• Passa alla navigazione primaria
  • Passa al contenuto principale
  • Passa al piè di pagina
Regime Forfettario

Regime Forfettario

La guida per la tua partita Iva forfettaria

  • Inizia da qui
  • Tariffe
  • Guide
  • Codici ATECO
  • Consulenze
  • Contattaci

Partita IVA elettrauto: ATECO 95.31.10, meccatronica e INPS

Per l’elettrauto che oggi apre o aggiorna la Partita IVA il riferimento ATECO 2025 è 95.31.10 – Riparazione e manutenzione meccanica, elettrica ed elettronica di autoveicoli. La voce comprende riparazioni meccaniche, elettriche ed elettroniche, sistemi di iniezione, diagnostica meccatronica, climatizzatori, impianti GPL/metano e installazione di parti e accessori.

Il codice ATECO non basta però per iniziare l’attività: l’autoriparazione è regolamentata e richiede requisiti tecnico-professionali, responsabile tecnico, SCIA, Registro Imprese, corretta iscrizione artigiana e posizione INPS. La vecchia distinzione tra meccanica/motoristica ed elettrauto è confluita nella meccatronica.

ATECO 95.31.10 e attività comprese

Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 includono nel 95.31.10 manutenzione e riparazione meccanica, elettrica ed elettronica degli autoveicoli, riparazione di motori, sistemi di iniezione elettronica, diagnostica dei sistemi meccatronici, radiatori, marmitte, carburatori, climatizzatori e impianti GPL/metano.

RF ha una Card dedicata al codice ATECO 95.31.10 e una guida completa alla Partita IVA dell’officina meccanica.

Elettrauto e meccanico oggi rientrano nella meccatronica

Con la riforma dell’autoriparazione, le attività storicamente separate di meccanica/motoristica ed elettrauto sono state unificate nella sezione meccatronica. Per le imprese già attive il periodo transitorio di adeguamento dei requisiti del responsabile tecnico è arrivato fino al 5 luglio 2026. Oggi una nuova apertura deve quindi verificare direttamente i requisiti previsti per la meccatronica.

La Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi ha ricordato che, dopo tale data, le imprese che non avevano regolarizzato il responsabile tecnico non potevano continuare a esercitare la vecchia attività separata di meccanica/motoristica o elettrauto. Per chi apre oggi, quindi, il controllo dei requisiti va fatto prima della SCIA e non rinviato a una fase successiva.

Requisiti professionali, responsabile tecnico e SCIA

L’attività di autoriparazione è regolata dalla legge n. 122/1992. Per esercitarla serve un responsabile tecnico in possesso dei requisiti previsti per la sezione meccatronica. Il responsabile tecnico può coincidere con il titolare oppure essere un altro soggetto stabilmente inserito nell’impresa, purché abbia titolo, esperienza o percorso professionale idoneo.

Prima dell’avvio vanno predisposti anche SCIA/SUAP, iscrizione al Registro Imprese e gli ulteriori adempimenti camerali previsti per l’impresa artigiana. Il codice ATECO identifica l’attività fiscale e statistica, ma non sostituisce l’abilitazione tecnico-professionale.

È utile verificare anche la sede operativa: spazi, impianti, sicurezza, gestione dei rifiuti, stoccaggio di batterie e componenti, eventuali emissioni e compatibilità urbanistica possono richiedere controlli ulteriori. Un’officina non è una semplice attività “da Partita IVA”: l’organizzazione materiale della sede incide direttamente sugli adempimenti amministrativi.

Scadenza del 5 luglio 2026

La Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi ha ricordato che il termine transitorio per l’adeguamento dei requisiti richiesti per la meccatronica è scaduto il 5 luglio 2026. Per le nuove aperture non esiste quindi più un percorso separato “solo elettrauto”: l’inquadramento deve essere coerente con l’attività di meccatronica effettivamente esercitata.

Come aprire la Partita IVA da elettrauto

Il percorso tipico comprende definizione delle lavorazioni offerte, scelta del codice 95.31.10, verifica del responsabile tecnico, SCIA, Registro Imprese, eventuale Albo Artigiani, posizione INPS Artigiani e, quando dovuta, posizione INAIL.

È utile stabilire prima dell’apertura se l’officina offrirà solo autoriparazione meccatronica oppure anche pneumatici, carrozzeria, soccorso stradale, vendita autonoma di ricambi o altre attività. Le componenti aggiuntive possono richiedere codici ATECO distinti.

Documenti e verifiche iniziali

  • requisiti e documenti del responsabile tecnico;
  • SCIA/SUAP e pratica camerale;
  • Registro Imprese ed eventuale iscrizione artigiana;
  • codice ATECO principale ed eventuali secondari;
  • posizione INPS e INAIL;
  • requisiti della sede, attrezzature e sicurezza;
  • eventuali autorizzazioni collegate a rifiuti, ricambi o attività aggiuntive.

Regime forfettario, coefficiente 40% e imposta

L’elettrauto può utilizzare il regime forfettario se opera come persona fisica e rispetta tutti i requisiti e le cause ostative. Per il gruppo di attività a cui appartiene il 95.31.10 il coefficiente di redditività è normalmente del 40%.

Questo significa che su 30.000 euro di ricavi il reddito forfettario iniziale è 12.000 euro; su 50.000 euro è 20.000 euro; su 85.000 euro è 34.000 euro. Il 40% non è l’aliquota fiscale: è la quota di ricavi che viene considerata reddito prima dei contributi deducibili.

RicaviReddito al 40%Imposta teorica 15%*Imposta teorica 5%*
30.000 €12.000 €1.800 €600 €
50.000 €20.000 €3.000 €1.000 €
85.000 €34.000 €5.100 €1.700 €

*Importi teorici prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati.

Imposta al 15% o al 5%

L’imposta sostitutiva ordinaria è del 15%. Il 5% può spettare solo se ricorrono tutte le condizioni previste per una nuova attività. RF approfondisce i requisiti nella guida sull’imposta sostitutiva al 5% o 15%.

INPS Artigiani: minimale e contributi 2026

Il titolare che lavora personalmente nell’officina rientra normalmente nella Gestione Artigiani INPS. Per il 2026 l’INPS ha fissato l’aliquota pensionistica degli artigiani al 24% e il minimale di reddito a 18.808 euro. Anche con redditi bassi esiste quindi un contributo minimo obbligatorio; sulla parte di reddito che supera il minimale si applica poi la contribuzione percentuale.

Questo aspetto è importante quando il reddito forfettario calcolato con il 40% risulta inferiore al minimale: il costo previdenziale non scende automaticamente in proporzione. Per valutare la convenienza del regime bisogna quindi confrontare insieme reddito fiscale, contributo minimo, ricavi reali e costi dell’officina.

Per questo non è corretto stimare l’INPS moltiplicando semplicemente i ricavi per il 24%. Vanno considerate struttura del minimale, eventuale quota eccedente e le regole annuali della posizione.

Contributi prima dell’imposta

I contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati e fiscalmente deducibili riducono il reddito forfettario prima dell’applicazione dell’imposta sostitutiva. Per un calcolo orientativo puoi consultare il calcolo tasse del meccanico.

Diagnostica, centraline e veicoli ibridi/elettrici

La diagnostica elettronica è ormai parte centrale della meccatronica. Tester multimarca, oscilloscopi, strumenti per batterie, software e aggiornamenti consentono di intervenire su sistemi di iniezione, centraline, sensori, impianti elettrici e dispositivi elettronici di bordo.

Nei veicoli ibridi ed elettrici cresce inoltre la presenza di sistemi ad alta tensione. L’officina deve quindi verificare formazione del personale, procedure, DPI e attrezzature adeguate alle lavorazioni offerte.

Dal punto di vista economico conviene distinguere sempre il tempo di diagnosi dal tempo di riparazione. Una ricerca guasto complessa può richiedere ore di test prima ancora di individuare il componente da sostituire: se questa fase non viene valorizzata nel preventivo, l’officina rischia di trasformare attività ad alto contenuto tecnico in manodopera non remunerata.

Non basta possedere un tester compatibile: occorre definire procedure per messa in sicurezza, sezionamento, controllo dell’assenza di tensione, gestione delle batterie e accesso alle aree di lavoro. Più l’officina amplia i servizi su veicoli elettrificati, più formazione e sicurezza diventano parte strutturale del costo del servizio.

Batterie, alternatori e impianti elettrici

Interventi su batterie, alternatori, motorini di avviamento, cablaggi e componenti elettrici possono rientrare nel 95.31.10 quando costituiscono attività di autoriparazione. È utile descrivere in fattura manodopera, diagnosi e ricambi in modo chiaro, soprattutto quando il componente ha un peso economico significativo.

Ricambi, costi fissi e margine dell’officina

Affitto, energia, assicurazioni, strumenti diagnostici, software, ponti sollevatori, smaltimento, sicurezza, formazione, ricambi e personale sono costi reali dell’officina. Nel forfettario non vengono dedotti analiticamente: il coefficiente del 40% presume già costi pari al 60% dei ricavi.

Questo può rendere il regime coerente per alcune officine, ma non automaticamente conveniente per tutte. La struttura dei costi può cambiare molto in base a dimensione, personale, attrezzatura e peso dei ricambi.

Particolare attenzione meritano garanzie e rilavorazioni. Se un intervento richiede una seconda uscita o una nuova diagnosi senza ulteriore fatturazione, il margine della commessa si riduce anche se il ricavo fiscale resta invariato. Registrare richiami e tempi extra aiuta a capire quali tipologie di lavoro generano più costi nascosti.

Nel preventivo è utile distinguere diagnosi, manodopera, ricambi, materiali di consumo e lavorazioni esterne. Quando un componente viene fornito dal cliente, conviene chiarire in anticipo responsabilità sull’idoneità del pezzo, tempi aggiuntivi e gestione dell’eventuale mancata risoluzione del guasto. Questa chiarezza riduce contestazioni e rende più leggibile il margine reale.

Margine su ricambi e manodopera

Per capire se una commessa è redditizia conviene separare margine sul ricambio, tempo di diagnosi, manodopera e costi indiretti. Un componente costoso non produce necessariamente un margine elevato; al contrario, una diagnosi rapida può avere una forte componente di valore professionale e una marginalità superiore.

La guida sul commercialista per meccanico e officina approfondisce proprio la gestione di ricambi, margini e costi reali.

Carrozzeria, gommista, soccorso e attività secondarie

ATECO 2025 distingue attività che non vanno inglobate automaticamente nel 95.31.10. La carrozzeria utilizza il 95.31.20, mentre pneumatici e camere d’aria rientrano nel 95.31.30. RF ha guide dedicate alla Partita IVA del carrozziere e alla Partita IVA del gommista.

Il soccorso stradale è anch’esso distinto dall’autoriparazione e ha una propria classificazione. Se l’officina offre abitualmente traino o assistenza su strada va verificata la Card ATECO del soccorso stradale.

Anche la revisione periodica dei veicoli non coincide con la normale autoriparazione. Se l’officina vuole operare come centro revisioni servono requisiti e autorizzazioni specifiche: non è sufficiente aggiungere una voce in fattura o utilizzare il 95.31.10.

Vendita autonoma di ricambi

Il ricambio installato nell’ambito di una riparazione fa parte del servizio di officina. Se invece nasce una vera attività autonoma di commercio di ricambi, con vendite a clienti che non acquistano una riparazione, va verificato un codice commerciale aggiuntivo e il relativo impatto su previdenza e coefficiente.

Quando il forfettario può essere meno adatto

Se personale, affitto, energia, attrezzatura, smaltimento, ricambi e investimenti superano stabilmente la quota di costi implicita nel coefficiente del 40%, è utile confrontare il risultato con il regime ordinario. Per un’officina il confronto deve considerare anche IVA sugli acquisti e sui ricambi, soprattutto quando il volume di materiali è elevato.

È utile costruire un conto economico semplice per tipologia di intervento: diagnosi, manutenzione ordinaria, lavori elettrici, riparazioni meccaniche, installazione accessori e lavorazioni su veicoli ibridi/elettrici.

Nel confronto con l’ordinario va considerato anche il fatto che il forfettario non consente la normale detrazione IVA sugli acquisti. Per un’officina che compra molti ricambi, strumenti e beni strumentali questo elemento può incidere in modo significativo sulla convenienza complessiva.

Controllo del margine per commessa

Registrare ricambi, ore di lavoro, tempi di diagnosi, materiali di consumo e rilavorazioni permette di capire quali interventi generano il margine migliore. Questo dato è utile sia per fissare le tariffe sia per capire se il forfettario continua a essere conveniente.

Un controllo mensile semplice può separare ricavi da manodopera, ricavi da ricambi, costo dei componenti acquistati, ore fatturabili e ore non fatturabili. Con questi dati l’officina può capire se sta guadagnando soprattutto sulla competenza tecnica, sulla vendita dei ricambi oppure sul volume delle commesse e può correggere più rapidamente prezzi e organizzazione.

Errori da evitare e checklist finale

  • trattare elettrauto e meccanica come sezioni ancora separate dalla meccatronica;
  • aprire l’officina senza verificare responsabile tecnico e requisiti professionali;
  • confondere ATECO e abilitazione;
  • calcolare INPS semplicemente come 24% dei ricavi;
  • considerare il 40% come aliquota fiscale;
  • ignorare ricambi e costi reali;
  • usare un solo codice per carrozzeria, gommista o soccorso stradale;
  • mantenere l’inquadramento iniziale anche quando il modello di attività cambia.

Checklist prima dell’apertura

  1. definisci le lavorazioni effettive;
  2. verifica ATECO 95.31.10;
  3. controlla requisiti meccatronica e responsabile tecnico;
  4. predisponi SCIA e Registro Imprese;
  5. verifica iscrizione artigiana e INPS;
  6. individua eventuali codici secondari;
  7. valuta il forfettario 40% rispetto ai costi reali;
  8. organizza un controllo del margine per commessa.
Parla con un consulente
Serve assistenza per la tua Partita IVA?

Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.

Invia una richiesta Prenota una call
Supporto umano 1:1
Consulente dedicato Un professionista che conosce la tua posizione.
Parti subito →
Apertura in 24 ore Dopo la verifica dell'inquadramento corretto.
RegimeForfettario.it

Guide fiscali e assistenza per aprire e gestire la Partita IVA in regime forfettario.

The Loft Srls P.IVA 01843800473 REA PT-184294

Inizia

Aprire la Partita IVACome funzionaTariffeParla con noi →

Regime forfettario

Guida completaRequisitiImposta 5% o 15%Tasse e contributiFatturazione elettronica

Professioni e attività

Tutte le attività →InfermieriFisioterapistiPsicologiAvvocatiArchitetti

Strumenti e previdenza

Codici ATECO →Gestione Separata INPSINPS artigiani e commerciantiScadenze fiscaliTutte le guide
© 2026 RegimeForfettario.it
Termini e condizioniPrivacy PolicyCookie Policy