Agevolazioni contributive nel regime forfettario: quali sono davvero nel 2026
Nel 2026, la principale agevolazione contributiva realmente collegata al regime forfettario è la riduzione INPS del 35% prevista per artigiani e commercianti che possiedono i requisiti e aderiscono al relativo regime previdenziale agevolato. Il 24% della Gestione Separata per chi è già assicurato presso un’altra forma di previdenza obbligatoria e l’assenza di contributi fissi per i professionisti in Gestione Separata, invece, non sono “sconti del forfettario”: dipendono dall’inquadramento previdenziale.
Questa distinzione è importante perché due contribuenti entrambi forfettari possono pagare contributi in modo molto diverso. Prima di cercare uno “sconto INPS” bisogna quindi capire se l’attività ricade nella Gestione Separata, nelle Gestioni Artigiani o Commercianti oppure in una Cassa professionale.
Quali agevolazioni contributive sono davvero legate al forfettario
Il regime fiscale e la gestione previdenziale sono due piani distinti. Il forfettario determina come viene calcolato il reddito fiscale e quale imposta sostitutiva si applica; l’inquadramento INPS o nella Cassa professionale dipende invece dall’attività esercitata e dalla posizione previdenziale del contribuente.
Per questo non esiste una riduzione contributiva unica valida per tutti i forfettari. La misura specificamente collegata al regime è quella prevista per gli iscritti alle Gestioni Artigiani e Commercianti. Per una panoramica completa dei diversi inquadramenti puoi consultare la guida ai contributi INPS nel regime forfettario.
Riduzione INPS del 35%: la vera agevolazione previdenziale del forfettario
La riduzione del 35% riguarda gli imprenditori individuali che applicano il regime forfettario e sono iscritti alla Gestione Artigiani o alla Gestione Commercianti, quando ricorrono le condizioni previste. Non si applica ai professionisti iscritti alla Gestione Separata.
La circolare INPS sui contributi 2026 di artigiani e commercianti conferma il regime previdenziale agevolato previsto dalla legge 190/2014 e la sua natura facoltativa. Chi è già beneficiario e mantiene i requisiti prosegue secondo le regole indicate dall’INPS; chi avvia una nuova attività deve effettuare l’adesione con le modalità e nei tempi previsti.
Nel 2026 le aliquote ordinarie sono del 24% per gli artigiani e del 24,48% per i commercianti. Il minimale di reddito indicato dall’INPS è 18.808 euro. La riduzione del 35% non va quindi confusa con un abbattimento dell’imposta sostitutiva: riguarda la contribuzione previdenziale.
Gestione Separata al 24% per chi è già dipendente: non dipende dal forfettario
Un professionista senza Cassa che svolge anche lavoro dipendente può essere tenuto alla Gestione Separata con aliquota del 24% se è già assicurato presso un’altra forma di previdenza obbligatoria. Nel 2026, per il professionista privo di altra copertura previdenziale obbligatoria, l’aliquota complessiva è invece del 26,07%.
Queste percentuali sono fissate dall’INPS per la Gestione Separata, non dal regime forfettario. La circolare INPS sulla Gestione Separata 2026 distingue proprio i professionisti senza altra tutela obbligatoria da quelli pensionati o già assicurati altrove.
Questo chiarisce anche il caso tipico del dipendente che apre una Partita IVA professionale: il 24% non è un premio per avere scelto il forfettario. È una conseguenza della copertura previdenziale già esistente. Nella guida su dipendente con Partita IVA e Gestione Separata trovi il caso specifico e il calcolo.
Niente contributi fissi in Gestione Separata: anche questo non è uno sconto del forfettario
Per i liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata non esiste il contributo minimo fisso tipico delle Gestioni Artigiani e Commercianti. I contributi sono calcolati in percentuale sul reddito previdenziale effettivamente prodotto, nei limiti e con le regole della Gestione Separata.
È un vantaggio di struttura che può rendere più sostenibile un’attività professionale con redditi iniziali bassi, ma non nasce dall’adesione al forfettario. Lo stesso professionista, a parità di inquadramento previdenziale, continua a seguire le regole della Gestione Separata anche se in futuro passa a un diverso regime fiscale.
Esempio: professionista dipendente con 20.000 euro di reddito previdenziale
Supponiamo, solo per confrontare le aliquote, un reddito previdenziale di 20.000 euro. Un professionista senza altra copertura obbligatoria, applicando il 26,07%, avrebbe contributi pari a 5.214 euro. Se lo stesso soggetto fosse già coperto da altra previdenza obbligatoria e rientrasse nell’aliquota del 24%, il calcolo sarebbe pari a 4.800 euro.
La differenza è di 414 euro, ma non deriva dall’essere in regime forfettario: deriva dalla diversa posizione previdenziale. Questo è il punto da verificare prima di confrontare due preventivi o due simulazioni fiscali.
Riduzione del 50% per i nuovi iscritti 2025: misura diversa dal 35%
Un’altra misura che può creare confusione è la riduzione del 50% introdotta per chi ha avviato l’attività e si è iscritto per la prima volta alle Gestioni Artigiani o Commercianti nel 2025. L’INPS ha previsto una durata di 36 mesi dalla data di avvio e ha chiarito che la misura è incompatibile con altre riduzioni contributive, compreso il regime previdenziale agevolato del forfettario.
La pagina INPS sulla riduzione del 50% specifica che l’agevolazione riguarda le prime iscrizioni avvenute nel 2025. Chi ne ha maturato il diritto può quindi trovarsi ancora nel periodo agevolato nel 2026, ma una nuova attività avviata nel 2026 non acquisisce per questo motivo il beneficio del 50% previsto per le iscrizioni 2025.
Artigiano o commerciante: cosa controllare prima di chiedere il 35%
- Verifica che l’attività sia effettivamente inquadrata nella Gestione Artigiani o Commercianti.
- Controlla di applicare il regime forfettario e di mantenere i requisiti richiesti.
- Verifica se esistono altre agevolazioni previdenziali già in corso e se sono compatibili.
- Controlla la procedura INPS e la decorrenza dell’adesione prima di basare il budget sullo sconto.
- Valuta anche l’effetto previdenziale della contribuzione ridotta, non soltanto il risparmio di cassa dell’anno.
In altre parole, non conviene inserire automaticamente “-35% INPS” in qualsiasi simulazione di Partita IVA forfettaria. Prima serve la corretta gestione previdenziale.
Professionista con Cassa: valgono le regole dell’ente previdenziale
Avvocati, architetti, psicologi e altri professionisti iscritti a una Cassa autonoma non applicano automaticamente né la Gestione Separata né la riduzione INPS del 35% prevista per Artigiani e Commercianti. Contributo soggettivo, integrativo, minimi e agevolazioni dipendono dal regolamento della Cassa competente.
Il fatto di essere fiscalmente forfettari non sostituisce quindi la verifica previdenziale di categoria. Per una simulazione corretta bisogna tenere separati imposta sostitutiva, contributi e eventuali agevolazioni della Cassa.
Tabella: cosa dipende dal forfettario e cosa no
| Situazione | È una agevolazione propria del forfettario? | Regola da verificare |
|---|---|---|
| Riduzione INPS 35% Artigiani/Commercianti | Sì | Adesione al regime previdenziale agevolato e requisiti |
| Gestione Separata al 24% per chi ha altra copertura obbligatoria | No | Posizione previdenziale personale |
| Assenza di contributi fissi per professionista in Gestione Separata | No | Regole strutturali della Gestione Separata |
| Riduzione 50% per prima iscrizione nel 2025 | No, è una misura separata | Prima iscrizione nel 2025, durata e incompatibilità |
| Agevolazioni di una Cassa professionale | No | Regolamento della Cassa |
Errori da evitare quando confronti i contributi
- Considerare il 24% della Gestione Separata come una riduzione concessa dal regime forfettario.
- Applicare il 35% a un professionista iscritto alla Gestione Separata.
- Confondere la riduzione del 35% con quella del 50% prevista per le prime iscrizioni del 2025.
- Confrontare aliquote senza verificare prima quale gestione previdenziale si applica.
- Guardare soltanto al risparmio immediato senza controllare gli effetti sulla posizione contributiva.
In sintesi
Se chiedi quali agevolazioni contributive offre il regime forfettario, la risposta corretta parte dalla gestione previdenziale. La riduzione del 35% è la misura specifica per i forfettari iscritti alle Gestioni Artigiani e Commercianti che ne hanno diritto. Il 24% della Gestione Separata per chi è già coperto da altra previdenza e l’assenza di contributi fissi per i professionisti non sono invece agevolazioni create dal forfettario.
Prima di aprire la Partita IVA o scegliere il regime, identifica quindi l’inquadramento previdenziale e solo dopo confronta aliquote, minimi e riduzioni applicabili. È il modo più semplice per evitare simulazioni apparentemente convenienti ma costruite sulla gestione INPS sbagliata.
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