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Regime Forfettario

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Partita IVA notaio: ATECO, forfettario e Cassa Notariato

Aprire la Partita IVA da notaio nel 2026 è l’ultimo passaggio fiscale di un percorso professionale regolamentato: laurea in giurisprudenza, pratica notarile, concorso pubblico, nomina e assegnazione della sede. Una volta nominato, il notaio esercita come libero professionista ma con obblighi ordinamentali, repertoriali e previdenziali molto diversi da quelli di un professionista senza Albo o Cassa.

Con ATECO 2025 il codice corretto è 69.10.20 – Attività notarili. Nel regime forfettario il coefficiente di redditività è del 78%. La previdenza non è INPS: il riferimento è la Cassa Nazionale del Notariato, la cui contribuzione è costruita sugli onorari repertoriali e segue regole proprie. Il regime forfettario può essere applicabile se il notaio persona fisica rispetta tutti i requisiti fiscali; non esiste un’esclusione automatica legata alla professione notarile.

Partita IVA notaio: quadro rapido

  • ATECO 2025: 69.10.20 – Attività notarili.
  • Coefficiente forfettario: 78%.
  • Previdenza: Cassa Nazionale del Notariato.
  • Professione: regolamentata; la Partita IVA non sostituisce concorso, nomina, sede e iscrizione nel ruolo notarile.
  • Forfettario: possibile solo se sono rispettati limite di compensi e tutte le cause di esclusione.
  • Contributi: non si calcolano come Gestione Separata INPS; la Cassa utilizza regole collegate agli onorari repertoriali.
  • Spese anticipate: le somme realmente anticipate in nome e per conto del cliente vanno distinte dai compensi secondo la loro natura e documentazione.

Codice ATECO notaio 69.10.20

La classificazione ATECO 2025 dell’ISTAT separa nettamente le attività notarili dalle altre attività legali e dai servizi di supporto. Il codice 69.10.20 identifica le attività notarili; il 69.10.30 riguarda invece le attività di supporto alle attività legali, giuridiche e notarili e non è il codice del notaio che esercita la funzione.

Questa distinzione è importante perché alcune guide online continuano a mescolare attività notarili, supporto agli studi e attività legali generiche. Il codice deve descrivere la prestazione professionale effettivamente esercitata dal notaio nominato.

Quando il notaio può iniziare a esercitare

Secondo il Consiglio Nazionale del Notariato, il percorso comprende laurea in giurisprudenza, pratica di 18 mesi e concorso pubblico gestito dal Ministero della Giustizia. Ai vincitori viene assegnata una sede e il neo notaio deve avviare lo studio nella sede assegnata entro i termini previsti, adempiendo agli obblighi necessari per l’iscrizione nel ruolo e l’esercizio della funzione.

La Partita IVA è quindi necessaria per la gestione fiscale dell’attività, ma non è il titolo che consente di diventare notaio. Prima vengono nomina, sede e adempimenti ordinamentali; poi si organizza lo studio anche sotto il profilo fiscale, amministrativo e previdenziale.

Regime forfettario per notaio: si può usare?

Il notaio che esercita individualmente può applicare il regime forfettario se rispetta i requisiti generali previsti per le persone fisiche esercenti arti o professioni e non ricade in una causa di esclusione. Vanno quindi verificati il limite dei compensi, eventuali partecipazioni, rapporti rilevanti con precedenti datori di lavoro, redditi di lavoro dipendente quando applicabile e gli altri vincoli del regime.

La pratica professionale obbligatoria svolta prima dell’avvio non va confusa con la prosecuzione artificiosa di una precedente attività ai fini dell’aliquota start-up. La disciplina del 5% contiene una specifica eccezione per i periodi di pratica obbligatoria necessari all’esercizio di arti o professioni; restano comunque da verificare tutte le altre condizioni richieste.

Coefficiente di redditività: 78%, non 67%

Il codice 69.10.20 appartiene all’area delle attività professionali per la quale il regime forfettario applica un coefficiente di redditività del 78%. Con 30.000 euro di compensi fiscalmente rilevanti, il reddito forfettario lordo è quindi 23.400 euro.

Il restante 22% rappresenta i costi riconosciuti in modo forfettario. Affitto dello studio, personale, software, assicurazioni, strumenti, formazione e altre spese non vengono dedotti analiticamente come nel regime ordinario. I contributi previdenziali obbligatori deducibili seguono invece la disciplina propria prevista dal regime.

Cassa Nazionale del Notariato: come funziona la previdenza

Il notaio non versa i contributi professionali alla Gestione Separata INPS. La previdenza obbligatoria della categoria fa capo alla Cassa Nazionale del Notariato. Il suo sistema è peculiare rispetto a molte altre casse professionali: la contribuzione è collegata agli onorari repertoriali e non è semplicemente una percentuale applicata al reddito forfettario fiscale.

Per questo non è corretto costruire un esempio previdenziale da notaio applicando il 26,07% della Gestione Separata o le aliquote di artigiani e commercianti. Contributi notarili e reddito fiscale utilizzano basi e regole differenti e devono essere coordinati nella dichiarazione e nella determinazione della base dell’imposta sostitutiva.

Onorari repertoriali e compensi fiscali non sono la stessa cosa

La Cassa del Notariato descrive la contribuzione italiana come calcolata in percentuale degli onorari repertoriali. Questo significa che non si deve assimilare automaticamente la base contributiva della Cassa al totale degli incassi fiscalmente rilevanti del professionista.

Nel regime forfettario la determinazione fiscale parte invece dai compensi che concorrono al reddito secondo le regole tributarie. La corretta gestione richiede quindi di tenere distinti compenso professionale, onorario repertoriale, contributi obbligatori e somme riscosse o anticipate per conto del cliente.

Imposte del cliente e spese anticipate: attenzione al limite del forfettario

Nella pratica notarile transitano spesso somme molto elevate che non rappresentano il compenso del notaio: imposta di registro, imposte ipotecarie e catastali, tributi e altre anticipazioni collegate all’atto. Non bisogna però concludere che qualsiasi somma rimborsata dal cliente sia automaticamente esclusa dai compensi.

Le vere anticipazioni effettuate in nome e per conto del cliente, regolarmente documentate e riconducibili all’articolo 15 del DPR 633/1972, sono distinte dal compenso. Se invece una spesa è sostenuta a nome del professionista o non possiede i requisiti dell’anticipazione, il trattamento può essere diverso. Per un notaio vicino alla soglia del regime questa distinzione è essenziale anche per non confondere il volume delle somme transitate con i compensi rilevanti.

Esempio fiscale con 30.000 euro di compensi

Ipotizziamo 30.000 euro di compensi fiscalmente rilevanti e coefficiente del 78%. Il reddito forfettario lordo è 23.400 euro. Da questo importo si sottraggono i contributi previdenziali obbligatori effettivamente deducibili secondo la disciplina applicabile; sulla base residua si calcola poi l’imposta sostitutiva del 5% o del 15%.

Non inseriamo una contribuzione Cassa standard nell’esempio perché il sistema notarile è legato al repertorio e non a una semplice aliquota sul reddito forfettario. Usare un’aliquota INPS o fingere una percentuale unica sul reddito produrrebbe una simulazione fuorviante.

Costi dello studio e convenienza del forfettario

Uno studio notarile può sostenere costi significativi per personale, locali, strumenti informatici, archiviazione, assicurazioni, adempimenti, formazione e organizzazione. Nel forfettario questi costi non vengono dedotti singolarmente: il coefficiente del 78% riconosce implicitamente costi pari al 22% dei compensi.

Per un neo notaio con studio ancora leggero il regime può essere fiscalmente interessante se i compensi restano entro i limiti. Quando invece la struttura cresce e i costi reali superano stabilmente il 22%, il confronto con il regime ordinario diventa determinante.

Fatturazione e somme riscosse per gli atti

La fattura deve distinguere con precisione il compenso professionale dalle somme che hanno natura diversa. Nel notariato questa separazione è particolarmente importante perché il cliente può versare al professionista importi destinati al pagamento di imposte e altri oneri collegati all’atto.

La gestione del fondo spese, delle anticipazioni documentate e della fattura va quindi impostata con procedure coerenti fin dall’apertura dello studio. Nel forfettario una qualificazione errata di rimborsi e anticipazioni può incidere sia sul reddito sia sul controllo del limite di permanenza nel regime.

Errori da evitare

  • usare 69.10.30, che identifica attività di supporto, come codice del notaio;
  • attribuire al 69.10.20 un coefficiente del 67% invece del 78%;
  • iscrivere il notaio alla Gestione Separata INPS ignorando la Cassa di categoria;
  • calcolare i contributi notarili come una semplice percentuale del reddito forfettario;
  • considerare tutte le somme ricevute dal cliente come compensi oppure, al contrario, escludere qualsiasi rimborso senza verificarne i requisiti;
  • valutare la convenienza del forfettario senza confrontare i costi effettivi dello studio;
  • applicare il 5% prima di verificare tutte le condizioni della nuova attività.

Per la verifica fiscale generale consulta anche i requisiti e le cause di esclusione del regime forfettario. La pagina serve il notaio per aprire una Partita IVA? resta invece un approfondimento distinto rivolto ai clienti che devono avviare altre attività.

Domande frequenti

Qual è il codice ATECO del notaio nel 2026?

ATECO 2025 utilizza 69.10.20 – Attività notarili. Il 69.10.30 riguarda invece attività di supporto alle attività legali, giuridiche e notarili.

Qual è il coefficiente di redditività del notaio?

Per il codice 69.10.20 il coefficiente del regime forfettario è del 78%.

Il notaio paga la Gestione Separata INPS?

No. La previdenza obbligatoria della professione fa capo alla Cassa Nazionale del Notariato, che applica un sistema contributivo proprio collegato agli onorari repertoriali.

Un notaio può applicare il regime forfettario?

Può applicarlo se esercita come persona fisica e rispetta tutti i requisiti e le cause di esclusione del regime. La professione notarile non determina da sola un’esclusione automatica.

Le imposte pagate dal cliente fanno aumentare i compensi del notaio?

Non automaticamente. Le vere anticipazioni effettuate in nome e per conto del cliente e correttamente documentate vanno distinte dai compensi; le somme che non rispettano tali requisiti possono avere un trattamento diverso.

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