• Passa alla navigazione primaria
  • Passa al contenuto principale
  • Passa al piè di pagina
Regime Forfettario

Regime Forfettario

La guida per la tua partita Iva forfettaria

  • Inizia da qui
  • Tariffe
  • Guide
  • Codici ATECO
  • Consulenze
  • Contattaci

Partita IVA pet shop: ATECO, requisiti, forfettario e INPS

Aprire un pet shop con Partita IVA nel 2026 significa avviare un’attività commerciale e scegliere correttamente il codice ATECO, organizzare l’iscrizione al Registro Imprese e alla Gestione Commercianti INPS, presentare le pratiche richieste dal SUAP e verificare eventuali regole veterinarie se nel negozio vengono venduti animali vivi.

Con ATECO 2025 la classificazione è più chiara rispetto al passato: il codice 47.76.20 – Commercio al dettaglio di animali da compagnia e alimenti per animali da compagnia comprende anche articoli per animali domestici e prodotti per la loro igiene. Non serve quindi separare automaticamente pet food, accessori e piccoli animali in codici diversi come indicavano molte vecchie guide.

Pet shop: quadro rapido 2026

  • ATECO: 47.76.20.
  • Attività comprese: animali da compagnia, alimenti, articoli e prodotti per l’igiene degli animali da compagnia.
  • Coefficiente forfettario: 40%.
  • Inquadramento: impresa commerciale.
  • Registro Imprese: sì.
  • Previdenza: Gestione Commercianti INPS quando ricorrono i presupposti di iscrizione.
  • Avvio: Comunicazione Unica e pratica commerciale al SUAP.
  • Vendita di animali vivi: richiede verifiche aggiuntive con SUAP e servizi veterinari competenti secondo specie e normativa territoriale.

Codice ATECO pet shop 47.76.20

Le note ufficiali ATECO 2025 di ISTAT indicano per il codice 47.76.20 il commercio al dettaglio di animali domestici, articoli per animali domestici, alimenti per animali da compagnia e prodotti da toeletta o per l’igiene degli animali.

È un cambiamento importante rispetto alle vecchie classificazioni: oggi un pet shop che vende crocchette, guinzagli, cucce, giochi, prodotti per l’igiene e, quando autorizzato, animali da compagnia può normalmente ricondurre il nucleo dell’attività allo stesso codice.

Pet shop fisico ed e-commerce: il codice dipende dai prodotti

ATECO 2025 non distingue più il commercio in base al solo canale fisico o online come avveniva con il vecchio codice generico del commercio elettronico. Se il negozio vende online gli stessi prodotti per animali, la classificazione principale continua a dipendere dalla tipologia di merce venduta.

Se accanto al pet shop vengono svolti servizi autonomi, per esempio toelettatura, pensione, dog sitting o addestramento, occorre verificare codici secondari specifici. Il nostro articolo sulla Partita IVA per dog sitter riguarda infatti un servizio diverso dal commercio.

Come aprire un pet shop

Un pet shop individuale viene normalmente avviato come impresa commerciale. La Comunicazione Unica consente di coordinare gli adempimenti verso Registro Imprese, Agenzia delle Entrate e INPS. A questi si aggiunge la pratica commerciale richiesta dal SUAP del Comune in cui si trova il negozio.

Prima di sottoscrivere un contratto di locazione conviene verificare destinazione d’uso, compatibilità urbanistica, eventuali regolamenti comunali, caratteristiche del locale, insegne e attività che si intendono effettivamente svolgere. La presenza di animali vivi o di servizi ulteriori può modificare i requisiti del locale e delle pratiche.

Vendita di animali vivi: cosa cambia

Vendere solo alimenti e accessori non è la stessa cosa che detenere e vendere animali vivi. In quest’ultimo caso vanno verificate prima dell’apertura le disposizioni regionali e comunali, le condizioni di detenzione, benessere e tracciabilità degli animali e gli eventuali adempimenti presso i servizi veterinari dell’ASL competente.

Non è prudente indicare un’unica “licenza pet shop” valida allo stesso modo in tutta Italia: specie vendute, regolamenti regionali e modalità di detenzione possono cambiare il quadro autorizzativo. La verifica deve quindi essere fatta con il SUAP e il servizio veterinario territoriale prima di acquistare animali o allestire i relativi spazi.

Vendita di pet food: serve il SAB?

Il semplice fatto di vendere alimenti confezionati per animali da compagnia non equivale alla vendita o somministrazione di alimenti destinati alle persone e non determina automaticamente l’obbligo del requisito professionale SAB previsto per il commercio alimentare rivolto al consumo umano.

Il Regolamento CE 183/2005 sull’igiene dei mangimi esclude espressamente dal proprio campo di applicazione la vendita al dettaglio di mangimi per animali da compagnia, fermo restando che possono esistere norme nazionali e obblighi generali di sicurezza e tracciabilità. Se il negozio vende mangimi destinati ad animali da produzione o svolge attività diverse dal semplice dettaglio pet, il quadro deve essere verificato separatamente.

INPS Commercianti 2026

Il titolare che svolge abitualmente e personalmente l’attività commerciale ricade normalmente nella Gestione Commercianti INPS. Nel 2026 il reddito minimale è pari a 18.808 euro e l’aliquota ordinaria fino alla prima fascia è del 24,48%. Per il titolare il contributo minimo annuo è circa 4.611,64 euro, prima di eventuali agevolazioni applicabili.

Chi possiede i requisiti può valutare la riduzione del 35% dei contributi INPS prevista per Artigiani e Commercianti in regime forfettario. Il beneficio riduce il costo contributivo, ma può incidere sull’accredito utile ai fini pensionistici.

Regime forfettario pet shop: coefficiente 40%

Il commercio al dettaglio rientra nel gruppo di attività con coefficiente di redditività del 40%. Con 60.000 euro di ricavi, il reddito forfettario lordo è quindi 24.000 euro. Il restante 60% rappresenta i costi riconosciuti in modo forfettario e non le spese realmente sostenute.

Per accedere al regime bisogna rispettare i requisiti del forfettario. L’imposta sostitutiva è del 15% oppure, per le nuove attività che rispettano le condizioni previste, del 5% per i primi cinque periodi d’imposta.

Esempio con 50.000 euro di ricavi

Con 50.000 euro di ricavi e coefficiente del 40%, il reddito forfettario lordo è 20.000 euro. Se ipotizziamo l’inquadramento nella Gestione Commercianti e contributi obbligatori complessivi nell’ordine del minimo annuo, i contributi versati e deducibili riducono la base su cui si calcola l’imposta sostitutiva.

Utilizzando a titolo indicativo 4.612 euro di contributi deducibili, la base fiscale sarebbe circa 15.388 euro: l’imposta risulterebbe circa 2.308 euro al 15% o circa 769 euro al 5%. Il calcolo effettivo dipende dal reddito previdenziale, dalle rate dovute e da eventuali agevolazioni.

Quando il forfettario può non convenire a un pet shop

Un negozio di animali può avere un’incidenza elevata di acquisti di merce, affitto, personale, utenze, arredi, espositori, software, commissioni dei pagamenti e scorte. Nel forfettario queste spese non vengono dedotte analiticamente e l’IVA pagata sugli acquisti non viene recuperata come nel regime IVA ordinario.

Per questo il coefficiente del 40% va confrontato con il margine reale. Se il negozio lavora con margini bassi e costo del venduto molto alto, la semplicità del forfettario non significa necessariamente che sia la scelta economicamente migliore.

Corrispettivi, fatture e pagamenti

Il pet shop vende normalmente a consumatori finali e deve gestire correttamente i corrispettivi telematici e i pagamenti elettronici. La fattura viene emessa nei casi previsti o su richiesta del cliente nei termini di legge. L’eventuale e-commerce richiede inoltre una gestione coerente di ordini, resi, spedizioni e vendite a distanza.

Nel forfettario le commissioni dei marketplace e dei servizi di pagamento non riducono analiticamente il reddito imponibile: sono costi reali già assorbiti dal coefficiente forfettario.

Aggiungere toelettatura o altri servizi

Molti pet shop affiancano alla vendita servizi di toelettatura, custodia o addestramento. ATECO 2025 prevede voci specifiche per questi servizi; non è corretto considerarli automaticamente compresi nel 47.76.20 solo perché vengono svolti nello stesso locale.

Se il servizio diventa abituale e autonomamente remunerato, va verificata l’aggiunta del relativo codice, l’attività prevalente e l’eventuale impatto su requisiti locali e inquadramento contributivo.

Checklist prima dell’apertura

  • definire se venderai solo prodotti o anche animali vivi;
  • verificare il locale con SUAP prima di assumere impegni definitivi;
  • adottare ATECO 47.76.20 per il nucleo commerciale del pet shop;
  • presentare Comunicazione Unica e iscrizione al Registro Imprese;
  • verificare Gestione Commercianti INPS;
  • controllare gli adempimenti veterinari se detieni animali vivi;
  • aggiungere codici specifici per toelettatura, custodia o altri servizi;
  • confrontare forfettario e ordinario sulla base dei margini reali e dell’IVA sugli acquisti.

Errori da evitare

  • usare ancora vecchi codici separati per pet food e animali senza verificare ATECO 2025;
  • credere che l’e-commerce richieda automaticamente un codice diverso dal negozio fisico;
  • richiedere automaticamente il SAB solo perché si vende cibo per animali;
  • vendere animali vivi senza la preventiva verifica veterinaria e territoriale;
  • confondere commercio e servizi di toelettatura o custodia;
  • scegliere il forfettario guardando soltanto l’aliquota fiscale e non il margine reale del negozio.

Domande frequenti

Qual è il codice ATECO di un pet shop nel 2026?

Il codice ATECO 2025 di riferimento è 47.76.20 – Commercio al dettaglio di animali da compagnia e alimenti per animali da compagnia; comprende anche articoli e prodotti per l’igiene degli animali.

Qual è il coefficiente forfettario del pet shop?

Per il commercio al dettaglio il coefficiente di redditività è normalmente del 40%.

Serve il SAB per vendere pet food?

La semplice vendita di alimenti per animali da compagnia non equivale alla vendita di alimenti destinati alle persone e non fa scattare automaticamente il requisito SAB. Restano da verificare le regole nazionali e locali applicabili al prodotto e all’attività concreta.

Per vendere animali vivi servono altri adempimenti?

Sì. Vanno verificate con SUAP e servizi veterinari territoriali le regole di detenzione, benessere, tracciabilità ed eventuali autorizzazioni applicabili alle specie vendute.

Parla con un consulente

Serve assistenza per la tua Partita IVA?

Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.

Invia una richiesta Prenota una call
Supporto umano 1:1
Consulente dedicato Un professionista che conosce la tua posizione.
Parti subito →
Apertura in 24 ore Dopo la verifica dell'inquadramento corretto.
RegimeForfettario.it

Guide fiscali e assistenza per aprire e gestire la Partita IVA in regime forfettario.

The Loft Srls P.IVA 01843800473 REA PT-184294

Inizia

Aprire la Partita IVACome funzionaTariffeParla con noi →

Regime forfettario

Guida completaRequisitiImposta 5% o 15%Tasse e contributiFatturazione elettronica

Professioni e attività

Tutte le attività →InfermieriFisioterapistiPsicologiAvvocatiArchitetti

Strumenti e previdenza

Codici ATECO →Gestione Separata INPSINPS artigiani e commerciantiScadenze fiscaliTutte le guide
© 2026 RegimeForfettario.it
Termini e condizioniPrivacy PolicyCookie Policy