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Regime Forfettario
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CONSULENZE FORFETTARIO

Bolla doganale mancante: come regolarizzare un’importazione

Se la merce è arrivata senza bolla doganale, la prima cosa da capire è se la dichiarazione di importazione esiste ma il documento non ti è stato consegnato, oppure se lo sdoganamento non è stato completato correttamente. Sono due casi molto diversi: nel primo puoi recuperare i dati della dichiarazione e i prospetti doganali; nel secondo serve una regolarizzazione con Agenzia delle Dogane e intermediario doganale. Una normale autofattura non sostituisce la dichiarazione doganale.

Per chi gestisce un e-commerce e importa prodotti da Paesi extra UE, questo punto è essenziale perché dazi e IVA all’importazione nascono in dogana. Anche chi opera in regime forfettario resta soggetto alle regole doganali sulle importazioni.

Bolla doganale mancante: cosa significa oggi

Nel linguaggio comune si continua a parlare di “bolla doganale” o “bolletta doganale”, ma oggi la procedura di importazione è elettronica. Con il sistema AIDA 2.0 la dichiarazione viene registrata telematicamente e, quando viene accettata, riceve un MRN, Master Reference Number, che identifica la pratica doganale.

Per questo, dire che “manca la bolla doganale” può voler dire almeno tre cose: la dichiarazione esiste ma non hai ricevuto i prospetti; la dichiarazione contiene errori o non è stata collegata correttamente alla tua impresa; oppure la merce è arrivata senza che l’importazione sia stata regolarmente completata.

Primo controllo: esiste un MRN?

Il primo controllo pratico consiste nel chiedere a corriere, spedizioniere o rappresentante doganale se per quella spedizione è stato generato un MRN. Se l’MRN esiste, significa che una dichiarazione è stata registrata e si può ricostruire la pratica.

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli spiega che l’accettazione della dichiarazione di importazione viene notificata proprio attraverso l’attribuzione dell’MRN. In questo caso il problema può essere documentale, non necessariamente uno sdoganamento mai avvenuto.

Quali documenti puoi recuperare dall’Agenzia delle Dogane

Per le dichiarazioni di importazione gestite nel sistema AIDA 2.0, l’importatore può accedere al servizio “Gestione documenti – Dichiarazioni doganali” e consultare i prospetti collegati alla dichiarazione.

  • Prospetto di riepilogo ai fini contabili, utile per i dati fiscali dell’importazione;
  • Prospetto sintetico della dichiarazione, che riassume gli elementi principali della pratica;
  • Prospetto di svincolo, che documenta lo svincolo delle merci.

Se quindi la dogana ha già lavorato correttamente la spedizione ma tu non hai ricevuto la vecchia “bolla” cartacea, il percorso corretto non è creare un documento sostitutivo: è recuperare i prospetti della dichiarazione elettronica.

Se la dichiarazione doganale non esiste

Il caso è più delicato quando non esiste alcuna dichiarazione valida oppure quando i diritti doganali non sono stati assolti. In questa situazione non conviene vendere la merce dando per scontato che basti “sistemare la contabilità” in un secondo momento.

Dazi e IVA all’importazione sono collegati allo sdoganamento della merce. Se lo sdoganamento non è stato completato, occorre ricostruire la spedizione con il soggetto che l’ha gestita e chiedere la regolarizzazione alla Dogana competente. A seconda del caso può essere necessario l’intervento di uno spedizioniere doganale o di un rappresentante doganale.

L’autofattura può sostituire la bolla doganale?

No, una autofattura non sostituisce la dichiarazione doganale di importazione. L’autofattura elettronica serve in specifiche operazioni estere, ma un acquisto di beni che entra fisicamente nell’Unione europea da un Paese extra UE resta una importazione e segue le regole doganali.

Questo punto è importante perché operazioni differenti vengono spesso confuse. Se acquisti un servizio da un fornitore estero puoi trovarti a usare i documenti elettronici previsti per il reverse charge; se invece importi merce extra UE, il documento centrale ai fini dell’IVA all’importazione è la dichiarazione doganale.

Per la gestione più ampia delle operazioni internazionali puoi leggere la nostra guida su regime forfettario e operazioni con l’estero.

Regime forfettario: IVA e dazi all’importazione si pagano comunque

Essere in regime forfettario non elimina IVA e dazi doganali sulle importazioni. Il forfettario disciplina il modo in cui vengono tassati i ricavi dell’attività, ma non esonera dalla normativa doganale applicabile alle merci che entrano da Paesi extra UE.

Inoltre il forfettario, in linea generale, non esercita la detrazione dell’IVA sugli acquisti come un soggetto in regime IVA ordinario. Per questo l’IVA pagata all’importazione non viene gestita come una normale IVA detraibile, ma ciò non significa che possa essere omessa.

E-commerce: cosa chiedere subito a corriere o spedizioniere

Se importi per rivendere su Amazon, eBay o altri marketplace e la documentazione doganale non è arrivata, conviene chiedere per iscritto al vettore o allo spedizioniere almeno questi elementi:

  • numero MRN della dichiarazione;
  • ufficio doganale che ha gestito l’importazione;
  • identità del dichiarante o rappresentante doganale;
  • prova del pagamento di dazi e IVA, se già effettuato;
  • prospetto di riepilogo ai fini contabili;
  • prospetto di svincolo;
  • eventuali comunicazioni di errore, rettifica o sospensione.

Questi dati permettono di capire se il problema è soltanto il mancato invio della documentazione oppure una irregolarità sostanziale della pratica.

Se hai pagato il fornitore ma non dazi e IVA

La fattura del fornitore estero prova l’acquisto commerciale, ma non dimostra da sola che la merce sia stata regolarmente importata. Se i diritti doganali non risultano assolti, occorre verificare come la merce è entrata nel territorio unionale e quale soggetto avrebbe dovuto presentare la dichiarazione.

Non è prudente creare autonomamente una autofattura per “coprire” l’assenza di dazi o IVA in dogana. Prima va sistemata la posizione doganale; solo dopo si gestiscono gli eventuali adempimenti fiscali collegati alla registrazione dell’acquisto.

Se il marketplace o il corriere ha gestito l’importazione

In alcune spedizioni il corriere, la piattaforma o un intermediario cura le formalità doganali per conto dell’importatore. In questi casi può accadere che la merce venga consegnata senza che al destinatario sia stato inviato subito il prospetto doganale.

La mancanza del documento nella tua casella e-mail non prova quindi, da sola, che non sia stata presentata la dichiarazione. Anche qui la presenza dell’MRN e dei prospetti ADM è il controllo decisivo.

Cosa fare se la Dogana non risponde da mesi

Se hai già contattato l’ufficio doganale senza ottenere una soluzione, evita di limitarti ad attendere genericamente. Ricostruisci la pratica con tutta la documentazione disponibile: fattura estera, ordine, prova di pagamento, documento di trasporto, tracking, dati del corriere, eventuale MRN e comunicazioni ricevute.

Con questi elementi puoi chiedere una risposta puntuale all’ufficio competente o incaricare un rappresentante doganale di verificare lo stato della dichiarazione e la procedura necessaria per regolarizzarla. Se la dichiarazione esiste, l’obiettivo è ottenere i prospetti corretti; se non esiste, occorre capire quale procedura doganale consenta di sanare la posizione.

Posso vendere la merce senza documentazione doganale?

Se non riesci a dimostrare che l’importazione è stata regolarmente eseguita, vendere la merce espone a un rischio inutile. Prima di commercializzare i prodotti conviene avere documentazione che colleghi la merce alla dichiarazione doganale e all’assolvimento dei diritti dovuti.

Nel caso di un e-commerce, questo controllo è ancora più importante perché gli acquisti sono destinati sistematicamente alla rivendita. La tracciabilità dell’importazione deve quindi essere coerente con fatture, pagamenti e movimenti di magazzino.

Importazioni UE ed extra UE: non sono la stessa cosa

La dogana interviene quando la merce entra nell’Unione europea da un Paese terzo. Gli acquisti intracomunitari seguono invece una disciplina IVA diversa, senza dichiarazione doganale di importazione. Se acquisti beni da fornitori UE puoi approfondire la relativa disciplina nella guida sugli acquisti UE nel regime forfettario.

Le fonti ufficiali da controllare

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli descrive il funzionamento delle dichiarazioni di importazione elettroniche e l’attribuzione dell’MRN. Nelle FAQ ADM sono inoltre indicate le modalità per consultare il prospetto di riepilogo ai fini contabili, il prospetto sintetico e il prospetto di svincolo tramite il servizio “Gestione documenti – Dichiarazioni doganali”.

Bolla doganale mancante: la procedura pratica

  1. chiedi al corriere o allo spedizioniere se esiste un MRN;
  2. se esiste, recupera i prospetti della dichiarazione;
  3. verifica se dazi e IVA risultano assolti;
  4. se la dichiarazione contiene errori, chiedi la rettifica tramite l’intermediario o l’ufficio competente;
  5. se la dichiarazione non esiste, fai verificare la procedura di regolarizzazione doganale;
  6. non usare una autofattura come sostituto dello sdoganamento;
  7. commercializza la merce solo dopo avere ricostruito correttamente la posizione.

Domande frequenti

Se non ho la bolla cartacea significa che la merce non è stata sdoganata?

No. Oggi la dichiarazione di importazione è elettronica. Se esiste un MRN, puoi verificare e recuperare i prospetti collegati alla pratica anche se non hai ricevuto una vecchia bolletta cartacea.

Posso fare una autofattura per regolarizzare dazi e IVA?

No. L’autofattura non sostituisce la dichiarazione doganale e non assolve da sola dazi e IVA all’importazione. La posizione va prima verificata e, se necessario, regolarizzata in dogana.

Il forfettario deve pagare l’IVA sulle importazioni?

Sì. Il regime forfettario non esonera dall’IVA dovuta all’importazione né dagli eventuali dazi doganali. Cambia il trattamento fiscale interno dell’attività, non le regole doganali applicabili alla merce extra UE.

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