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Regime Forfettario
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CONSULENZE FORFETTARIO

Fattura elettronica nel forfettario con fatturato basso: obbligo 2026

Domanda di Ennio da Avellino: «La fattura elettronica è obbligatoria anche per fatturato basso?»

Sì. Nel 2026 un contribuente in regime forfettario deve emettere fattura elettronica anche se fattura poche migliaia di euro o emette pochissime fatture durante l’anno. La vecchia soglia dei 25.000 euro non è più un’esenzione: era una regola transitoria terminata il 31 dicembre 2023.

Dal 1° gennaio 2024 l’obbligo è stato esteso anche ai forfettari che erano rimasti temporaneamente esclusi. Quindi, nel 2026, il volume ridotto di ricavi o compensi non consente di tornare alla fattura cartacea. Questa pagina risponde al dubbio specifico sul fatturato basso; per compilazione, RF19, natura N2.2, bollo e funzionamento dello SdI puoi consultare la guida completa sulla fattura elettronica nel regime forfettario.

La fattura elettronica è obbligatoria anche se fatturo poco?

Sì. Nel 2026 non esiste una soglia minima di fatturato sotto la quale il forfettario possa scegliere liberamente di emettere fatture cartacee. Se l’operazione deve essere documentata con fattura e non rientra in una specifica esclusione prevista dalla legge, la fattura deve essere predisposta in formato elettronico e trasmessa attraverso il Sistema di Interscambio (SdI).

La regola vale, per esempio, anche per chi incassa 3.000, 8.000 o 20.000 euro in un anno. Il limite degli 85.000 euro riguarda invece l’accesso e la permanenza nel regime forfettario: non è una soglia che decide se usare o meno la fatturazione elettronica.

Che fine ha fatto la soglia dei 25.000 euro?

La soglia dei 25.000 euro appartiene alla fase transitoria con cui l’obbligo è stato esteso ai regimi agevolati. L’articolo 18 del decreto-legge 36/2022 ha previsto l’obbligo dal 1° luglio 2022 per i soggetti che nell’anno precedente avevano conseguito ricavi o percepito compensi, ragguagliati ad anno, superiori a 25.000 euro; per i restanti soggetti l’obbligo è partito dal 1° gennaio 2024.

Da quella data la distinzione è cessata. Per questo nel 2026 è sbagliato chiedersi se si è “sotto i 25.000 euro” per decidere il formato della fattura: quella soglia non produce più alcun esonero dalla fatturazione elettronica.

Da quando l’obbligo vale per tutti i forfettari?

PeriodoRegola per i forfettari
Fino al 30 giugno 2022Esonero generalizzato, salvo casi specifici come le fatture verso la PA.
Dal 1° luglio 2022 al 31 dicembre 2023Obbligo per i soggetti sopra la soglia transitoria prevista dalla norma; esonero temporaneo per gli altri.
Dal 1° gennaio 2024Obbligo esteso ai restanti forfettari, indipendentemente dal basso fatturato.
2026Il basso fatturato non costituisce un’esenzione.

La stessa ricostruzione è stata chiarita anche da FiscoOggi: il passaggio del 2024 riguarda i forfettari che erano rimasti esclusi durante la fase transitoria, indipendentemente dai ricavi o compensi conseguiti successivamente.

Se emetto una sola fattura all’anno devo usare comunque lo SdI?

Sì. Il numero di fatture non cambia la regola. Un professionista che svolge un’attività molto ridotta e nell’anno emette una sola fattura soggetta all’obbligo deve comunque predisporre il file elettronico e trasmetterlo allo SdI. Non esiste un’esenzione collegata al fatto di avere un solo cliente, pochi incassi o un’attività appena iniziata.

Se il problema è soltanto il costo di un software, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione servizi gratuiti per predisporre, trasmettere, consultare e conservare le fatture elettroniche. Il costo di un gestionale privato non è quindi una condizione necessaria per rispettare l’obbligo.

Ho aperto la Partita IVA nel 2026: posso iniziare con fatture cartacee?

No, non per il solo fatto che l’attività è nuova o che nel primo anno prevedi ricavi bassi. La vecchia disciplina transitoria faceva riferimento ai ricavi o compensi dell’anno precedente, ma quella fase è terminata. Una nuova Partita IVA forfettaria aperta nel 2026 entra direttamente nel sistema di fatturazione elettronica, salvo una specifica esclusione applicabile alla natura dell’operazione.

Qual è l’eccezione più importante nel 2026?

L’eccezione più rilevante non dipende dal fatturato ma dalla natura sanitaria della prestazione e dal destinatario. Nel 2026 resta il divieto di fatturazione elettronica tramite SdI per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche nei casi previsti dalla normativa sul Sistema Tessera Sanitaria e dalle disposizioni collegate.

Il D.Lgs. 81/2025 ha reso stabile questa disciplina, superando la logica delle proroghe annuali. È quindi importante non trasformare l’eccezione sanitaria in una falsa regola generale: un consulente, grafico, artigiano o altro contribuente forfettario non è esonerato perché fattura poco. Per le professioni sanitarie, invece, va verificato il tipo di prestazione e il soggetto destinatario; sul sito abbiamo guide specifiche, ad esempio sulla fatturazione del fisioterapista.

Una fattura PDF inviata via email è sufficiente?

No, quando l’operazione è soggetta alla fatturazione elettronica. Un PDF può essere inviato al cliente come copia di cortesia, ma non sostituisce il documento elettronico trasmesso correttamente allo SdI. La fattura fiscalmente rilevante è il file elettronico elaborato dal Sistema di Interscambio.

Questo punto è particolarmente importante per chi emette poche fatture e pensa che basti continuare con il vecchio modello in PDF: il basso volume di attività non modifica il canale obbligatorio.

Quanto tempo ho per inviare una fattura elettronica?

Per la fattura immediata valgono le regole ordinarie sui termini di emissione: in linea generale va trasmessa entro 12 giorni dal momento di effettuazione dell’operazione. La fattura differita segue invece i propri termini e presupposti. Se emetti poche fatture, è comunque prudente non aspettare l’ultimo giorno: uno scarto dello SdI richiede di correggere il file e procedere nuovamente all’invio.

Il bollo cambia se il fatturato è basso?

No. Anche l’imposta di bollo si valuta sulla singola fattura e sulla natura dell’operazione, non sul fatturato annuo complessivo. Nel regime forfettario, quando ricorrono i presupposti, il bollo da 2 euro va indicato sulle fatture di importo superiore a 77,47 euro. Per scadenze e modalità di pagamento puoi leggere la guida sul bollo sulle fatture elettroniche.

Esempio pratico: forfettario con 6.000 euro di compensi

Ennio apre la Partita IVA nel 2026, applica il regime forfettario e prevede di incassare 6.000 euro nell’intero anno. Emette quattro fatture a clienti italiani per prestazioni professionali.

  • ricavi previsti: 6.000 euro;
  • numero di fatture: 4;
  • vecchia soglia dei 25.000 euro: non rilevante nel 2026;
  • fatture elettroniche via SdI: sì;
  • PDF al cliente: eventualmente solo come copia di cortesia;
  • bollo: da verificare su ciascuna fattura in base all’importo e alla natura dell’operazione.

Quindi anche un’attività molto piccola può avere l’obbligo di fatturazione elettronica. Il fatturato basso incide su altri aspetti fiscali, ma non ripristina l’esonero terminato nel 2023.

Gli errori più frequenti da evitare

  • continuare ad applicare la vecchia soglia dei 25.000 euro;
  • confondere il limite di 85.000 euro del regime forfettario con l’obbligo di fattura elettronica;
  • considerare un PDF inviato per email equivalente alla fattura trasmessa allo SdI;
  • pensare che una nuova Partita IVA sia esonerata nel primo anno;
  • estendere a tutti i forfettari l’eccezione prevista per determinate prestazioni sanitarie;
  • dimenticare bollo, codice regime e natura dell’operazione nella compilazione.

Riferimenti normativi essenziali

Il passaggio decisivo è contenuto nell’articolo 18 del decreto-legge 36/2022, che ha eliminato l’esonero generalizzato e ha previsto l’estensione in due fasi: dal 1° luglio 2022 per i soggetti sopra la soglia transitoria e dal 1° gennaio 2024 per i restanti. Per il divieto relativo alle prestazioni sanitarie verso persone fisiche, nel 2026 rilevano l’articolo 10-bis del D.L. 119/2018, l’articolo 9-bis del D.L. 135/2018 e le modifiche introdotte dal D.Lgs. 81/2025.

Domande frequenti

Se fatturo meno di 25.000 euro devo fare fattura elettronica nel 2026?

Sì. La soglia dei 25.000 euro era una misura transitoria terminata il 31 dicembre 2023. Dal 1° gennaio 2024 il basso fatturato non esonera più il forfettario dalla fatturazione elettronica.

Se apro la Partita IVA nel 2026 e fatturo poco posso usare fatture cartacee?

No, non per il solo fatto che l’attività è nuova o il fatturato è basso. Nel 2026 l’obbligo di fatturazione elettronica si applica anche ai nuovi forfettari, salvo specifiche esclusioni previste dalla legge.

Il PDF inviato al cliente vale come fattura elettronica?

No. Quando la fattura deve essere elettronica, il PDF è soltanto una copia di cortesia: il documento fiscalmente rilevante è quello trasmesso e gestito tramite il Sistema di Interscambio.

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