima merce, affitto, utenze, POS e assicurazioni;
  • considera personale e INAIL quando applicabili;
  • verifica SCIA e requisiti di settore;
  • confronta il risultato con il margine reale del negozio.

Approfondimenti utili

Per la disciplina generale consulta regime forfettario commercianti. Per i costi complessivi puoi leggere costi della ditta individuale e, per l’agevolazione previdenziale, riduzione INPS del 35%.

Fonti ufficiali

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