Aprire una Partita IVA da serramentista nel 2026 richiede prima di tutto di distinguere la posa degli infissi dalla loro fabbricazione. Il codice ATECO cambia infatti se il lavoro consiste soprattutto nel montaggio di finestre e porte acquistate da terzi oppure se l’impresa produce direttamente serramenti in legno, PVC o metallo.
Per la posa di porte non blindate, finestre e relativi telai il riferimento ATECO 2025 è 43.32.02; per la sola posa di porte blindate è 43.32.01. Entrambi rientrano nel settore costruzioni, con coefficiente di redditività del 86% nel regime forfettario. La fabbricazione segue invece codici manifatturieri differenti e, di regola, un coefficiente del 67%.
Serramentista 2026: quadro rapido
- Posa infissi comuni: ATECO 43.32.02.
- Posa porte blindate: ATECO 43.32.01.
- Coefficiente posa: 86%.
- Fabbricazione porte e finestre in legno: 16.25.00.
- Fabbricazione porte e finestre in PVC: 22.23.00.
- Fabbricazione porte, finestre e telai in metallo: 25.12.10.
- Coefficiente manifattura: normalmente 67% per i codici delle divisioni 16, 22 e 25.
- INPS: normalmente Gestione Artigiani quando il titolare lavora personalmente nell’impresa.
- INAIL: da verificare per l’attività artigiana e il rischio concreto.
Codice ATECO serramentista: 43.32.02 per la posa degli infissi
ATECO 2025 identifica con 43.32.02 – Posa in opera di porte non blindate, finestre, arredi, controsoffitti, pareti mobili e simili l’installazione di porte non blindate, finestre e telai di porte e finestre in legno o in altri materiali.
È quindi il codice principale da verificare per il serramentista che monta infissi in alluminio, PVC, legno o multimateriale senza svolgere come attività prevalente la loro fabbricazione. La classificazione segue il lavoro realmente esercitato, non il materiale dell’infisso posato.
Porte blindate: il codice è 43.32.01
ATECO 2025 separa la posa delle porte blindate dal resto degli infissi. Per porte, portoni e portoncini blindati il codice è 43.32.01 – Posa in opera di porte blindate.
Questo dettaglio è importante perché numerose guide online continuano a usare 43.32.01 come codice generico del serramentista. Nel 2026 non è corretto: 43.32.01 è specifico per le porte blindate, mentre finestre e porte non blindate rientrano nel 43.32.02.
Porte automatiche e girevoli: non rientrano nel 43.32
Le note Istat escludono dalla classe 43.32 le porte automatiche e girevoli. Per questi lavori va verificata la classe 43.24 relativa agli altri lavori di installazione edili. Anche i cancelli automatici hanno un inquadramento diverso dalla semplice posa di infissi non motorizzati.
Serramentista che fabbrica infissi: i codici cambiano
Se l’impresa non si limita alla posa ma produce direttamente gli infissi, il codice ATECO deve rappresentare la fabbricazione. ATECO 2025 distingue il materiale prevalente del telaio.
- 16.25.00: fabbricazione di porte e finestre in legno, compresi telai, stipiti, persiane e porte-finestre.
- 22.23.00: fabbricazione di porte e finestre in materie plastiche, comprese porte, finestre, telai, persiane e avvolgibili in plastica.
- 25.12.10: fabbricazione di porte, finestre e relativi telai, imposte e cancelli in metallo.
Per i serramenti metallici puoi consultare anche la scheda ATECO 25.12.10.
Produzione e posa insieme: quale attività è principale?
Molti serramentisti producono gli infissi nel proprio laboratorio e poi li montano presso il cliente. In questi casi non è corretto scegliere automaticamente un solo codice senza analizzare come è organizzata l’impresa.
Se la fabbricazione propria è il cuore dell’attività e la posa è una fase accessoria della fornitura, il codice manifatturiero può essere quello principale. Se invece l’impresa acquista infissi da produttori terzi e fattura soprattutto il montaggio, la posa 43.32.02 è normalmente il riferimento più coerente. Se entrambe le attività sono autonome e stabili, possono essere necessari più codici ATECO.
Regime forfettario serramentista: coefficiente 86% o 67%
La scelta del codice incide direttamente sul reddito imponibile forfettario. I codici della divisione 43, cioè costruzioni e lavori specializzati, applicano un coefficiente dell’86%. I codici manifatturieri delle divisioni 16, 22 e 25 rientrano invece normalmente tra le altre attività economiche con coefficiente del 67%.
Con 40.000 euro di ricavi, la sola posa con coefficiente 86% genera un reddito forfettario lordo di 34.400 euro; la fabbricazione con coefficiente 67% genera invece 26.800 euro. Da questo reddito vengono poi dedotti i contributi previdenziali obbligatori versati e sul residuo si applica l’imposta sostitutiva.
Se l’impresa esercita attività con coefficienti diversi, i ricavi devono essere gestiti correttamente in base alle attività cui si riferiscono. Prima di applicare il regime verifica i requisiti e le cause di esclusione e le condizioni per l’imposta sostitutiva del 5% o del 15%.
Materiali e IVA: perché il forfettario va valutato con attenzione
Nel regime forfettario gli acquisti reali non vengono dedotti analiticamente e l’IVA sugli acquisti non viene normalmente portata in detrazione. Per un serramentista questo aspetto pesa molto quando la fattura al cliente comprende anche la fornitura di finestre, porte, vetri, profili e ferramenta acquistati da terzi.
Se una quota elevata del prezzo finale serve semplicemente a coprire il costo degli infissi acquistati, il coefficiente dell’86% previsto per la posa può rendere il forfettario poco favorevole. Per chi produce direttamente, invece, materie prime, macchinari ed energia possono rendere rilevante il confronto tra il 67% forfettario e i costi effettivamente deducibili in un regime ordinario.
Quando il forfettario può non convenire al serramentista
Per il serramentista che svolge soltanto posa, l’86% è un coefficiente molto alto: il regime presume costi pari appena al 14% dei ricavi. Furgone, utensili, ponteggi, piattaforme, carburante, assicurazioni, collaboratori, siliconi, schiume, ferramenta e materiali di consumo possono superare facilmente quella quota.
Per chi produce serramenti i costi possono essere ancora più rilevanti: profili, vetri, legno, PVC, alluminio, ferramenta, macchinari, energia e laboratorio. Anche se il coefficiente del 67% riconosce forfettariamente costi più elevati, il confronto con il regime ordinario o semplificato resta importante quando gli investimenti sono consistenti.
INPS serramentista 2026: Gestione Artigiani
Il serramentista che opera come impresa individuale e partecipa personalmente, abitualmente e prevalentemente al lavoro manuale è normalmente iscritto alla Gestione Artigiani INPS.
Nel 2026 l’aliquota pensionistica degli artigiani è del 24%. Il reddito minimale è 18.808 euro e il contributo minimo annuo per titolare e coadiuvante/coadiutore è pari a 4.521,36 euro, comprensivo della quota maternità. Sopra 56.224 euro l’aliquota IVS aumenta di un punto percentuale.
Riduzione contributiva per forfettari
Gli iscritti alla Gestione Artigiani che applicano il regime forfettario possono chiedere, quando ne ricorrono le condizioni, il regime contributivo agevolato previsto dalla legge 190/2014. La riduzione non è automatica e deve essere richiesta con le modalità INPS previste.
Camera di Commercio, impresa artigiana e INAIL
La posa professionale di serramenti viene normalmente esercitata come attività d’impresa. La ditta individuale deve quindi coordinare apertura della Partita IVA, iscrizione al Registro Imprese e, quando possiede i requisiti previsti, iscrizione all’Albo delle imprese artigiane.
Per chi svolge personalmente lavori manuali in cantiere va inoltre verificata la posizione INAIL e il premio assicurativo collegato al rischio concreto. Gli adempimenti comunali o SUAP possono variare in base alla sede, al laboratorio, alla forma dell’impresa e alle attività accessorie.
DURC e sicurezza nei cantieri
Il serramentista opera spesso all’interno di cantieri edili o come subappaltatore di imprese di costruzione. In questi casi assumono rilievo la regolarità contributiva, il DURC, gli obblighi di coordinamento con il cantiere e le regole del D.Lgs. 81/2008 sulla salute e sicurezza sul lavoro.
Lavori in quota, movimentazione di vetrate pesanti, utensili elettrici, ponteggi e piattaforme richiedono valutazioni e misure di sicurezza adeguate. L’apertura della Partita IVA non sostituisce quindi gli obblighi previsti per l’esecuzione concreta dei lavori.
Serve un patentino per fare il serramentista?
Per la normale posa di infissi non esiste un unico patentino nazionale obbligatorio paragonabile, ad esempio, alla certificazione F-Gas del frigorista. Questo non significa che la posa sia priva di regole tecniche o responsabilità.
Contratti, capitolati, appalti pubblici, norme tecniche di posa e requisiti richiesti dalla committenza possono imporre competenze, procedure o qualificazioni specifiche. In particolare, negli appalti soggetti ai Criteri Ambientali Minimi edilizia vanno verificati i requisiti previsti dal capitolato vigente.
Posa qualificata e UNI 11673: è obbligatoria?
La serie tecnica UNI 11673 riguarda la progettazione e l’esecuzione della posa dei serramenti e la qualificazione degli installatori. Non costituisce però, da sola, un albo professionale nazionale obbligatorio per poter aprire la Partita IVA.
Può diventare molto rilevante sul mercato perché committenti, produttori, sistemi di qualità e capitolati possono richiedere una posa documentata o personale qualificato. Negli appalti pubblici bisogna inoltre leggere i CAM e il capitolato specifico, senza presumere che una stessa certificazione sia obbligatoria in ogni lavoro privato.
Serramentista e falegname: quando le attività si sovrappongono
Il falegname può produrre porte e finestre in legno, ma la semplice posa di infissi acquistati da altri soggetti resta un’attività diversa. ATECO 2025 ha inoltre creato il codice specifico 16.25.00 per la fabbricazione di porte e finestre in legno, separandolo dalla carpenteria e falegnameria generica per l’edilizia.
Vendita di infissi senza posa: attenzione all’attività commerciale
Se l’impresa compra serramenti finiti e li rivende senza svolgere un’attività significativa di posa o fabbricazione, l’inquadramento può diventare commerciale. Il codice deve allora riflettere la vendita all’ingrosso o al dettaglio effettivamente esercitata e può cambiare anche la gestione INPS e il coefficiente forfettario.
Come aprire la Partita IVA da serramentista
- definire se l’attività consiste in posa, fabbricazione o entrambe;
- scegliere 43.32.02 per la posa di infissi comuni e 43.32.01 per le porte blindate quando applicabile;
- aggiungere il corretto codice manifatturiero se si producono serramenti in legno, PVC o metallo;
- aprire la Partita IVA e presentare la Comunicazione Unica al Registro Imprese;
- verificare iscrizione all’Albo delle imprese artigiane, INPS e INAIL;
- controllare gli eventuali adempimenti SUAP legati a sede, laboratorio o attività accessorie;
- organizzare correttamente sicurezza, attrezzature e lavoro in cantiere;
- scegliere il regime fiscale dopo aver confrontato coefficiente di redditività e costi reali.
Errori da evitare
- usare 43.32.01 come codice generico per finestre e porte non blindate;
- usare 43.32.02 per un’impresa che svolge principalmente fabbricazione propria;
- continuare a utilizzare vecchi codici di fabbricazione senza verificare ATECO 2025;
- confondere serramenti in legno, PVC e metallo sotto lo stesso codice produttivo;
- applicare automaticamente lo stesso coefficiente a posa e fabbricazione;
- scegliere il forfettario con coefficiente 86% senza confrontare i costi reali;
- ignorare la Gestione Artigiani INPS e l’eventuale posizione INAIL;
- pensare che l’assenza di un patentino nazionale elimini gli obblighi tecnici e di sicurezza.
Fonti ufficiali
- ISTAT – ATECO 2025 e aggiornamento 2026
- ISTAT – struttura e note esplicative ATECO 2025
- INPS – circolare n. 14/2026 Artigiani e Commercianti
- Normattiva – D.Lgs. 81/2008 sicurezza sul lavoro
- Gazzetta Ufficiale – CAM edilizia 2025
Domande frequenti
Qual è il codice ATECO del serramentista?
Per la posa di finestre e porte non blindate il riferimento è 43.32.02. Per le sole porte blindate è 43.32.01. Se l’impresa fabbrica gli infissi servono codici manifatturieri diversi.
Qual è il coefficiente di redditività?
Per la posa della divisione 43 il coefficiente è 86%. Per i principali codici di fabbricazione delle divisioni 16, 22 e 25 è normalmente 67%.
Un serramentista può essere in regime forfettario?
Sì se rispetta i requisiti generali. La convenienza va però valutata con attenzione, soprattutto per la posa con coefficiente 86% e per chi sostiene molti costi di materiali e mezzi.
Il serramentista paga contributi fissi INPS?
Normalmente sì quando è inquadrato come artigiano: la Gestione Artigiani prevede contribuzione sul minimale e sulla quota di reddito eccedente.
Serve un patentino per posare infissi?
Non esiste un unico patentino nazionale obbligatorio per la normale posa di infissi, ma restano applicabili sicurezza, norme tecniche, requisiti di cantiere e condizioni eventualmente previste da capitolati o appalti.
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