NASpI 2026: il limite di 4.800 euro è oggi 5.500 euro
Il limite di 4.800 euro associato alla NASpI e al lavoro autonomo è un dato superato. Nel 2026, per la compatibilità della NASpI con un’attività autonoma, l’INPS indica un reddito annuo di 5.500 euro. Il vecchio importo continua però a comparire in documenti, FAQ e risultati di ricerca non aggiornati, ed è per questo che genera ancora molti dubbi.
La soglia riguarda il reddito autonomo previsto, non il semplice fatturato. Se hai una Partita IVA in regime forfettario devi quindi distinguere gli incassi dal reddito determinato applicando il coefficiente di redditività della tua attività.
NASpI: da 4.800 a 5.500 euro
| Dato | Situazione nel 2026 |
|---|---|
| 4.800 euro | Vecchio riferimento, non più la soglia corrente indicata dal servizio INPS NASpI |
| 5.500 euro | Reddito annuo da attività autonoma compatibile con la NASpI secondo le indicazioni INPS attuali |
| Riduzione NASpI | 80% del reddito previsto, rapportato al periodo interessato |
| Comunicazione | Il reddito presunto deve essere comunicato all’INPS nei termini previsti, anche se pari a zero |
La presenza di vecchie pagine che riportano ancora 4.800 euro non modifica il dato operativo corrente. Per una verifica aggiornata conviene fare riferimento alla scheda del servizio NASpI pubblicata dall’INPS.
NASpI e Partita IVA sono compatibili nel 2026?
Sì, a determinate condizioni. Chi percepisce la NASpI può svolgere un’attività autonoma e mantenere la prestazione quando il reddito annuo previsto resta entro il limite di compatibilità e vengono rispettati gli obblighi di comunicazione.
La NASpI non resta però necessariamente invariata. L’INPS riduce la prestazione di un importo pari all’80% del reddito previsto, rapportato al periodo che intercorre tra l’inizio dell’attività e la fine della NASpI o, se precedente, la fine dell’anno.
Il limite di 5.500 euro è fatturato o reddito?
È un limite di reddito. Questo punto è particolarmente importante nel regime forfettario, dove il reddito fiscale non coincide normalmente con gli incassi.
Nel forfettario il reddito viene determinato applicando ai ricavi o compensi il coefficiente di redditività previsto per il codice ATECO. Per esempio, con 7.000 euro di compensi e coefficiente del 78%, il reddito forfettario lordo è pari a 5.460 euro.
Questo esempio serve soltanto a mostrare la differenza tra fatturato e reddito. Per la comunicazione all’INPS bisogna utilizzare il reddito presunto coerente con la propria situazione e aggiornarlo quando le previsioni cambiano in modo significativo.
Entro quando comunicare il reddito all’INPS
Chi avvia un’attività autonoma mentre percepisce la NASpI deve comunicare all’INPS il reddito annuo presunto entro i termini previsti, normalmente entro 30 giorni dall’inizio dell’attività. Se l’attività era già in essere al momento della domanda NASpI, la comunicazione va effettuata nell’ambito della domanda o nei termini indicati dall’Istituto.
La comunicazione è richiesta anche quando il reddito previsto è zero. In caso di prosecuzione dell’attività negli anni successivi, bisogna inoltre rispettare gli aggiornamenti reddituali richiesti dall’INPS.
Cosa succede se prevedi di superare 5.500 euro
Se durante l’anno diventa prevedibile un reddito autonomo superiore alla soglia di compatibilità, non è prudente attendere la dichiarazione dell’anno successivo. La variazione deve essere gestita tempestivamente con l’INPS, perché può modificare il diritto alla prestazione e determinare recuperi di somme già erogate.
La guida completa su NASpI, Partita IVA e calcolo del limite di reddito nel forfettario approfondisce il funzionamento generale. Questa pagina resta invece focalizzata sul passaggio dal vecchio limite di 4.800 euro alla soglia corrente di 5.500 euro.
NASpI anticipata 2026: non viene più pagata tutta insieme
Dal 1° gennaio 2026 è cambiata anche la modalità di pagamento della NASpI anticipata richiesta per avviare un’attività autonoma o un’impresa. Per le domande presentate dal 1° gennaio 2026, l’anticipazione non viene più erogata integralmente in un’unica soluzione.
- una prima quota pari al 70% viene erogata dopo l’accoglimento della domanda;
- il restante 30% viene erogato successivamente, al termine del periodo teorico della NASpI e comunque secondo i termini e i controlli previsti dall’INPS.
La NASpI anticipata è un meccanismo diverso dalla normale compatibilità tra NASpI mensile e reddito autonomo. Non bisogna quindi applicare automaticamente il limite di 5.500 euro alle due situazioni come se fossero la stessa cosa.
La vecchia soglia di 4.800 euro può ancora comparire online?
Sì. Alcuni contenuti INPS e numerose pagine pubblicate negli anni precedenti conservano ancora il riferimento a 4.800 euro. Per una decisione operativa nel 2026 va però verificata la documentazione aggiornata del servizio, che indica 5.500 euro per il reddito da attività autonoma compatibile con la NASpI.
In sintesi
- il vecchio limite di 4.800 euro non è più il riferimento operativo corrente;
- nel 2026 l’INPS indica 5.500 euro per il reddito annuo da lavoro autonomo compatibile con la NASpI;
- conta il reddito, non il semplice fatturato;
- la NASpI viene ridotta dell’80% del reddito previsto, rapportato al periodo interessato;
- il reddito presunto deve essere comunicato anche quando è pari a zero;
- dal 1° gennaio 2026 la NASpI anticipata viene erogata in due quote, 70% + 30%, e non più interamente in un’unica soluzione.
Fonti ufficiali INPS
Per la soglia di compatibilità, la riduzione della prestazione e gli obblighi di comunicazione si può consultare il servizio NASpI dell’INPS. Per la nuova modalità di erogazione dell’anticipazione dal 2026 è disponibile la documentazione INPS dedicata alla NASpI anticipata.
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