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Regime Forfettario

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Partita IVA tappezziere 2026: ATECO 95.24.01, INPS e forfettario

Aprire una Partita IVA da tappezziere nel 2026 significa prima di tutto individuare con precisione il tipo di lavoro svolto. Per il laboratorio che riveste, rifodera e re-imbottisce divani, poltrone, sedie e altri mobili imbottiti il riferimento ATECO 2025 è 95.24.01 – Rivestimento di mobili e oggetti di arredamento per la casa imbottiti. Il codice comprende espressamente anche le attività dei laboratori di tappezzeria.

La parola “tappezziere”, però, copre attività che fiscalmente non sono identiche. Confezionare tende e mantovane, posare carta da parati oppure riparare sedili di autoveicoli può richiedere codici diversi. La guida distingue quindi la tappezzeria per mobili dalla produzione tessile per l’arredo, dalla posa di rivestimenti sulle pareti e dalla tappezzeria auto, così da evitare di usare un codice generico per lavori con inquadramenti differenti.

Tappezziere 2026: quadro rapido

  • ATECO principale per il laboratorio: 95.24.01.
  • Attività: rivestimento, rifoderatura e re-imbottitura di mobili e arredi imbottiti.
  • Coefficiente forfettario: 67%.
  • INPS: normalmente Gestione Artigiani quando il titolare lavora personalmente e abitualmente nella bottega.
  • Tende e mantovane prodotte: da verificare 13.92.20.
  • Carta da parati: la posa rientra nel 43.33.00.
  • Tappezzeria auto: la riparazione dei sedili di autoveicoli rientra nel 95.31.20.
  • INAIL: da verificare per l’attività artigiana e le lavorazioni effettive.

Codice ATECO tappezziere: 95.24.01

Con ATECO 2025 il codice centrale per il tappezziere di mobili è 95.24.01 – Rivestimento di mobili e oggetti di arredamento per la casa imbottiti. Le note ISTAT comprendono la riapplicazione di fodere e imbottiture di mobili e arredi imbottiti, inclusi i mobili per ufficio, e indicano espressamente i laboratori di tappezzeria.

È quindi il codice da verificare quando la bottega lavora soprattutto su divani, poltrone, sedie imbottite, pouf, testiere, panche e altri arredi, sostituendo tessuti, pelle, imbottiture, cinghie, molle e materiali di rivestimento.

Che fine ha fatto il vecchio 95.24.02 “Laboratori di tappezzeria”?

Molte guide online continuano a indicare 95.24.02 – Laboratori di tappezzeria. Era la sottocategoria utilizzata nella classificazione precedente. Con ATECO 2025 l’attività è confluita nel nuovo 95.24.01, che oggi comprende sia il rivestimento degli arredi imbottiti sia le attività dei laboratori di tappezzeria.

Per una nuova apertura nel 2026 conviene quindi ragionare sulla classificazione vigente e non copiare automaticamente un codice trovato in una guida non aggiornata. Il vecchio codice resta utile per leggere documenti storici o vecchie visure, ma non è il riferimento da proporre come nuova classificazione.

Tende, mantovane e tessili d’arredo: quando usare 13.92.20

Il tappezziere può anche confezionare tende, mantovane, copriletti e altri articoli tessili per l’arredamento. ATECO 2025 colloca la fabbricazione di tessili per l’arredo nel codice 13.92.20, che comprende espressamente tende e mantovane confezionate.

Se il laboratorio realizza tende su misura in modo stabile, questa attività non va confusa automaticamente con la semplice rifoderatura di mobili. Quando tappezzeria e confezione tessile convivono, può essere necessario indicare più codici, scegliendo come principale quello che rappresenta l’attività economicamente prevalente.

Carta da parati e rivestimenti di pareti: quando usare 43.33.00

La posa di carta da parati è un’altra attività distinta. Le note ATECO 2025 la collocano nel codice 43.33.00 – Rivestimento di pavimenti e di pareti, insieme ad altre lavorazioni di posa e rivestimento.

Se il tappezziere realizza soprattutto imbottiti e occasionalmente applica un rivestimento decorativo, va valutato il peso reale del servizio. Se invece la posa di carta da parati è proposta e fatturata come attività autonoma e abituale, il codice edilizio va considerato separatamente. Questa distinzione incide anche sul coefficiente del forfettario, che per le costruzioni è più elevato.

Tappezziere auto: è un’attività diversa

Il tappezziere che lavora sugli interni delle auto non va automaticamente inquadrato nel 95.24.01. ATECO 2025 include nel 95.31.20 – Riparazione e manutenzione di carrozzerie di autoveicoli anche la riparazione dei sedili per autoveicoli.

RF ha già una guida distinta sulla Partita IVA da carrozziere. Il punto è importante perché la tappezzeria per mobili e quella automobilistica possono usare codici e coefficienti differenti e, nel settore autoriparazione, possono entrare in gioco requisiti amministrativi e tecnico-professionali specifici. Se una bottega lavora sia su divani sia su sedili auto, le due attività vanno analizzate separatamente.

Tappezziere o restauratore di mobili: non sono la stessa cosa

Rifoderare e re-imbottire un mobile è tappezzeria; restaurare la struttura lignea, intervenire su finiture, parti storiche o elementi decorativi può invece assumere una natura diversa. Il 95.24.01 è specifico per il rivestimento degli arredi imbottiti, mentre altre attività di riparazione e manutenzione dei mobili rientrano nel 95.24.09.

Se il lavoro riguarda beni culturali sottoposti a tutela, il quadro cambia ulteriormente e possono essere richiesti requisiti professionali specifici. Non è quindi opportuno usare “restauro” come semplice sinonimo commerciale di rifoderatura quando l’attività effettiva è soltanto tappezzeria.

Regime forfettario tappezziere: coefficiente 67%

Per il codice 95.24.01 il coefficiente di redditività nel regime forfettario è del 67%. Significa che il reddito forfettario lordo è determinato applicando il 67% ai ricavi, mentre il 33% viene riconosciuto come costo in modo forfettario.

Con 40.000 euro di ricavi, il reddito forfettario lordo è quindi pari a 26.800 euro. Da questo importo si deducono i contributi previdenziali obbligatori versati e sul residuo si applica l’imposta sostitutiva del 15% oppure, se sono rispettate tutte le condizioni previste per una nuova attività, del 5%.

Prima dell’apertura vanno verificati i requisiti e le cause di esclusione dal regime forfettario e le condizioni per l’imposta sostitutiva al 5% o al 15%.

Più attività, più coefficienti: 67%, 86% o 40%

Il tappezziere che svolge più attività deve fare attenzione perché il coefficiente può cambiare. Il 95.24.01 e il 13.92.20 ricadono normalmente nel 67%; il 43.33.00 delle costruzioni utilizza l’86%; la riparazione di carrozzerie e sedili auto del 95.31.20 rientra invece nel coefficiente utilizzato per il relativo settore, oggi 40%.

Non si sceglie il codice in base al coefficiente più conveniente. Se nello stesso anno sono esercitate attività con coefficienti differenti, i ricavi devono essere attribuiti correttamente alle rispettive attività per calcolare il reddito forfettario.

Quando il forfettario può non convenire a un tappezziere

La tappezzeria può avere una componente importante di manodopera, ma anche costi significativi per tessuti, pellami, gommapiuma, piuma, molle, cinghie, colle, minuterie, legname, macchine da cucire, compressori, utensili, affitto del laboratorio e trasporto degli arredi.

Nel forfettario questi costi non vengono dedotti analiticamente e l’IVA sugli acquisti non viene recuperata. Il coefficiente del 67% presume il 33% di costi: se il laboratorio sostiene costi reali molto più alti, soprattutto per materiali di pregio o grandi lavorazioni conto cliente, è utile confrontare il risultato con il regime ordinario.

Preventivi, materiali e margine della bottega

Per capire se il regime fiscale è sostenibile conviene separare nel preventivo almeno manodopera, tessuto o pelle, imbottitura, materiali accessori, trasporto e lavorazioni esterne. Due lavori con lo stesso prezzo finale possono avere margini completamente diversi: rifoderare una sedia con tessuto standard non ha la stessa struttura di costo del rifacimento completo di un divano con pelle, molle e imbottitura nuova.

Il tappezziere dovrebbe quindi misurare il margine per commessa e non soltanto il fatturato. Il 33% di costi presunti del forfettario è vantaggioso se i costi effettivi restano sotto quella soglia; diventa meno favorevole quando materiali, affitto e trasporto assorbono una quota maggiore dei ricavi.

INPS tappezziere 2026: Gestione Artigiani

Il tappezziere che apre una ditta individuale e partecipa personalmente, abitualmente e prevalentemente al lavoro della bottega è normalmente iscritto alla Gestione Artigiani INPS.

Nel 2026 l’aliquota IVS degli artigiani è del 24%. Il reddito minimale è pari a 18.808 euro e il contributo minimo annuo per titolare o collaboratore è di 4.521,36 euro, comprensivo della quota maternità. Sul reddito eccedente il minimale si applicano le aliquote previste dall’INPS per l’anno.

Riduzione contributiva del 35% per forfettari

Gli artigiani che applicano il regime forfettario possono richiedere, quando ne ricorrono le condizioni, il regime previdenziale agevolato con riduzione del 35% della contribuzione. L’agevolazione non è automatica e segue modalità e scadenze INPS.

Camera di Commercio, Albo Artigiani e Comunicazione Unica

Il laboratorio di tappezzeria è normalmente un’impresa artigiana. L’avvio dell’impresa individuale passa dalla Comunicazione Unica al Registro delle Imprese, che consente di assolvere agli adempimenti per Partita IVA, Registro Imprese, eventuale Albo delle Imprese Artigiane, INPS e INAIL.

Dal 12 febbraio 2026 il vecchio strumento ComUnica non è più disponibile come applicativo autonomo: le pratiche possono essere trasmesse tramite la funzione integrata in DIRE o attraverso altre soluzioni abilitate. In base al Comune, al laboratorio e alle attività svolte va verificata anche l’eventuale pratica SUAP/SCIA.

INAIL e sicurezza nel laboratorio di tappezzeria

Il tappezziere usa macchine da cucire, taglierine, graffatrici, compressori, utensili manuali ed elettrici, colle e altri prodotti. Per un’impresa artigiana va quindi verificata la posizione INAIL e la corretta classificazione delle lavorazioni svolte.

L’INAIL ricorda che anche l’artigiano senza dipendenti soggetto all’assicurazione obbligatoria deve gestire il premio assicurativo. Nel laboratorio vanno inoltre valutati rischi da taglio e puntura, movimentazione di divani e poltrone, polveri, rumore, prodotti adesivi e posture prolungate. Con dipendenti o collaboratori aumentano gli obblighi di prevenzione e organizzazione della sicurezza.

Serve un patentino per fare il tappezziere?

Per la normale tappezzeria di mobili non esiste un unico patentino professionale nazionale necessario per aprire la Partita IVA. L’attività viene normalmente inquadrata come artigiana e richiede gli adempimenti previsti per l’impresa e il laboratorio.

Questo non vale automaticamente per tutte le attività che possono essere aggiunte alla bottega. La tappezzeria auto, per esempio, ricade nel settore della riparazione di autoveicoli e deve essere verificata con le regole specifiche dell’autoriparazione; eventuali lavori in cantiere possono a loro volta avere obblighi diversi.

Come aprire la Partita IVA da tappezziere

  1. definire con precisione se l’attività principale è rivestimento e re-imbottitura di mobili;
  2. scegliere 95.24.01 come codice principale quando descrive il lavoro prevalente;
  3. aggiungere gli eventuali codici per tendaggi, carta da parati o attività automobilistica;
  4. presentare la Comunicazione Unica al Registro Imprese tramite DIRE o altra soluzione abilitata;
  5. verificare l’iscrizione all’Albo delle Imprese Artigiane;
  6. aprire la posizione INPS Artigiani e verificare gli adempimenti INAIL;
  7. controllare eventuali pratiche SUAP o SCIA per il laboratorio;
  8. valutare il regime forfettario confrontando il 67% di redditività con i costi effettivi;
  9. organizzare fatturazione elettronica e gestione delle diverse attività se sono presenti più codici ATECO.

Errori da evitare

  • usare ancora il vecchio 95.24.02 come riferimento per una nuova apertura 2026;
  • considerare tende, carta da parati e tappezzeria auto come automaticamente comprese nel 95.24.01;
  • scegliere un codice secondario solo per ottenere un coefficiente più favorevole;
  • non separare i ricavi quando si svolgono attività con coefficienti diversi;
  • aprire il laboratorio senza verificare Albo Artigiani, INPS, INAIL e SUAP;
  • scegliere il forfettario senza confrontare materiali e altri costi effettivi con il 33% riconosciuto forfettariamente.

Fonti ufficiali

  • ISTAT – ATECO 2025, struttura e note esplicative
  • ISTAT – classificazione ATECO 2025
  • INPS – circolare n. 14/2026 Artigiani e Commercianti
  • Registro Imprese – Comunicazione Unica e DIRE
  • INAIL – impresa artigiana senza dipendenti

Per confrontare questa attività con le altre guide del sito puoi tornare alla pagina Professioni e attività.

Domande frequenti

Qual è il codice ATECO del tappezziere nel 2026?

Per il laboratorio che riveste e re-imbottisce mobili e arredi imbottiti il riferimento ATECO 2025 è 95.24.01.

Il codice 95.24.02 Laboratori di tappezzeria è ancora quello corretto?

No per una nuova classificazione ATECO 2025. L’attività dei laboratori di tappezzeria è ora compresa nel 95.24.01.

Qual è il coefficiente di redditività del tappezziere?

Per il codice 95.24.01 il coefficiente di redditività nel regime forfettario è del 67%.

Un tappezziere che confeziona tende usa sempre 95.24.01?

Non necessariamente. La fabbricazione di tende, mantovane e altri tessili per l’arredo rientra nel 13.92.20 e va indicata quando è un’attività effettiva e abituale.

La tappezzeria auto usa lo stesso codice del tappezziere di mobili?

No. ATECO 2025 include la riparazione dei sedili per autoveicoli nel 95.31.20, distinto dal 95.24.01 della tappezzeria per mobili.

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