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Regime Forfettario
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CONSULENZE FORFETTARIO

Imposta di bollo sulla fattura elettronica alla PA: come si applica nel 2026

Se emetti una fattura elettronica alla Pubblica Amministrazione in regime forfettario, il bollo da 2 euro va gestito direttamente nel file XML: non si applica una marca fisica. Quando la fattura contiene operazioni non soggette a IVA per un importo superiore a 77,47 euro e non ricorre una specifica esenzione, nel tracciato FatturaPA va valorizzato il campo relativo al bollo.

Questa pagina è dedicata al caso specifico delle fatture verso enti pubblici. Per scadenze, Elenchi A/B, codici F24 e gestione generale del bollo elettronico puoi consultare la guida completa sul bollo sulle fatture elettroniche nel forfettario.

Quando il bollo è dovuto sulla fattura elettronica alla PA

La regola pratica più frequente per un contribuente forfettario è questa: se la fattura alla PA supera 77,47 euro ed è emessa senza IVA perché l’operazione rientra nel regime forfettario, il bollo da 2 euro è normalmente dovuto, salvo specifiche ipotesi di esenzione previste dalla normativa.

Non è però corretto dire che ogni documento senza IVA sopra 77,47 euro paga sempre il bollo. Il principio di alternatività tra IVA e bollo e le singole esenzioni vanno verificati in base alla natura dell’operazione. Nel normale compenso professionale o corrispettivo forfettario verso un ente pubblico, il bollo rappresenta comunque il caso tipico.

Come compila la fattura alla PA un contribuente forfettario

La fattura verso una Pubblica Amministrazione deve essere trasmessa tramite Sistema di Interscambio utilizzando il tracciato elettronico previsto. Il contribuente forfettario indica normalmente il proprio regime fiscale RF19 e, per la prestazione non soggetta a IVA in virtù del regime, la natura IVA coerente con il caso, normalmente N2.2.

Per la PA servono inoltre i dati identificativi dell’ufficio destinatario e, quando richiesti dall’ordine o dal contratto, i riferimenti amministrativi come CIG, CUP o numero d’ordine. Questi elementi riguardano la corretta trasmissione della fattura e sono distinti dalla gestione dell’imposta di bollo.

Nel file XML devi indicare “BolloVirtuale = SI”

Le specifiche tecniche FatturaPA prevedono il blocco DatiBollo. Quando l’imposta è dovuta, il campo BolloVirtuale va valorizzato con “SI”. Il campo numerico ImportoBollo è previsto nel tracciato e può riportare 2,00 euro.

La guida ufficiale dell’Agenzia delle Entrate conferma che, per le fatture elettroniche soggette a bollo, l’annotazione di assolvimento avviene proprio valorizzando a “SI” il campo Bollo virtuale. Non devi quindi acquistare o applicare fisicamente una marca da bollo sul documento elettronico.

La marca da bollo cartacea non va applicata sulla fattura elettronica

Una fattura elettronica inviata alla PA non deve essere stampata per applicare una marca da bollo cartacea. L’assolvimento segue la procedura prevista per i documenti informatici: indicazione nel file XML e successivo versamento dell’imposta da parte del soggetto obbligato.

La stessa logica vale per le normali fatture elettroniche B2B e B2C. La particolarità della fattura alla PA è soprattutto nel tracciato e nei dati amministrativi richiesti dall’ente, non in una diversa modalità materiale di applicazione del bollo.

Chi paga materialmente il bollo sulla fattura alla Pubblica Amministrazione?

Il versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche viene gestito dal soggetto che emette i documenti attraverso il portale “Fatture e Corrispettivi” oppure mediante modello F24 telematico. Il fatto che il cliente sia una Pubblica Amministrazione non trasferisce automaticamente all’ente l’adempimento verso l’Erario.

Puoi però riaddebitarne economicamente i 2 euro alla PA se il rapporto contrattuale e la fattura lo consentono. È importante distinguere il rimborso economico dal versamento fiscale: anche se l’ente ti rimborsa il bollo, l’imposta deve essere comunque assolta correttamente attraverso la procedura prevista per le e-fatture.

Se addebiti i 2 euro alla PA, nel forfettario fanno compenso

Quando il contribuente forfettario riaddebita al committente l’imposta di bollo, i 2 euro incassati non sono fiscalmente neutri: secondo il chiarimento dell’Agenzia delle Entrate, concorrono ai ricavi o compensi rilevanti nel regime forfettario.

Se, ad esempio, la prestazione verso il Comune è pari a 1.000 euro e in fattura addebiti anche 2 euro di bollo, l’importo incassato è 1.002 euro e anche il rimborso del bollo entra nel calcolo dei compensi del forfettario. Per la struttura generale della fattura puoi vedere anche la guida alla fattura elettronica dei forfettari.

Esempio di fattura forfettaria alla PA con bollo

VoceEsempio
Compenso1.000,00 €
IVANon applicata per regime forfettario
Natura IVAN2.2, se coerente con l’operazione
Bollo2,00 €
BolloVirtualeSI
Totale se riaddebitato1.002,00 €

Nel file XML devono naturalmente essere presenti anche i dati dell’ente destinatario e gli eventuali riferimenti richiesti dalla PA. L’esempio serve a mostrare il funzionamento del bollo, non sostituisce i dati amministrativi specifici del singolo affidamento.

Se dimentichi il bollo, la fattura viene scartata?

Non bisogna confondere un’omissione fiscale con uno scarto tecnico automatico dello SdI. Se la fattura presenta i requisiti per il bollo ma il relativo campo non è stato valorizzato, l’Agenzia delle Entrate può rilevarla successivamente e inserirla nell’Elenco B delle fatture che, secondo i controlli automatizzati, avrebbero dovuto essere assoggettate a bollo.

L’Elenco A contiene invece i documenti nei quali il bollo risulta già correttamente indicato. Prima del calcolo definitivo dell’imposta è quindi utile controllare gli elenchi nel portale Fatture e Corrispettivi e verificare eventuali integrazioni.

Scadenze 2026 per pagare il bollo delle e-fatture

Il pagamento non avviene al momento dell’emissione della singola fattura alla PA, ma per trimestre. Per il 2026 le scadenze ordinarie sono le seguenti, tenendo conto dei giorni festivi:

TrimestreScadenzaCodice F24
1° trimestre 20261 giugno 20262521
2° trimestre 202630 settembre 20262522
3° trimestre 202630 novembre 20262523
4° trimestre 20261 marzo 20272524

Per il primo trimestre, se l’imposta dovuta non supera 5.000 euro, il pagamento può essere rinviato al 30 settembre. Se primo e secondo trimestre insieme non superano 5.000 euro, il pagamento può essere rinviato al 30 novembre. Questa soglia di rinvio è importante perché alcune guide ancora riportano valori storici non più aggiornati.

Bollo e split payment: cosa succede al forfettario che fattura alla PA

Il contribuente forfettario non addebita normalmente IVA sulla propria prestazione e quindi, sulla normale fattura forfettaria alla PA, non c’è un’IVA esposta da assoggettare al meccanismo dello split payment. Il bollo segue invece la propria disciplina e può essere dovuto quando ricorrono i presupposti.

È quindi sbagliato pensare che “fattura alla PA” significhi automaticamente split payment oppure assenza di bollo. Regime IVA, eventuale split payment e imposta di bollo sono tre verifiche diverse.

Dove verificare il bollo dovuto e come pagarlo

Nel portale Fatture e Corrispettivi l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione gli Elenchi A e B e, dopo la fase di verifica, calcola l’importo dovuto per il trimestre. Il pagamento può essere effettuato con addebito su un conto intestato al contribuente oppure con F24 telematico.

Per il dettaglio operativo su modifica dell’Elenco B, soglia di rinvio, codici 2521-2524, sanzioni e ravvedimento rimandiamo alla guida dedicata al pagamento del bollo sulle fatture elettroniche.

Checklist prima di inviare una fattura forfettaria alla PA

  • verifica il corretto ufficio destinatario della Pubblica Amministrazione;
  • controlla gli eventuali riferimenti CIG, CUP e ordine richiesti;
  • indica il regime fiscale RF19;
  • usa la natura IVA coerente con l’operazione, normalmente N2.2 per la tipica prestazione forfettaria;
  • se l’operazione è soggetta a bollo, valorizza DatiBollo e BolloVirtuale = SI;
  • decidi se riaddebitare economicamente i 2 euro alla PA;
  • ricorda che il bollo riaddebitato concorre ai compensi del forfettario;
  • dopo l’emissione controlla periodicamente Elenchi A e B;
  • versa l’imposta entro le scadenze trimestrali applicabili.

Fonti ufficiali

In sintesi

Per una normale fattura elettronica forfettaria alla Pubblica Amministrazione superiore a 77,47 euro, il bollo da 2 euro è frequentemente dovuto. Nel file XML va indicato BolloVirtuale = SI; non si applica una marca cartacea. Il contribuente versa poi l’imposta con la procedura trimestrale e può eventualmente riaddebitarla alla PA, ricordando che nel forfettario il rimborso incassato concorre ai compensi.

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