Per aprire la Partita IVA come pubblicitario non esiste un solo codice ATECO valido in ogni caso. ATECO 2025 distingue almeno quattro percorsi principali: 73.11.01 per l’ideazione di campagne, 73.11.02 per conduzione di campagne e altri servizi pubblicitari, 73.11.03 per influencer marketing e 73.12.00 per attività di concessionarie pubblicitarie.
La scelta corretta dipende dal servizio realmente venduto: strategia creativa, gestione campagne, promozione, influencer marketing, vendita o rivendita di spazi pubblicitari sono attività diverse. Nel regime forfettario questi codici applicano in genere un coefficiente di redditività del 78%, ma previdenza e Camera di Commercio vanno verificate sulla forma concreta dell’attività.
Partita IVA pubblicitario: quadro rapido
- 73.11.01 – ideazione di campagne pubblicitarie;
- 73.11.02 – conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari;
- 73.11.03 – attività di influencer marketing;
- 73.12.00 – attività di concessionarie pubblicitarie;
- coefficiente forfettario: 78% per questi codici;
- previdenza: da verificare tra Gestione Separata e gestione d’impresa secondo il modello operativo;
- Camera di Commercio: non automatica se lavori come professionista; può diventare necessaria in forma d’impresa;
- fatture estero: da gestire con regole IVA territoriali e VIES quando applicabile.
73.11.01: ideazione di campagne pubblicitarie
Il codice 73.11.01 è il riferimento da valutare quando il cuore dell’attività è la progettazione creativa e strategica delle campagne. Le note ISTAT includono consulenza, servizi creativi, pianificazione e organizzazione di campagne pubblicitarie e di marketing, sviluppo del messaggio pubblicitario e pianificazione di campagne social.
È quindi adatto, per esempio, a chi definisce concept, messaggi, piano di comunicazione, creatività e strategia di diffusione per conto dei clienti. Per approfondire puoi consultare la scheda ATECO 73.11.01.
73.11.02: conduzione campagne e servizi pubblicitari
Il 73.11.02 riguarda invece la gestione operativa delle campagne e altri servizi pubblicitari. ISTAT include la conduzione di campagne, la promozione di prodotti, attività promozionali, merchandising, direct mailing e consulenza di marketing.
È il codice da valutare quando il servizio principale è più operativo che creativo: gestione della campagna, promozione, coordinamento delle attività pubblicitarie e servizi di marketing collegati. Scheda dedicata: ATECO 73.11.02.
73.11.03: influencer marketing
ATECO 2025 ha introdotto una distinzione specifica per l’influencer marketing. Il 73.11.03 riguarda le agenzie specializzate che costruiscono campagne tramite influencer e gli influencer marketer che conducono campagne di influencer marketing.
Non va però usato automaticamente per tutti i content creator. Le stesse note ISTAT escludono dal 73.11.03 i creator digitali non-video, rinviandoli al 58.19.00, e i video content creator, rinviandoli al 59.11.00. Per questo “influencer”, “creator” e “pubblicitario” non sono sinonimi fiscali.
Per il caso specifico puoi usare la guida sulla Partita IVA influencer.
73.12.00: concessionarie pubblicitarie
Il codice 73.12.00 identifica le concessionarie pubblicitarie: soggetti che vendono o rivendono tempi e spazi pubblicitari presso diversi media. Le note ISTAT distinguono questa attività dalla vendita diretta di spazi da parte del proprietario del mezzo.
Questo punto è importante: se monetizzi un sito, un canale o un mezzo di tua proprietà, non è automatico che tu sia una concessionaria pubblicitaria. Per il confronto consulta la guida su spazi pubblicitari su mezzi propri.
Come scegliere tra 73.11.01 e 73.11.02
La distinzione più frequente è tra ideazione e conduzione. Se vendi soprattutto concept, creatività, pianificazione strategica e sviluppo del messaggio, il 73.11.01 è più coerente. Se invece gestisci l’esecuzione delle campagne, la promozione dei prodotti e i servizi pubblicitari operativi, il 73.11.02 può essere più adatto.
Molti professionisti fanno entrambe le cose. In questi casi va individuata l’attività prevalente e, quando necessario, si può valutare un codice secondario per la seconda attività.
Regime forfettario per pubblicitari
I principali codici pubblicitari della divisione 73 rientrano nel gruppo delle attività professionali, scientifiche e tecniche e applicano nel regime forfettario un coefficiente di redditività del 78%. Il 22% dei ricavi viene quindi considerato forfettariamente come quota di costi.
Il reddito fiscale non si determina sottraendo una per una le spese sostenute. Software, advertising, strumenti, collaboratori, coworking, trasferte e formazione restano costi economici reali ma non riducono analiticamente il reddito imponibile del forfettario.
Esempio con 40.000 euro di ricavi
| Passaggio | Importo |
|---|---|
| Ricavi | 40.000 € |
| Coefficiente 78% | 31.200 € |
| Contributi previdenziali obbligatori | Da dedurre se versati e deducibili |
| Imposta sostitutiva | 5% o 15% sulla base residua |
Il netto effettivo va poi confrontato con i costi reali dell’attività. Se una campagna richiede elevati budget software, collaboratori e trasferte, il margine economico può essere molto diverso dal reddito fiscale calcolato con il coefficiente.
Imposta al 5% o al 15%
L’imposta sostitutiva ordinaria del forfettario è del 15%. Può scendere al 5% per l’anno di avvio e i quattro successivi quando sono rispettati tutti i requisiti previsti per una nuova attività.
Non basta aprire una nuova Partita IVA: bisogna verificare soprattutto che l’attività non rappresenti una mera prosecuzione di un precedente lavoro nei casi previsti dalla disciplina.
INPS del pubblicitario: Gestione Separata o impresa?
Se il lavoro pubblicitario viene esercitato come professione personale, senza una struttura imprenditoriale autonoma, la previdenza può essere la Gestione Separata INPS. Nel 2026 l’aliquota per i professionisti senza altra copertura previdenziale obbligatoria è del 26,07%; per chi è già pensionato o assicurato presso altra previdenza obbligatoria è del 24%.
Se invece l’attività viene esercitata in forma d’impresa, con struttura organizzata, dipendenti, rivendita abituale di spazi o servizi e organizzazione commerciale, l’inquadramento previdenziale può cambiare. Il codice ATECO da solo non basta a decidere la gestione INPS.
Camera di Commercio: quando serve
Un pubblicitario che lavora come libero professionista non deve essere considerato automaticamente una ditta individuale. Se l’attività consiste prevalentemente nella prestazione personale di servizi creativi e consulenziali, l’apertura può avvenire come professionista.
Se invece esiste una vera organizzazione imprenditoriale, o l’attività consiste nella vendita e rivendita organizzata di spazi pubblicitari o in altri servizi commerciali, va verificata l’iscrizione al Registro delle Imprese.
Pubblicitario, consulente marketing e social media manager
Queste figure possono avere zone di sovrapposizione ma non sono identiche. Un consulente marketing strategico può ricadere nel 70.20.09 o nel 73.11.02 a seconda del servizio; un social media manager può usare 73.11.01 o 73.11.02 in base a pianificazione e gestione campagne; un pubblicitario creativo può essere più vicino al 73.11.01.
Per evitare cannibalizzazione tra codici bisogna descrivere il servizio principale, non scegliere un codice in base al titolo professionale usato su LinkedIn.
Pubblicità e grafica: quando serve un secondo ATECO
Se oltre alle campagne realizzi in modo autonomo servizi di graphic design, branding, illustrazione o produzione video, può essere necessario distinguere le attività pubblicitarie dalle attività creative o audiovisive. Non tutto ciò che finisce dentro una campagna pubblicitaria appartiene automaticamente alla divisione 73.
Google Ads e Meta Ads: la spesa pubblicitaria del cliente
Se il cliente paga direttamente Google o Meta e tu fatturi soltanto il servizio di gestione, il tuo ricavo è il compenso professionale. Se invece acquisti pubblicità per conto del cliente o riaddebiti budget e servizi, il flusso contrattuale e fiscale va impostato con attenzione.
Le fatture di Google Ireland, Meta e altri fornitori esteri possono inoltre generare obblighi IVA anche per un forfettario, con reverse charge e documenti elettronici nei casi previsti.
Clienti esteri e fatture
Un pubblicitario può lavorare con aziende UE ed extra-UE. Il regime forfettario non elimina le regole sulla territorialità IVA dei servizi. Per clienti business UE può essere necessario il VIES; per clienti extra-UE il trattamento della fattura dipende dalla natura del servizio e dal luogo del committente.
Spese nel forfettario
Software creativi, tool di advertising, computer, corsi, coworking, trasferte e collaboratori non vengono dedotti analiticamente nel forfettario. Il coefficiente del 78% presume già una quota di costi pari al 22% dei ricavi.
Se i costi reali sono molto superiori, la convenienza del regime va verificata sul margine effettivo e non soltanto sull’imposta sostitutiva.
Come aprire la Partita IVA da pubblicitario
- descrivi con precisione i servizi che venderai;
- scegli tra ideazione, conduzione campagne, influencer marketing o concessionaria;
- individua il codice ATECO principale e gli eventuali secondari;
- verifica requisiti e cause ostative del regime forfettario;
- definisci se l’attività è professionale o d’impresa;
- controlla Gestione Separata o altra previdenza applicabile;
- attiva la fatturazione elettronica;
- se lavori con clienti o fornitori esteri, verifica VIES e reverse charge.
Errori da evitare
- usare 73.11.03 per qualunque content creator;
- confondere ideazione e conduzione di campagne;
- usare 73.12.00 per vendere direttamente spazi di un proprio mezzo senza verificare le esclusioni ISTAT;
- considerare automatica la Gestione Separata;
- pensare che tutti i costi pubblicitari siano deducibili nel forfettario;
- ignorare IVA estera su Google Ads, Meta Ads e altri servizi acquistati fuori Italia;
- scegliere l’ATECO in base al coefficiente invece che all’attività reale.
Fonti ufficiali
Domande frequenti
Qual è il codice ATECO di un pubblicitario?
Dipende dall’attività: 73.11.01 per ideazione, 73.11.02 per conduzione e altri servizi, 73.11.03 per influencer marketing, 73.12.00 per concessionarie pubblicitarie.
Qual è il coefficiente di redditività?
Per i principali codici pubblicitari della divisione 73 indicati in questa guida il coefficiente nel regime forfettario è del 78%.
Serve la Camera di Commercio?
Non automaticamente. Dipende dal fatto che l’attività sia esercitata come professione personale o in forma d’impresa organizzata.
Un pubblicitario può usare più ATECO?
Sì. Se svolge attività realmente differenti, può essere necessario indicare un codice principale e uno o più codici secondari.
Un influencer usa sempre il 73.11.03?
No. Il 73.11.03 riguarda influencer marketing; i creator non-video e video possono ricadere rispettivamente nel 58.19.00 e 59.11.00 secondo le note ATECO 2025.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
