Contributi INPS dei dipendenti nel forfettario: si possono dedurre?
Nel regime forfettario i contributi previdenziali versati per i dipendenti non si deducono separatamente dal reddito imponibile. La deduzione specifica prevista dalla legge riguarda i contributi previdenziali obbligatori versati dal titolare e, in alcuni casi particolari, quelli corrisposti per collaboratori dell’impresa familiare. I costi del personale dipendente restano invece compresi nel meccanismo forfettario del coefficiente di redditività.
Per una ditta edile in forfettario, quindi, non devi prendere i contributi INPS a carico del datore relativi ai dipendenti e sottrarli uno per uno dal reddito fiscale. Prima si applica il coefficiente di redditività ai ricavi; poi si deducono soltanto i contributi previdenziali che la legge ammette espressamente.
Detrazione o deduzione? Nel forfettario il termine corretto è deduzione
Parlare di “detrazione dei contributi” può creare confusione. Una detrazione riduce direttamente l’imposta; una deduzione riduce invece il reddito su cui l’imposta viene calcolata.
Nel regime forfettario i contributi previdenziali obbligatori ammessi dalla norma vengono dedotti dal reddito forfettario prima di applicare l’imposta sostitutiva del 15% o, quando spettante, del 5%.
Cosa dice il comma 64 della legge sul regime forfettario
L’articolo 1, comma 64, della legge 190/2014 stabilisce che dal reddito determinato applicando il coefficiente di redditività possono essere dedotti i contributi previdenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge.
La norma comprende anche, a determinate condizioni, i contributi corrisposti per conto dei collaboratori dell’impresa familiare fiscalmente a carico e quelli relativi ai collaboratori non fiscalmente a carico quando il titolare non abbia esercitato la rivalsa.
La disciplina vigente è consultabile nella legge 190/2014 su Normattiva.
I contributi dei dipendenti non rientrano in questa deduzione specifica
I contributi previdenziali sostenuti dal datore di lavoro per i propri dipendenti fanno parte del costo del personale. Nel forfettario i costi d’impresa non vengono normalmente dedotti analiticamente: la quota di spese è riconosciuta in modo forfettario attraverso il coefficiente di redditività.
Per questo non puoi prendere contributi INPS, salari, assicurazioni, attrezzature e altri costi dell’attività e sottrarli uno per uno dai ricavi come avverrebbe in un regime analitico.
Contributi personali del titolare: questi invece si deducono
Se sei titolare di una ditta individuale edile e versi contributi obbligatori alla Gestione Artigiani o Commercianti, gli importi effettivamente versati nell’anno possono ridurre il reddito forfettario secondo le regole del comma 64.
La scheda dell’Agenzia delle Entrate sul reddito nel regime forfettario richiama espressamente la deducibilità dei contributi previdenziali obbligatori.
Esempio: ditta edile con dipendenti
Immagina una ditta edile in regime forfettario con 60.000 euro di ricavi. Supponiamo, a solo titolo esemplificativo, che al gruppo di attività si applichi un coefficiente di redditività dell’86%.
- Ricavi: 60.000 euro.
- Reddito forfettario iniziale: 60.000 × 86% = 51.600 euro.
- Contributi previdenziali personali obbligatori del titolare effettivamente versati: ipotizziamo 5.000 euro.
- Contributi e altri costi sostenuti per i dipendenti: non vengono sottratti analiticamente dal reddito forfettario.
- Base fiscale, nell’esempio semplificato: 51.600 − 5.000 = 46.600 euro.
L’imposta sostitutiva viene poi calcolata su questa base, non sul risultato ottenuto sottraendo anche salari e contributi dei dipendenti.
Il costo dei dipendenti però non è irrilevante
Dire che i contributi dei dipendenti non sono deducibili separatamente non significa che il personale non conti nel regime forfettario.
La disciplina prevede infatti anche un limite alle spese sostenute per lavoro dipendente, collaboratori e altre forme di lavoro indicate dalla norma. Questo controllo serve per verificare l’accesso o la permanenza nel regime e va tenuto distinto dal calcolo del reddito imponibile.
Costo fiscale e costo economico sono due cose diverse
Un dipendente può costarti migliaia di euro all’anno tra retribuzione, contributi, assicurazione e altri oneri. Anche se questi costi non vengono dedotti uno per uno dal reddito forfettario, restano costi reali che riducono il margine dell’impresa.
Per un’impresa con personale il forfettario può quindi diventare meno conveniente rispetto a un regime che consente di dedurre analiticamente i costi effettivi. La convenienza va valutata sul margine reale, non solo sull’aliquota sostitutiva.
Collaboratore familiare: il caso particolare previsto dalla legge
Il comma 64 contiene una regola specifica per i collaboratori dell’impresa familiare. I contributi versati dal titolare per il collaboratore fiscalmente a carico possono essere dedotti; la norma ammette inoltre la deduzione per il collaboratore non fiscalmente a carico quando il titolare non esercita la rivalsa.
Questa eccezione non deve essere confusa con i normali contributi versati per lavoratori dipendenti assunti con rapporto subordinato.
E se trattengo una quota di contributi al dipendente?
Nella gestione delle buste paga una parte dei contributi è a carico del lavoratore e viene trattenuta dalla retribuzione, mentre una parte è a carico del datore. Questi versamenti fanno parte degli adempimenti del rapporto di lavoro e non diventano, per questo, una deduzione previdenziale personale del titolare ai sensi del comma 64.
Non bisogna quindi confondere il versamento materiale effettuato dal datore tramite F24 con il soggetto cui il contributo previdenziale si riferisce.
Quali spese si deducono davvero nel forfettario
La regola generale è semplice: la maggior parte delle spese dell’attività non viene dedotta analiticamente perché è già rappresentata dalla percentuale di costi implicita nel coefficiente di redditività.
La guida RF sulle spese deducibili nel regime forfettario approfondisce quali costi restano fuori dal calcolo analitico e quali contributi possono invece ridurre la base imponibile.
Attenzione anche al limite di 20.000 euro per il personale
La presenza di dipendenti incide anche sui requisiti del regime. La legge prevede che nell’anno precedente le spese complessive lorde per lavoro dipendente, collaboratori e altre prestazioni indicate dal comma 54 non superino 20.000 euro.
Questo limite è un controllo di accesso o permanenza nel forfettario e non una deduzione dal reddito. Puoi quindi avere costi del personale inferiori a 20.000 euro e restare nel regime, ma tali costi continuano a non essere sottratti analiticamente dal reddito determinato col coefficiente.
La guida RF sui collaboratori e costi del personale nel forfettario approfondisce il rapporto tra limite dei 20.000 euro e deducibilità.
Quando una ditta con dipendenti dovrebbe rivalutare il forfettario
Se il personale pesa molto sui ricavi, il coefficiente di redditività potrebbe riconoscere una quota di costi inferiore a quella che sostieni realmente. In questo scenario pagheresti imposta su un reddito fiscale superiore al margine economico effettivo.
Prima di scegliere o mantenere il forfettario conviene quindi confrontare almeno:
- ricavi previsti;
- costo complessivo del personale;
- altri costi reali dell’attività;
- reddito determinato dal coefficiente;
- contributi personali deducibili;
- imposte e contributi nei regimi alternativi.
Un unico F24 può contenere contributi di natura diversa
Il fatto che titolare e dipendenti vengano gestiti nello stesso flusso di pagamenti non rende tutti i contributi fiscalmente equivalenti. Per la deduzione prevista dal forfettario conta a chi si riferisce il contributo e quale obbligo previdenziale sta assolvendo.
Per questo è utile conservare prospetti paga, deleghe F24 e dettaglio dei versamenti, così da distinguere chiaramente contributi personali deducibili e oneri relativi al personale.
Errori da evitare
- Chiamare “detrazione” ciò che fiscalmente è una deduzione.
- Sottrarre i contributi dei dipendenti dal reddito forfettario come costo analitico.
- Confondere i contributi personali del titolare con quelli del personale.
- Ignorare la regola specifica dei collaboratori dell’impresa familiare.
- Valutare la convenienza del regime senza considerare il costo reale dei dipendenti.
In sintesi
Nel regime forfettario i contributi previdenziali versati per i dipendenti non vengono dedotti separatamente dal reddito. I normali costi del personale sono assorbiti dal meccanismo del coefficiente di redditività.
Puoi invece dedurre i contributi previdenziali obbligatori personali ammessi dal comma 64 e, nei casi previsti, quelli relativi ai collaboratori dell’impresa familiare. Per una ditta con dipendenti è quindi essenziale distinguere il calcolo fiscale dal costo economico reale del personale.
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