Per l’e-commerce manager freelance che lavora per clienti su strategia, organizzazione, KPI, catalogo, pricing e coordinamento operativo, il codice ATECO 2025 da valutare è 70.20.09 – Consulenza imprenditoriale e altre attività di consulenza gestionale n.c.a.. Non va confuso con il commercio elettronico in proprio: chi vende prodotti propri o acquistati da terzi svolge attività commerciale, non consulenza.
La distinzione è fondamentale anche nel regime forfettario: consulenza gestionale, sviluppo software, advertising e vendita online appartengono a perimetri diversi e possono richiedere codici ATECO differenti.
Chi è l’e-commerce manager freelance
L’e-commerce manager coordina e sviluppa il canale di vendita online di un’impresa. Può occuparsi di strategia commerciale, assortimento, pricing, promozioni, catalogo, marketplace, customer journey, KPI, conversion rate, marginalità, coordinamento con advertising, logistica, customer care e sviluppo tecnico.
Il professionista non deve necessariamente programmare il sito o gestire direttamente le campagne pubblicitarie: spesso il suo ruolo è di regia, coordinamento e controllo delle performance.
Qual è il codice ATECO dell’e-commerce manager
Non esiste un codice ATECO chiamato esattamente “e-commerce manager”. Per chi svolge soprattutto consulenza strategica e operativa sulla gestione del canale e-commerce, il riferimento più coerente è 70.20.09.
La voce comprende consulenza e assistenza operativa alle imprese su pianificazione, organizzazione, controllo, processi, sistemi informativi gestionali e politiche di marketing.
Quando il 70.20.09 è coerente
Il 70.20.09 è adatto da valutare quando il professionista svolge attività come:
- analisi delle performance dello store;
- definizione dei KPI;
- ottimizzazione conversion rate;
- gestione strategica del catalogo;
- pricing e promozioni;
- coordinamento di agenzie e sviluppatori;
- pianificazione commerciale;
- monitoraggio marginalità;
- gestione marketplace per conto del cliente;
- organizzazione dei processi e-commerce.
Vendere online in proprio non significa fare l’e-commerce manager
Chi compra o produce beni e li vende online attraverso un proprio sito, Amazon, eBay o altri marketplace svolge attività commerciale.
In quel caso non è corretto utilizzare il 70.20.09 soltanto perché il titolare gestisce personalmente l’e-commerce. Il codice deve descrivere la categoria di beni venduti secondo ATECO 2025.
RF tratta separatamente la vendita online nel regime forfettario.
E-commerce manager e consulente marketing
Il consulente marketing lavora su strategia di comunicazione, posizionamento, campagne, branding e acquisizione clienti. L’e-commerce manager presidia invece l’intero canale di vendita online, compresi assortimento, margini, catalogo, operatività, UX e coordinamento dei fornitori.
Le due attività possono sovrapporsi, ma non coincidono.
E-commerce manager e advertising specialist
Se il professionista gestisce principalmente campagne pubblicitarie, media buying e advertising operativo, può diventare più coerente un codice della divisione 73.
Se invece coordina le campagne come parte della gestione complessiva del canale e-commerce, la componente gestionale può restare prevalente.
E-commerce manager e sviluppatore
Se il lavoro consiste soprattutto nello sviluppo tecnico di piattaforme, plugin, integrazioni e funzionalità software, il riferimento non è più 70.20.09 ma la programmazione informatica.
Per lo sviluppo puoi consultare la guida RF sulla Partita IVA dello sviluppatore software.
Marketplace manager
Gestire Amazon, eBay, Zalando o altri marketplace per conto di un’impresa può rientrare nell’attività dell’e-commerce manager quando il professionista fattura un compenso per strategia, catalogo, pricing, performance e coordinamento operativo.
Se invece compra e rivende personalmente prodotti attraverso il marketplace, svolge attività commerciale.
Come aprire la Partita IVA da e-commerce manager
Per il freelance che lavora come consulente il percorso tipico comprende:
- definizione dei servizi offerti;
- scelta del codice ATECO;
- apertura della Partita IVA;
- iscrizione alla Gestione Separata INPS;
- scelta del regime fiscale;
- fatturazione elettronica;
- contratti con i clienti;
- eventuale gestione di clienti esteri.
Serve la Camera di Commercio?
Per il libero professionista che svolge consulenza personale, l’iscrizione al Registro Imprese non è automatica.
La situazione cambia se il professionista vende prodotti in proprio, gestisce una struttura commerciale autonoma o svolge altre attività imprenditoriali.
E-commerce manager in regime forfettario
L’e-commerce manager può applicare il regime forfettario se opera come persona fisica e rispetta i requisiti previsti.
Per il codice 70.20.09 il coefficiente di redditività è normalmente 78%.
Con 50.000 euro di compensi, il reddito forfettario iniziale è quindi pari a 39.000 euro prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori versati.
Gestione Separata INPS
L’e-commerce manager freelance senza Cassa professionale autonoma è normalmente iscritto alla Gestione Separata INPS.
Nel 2026, per i professionisti senza altra previdenza obbligatoria, l’aliquota complessiva è pari al 26,07%. Per pensionati o soggetti già coperti da altra previdenza si applicano regole differenti.
Quanto paga di tasse un e-commerce manager
Supponiamo un e-commerce manager in regime forfettario con 40.000 euro di compensi. Con coefficiente del 78%, il reddito forfettario iniziale è pari a 31.200 euro.
Da questo importo si deducono i contributi previdenziali obbligatori versati. Sul reddito residuo si applica poi l’imposta sostitutiva del 15% oppure del 5% quando ne ricorrono le condizioni.
Per confrontare più scenari puoi utilizzare il calcolatore delle tasse nel regime forfettario.
Quando può spettare il 5%
L’aliquota ridotta al 5% non è automatica. Devono essere rispettate le condizioni previste per le nuove attività e va esclusa una mera prosecuzione di un precedente lavoro.
Questo tema è importante per chi lascia un’azienda in cui lavorava come e-commerce manager e inizia subito a fatturare alla stessa società.
Costi reali della professione
Tra i costi più frequenti ci sono:
- software analytics;
- tool di BI;
- strumenti SEO e CRO;
- software di project management;
- piattaforme marketplace;
- computer e dispositivi;
- formazione;
- trasferte;
- commercialista;
- eventuale assicurazione professionale.
Nel regime forfettario questi costi non vengono dedotti analiticamente.
Retainer mensile o progetto
L’e-commerce manager può lavorare con un compenso mensile continuativo oppure a progetto.
Il retainer è utile quando il professionista segue stabilmente il canale e-commerce, mentre il progetto è più adatto a lanci, migrazioni, audit, riorganizzazioni o interventi con obiettivi e durata definiti.
Compenso fisso e bonus sui risultati
Alcuni incarichi prevedono una parte fissa e una parte variabile collegata a fatturato, marginalità, conversion rate o altri KPI.
Il contratto deve chiarire con precisione come vengono misurati i risultati, quali dati fanno fede e quali fattori dipendono dal cliente o da altri fornitori.
KPI principali
Tra i KPI che l’e-commerce manager può monitorare rientrano:
- conversion rate;
- average order value;
- margine per ordine;
- customer acquisition cost;
- repeat purchase rate;
- tasso di reso;
- valore del carrello;
- stock turnover;
- ROAS e MER quando rilevanti;
- performance dei marketplace.
Catalogo prodotti
Il catalogo è una delle aree centrali. L’e-commerce manager può intervenire su struttura delle categorie, schede prodotto, assortimento, disponibilità, priorità commerciali e qualità delle informazioni.
Pricing e promozioni
Il pricing deve tenere conto di margine, competitor, costi logistici, commissioni dei marketplace, resi e campagne promozionali.
Una promozione che aumenta il fatturato ma distrugge il margine non è necessariamente positiva.
Conversion rate optimization
L’ottimizzazione del tasso di conversione può comprendere analisi del funnel, test su pagine prodotto, checkout, navigazione, mobile experience e comunicazione delle offerte.
L’e-commerce manager può coordinare queste attività anche quando la parte tecnica viene realizzata da sviluppatori o agenzie.
Logistica e customer care
Un e-commerce efficiente non dipende soltanto da marketing e sito. Tempi di consegna, resi, stock, customer care e gestione degli ordini influenzano direttamente performance e marginalità.
L’e-commerce manager può quindi coordinare anche questi processi senza gestirli materialmente.
Amazon e marketplace
La gestione dei marketplace può comprendere catalogo, pricing, contenuti, promozioni, inventory, performance e rapporto con il marketplace.
Il professionista non diventa commerciante se non acquista né rivende i prodotti e fattura semplicemente il servizio di gestione al cliente.
Shopify, WooCommerce e PrestaShop
Il software utilizzato non determina il codice ATECO. Un e-commerce manager può lavorare su Shopify, WooCommerce, PrestaShop, Magento o altre piattaforme mantenendo lo stesso inquadramento consulenziale se il servizio resta di gestione strategica e operativa.
Quando serve un secondo codice ATECO
Può servire quando il professionista svolge stabilmente attività differenti, per esempio:
- sviluppo software;
- gestione advertising;
- ricerca di mercato autonoma;
- vendita online in proprio;
- formazione professionale;
- produzione di contenuti commerciali.
Contratto con il cliente
Un contratto dovrebbe indicare:
- canali seguiti;
- KPI monitorati;
- attività incluse;
- attività escluse;
- accessi e credenziali;
- responsabilità del cliente;
- budget pubblicitari;
- fornitori coordinati;
- durata dell’incarico;
- compenso fisso e variabile.
Responsabilità sui risultati
L’e-commerce manager può incidere sulle performance, ma non controlla sempre pricing, stock, logistica, prodotto, budget e advertising.
Il contratto dovrebbe evitare garanzie assolute di risultato quando le variabili dipendono anche dal cliente o da terzi.
Clienti esteri
Il professionista può lavorare per aziende UE o extra-UE. In questi casi vanno verificati territorialità IVA, VIES, natura B2B/B2C e corretta fatturazione.
Per approfondire puoi consultare la guida RF sulle operazioni con l’estero nel regime forfettario.
E-commerce manager con lavoro dipendente
È possibile in molti casi affiancare la Partita IVA a un lavoro dipendente, ma bisogna verificare contratto, concorrenza, eventuale esclusiva e requisiti del forfettario.
Particolare attenzione serve quando il principale cliente è il datore o ex datore di lavoro.
Come descrivere la prestazione in fattura
Esempi utili:
- “consulenza gestione e-commerce e KPI”;
- “coordinamento operativo canale e-commerce”;
- “consulenza strategica e-commerce e marketplace”;
- “audit e ottimizzazione performance e-commerce”;
- “gestione catalogo, pricing e performance marketplace”.
Marginalità: il KPI che evita di inseguire solo il fatturato
Una delle responsabilità più importanti dell’e-commerce manager è distinguere crescita del fatturato e crescita del margine. Sconti, commissioni dei marketplace, costi logistici, resi e advertising possono aumentare le vendite ma ridurre la redditività.
Per questo i report dovrebbero includere, quando disponibili, margine per categoria, costo promozionale, resi, costi di fulfillment e redditività dei diversi canali.
Catalogo, stock e disponibilità
La gestione del catalogo non riguarda soltanto titoli e immagini. L’e-commerce manager può coordinare priorità di assortimento, prodotti stagionali, disponibilità, bundle, cross-sell, prodotti sostitutivi e gestione degli articoli esauriti.
Una buona pianificazione riduce campagne su prodotti non disponibili e migliora il rapporto tra traffico generato e ordini realmente evasi.
Reportistica verso direzione e cliente
Il professionista dovrebbe trasformare i dati in decisioni. Un report efficace non è una semplice raccolta di metriche: evidenzia cosa sta funzionando, cosa sta peggiorando, quali cause sono plausibili e quali azioni meritano priorità.
Definire una cadenza settimanale o mensile aiuta anche a rendere misurabile il valore della consulenza.
Coordinamento di agenzie e specialisti
Un e-commerce manager può coordinare SEO specialist, advertising specialist, sviluppatori, designer, copywriter, customer care e logistica senza svolgere direttamente tutte queste attività.
È proprio questa funzione di regia che distingue spesso la consulenza manageriale dall’erogazione tecnica di un singolo servizio specialistico.
Migrazione di piattaforma
Durante il passaggio da una piattaforma a un’altra l’e-commerce manager può coordinare catalogo, redirect, tracking, integrazioni, pagamenti, logistica, test e piano di go-live.
Se coordina il progetto e definisce requisiti e priorità, la prestazione resta consulenziale; se sviluppa direttamente temi, plugin e codice, entra invece in gioco la componente di programmazione.
Errori da evitare
- usare un codice di commercio elettronico quando si fa solo consulenza;
- usare 70.20.09 quando si vendono prodotti in proprio;
- confondere e-commerce management e advertising operativo;
- confondere gestione strategica e sviluppo software;
- non chiarire KPI e responsabilità;
- non distinguere compenso fisso e bonus;
- ignorare Gestione Separata INPS;
- non rivalutare il codice quando il professionista avvia un proprio shop.
Domande frequenti
Qual è il codice ATECO dell’e-commerce manager?
Per consulenza strategica, organizzativa e operativa sul canale e-commerce il riferimento da valutare è 70.20.09.
Chi vende prodotti online usa 70.20.09?
No. La vendita online in proprio è attività commerciale e il codice va scelto in base ai beni venduti.
Qual è il coefficiente forfettario?
Per il 70.20.09 il coefficiente di redditività è normalmente del 78%.
Quale INPS paga?
Il freelance senza Cassa autonoma è normalmente iscritto alla Gestione Separata INPS.
Serve la Camera di Commercio?
Non automaticamente per il libero professionista che svolge consulenza personale. La valutazione cambia se svolge attività commerciale.
Amazon manager ed e-commerce manager sono la stessa cosa?
Il marketplace manager può essere una specializzazione dell’e-commerce manager quando gestisce Amazon o altri marketplace per conto dei clienti.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
