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Regime Forfettario
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CONSULENZE FORFETTARIO

Vendita online in forfettario: Amazon, UE e Stati Uniti

Puoi vendere online in regime forfettario anche tramite Amazon e altri marketplace, ma nel 2026 non basta scegliere un generico codice “e-commerce”. Con ATECO 2025 il codice va individuato in base ai beni effettivamente venduti, mentre l’attività resta normalmente commerciale e richiede Registro Imprese, Gestione Commercianti INPS e gli adempimenti amministrativi collegati.

Se vendi anche in altri Paesi UE o negli Stati Uniti, il forfettario non elimina le regole IVA e doganali internazionali. Devi distinguere dove si trova il cliente, dove si trova fisicamente la merce, chi effettua la spedizione e se il marketplace interviene come semplice intermediario oppure assume un ruolo specifico ai fini IVA.

Vendere online in forfettario: cosa cambia con ATECO 2025

Il vecchio codice 47.91.10 viene ancora citato in molte guide online come codice universale dell’e-commerce. Con ATECO 2025 questa impostazione non è più corretta per il commercio al dettaglio di beni propri: il codice deve rappresentare la categoria merceologica realmente venduta.

Il fatto che la vendita avvenga tramite sito, Amazon, eBay, Etsy o un altro marketplace descrive il canale di vendita, non necessariamente l’attività economica da classificare. Se vendi abbigliamento, elettronica, cosmetici o altri beni, devi partire dalla natura dei prodotti e dalla struttura reale dell’attività.

La classificazione ufficiale ATECO 2025 distingue inoltre il commercio vero e proprio dalle attività di intermediazione, comprese quelle svolte tramite piattaforme digitali. Fonte ufficiale: ISTAT – ATECO 2025, struttura e note esplicative.

Per la procedura generale di apertura puoi usare la guida RF sulla Partita IVA e-commerce. Qui ci concentriamo invece sulla vendita attraverso marketplace e sulla gestione di clienti UE ed extra-UE.

Amazon e marketplace: sei tu il venditore oppure un intermediario?

Prima di impostare il regime fiscale devi capire il tuo ruolo. Se acquisti prodotti, ne assumi la proprietà e li rivendi ai clienti, stai svolgendo attività commerciale. Se invece metti in contatto venditori e acquirenti e guadagni una commissione senza diventare proprietario dei beni, l’attività può rientrare nell’intermediazione.

Questa distinzione incide su ATECO, coefficienti, previdenza e gestione IVA. Anche il contratto con la piattaforma conta: Amazon FBA, per esempio, può gestire logistica e spedizioni, ma ciò non significa automaticamente che Amazon diventi il venditore dei tuoi prodotti.

Quando usi magazzini o programmi logistici del marketplace devi verificare anche dove si trova la merce. Lo stoccaggio in un altro Stato può creare obblighi IVA locali che non vengono cancellati dal fatto di essere in regime forfettario in Italia.

Forfettario, INPS e costi fissi della vendita online

La vendita abituale di beni online è normalmente attività d’impresa commerciale. Per una ditta individuale ciò comporta in genere l’iscrizione alla Gestione Commercianti INPS, oltre agli adempimenti presso Registro Imprese e SUAP quando previsti.

Nel 2026 l’INPS indica per i commercianti un’aliquota complessiva del 24,48% e un minimale di reddito di 18.808 euro per il calcolo della contribuzione minima. Fonte ufficiale: INPS – contributi artigiani e commercianti 2026.

Questo è importante per chi parte con ricavi bassi: il forfettario può ridurre la complessità fiscale, ma non rende proporzionali tutti i costi previdenziali. Prima di iniziare conviene quindi stimare insieme margine commerciale, commissioni del marketplace, pubblicità, logistica, resi, costi della merce e contributi.

La riduzione contributiva del 35% può essere disponibile per alcuni artigiani e commercianti forfettari che rispettano le condizioni previste, ma non va considerata automatica in qualunque configurazione.

Vendite B2C in Europa: soglia 10.000 euro e OSS

Se spedisci beni dall’Italia a consumatori privati di altri Stati UE, devi considerare le regole delle vendite a distanza intracomunitarie. Il sistema europeo prevede una soglia complessiva di 10.000 euro per determinate vendite B2C transfrontaliere e servizi TBE, alle condizioni previste.

Quando la soglia viene superata, la tassazione segue in via generale il Paese di destinazione del cliente. L’OSS consente di dichiarare e versare l’IVA dovuta nei diversi Stati tramite un unico Stato membro di identificazione, evitando in molti casi registrazioni IVA separate in ogni Paese.

La Commissione europea chiarisce che il sistema OSS riguarda, tra l’altro, le vendite a distanza intracomunitarie di beni e che la soglia UE è pari a 10.000 euro nelle condizioni previste. Fonte ufficiale: Commissione europea – VAT One Stop Shop.

Essere forfettario non significa quindi poter ignorare l’IVA estera. Il regime forfettario disciplina l’IVA italiana ordinaria dell’attività, ma le operazioni transfrontaliere possono avere regole territoriali specifiche.

Vendite negli Stati Uniti e fuori dall’Unione europea

Le vendite verso clienti negli Stati Uniti o in altri Paesi extra-UE richiedono una verifica diversa da quella OSS. Per i beni spediti dall’Italia entrano in gioco regole di esportazione, documentazione doganale e condizioni di consegna. Se invece la merce è già stoccata negli Stati Uniti tramite un programma logistico, devi considerare anche gli obblighi locali collegati allo stock e alle vendite.

Non è quindi sufficiente dire “sono forfettario e vendo senza IVA”. Devi documentare correttamente l’operazione e capire chi importa la merce, dove avviene la cessione e quali adempimenti spettano a te o al marketplace.

Merci importate da Paesi extra-UE e IOSS

Se il modello di business prevede che beni di basso valore vengano spediti direttamente da un Paese extra-UE a consumatori dell’Unione, può entrare in gioco l’IOSS. Il regime di importazione è utilizzabile per determinate vendite a distanza di beni importati in spedizioni fino a 150 euro, con esclusioni previste dalla normativa.

La disciplina cambia anche in base al ruolo del marketplace, che in alcuni casi può essere considerato “deemed supplier” ai fini IVA. Prima di scegliere dropshipping, FBA o altri modelli con stock estero è quindi indispensabile disegnare il flusso logistico e fiscale completo.

Forfettario e vendite estere: quando serve un controllo specifico sull’IVA

Le regole cambiano in base a quattro variabili: beni o servizi, B2B o B2C, UE o extra-UE, merce spedita dall’Italia o già stoccata all’estero. La guida RF su vendite all’estero e IVA nel forfettario approfondisce la territorialità delle singole operazioni.

Per un e-commerce multicanale conviene anche separare contabilmente i flussi per marketplace e Paese. Questo rende più semplice controllare incassi, commissioni, resi, stock, soglia OSS e corrispondenza tra report della piattaforma e movimenti bancari.

Esempio: Amazon Italia, Francia e Stati Uniti

Immagina un commerciante italiano che vende prodotti propri su Amazon. Gli ordini italiani partono da un magazzino in Italia, una parte delle vendite viene spedita a privati francesi e alcuni prodotti vengono inviati a clienti negli Stati Uniti.

Il regime forfettario può essere utilizzato se sono rispettati i requisiti fiscali, ma i tre flussi non sono identici: le vendite italiane seguono le regole nazionali; le vendite B2C francesi possono entrare nella disciplina delle vendite a distanza e dell’OSS; le spedizioni verso gli Stati Uniti richiedono la gestione dell’esportazione e degli aspetti doganali.

Se poi il venditore decide di usare magazzini Amazon situati in Francia, Germania o negli Stati Uniti, la posizione va riesaminata perché cambia la localizzazione fisica della merce e possono nascere obblighi aggiuntivi.

Checklist prima di iniziare a vendere online all’estero

  • Definisci esattamente quali beni venderai e scegli l’ATECO 2025 coerente.
  • Verifica Registro Imprese, SCIA/SUAP e Gestione Commercianti.
  • Calcola la convenienza del forfettario considerando margine reale e contributi.
  • Leggi il contratto del marketplace e chiarisci chi è il venditore verso il cliente.
  • Individua dove sarà fisicamente stoccata la merce.
  • Se vendi B2C in altri Paesi UE, monitora la soglia OSS e le regole IVA di destinazione.
  • Per vendite extra-UE, verifica esportazione, dogana e ruolo dell’importatore.
  • Per beni importati direttamente ai consumatori UE, valuta se ricorrono le condizioni IOSS.

In sintesi: puoi aderire al forfettario per vendere online, ma nel 2026 devi classificare correttamente i beni con ATECO 2025 e non affidarti al vecchio codice e-commerce generico. Amazon e gli altri marketplace non eliminano gli obblighi di impresa, INPS e IVA internazionale. Se vendi in UE o negli Stati Uniti, il flusso logistico — soprattutto la posizione dello stock — è decisivo per capire quali adempimenti si aggiungono.

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