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Regime Forfettario

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Partita IVA calzolaio 2026: ATECO 95.23.00, INPS e forfettario

Aprire una Partita IVA da calzolaio nel 2026 significa avviare normalmente un’attività artigiana di riparazione e manutenzione di calzature e articoli in pelle. Il codice ATECO 2025 di riferimento è 95.23.00. Nel regime forfettario il coefficiente di redditività è del 67% e, quando il titolare svolge personalmente e abitualmente il lavoro, l’inquadramento previdenziale ordinario è la Gestione Artigiani INPS.

Il punto decisivo è capire che il codice 95.23.00 copre la riparazione, non qualsiasi attività collegata alle scarpe. Se il laboratorio fabbrica calzature nuove, vende scarpe o pelletteria, duplica chiavi oppure offre servizi diversi, possono servire codici ATECO ulteriori. Questa distinzione evita errori di apertura e rende corretta anche l’applicazione dei coefficienti del forfettario.

Calzolaio 2026: quadro rapido

  • ATECO principale: 95.23.00 – Riparazione e manutenzione di calzature e articoli in pelle.
  • Coefficiente forfettario: 67%.
  • INPS: normalmente Gestione Artigiani.
  • Contributi 2026: aliquota IVS artigiani 24%, minimale 18.808 euro e contributo minimo annuo 4.521,36 euro.
  • Fabbricazione di scarpe nuove: normalmente 15.20.10.
  • Vendita di calzature: codici del commercio 47.72.
  • Duplicazione chiavi: 95.29.91 se è un servizio stabile.
  • Forfettario: possibile se sono rispettati i requisiti generali e il margine reale è coerente con il 33% di costi riconosciuti.

Codice ATECO calzolaio: 95.23.00

Il codice corretto per il calzolaio che svolge principalmente riparazioni è 95.23.00 – Riparazione e manutenzione di calzature e articoli in pelle. Le note ufficiali ISTAT comprendono la riparazione e manutenzione di calzature e articoli in pelle, la riparazione di stivali e articoli da viaggio e il montaggio di tacchi.

Rientrano quindi nella normale calzoleria lavori come sostituzione di suole e tacchi, riparazione di tomaie, cuciture, rinforzi, ripristino di stivali, borse e altri articoli in pelle quando l’attività resta una prestazione di riparazione e manutenzione.

Lustrascarpe: non rientra nel 95.23.00

ATECO 2025 esclude espressamente dal 95.23 i servizi di lustrascarpe, rinviando alla classe 96.99. Pulire o lucidare una scarpa senza effettuare una vera riparazione non è quindi la stessa attività economica della calzoleria artigiana.

Se la lucidatura è accessoria alla riparazione, il codice principale può restare quello del calzolaio. Se invece il servizio di cura e lucidatura è autonomo e prevalente, va verificato il codice specifico.

Calzolaio che produce scarpe nuove: quando usare 15.20.10

Riparare scarpe e fabbricare scarpe nuove sono attività diverse. ATECO 2025 colloca la fabbricazione nel codice 15.20.10 – Fabbricazione di calzature, escluse parti in cuoio per calzature.

Il codice comprende la produzione di calzature destinate a diversi utilizzi e realizzate con differenti materiali e processi. Se una bottega realizza scarpe nuove su misura o in piccola serie e non si limita a riparare quelle del cliente, può essere necessario aggiungere l’attività manifatturiera e valutarne la prevalenza.

Vendita di scarpe e pelletteria: quando servono i codici 47.72

Una calzoleria può vendere lacci, solette, prodotti per la cura delle scarpe, calzature o articoli in pelle. Quando la vendita diventa una vera attività commerciale, va distinta dalla riparazione.

Per il commercio al dettaglio di calzature e accessori per adulti il riferimento è 47.72.11; per articoli in pelle e articoli da viaggio il codice è 47.72.20. Se il punto vendita assume un peso economico rilevante, l’attività commerciale non va lasciata implicita nel 95.23.00.

La guida al negozio di calzature approfondisce la parte commerciale, che nel forfettario utilizza un coefficiente diverso da quello della riparazione.

Duplicazione chiavi in calzoleria: codice 95.29.91

Molte calzolerie affiancano alla riparazione scarpe la duplicazione di chiavi. ATECO 2025 prevede il codice 95.29.91 – Affilatura di coltelli, servizi di duplicazione di chiavi e di incisione rapida.

Se la duplicazione chiavi è un servizio stabile, pubblicizzato e abituale, va indicato correttamente tra le attività esercitate. Lo stesso vale per incisione rapida o affilatura quando non sono prestazioni occasionali.

Riparazione, fabbricazione e vendita insieme: possono servire più codici

Una bottega moderna può riparare scarpe, produrre articoli, vendere accessori e duplicare chiavi. Non esiste un unico codice “calzolaio” capace di assorbire automaticamente tutto: va individuata l’attività principale e vanno aggiunte quelle secondarie effettivamente svolte.

Il codice principale deve riflettere l’attività prevalente in termini economici e organizzativi. Non va scelto in base al coefficiente fiscale più conveniente, perché ATECO deve descrivere ciò che l’impresa fa realmente.

Regime forfettario calzolaio: coefficiente 67%

Per il codice 95.23.00 il coefficiente di redditività nel regime forfettario è del 67%. Il 67% dei ricavi concorre quindi alla formazione del reddito forfettario lordo, mentre il restante 33% è considerato costo in modo forfettario.

Con 30.000 euro di ricavi, il reddito forfettario lordo è pari a 20.100 euro. Da questo importo si deducono i contributi previdenziali obbligatori versati; sul residuo si applica l’imposta sostitutiva del 15% oppure, se ricorrono tutte le condizioni, del 5% per la nuova attività.

Prima di aprire verifica i requisiti e le cause di esclusione e le condizioni per l’imposta sostitutiva al 5% o al 15%.

Se vende scarpe il coefficiente può cambiare

La vendita al dettaglio di calzature appartiene al commercio e nel regime forfettario utilizza normalmente un coefficiente del 40%. La riparazione con 95.23.00 utilizza invece il 67%; la fabbricazione di calzature rientra tra le attività manifatturiere con coefficiente del 67%.

Quando nello stesso esercizio convivono riparazione e commercio, i ricavi delle diverse attività vanno gestiti coerentemente con i rispettivi codici e coefficienti. La presenza di più attività non autorizza a trattare tutto con il coefficiente più basso.

Prezzi, materiali e margine: cosa misurare in una calzoleria

Per capire se il forfettario è adatto non basta guardare l’aliquota del 5% o del 15%. Una calzoleria vive del rapporto tra manodopera, materiali e prezzo della singola lavorazione. Una sostituzione di tacchi o una cucitura può avere una forte componente di lavoro personale; una risuolatura completa, una riparazione tecnica o un intervento su borse e pelletteria può richiedere materiali più costosi e tempi di lavorazione maggiori.

Conviene quindi distinguere nel controllo di gestione almeno il costo di suole, tacchi, pellami, colle e minuterie; il tempo impiegato; l’uso delle macchine; gli scarti; l’energia e la quota di costi fissi del laboratorio. Anche se nel forfettario questi costi non si deducono uno per uno, conoscerli serve per fissare prezzi sostenibili e verificare se il 33% di costi presunti è realistico.

Se la bottega affianca un punto vendita, è utile tenere separati anche gli acquisti destinati alla rivendita e i ricavi commerciali. In questo modo è più semplice capire quale attività è realmente prevalente e applicare correttamente i coefficienti.

Laboratorio artigiano o negozio di calzature: la differenza fiscale

Due locali che dall’esterno sembrano simili possono avere inquadramenti molto diversi. Nel laboratorio artigiano il valore principale nasce dalla prestazione personale del calzolaio: riparazioni, sostituzioni, cuciture e lavorazioni. Nel negozio di calzature il ricavo deriva invece prevalentemente dalla rivendita di beni acquistati da fornitori.

La distinzione incide su codice ATECO, coefficiente di redditività e inquadramento previdenziale. Un’attività mista va descritta per ciò che è davvero: se le riparazioni restano centrali, 95.23.00 può essere principale e il commercio secondario; se la vendita diventa prevalente, il codice commerciale può assumere il ruolo principale. È utile verificarlo già nel progetto economico iniziale e non soltanto dopo l’apertura.

Per la gestione continuativa di INPS, attività miste, materiali, magazzino e costi del laboratorio puoi consultare anche la guida RF sul commercialista per calzolaio.

Quando il forfettario può non convenire al calzolaio

Il forfettario riconosce il 33% dei ricavi come costo presunto per il 95.23.00. Questo può essere adeguato per una bottega con forte componente di manodopera e costi contenuti, ma va confrontato con la realtà.

I costi effettivi possono comprendere affitto del laboratorio, macchine per finissaggio e cucitura, presse, mole, colle, suole, tacchi, pellami, minuterie, energia, assicurazioni e gestione del punto vendita. Nel forfettario questi costi non vengono dedotti analiticamente e l’IVA sugli acquisti non viene recuperata.

Se la bottega vende molti prodotti acquistati da terzi, investe in macchinari o sostiene un affitto elevato, il confronto con il regime ordinario diventa più importante. Il forfettario resta semplice, ma la semplicità non garantisce da sola la convenienza economica.

INPS calzolaio 2026: Gestione Artigiani

Il calzolaio che esercita come ditta individuale e partecipa personalmente, abitualmente e prevalentemente al lavoro della bottega è normalmente iscritto alla Gestione Artigiani INPS.

Nel 2026 l’aliquota IVS degli artigiani è del 24%. Il reddito minimale è pari a 18.808 euro e il contributo minimo annuo è di 4.521,36 euro, comprensivo della quota maternità. Sopra la prima fascia di reddito pensionabile di 56.224 euro l’aliquota aumenta di un punto percentuale.

Riduzione contributiva del 35% per forfettari

Gli artigiani che applicano il regime forfettario possono chiedere, quando ne ricorrono i requisiti, il regime previdenziale agevolato con riduzione del 35% della contribuzione. La riduzione non è automatica e va richiesta secondo le modalità e le scadenze INPS.

Camera di Commercio, Albo Artigiani e Comunicazione Unica

La calzoleria è normalmente esercitata come impresa artigiana. L’avvio passa dalla Comunicazione Unica al Registro Imprese, che consente di gestire attribuzione della Partita IVA, iscrizione al Registro Imprese e, quando ricorrono i requisiti, all’Albo delle Imprese Artigiane, oltre agli adempimenti INPS e INAIL.

In base al Comune, al locale utilizzato e alle attività accessorie può essere necessario verificare anche gli adempimenti SUAP e l’eventuale SCIA. La pratica amministrativa va quindi impostata sulla configurazione reale della bottega.

INAIL e sicurezza nel laboratorio

Il calzolaio utilizza macchine, utensili da taglio, mole, presse, colle e prodotti chimici. Per questo va verificata la posizione INAIL e devono essere rispettate le regole di sicurezza applicabili alla propria organizzazione.

Particolare attenzione va data a protezioni delle macchine, ventilazione, esposizione a polveri e vapori, stoccaggio delle colle, dispositivi di protezione e prevenzione del rischio incendio. Gli obblighi aumentano quando sono presenti dipendenti o collaboratori.

Serve un patentino per fare il calzolaio?

Per la normale attività di riparazione di calzature non esiste un unico patentino professionale nazionale obbligatorio paragonabile a quello previsto per alcune attività tecniche regolamentate. Restano però gli obblighi amministrativi, artigiani, previdenziali, assicurativi e di sicurezza applicabili alla bottega.

Se vengono aggiunte attività ulteriori, per esempio commercio o servizi diversi dalla riparazione, vanno verificati separatamente i requisiti collegati a quelle attività.

Come aprire la Partita IVA da calzolaio

  1. definire se l’attività principale è riparazione di calzature;
  2. scegliere il codice 95.23.00 e gli eventuali codici secondari;
  3. distinguere fabbricazione, commercio e duplicazione chiavi;
  4. presentare la Comunicazione Unica al Registro Imprese;
  5. verificare l’iscrizione all’Albo Artigiani;
  6. aprire la posizione INPS Artigiani e verificare gli adempimenti INAIL;
  7. controllare eventuali pratiche SUAP o SCIA per il locale e le attività esercitate;
  8. valutare il regime forfettario confrontando il coefficiente del 67% con i costi reali;
  9. organizzare fatturazione elettronica e gli altri adempimenti fiscali.

Per orientarti tra le altre attività del cluster puoi consultare anche l’hub Professioni e attività.

Errori da evitare

  • usare 95.23.00 anche quando si fabbricano prevalentemente scarpe nuove;
  • ignorare il codice commerciale quando la vendita di calzature è stabile;
  • non indicare 95.29.91 se la duplicazione chiavi è una vera attività autonoma;
  • confondere servizi di lustrascarpe e riparazione;
  • scegliere il codice in base al coefficiente più conveniente invece che all’attività reale;
  • aprire la bottega senza verificare Albo Artigiani, INPS, INAIL e SUAP;
  • scegliere il forfettario senza confrontare il 33% di costi presunti con i costi effettivi.

Fonti ufficiali

  • ISTAT – documentazione ATECO 2025 e aggiornamento 2026
  • ISTAT – struttura e note esplicative ATECO 2025
  • INPS – circolare n. 14/2026 Artigiani e Commercianti
  • Registro Imprese – impresa individuale e Comunicazione Unica

Domande frequenti

Qual è il codice ATECO del calzolaio?

Per la normale attività di riparazione e manutenzione di calzature e articoli in pelle il codice ATECO 2025 è 95.23.00.

Qual è il coefficiente di redditività del calzolaio?

Per il codice 95.23.00 il coefficiente di redditività nel regime forfettario è del 67%.

Il calzolaio paga contributi fissi INPS?

Normalmente sì se è inquadrato come artigiano. Nel 2026 il minimale è 18.808 euro e il contributo minimo annuo degli artigiani è 4.521,36 euro.

Un calzolaio può vendere scarpe con lo stesso codice?

Se la vendita è una vera attività commerciale stabile va aggiunto il codice ATECO del commercio al dettaglio di calzature o articoli in pelle, distinto dal 95.23.00 della riparazione.

Quale codice serve per duplicare chiavi in calzoleria?

ATECO 2025 prevede il codice 95.29.91 per affilatura di coltelli, duplicazione di chiavi e incisione rapida. Va indicato quando il servizio è svolto come attività effettiva e abituale.

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