NASpI e Partita IVA: limite di reddito e calcolo nel forfettario
NASpI e Partita IVA possono essere compatibili anche nel regime forfettario, ma il reddito annuo previsto dall’attività autonoma deve rispettare il limite previsto per conservare la prestazione e deve essere comunicato all’INPS nei termini corretti. Nel 2026 il riferimento per il lavoro autonomo è 5.500 euro di reddito annuo.
Attenzione: 5.500 euro è una soglia di reddito, non di fatturato. Inoltre, restare entro il limite non significa percepire automaticamente la NASpI senza riduzioni: quando ricorrono le condizioni di compatibilità, l’indennità viene ridotta in funzione del reddito previsto.
NASpI e Partita IVA: limite di reddito
La scheda ufficiale NASpI dell’INPS indica per l’attività autonoma un reddito annuo compatibile pari a 5.500 euro. Se svolgi un’attività con Partita IVA, quindi, devi stimare il reddito che prevedi di produrre nell’anno e comunicarlo all’Istituto.
Il vecchio riferimento di 4.800 euro non è più quello da utilizzare. Se vuoi approfondire questo aggiornamento puoi leggere la guida dedicata al nuovo limite NASpI per il lavoro autonomo.
Come si calcola il reddito nel regime forfettario
Nel regime forfettario non devi confrontare direttamente i ricavi o i compensi incassati con la soglia di 5.500 euro. Il reddito dell’attività viene determinato applicando ai ricavi o compensi il coefficiente di redditività previsto per l’attività esercitata.
Per una stima prudenziale ai fini NASpI il valore da considerare è quindi il reddito forfettario ottenuto dopo l’applicazione del coefficiente, prima della deduzione dei contributi previdenziali. Non devi usare né il fatturato lordo né l’imposta sostitutiva che pagherai successivamente.
| Dato | Esempio |
|---|---|
| Compensi previsti | 7.000 € |
| Coefficiente di redditività | 78% |
| Reddito forfettario previsto | 5.460 € |
| Confronto con soglia NASpI | entro 5.500 € |
Nell’esempio, 7.000 × 78% = 5.460 euro. Il reddito previsto resta quindi entro la soglia di 5.500 euro. Se invece l’applicazione del coefficiente porta il reddito oltre il limite, non bisogna considerare automaticamente la NASpI compatibile con l’attività autonoma: la posizione va verificata con l’INPS in base al reddito effettivamente previsto e comunicato.
La NASpI viene ridotta dell’80%?
Sì, quando l’attività autonoma rientra nelle condizioni di compatibilità, la NASpI viene ridotta di un importo pari all’80% del reddito previsto, rapportato al periodo che intercorre tra l’inizio dell’attività e la fine della prestazione oppure, se precedente, la fine dell’anno.
Questo significa che non viene semplicemente pagato “l’80% della NASpI”. La regola parte dal reddito autonomo previsto e la riduzione viene poi rapportata al periodo interessato. Per questo due persone con la stessa NASpI iniziale possono ricevere importi diversi se dichiarano redditi autonomi differenti o iniziano l’attività in momenti diversi dell’anno.
Quando comunicare il reddito all’INPS
Se l’attività autonoma o la Partita IVA era già presente quando presenti la domanda di NASpI, devi indicarla nella domanda insieme al reddito annuo che prevedi di conseguire. Se inizi l’attività dopo la domanda, la comunicazione va effettuata tramite NASpI-COM entro un mese dall’inizio dell’attività.
Il reddito presunto deve essere comunicato anche se è pari a zero. L’INPS precisa inoltre che, se la situazione prosegue, la dichiarazione del reddito presunto deve essere rinnovata ogni anno; nelle FAQ dell’Istituto è indicato il termine del 31 gennaio.
La mancata comunicazione nei termini può comportare la decadenza dalla NASpI. È quindi importante non attendere la dichiarazione dei redditi per informare l’INPS: la comunicazione richiesta riguarda il reddito che prevedi di conseguire.
Partita IVA senza incassi: devo comunicare zero?
Sì. Se sei tenuto alla comunicazione perché svolgi attività autonoma o risulti iscritto alla Gestione Separata, il reddito presunto deve essere dichiarato anche quando prevedi di non produrre alcun reddito. L’assenza di incassi non rende automaticamente superflua la comunicazione.
NASpI mensile e NASpI anticipata non sono la stessa cosa
Le regole descritte in questa guida riguardano la NASpI percepita mensilmente mentre svolgi un’attività autonoma. La NASpI anticipata segue invece una disciplina diversa ed è una scelta alternativa che va valutata separatamente. Non bisogna quindi usare le regole dell’anticipazione per calcolare la compatibilità della prestazione mensile con il reddito della Partita IVA.
In sintesi
- nel 2026 il limite di reddito autonomo indicato dall’INPS è 5.500 euro;
- nel forfettario non si confronta la soglia con il semplice fatturato;
- il reddito si stima applicando il coefficiente di redditività ai ricavi o compensi previsti;
- i contributi previdenziali non vanno sottratti per abbassare artificialmente il reddito da confrontare con la soglia;
- la NASpI compatibile viene ridotta dell’80% del reddito previsto, con il rapporto temporale previsto dall’INPS;
- il reddito presunto va comunicato anche se pari a zero;
- la comunicazione va rinnovata ogni anno e l’INPS indica il 31 gennaio come termine annuale.
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