Aprire la Partita IVA da fashion blogger nel 2026 richiede di capire prima come viene monetizzata l’attività. Un blog di moda con articoli e fotografie, una collaborazione sponsorizzata con un brand, un link affiliato e un servizio di gestione di campagne marketing non sono la stessa attività e possono richiedere codici ATECO, coefficienti e previdenza differenti.
ATECO 2025 ha reso questa distinzione molto più precisa. Non è corretto assegnare automaticamente il 73.11.03 a chiunque parli di moda sui social, né usare sempre il 90.11.02 solo perché nel nome dell’attività compare la parola blogger.
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Fashion blogger e influencer: non sono automaticamente la stessa attività
Una fashion blogger può costruire il proprio lavoro attorno alla produzione editoriale: articoli, fotografie, recensioni, guide all’acquisto e contenuti pubblicati su un blog. L’influencer marketing, invece, ha come elemento centrale la campagna promozionale per un brand e l’utilizzo dell’influenza esercitata sulla propria audience.
Le due attività possono convivere, ma vanno separate quando generano flussi di ricavo differenti. La guida sulla Partita IVA influencer approfondisce il 73.11.03; questa pagina resta verticale sul modello economico della fashion blogger.
Quando una fashion blogger deve aprire la Partita IVA
La Partita IVA diventa necessaria quando l’attività viene esercitata con abitualità: pubblicazioni pianificate, rapporti ricorrenti con brand o agenzie, media kit, contratti continuativi, affiliazioni gestite stabilmente, monetizzazione del sito o dei profili e organizzazione professionale sono elementi rilevanti.
Non esiste una soglia generale di 5.000 euro che permetta di svolgere abitualmente l’attività senza Partita IVA. Quella cifra ha una funzione diversa in ambito previdenziale per il lavoro autonomo occasionale e non sostituisce il criterio dell’abitualità.
Codice ATECO fashion blogger: quale scegliere nel 2026
Le note ufficiali ATECO 2025 di ISTAT distinguono espressamente blogger, creator e influencer.
| Attività prevalente | ATECO | Coefficiente |
|---|---|---|
| Contenuti non video pubblicati sul proprio sito o canali editoriali | 58.19.00 | 67% |
| Blogger indipendente i cui contenuti sono pubblicati da terzi | 90.11.02 | 67% |
| Campagne di influencer marketing per brand | 73.11.03 | 78% |
| Conduzione di campagne marketing e altri servizi pubblicitari | 73.11.02 | 78% |
Se vengono prodotti in modo prevalente contenuti video va verificata anche la classificazione audiovisiva. Per una mappa completa consulta il Codice ATECO per Content Creator.
Blog di moda proprio: quando verificare il 58.19.00
ATECO 2025 include nel 58.19.00 – Altre attività editoriali i creatori di contenuti digitali non video. Le note ISTAT richiamano la pubblicazione di testi, fotografie e altri contenuti non video da parte di influencer o blogger.
Per chi gestisce un proprio fashion blog e pubblica direttamente guide, recensioni e fotografie, questo codice merita quindi una verifica concreta. Il coefficiente associato nel forfettario è del 67%.
Quando usare il 90.11.02 per blogger indipendenti
Il 90.11.02 – Attività di blogger indipendenti riguarda il blogger i cui contenuti vengono pubblicati da terzi. È quindi particolarmente coerente con chi scrive o produce contenuti per testate, portali o altri editori mantenendo un’attività autonoma.
Anche il 90.11.02 ha coefficiente del 67%. Non va però usato come codice universale per qualsiasi persona che si definisca blogger.
Quando entra in gioco il 73.11.03 per influencer marketing
Il 73.11.03 è appropriato quando il nucleo della prestazione è una campagna di influencer marketing: il brand paga per promuovere un prodotto, una collezione o un lancio attraverso la capacità della creator di raggiungere il proprio pubblico.
Il coefficiente è del 78%. ATECO 2025 esclude però dal 73.11.03 la semplice pubblicazione di contenuti editoriali non video e la produzione di contenuti video: conta la prestazione realmente venduta, non il numero di follower.
Quando può servire il 73.11.02
Il 73.11.02 – Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari è diverso dal codice influencer. Può essere pertinente quando la fashion blogger non si limita a promuovere un prodotto attraverso la propria immagine, ma gestisce concretamente campagne, attività promozionali, merchandising o altri servizi pubblicitari per il cliente. Anche questo codice ha coefficiente del 78%.
Affiliazioni moda, beauty e AdSense
I programmi di affiliazione generano commissioni quando un lettore acquista attraverso un link o un codice attribuito alla blogger. Anche banner e AdSense devono essere ricondotti al modello economico effettivo. Il fatto che il pagamento arrivi da una piattaforma non stabilisce da solo se l’attività sia professionale o d’impresa.
La Circolare INPS 44/2025 richiede di guardare alla forma concreta dell’attività: quando prevale il lavoro personale può emergere un’attività professionale; quando la monetizzazione è organizzata in forma d’impresa può essere coinvolta la Gestione Commercianti. È quindi sbagliato considerare affiliazioni o AdSense automaticamente Gestione Commercianti.
Sponsorizzazioni con brand di moda e cosmetica
Una collaborazione con un brand può comprendere post, stories, reel, fotografie, partecipazione a eventi, codici sconto, diritti di riutilizzo dei contenuti ed esclusiva verso marchi concorrenti. Questi elementi dovrebbero essere definiti nel contratto o nel brief.
Il compenso dovrebbe riflettere anche l’eventuale utilizzo commerciale dell’immagine, la durata dell’esclusiva e i diritti concessi al brand. La guida sulle sponsorizzazioni dei Content Creator approfondisce fatture, brand esteri e barter.
Prodotti omaggio e barter: quando il vestito ricevuto non è un semplice regalo
Nel settore moda è comune ricevere abiti, accessori, cosmetici o servizi. Bisogna distinguere il vero omaggio senza obblighi dalla consegna di un prodotto in cambio di una prestazione concordata.
Se il brand invia un prodotto senza chiedere pubblicazione o altri deliverable, la situazione va valutata come tale. Se invece il prodotto viene consegnato in cambio di post, reel, fotografie o visibilità pattuita, esiste un rapporto economico di scambio e non è prudente attribuire automaticamente valore fiscale zero solo perché manca un pagamento in denaro.
Per il lavoro autonomo, l’articolo 54 del TUIR considera le somme e i valori in genere percepiti in relazione all’attività. Contratto, email, brief, valore attribuito al prodotto e prestazione resa devono essere documentati.
INPS fashion blogger: Gestione Separata, Commercianti o FPLS?
Non esiste una gestione previdenziale unica per tutte le fashion blogger. La Circolare INPS 44/2025 distingue il lavoro professionale personale, l’attività organizzata in forma d’impresa e determinate prestazioni artistiche o pubblicitarie riconducibili al Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo.
Nel 2026 la Circolare INPS 8/2026 fissa al 26,07% l’aliquota Gestione Separata per il professionista senza altra previdenza obbligatoria e al 24% quella prevista per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma obbligatoria. Vedi anche i contributi INPS dei Content Creator.
Fashion shooting: attenzione al Fondo Lavoratori dello Spettacolo
Nel fashion questa distinzione è particolarmente importante. Se una creator viene ingaggiata da un brand o da un’agenzia per una prestazione pubblicitaria nella quale svolge concretamente il ruolo di fotomodella, indossatrice, attrice di audiovisivi, regista o altra figura assicurata al FPLS, può sorgere l’obbligo contributivo al Fondo Lavoratori dello Spettacolo.
Non ogni contenuto sponsorizzato produce però automaticamente questo effetto. L’INPS distingue le vere prestazioni artistiche e pubblicitarie dalle semplici attività di endorsement o dall’inserimento di prodotti nei contenuti personali.
Regime forfettario fashion blogger: 85.000 euro, 100.000 euro e aliquota 5% o 15%
Una fashion blogger persona fisica può utilizzare il regime forfettario se rispetta i requisiti previsti dalla Legge 190/2014. La soglia ordinaria è di 85.000 euro. Se si superano 85.000 euro senza oltrepassare 100.000 euro, il regime cessa dall’anno successivo; oltre 100.000 euro opera la fuoriuscita nello stesso anno secondo le regole previste.
L’imposta sostitutiva è normalmente del 15%. Il 5% spetta solo alle nuove attività che rispettano tutte le condizioni richieste e non semplicemente perché la Partita IVA è appena stata aperta.
Esempio: 30.000 euro da blog editoriale o da campagne influencer
| Attività | Coefficiente | Reddito forfettario lordo |
|---|---|---|
| Contenuti editoriali 58.19.00 | 67% | 20.100 € |
| Blogger indipendente 90.11.02 | 67% | 20.100 € |
| Influencer marketing 73.11.03 | 78% | 23.400 € |
| Campagne marketing 73.11.02 | 78% | 23.400 € |
Non si sceglie il codice con il coefficiente più basso: il codice deve descrivere l’attività reale. Se esistono più attività con coefficienti differenti, i ricavi vanno distinti correttamente.
Brand italiani, UE ed extra UE
Una fashion blogger può lavorare con marchi italiani, showroom europei, marketplace internazionali e agenzie extra UE. Prima di fatturare bisogna individuare il soggetto giuridico che commissiona la prestazione e il Paese in cui è stabilito. Territorialità IVA, VIES e compilazione possono cambiare. La guida sulla fatturazione dei Content Creator raccoglie i casi principali.
Quando entrano in gioco le regole AGCOM
Nel 2026 le Linee guida AGCOM individuano come influencer rilevanti i soggetti che raggiungono almeno 500.000 follower oppure 1.000.000 di visualizzazioni medie mensili su almeno una piattaforma. Queste soglie non determinano quando aprire la Partita IVA: riguardano obblighi ulteriori sui contenuti e sulle comunicazioni commerciali.
Errori da evitare
- scegliere 73.11.03 soltanto perché si usa Instagram;
- usare sempre 90.11.02 per chiunque abbia un blog personale;
- trattare ogni prodotto ricevuto dal brand come un regalo senza verificare se esiste un obbligo di pubblicazione;
- considerare affiliazioni e AdSense automaticamente Gestione Commercianti;
- ignorare il FPLS nelle vere prestazioni da fotomodella o indossatrice;
- applicare il coefficiente 78% a ricavi che appartengono a codici con coefficiente diverso;
- applicare automaticamente il 5% a una nuova Partita IVA.
Fonti ufficiali
- ISTAT – ATECO 2025
- INPS – Circolare 44/2025
- INPS – Circolare 8/2026
- Normattiva – Legge 190/2014
- Normattiva – TUIR, articolo 54
- AGCOM – Linee guida influencer
In sintesi
Nel 2026 una fashion blogger non ha un unico codice ATECO valido in ogni situazione. Un blog editoriale proprio può portare a verificare il 58.19.00; il blogger indipendente pubblicato da terzi il 90.11.02; le vere campagne di influencer marketing il 73.11.03; la conduzione di campagne e servizi pubblicitari il 73.11.02.
La stessa attenzione serve per la previdenza: Gestione Separata, Commercianti e FPLS dipendono dall’attività concreta. Sponsorizzazioni, affiliate marketing, AdSense e prodotti ricevuti dai brand devono essere gestiti come flussi distinti e documentati.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
