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Regime Forfettario

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Benzina nel regime forfettario: si può scaricare il costo?

Benzina nel regime forfettario con carburante, auto e documenti fiscali

La benzina nel regime forfettario non può essere scaricata analiticamente dal reddito come avviene nei regimi fiscali ordinari. Anche se utilizzi l’auto per svolgere la tua attività e sostieni regolarmente spese di carburante, il costo non viene sottratto direttamente dai ricavi o compensi.

Il motivo è semplice: nel regime forfettario il reddito imponibile viene determinato applicando ai ricavi o compensi un coefficiente di redditività stabilito in base all’attività svolta. Le spese dell’attività sono quindi considerate in modo forfettario e non sulla base dei costi realmente sostenuti.

La stessa logica riguarda, in generale, anche assicurazione, manutenzione, leasing, noleggio e altri costi dell’automobile utilizzata per l’attività.

La risposta in breve

No. Se applichi il regime forfettario, la spesa per benzina non può essere dedotta singolarmente dal reddito e l’IVA pagata sul carburante non può essere portata in detrazione.

Il reddito fiscale viene infatti calcolato applicando al fatturato il coefficiente di redditività previsto per il tuo codice ATECO. La parte esclusa dal coefficiente rappresenta forfettariamente i costi dell’attività, indipendentemente da quanto hai realmente speso.

L’unica deduzione espressamente prevista nella determinazione del reddito forfettario riguarda, nei limiti stabiliti dalla legge, i contributi previdenziali obbligatori versati.

Benzina nel regime forfettario: perché non si deduce

L’articolo 1, comma 64, della Legge n. 190/2014 stabilisce che il reddito imponibile dei contribuenti forfettari viene determinato applicando ai ricavi o compensi percepiti il coefficiente di redditività previsto per la specifica attività.

Questo significa che non si utilizza il normale sistema:

ricavi − costi effettivi = reddito imponibile

Nel regime forfettario il meccanismo è invece:

ricavi o compensi × coefficiente di redditività = reddito forfettario

Puoi approfondire il funzionamento nella nostra guida sul coefficiente di redditività nel regime forfettario.

Esempio pratico: benzina e coefficiente di redditività

Supponiamo che un professionista abbia:

  • 30.000 euro di compensi incassati;
  • coefficiente di redditività del 78%;
  • 2.000 euro di spese annuali per carburante.

Il reddito forfettario sarà:

30.000 × 78% = 23.400 euro

I 2.000 euro effettivamente spesi per la benzina non vengono sottratti dai 23.400 euro.

Il sistema considera già in modo forfettario una quota di costi pari, in questo esempio, al 22% dei compensi.

Quindi il costo della benzina è già compreso nel forfait?

In termini fiscali, sì: il coefficiente di redditività determina indirettamente la quota di ricavi che non viene considerata reddito imponibile.

Non significa però che il Fisco attribuisca una quota specifica alla benzina, all’assicurazione o ad altre singole spese.

La percentuale è complessiva e prescinde dai costi effettivamente sostenuti.

Per esempio, con un coefficiente del 78%, il 22% dei ricavi resta escluso dalla determinazione forfettaria del reddito. Se le tue spese reali sono inferiori o superiori a quella percentuale, il calcolo fiscale non cambia.

La benzina nel regime forfettario permette di recuperare l’IVA?

No. Chi applica il regime forfettario non esercita normalmente il diritto alla detrazione dell’IVA pagata sugli acquisti.

Di conseguenza, se acquisti carburante e paghi anche l’IVA, quell’imposta rimane a tuo carico e non viene recuperata attraverso una liquidazione IVA.

La Legge n. 190/2014 prevede espressamente che i contribuenti che applicano il regime forfettario non abbiano diritto alla detrazione dell’IVA assolta, dovuta o addebitata sugli acquisti.

Serve comunque la fattura per il carburante?

La fattura del carburante non consente di ridurre il reddito imponibile del contribuente forfettario, ma può comunque essere utile come documentazione dell’attività e della spesa sostenuta.

La normativa del regime forfettario mantiene inoltre l’obbligo di conservare i documenti ricevuti ed emessi.

Bisogna quindi distinguere chiaramente due aspetti:

  • documentare una spesa sostenuta nell’attività;
  • dedurre fiscalmente quella spesa dal reddito.

Nel regime forfettario la prima cosa può avere utilità amministrativa e documentale, ma la seconda normalmente non è possibile per la benzina.

Pagare la benzina con carta permette di scaricarla?

No. Il semplice utilizzo di una carta, bancomat o altro mezzo di pagamento tracciabile non trasforma la spesa del carburante in un costo deducibile nel regime forfettario.

La tracciabilità del pagamento può essere utile per mantenere una corretta documentazione delle spese professionali, ma non modifica il sistema di determinazione forfettaria del reddito.

Le regole previste per la deducibilità del carburante nel regime ordinario non devono quindi essere applicate automaticamente a chi utilizza il regime forfettario.

Benzina regime forfettario: cosa succede se uso l’auto solo per lavoro?

Anche se l’automobile viene utilizzata esclusivamente o prevalentemente per l’attività, nel regime forfettario la spesa per il carburante non viene normalmente dedotta analiticamente.

La percentuale di utilizzo professionale del veicolo non modifica il coefficiente di redditività applicato al fatturato.

È quindi possibile che due contribuenti con la stessa attività e lo stesso fatturato abbiano costi automobilistici molto diversi ma determinino comunque il reddito fiscale utilizzando lo stesso coefficiente.

Si possono scaricare manutenzione, assicurazione e bollo auto?

La stessa regola vale, in generale, per gli altri costi connessi all’automobile utilizzata nell’attività.

  • carburante;
  • manutenzione e riparazioni;
  • assicurazione;
  • bollo auto;
  • pneumatici;
  • pedaggi;
  • leasing;
  • noleggio.

Queste spese non vengono normalmente sottratte una per una dal reddito dell’attività forfettaria.

E l’acquisto dell’automobile si può dedurre?

Anche l’acquisto dell’automobile segue la logica generale del regime forfettario.

Il costo dell’auto non viene ammortizzato fiscalmente secondo le normali regole applicabili ai contribuenti in contabilità ordinaria o semplificata.

Il contribuente continua a determinare il proprio reddito applicando il coefficiente di redditività ai ricavi o compensi percepiti.

Quali spese si possono dedurre nel regime forfettario?

La principale eccezione al sistema forfettario riguarda i contributi previdenziali obbligatori versati.

Il comma 64 della Legge n. 190/2014 consente infatti di dedurre dal reddito determinato forfettariamente i contributi previdenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge, secondo le condizioni previste dalla norma.

Non bisogna quindi confondere i contributi previdenziali con i normali costi di esercizio, come carburante, telefono, computer, affitto dello studio o spese dell’automobile.

Perché il coefficiente di redditività è così importante

Il coefficiente di redditività determina quanta parte del fatturato viene considerata reddito fiscale.

Un contribuente con molte spese effettive può quindi trovarsi in una situazione molto diversa da un altro contribuente con pochi costi, anche se entrambi applicano lo stesso coefficiente.

Per questo motivo non basta guardare soltanto all’aliquota del 5% o del 15% per capire se il regime è conveniente.

Se sostieni costi elevati per auto, carburante, attrezzature, collaboratori o locali, può essere utile confrontare il risultato con quello che avresti applicando un regime fiscale nel quale i costi effettivi assumono rilevanza. Puoi approfondire nell’articolo su come capire se conviene il regime forfettario.

Esempio: molte spese di carburante

Immaginiamo due professionisti che svolgono la stessa attività, hanno lo stesso coefficiente di redditività e incassano entrambi 40.000 euro.

Il primo utilizza poco l’automobile e spende 500 euro di carburante nell’anno.

Il secondo percorre molti chilometri per raggiungere i clienti e spende 5.000 euro di carburante.

Se entrambi applicano lo stesso coefficiente di redditività, la diversa spesa effettiva per la benzina non modifica direttamente il loro reddito forfettario.

È proprio questa caratteristica che rende importante valutare il peso dei costi reali prima di scegliere o mantenere il regime.

Cosa cambia nel regime ordinario?

Nei regimi fiscali ordinari il trattamento dei costi dell’automobile è diverso, perché i costi effettivamente sostenuti possono assumere rilevanza fiscale nei limiti e alle condizioni previste dalla normativa.

Per le autovetture, la deducibilità dei costi e la detraibilità dell’IVA possono variare in funzione del tipo di contribuente e dell’utilizzo del veicolo.

Non è quindi corretto prendere le percentuali di deducibilità previste per il regime ordinario e applicarle anche al regime forfettario.

Benzina e passaggio dal forfettario al regime ordinario

Se in un periodo successivo passi dal regime forfettario a un regime ordinario, le nuove spese sostenute dovranno essere valutate secondo le regole fiscali applicabili al nuovo regime.

Il passaggio non consente però di recuperare automaticamente come normali costi deducibili tutte le spese di carburante sostenute negli anni precedenti mentre applicavi il regime forfettario.

In caso di cambio di regime devono inoltre essere valutate separatamente le regole IVA previste per il passaggio tra regimi fiscali.

Calcolare le tasse senza sottrarre la benzina

Per stimare correttamente imposta sostitutiva e contributi bisogna quindi partire dai ricavi o compensi, applicare il coefficiente di redditività e considerare successivamente i contributi previdenziali deducibili secondo le regole previste.

Puoi vedere il procedimento completo, con esempi numerici, nella nostra guida al calcolo delle tasse nel regime forfettario.

Errori da evitare

  • sottrarre la benzina dal fatturato prima di applicare il coefficiente di redditività;
  • considerare deducibile una percentuale del carburante utilizzando le regole del regime ordinario;
  • pensare che pagare il carburante con carta renda automaticamente deducibile il costo;
  • tentare di recuperare l’IVA pagata sul carburante come un contribuente IVA ordinario;
  • confondere una fattura di acquisto con il diritto a dedurre fiscalmente la spesa;
  • dimenticare che il coefficiente di redditività rappresenta già una determinazione forfettaria dei costi;
  • valutare la convenienza del regime guardando soltanto all’aliquota dell’imposta sostitutiva e non ai costi effettivi dell’attività.

Benzina nel regime forfettario: in sintesi

  • La benzina non viene dedotta analiticamente dal reddito del contribuente forfettario.
  • L’IVA pagata sul carburante non è normalmente detraibile.
  • Il reddito viene determinato applicando ai ricavi o compensi il coefficiente di redditività.
  • Il pagamento tracciabile non rende il carburante deducibile nel regime forfettario.
  • Anche gli altri normali costi dell’auto non vengono sottratti singolarmente dal reddito.
  • I contributi previdenziali obbligatori rappresentano la principale deduzione espressamente prevista dal reddito forfettario.

Fonti ufficiali

  • Legge 23 dicembre 2014, n. 190 – disciplina del regime forfettario, articolo 1, commi 54 e seguenti.
  • Agenzia delle Entrate – Redditi Persone Fisiche 2026.

Domande frequenti sulla benzina nel regime forfettario

Posso scaricare la benzina nel regime forfettario?

No. La spesa per il carburante non viene dedotta analiticamente dal reddito. Il reddito forfettario viene determinato applicando ai ricavi o compensi il coefficiente di redditività previsto per l’attività svolta.

Posso detrarre l’IVA sulla benzina se sono forfettario?

No. Nel regime forfettario non è normalmente possibile esercitare il diritto alla detrazione dell’IVA pagata sugli acquisti, compreso il carburante.

Se pago la benzina con carta posso dedurla?

No. Il pagamento tracciabile non modifica il sistema di determinazione del reddito forfettario e non rende la benzina un costo deducibile analiticamente.

La fattura del carburante serve nel regime forfettario?

Può essere utile per documentare la spesa e deve essere conservata quando ricevuta, ma non consente di sottrarre il costo della benzina dal reddito determinato con il coefficiente di redditività.

Posso dedurre assicurazione e manutenzione dell’auto?

Nel regime forfettario i normali costi dell’automobile, come assicurazione, manutenzione e carburante, non vengono generalmente dedotti uno per uno dal reddito dell’attività.

Quali costi posso dedurre dal reddito forfettario?

La principale deduzione espressamente prevista riguarda i contributi previdenziali obbligatori versati, secondo le condizioni stabilite dalla normativa. I normali costi dell’attività sono invece considerati attraverso il coefficiente di redditività.

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