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Regime Forfettario
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CONSULENZE FORFETTARIO

Graphic designer e digital marketing: ATECO 2025, INPS e fatture estero

Chi lavora come graphic designer e offre anche consulenza o gestione di campagne di digital marketing può avere bisogno di più codici ATECO 2025. Per la grafica web il riferimento è 74.12.01, per la progettazione grafica e comunicazione visiva 74.12.09; per il marketing bisogna distinguere tra ideazione delle campagne, 73.11.01, e conduzione operativa delle campagne, 73.11.02. Se hai clienti UE, inoltre, la fattura cambia a seconda che il cliente sia un’impresa o un privato.

La domanda di Manuela

Manuela da Roccella Ionica: vorrei aprire la Partita IVA in regime forfettario. Mi occupo di Graphic Design e consulenza in ambito Digital Marketing e ho già alcuni clienti europei. Quale codice ATECO è più adatto? Posso usare un solo codice? E come devo fatturare ai clienti dell’Unione Europea?

Quale codice ATECO 2025 usare per graphic designer?

ATECO 2025 ha reso più precisa la classificazione delle attività grafiche. I due codici principali sono:

  • 74.12.01 – Grafica di pagine web: comprende la grafica di pagine web e l’attività dei disegnatori grafici di pagine web;
  • 74.12.09 – Altre attività di progettazione grafica e di comunicazione visiva: comprende illustratori, grafici pubblicitari, progettisti della comunicazione, corporate design, brand design e progettazione visiva di messaggi e contenuti.

Le note esplicative ufficiali ATECO 2025 dell’Istat confermano questa distinzione. Se realizzi prevalentemente interfacce e grafica per siti, il 74.12.01 è più specifico; se lavori su branding, identità visiva, illustrazione e comunicazione grafica più ampia, il 74.12.09 può rappresentare meglio l’attività.

Quale ATECO usare per digital marketing?

Per il digital marketing la distinzione principale riguarda ciò che fai concretamente:

  • 73.11.01 – Ideazione di campagne pubblicitarie: attività strategica e creativa, pianificazione e ideazione di campagne pubblicitarie e social media marketing;
  • 73.11.02 – Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari: gestione operativa delle campagne, collocazione della pubblicità, promozione e attività pubblicitarie svolte per il cliente.

ATECO 2025 ha inoltre introdotto il codice 73.11.03 per l’influencer marketing, che non va confuso con la consulenza o la gestione delle campagne per conto dei clienti.

Fiscozen e FlexTax presidiano entrambi questo tema nelle loro guide 2026 e distinguono correttamente tra attività creativa/consulenziale e gestione operativa. La scelta non va però fatta in base alla dicitura che sembra fiscalmente più conveniente: deve descrivere il servizio effettivamente venduto.

Graphic design e marketing insieme: posso avere due codici ATECO?

Sì. Se svolgi stabilmente entrambe le attività puoi indicare un codice prevalente e uno o più codici secondari. Il codice prevalente dovrebbe riflettere l’attività principale, normalmente valutata in base a ciò che rappresenta economicamente la parte più rilevante del lavoro.

Avere più codici non significa avere più Partite IVA. La Partita IVA resta una sola, mentre l’anagrafica può comprendere più attività esercitate.

Qual è il coefficiente di redditività nel forfettario?

Le attività di progettazione grafica e quelle professionali/pubblicitarie qui considerate rientrano normalmente nel gruppo delle attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari e assicurativi, per il quale il regime forfettario utilizza un coefficiente di redditività del 78%.

Con 40.000 euro di compensi, per esempio, il reddito forfettario iniziale è 31.200 euro prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori fiscalmente deducibili. L’imposta sostitutiva del 15%, oppure del 5% quando spettante, viene applicata sul reddito imponibile risultante.

Il coefficiente non deve comunque guidare la scelta del codice: prima viene l’attività reale, poi il relativo trattamento fiscale.

Graphic designer: Gestione Separata o Artigiani INPS?

Non è corretto stabilire l’inquadramento previdenziale con la formula “se fai consulenza sei professionista, se realizzi grafiche sei automaticamente artigiano”. Il codice ATECO è un elemento importante, ma la gestione INPS dipende dalla natura e dall’organizzazione concreta dell’attività.

Un graphic designer che esercita personalmente un’attività professionale senza una struttura imprenditoriale e senza una Cassa professionale può essere inquadrato nella Gestione Separata. Se invece l’attività assume caratteristiche di impresa artigiana o commerciale, con organizzazione e requisiti propri di quella gestione, l’inquadramento può essere diverso.

La stessa cautela vale per il digital marketing. Prima dell’apertura vanno analizzati attività effettive, organizzazione, eventuale Registro Imprese e modalità con cui vengono erogati i servizi.

Per le regole generali puoi consultare la guida alla Gestione Separata INPS.

Posso fatturare a clienti europei con il regime forfettario?

Sì. Il regime forfettario non impedisce di avere clienti nell’Unione Europea o fuori UE. Devi però identificare correttamente il cliente e la natura della prestazione, perché la territorialità IVA è diversa nei rapporti B2B e B2C.

Per una graphic designer o consulente marketing che lavora con aziende europee, il caso più frequente è una prestazione di servizi B2B resa a un soggetto passivo stabilito in un altro Stato membro.

Cliente UE con Partita IVA: regola B2B

Per le prestazioni generiche B2B il luogo di tassazione è, in via generale, quello in cui è stabilito il committente. La fattura italiana viene quindi emessa senza IVA italiana e il cliente assolve l’imposta nel proprio Paese secondo il meccanismo dell’inversione contabile.

Prima di fatturare è opportuno verificare che il cliente agisca come soggetto passivo e, per le operazioni intracomunitarie interessate, controllare la posizione IVA nel sistema VIES.

La fattura deve riportare una natura e un riferimento coerenti con la territorialità dell’operazione. Non basta utilizzare la normale dicitura nazionale del regime forfettario, perché l’assenza dell’IVA deriva in questo caso anche dalle regole sulla prestazione transfrontaliera.

Devo iscrivermi al VIES?

Se effettui operazioni intracomunitarie per le quali è richiesta l’identificazione VIES, l’iscrizione va verificata prima di operare. Il VIES consente inoltre di controllare la validità della Partita IVA del cliente europeo.

L’iscrizione non cambia il regime forfettario e non ti fa diventare un contribuente IVA ordinario: serve a gestire correttamente le operazioni intracomunitarie.

Quando serve Intrastat?

Le prestazioni di servizi rese a soggetti passivi UE possono rientrare negli elenchi Intrastat quando ricorrono le condizioni previste. Periodicità e obbligo dipendono dalla tipologia e dal volume delle operazioni.

Non bisogna quindi usare la regola “cliente UE = Intrastat sempre”. Va verificata la posizione concreta e la disciplina applicabile nel periodo di riferimento.

Cliente privato UE: non usare automaticamente l’articolo 7-ter

Se il cliente europeo è un privato consumatore, la regola generale cambia. L’articolo 7-ter viene normalmente richiamato per le prestazioni B2B; nei rapporti B2C bisogna verificare la regola generale del luogo del prestatore e le eventuali eccezioni.

Per la normale consulenza personalizzata a un privato europeo non si applica automaticamente il reverse charge. Servizi elettronici automatizzati, eventi, immobili e altre categorie particolari possono invece seguire regole diverse.

Abbiamo approfondito proprio questa distinzione nella consulenza sulla fattura a cliente privato UE nel forfettario.

Cliente extra UE: come fattura un graphic designer?

Per una prestazione professionale B2B resa a un’impresa stabilita fuori dall’Unione Europea, in via generale il servizio non è territorialmente rilevante in Italia, salvo eccezioni legate alla natura della prestazione.

Anche in questo caso bisogna identificare correttamente il cliente, utilizzare la natura della fattura elettronica appropriata e conservare la documentazione che prova il rapporto professionale e il pagamento.

Per la panoramica completa consulta regime forfettario e clienti esteri.

Esempio: graphic designer italiana con cliente francese

Manuela realizza la brand identity per una società francese con Partita IVA valida. Il compenso è 3.000 euro. Se la prestazione rientra nella regola generale B2B, Manuela emette fattura elettronica senza IVA italiana, con il corretto riferimento alla territorialità e all’inversione contabile del cliente.

I 3.000 euro restano comunque compensi del regime forfettario e concorrono ai limiti annuali insieme ai compensi italiani.

Esempio: consulenza marketing più gestione campagne

Se Manuela non si limita a definire la strategia ma gestisce direttamente campagne pubblicitarie, budget e attività operative per i clienti, può essere necessario affiancare al codice 73.11.01 il codice 73.11.02 o utilizzare quest’ultimo come prevalente, in base alla parte economicamente dominante dell’attività.

Se continua contemporaneamente a realizzare branding e progettazione grafica, può mantenere anche il codice 74.12.09. La fatturazione può riportare descrizioni coerenti con la prestazione realmente svolta senza dover aprire più Partite IVA.

Cosa indicare nella descrizione della fattura

  • progettazione logo e identità visiva;
  • graphic design per sito web;
  • progettazione creativa di campagna;
  • consulenza strategica digital marketing;
  • gestione operativa campagne advertising;
  • creazione materiale pubblicitario;
  • consulenza su brand e comunicazione.

Descrizioni precise aiutano anche a dimostrare quale attività viene concretamente esercitata quando sono presenti più codici ATECO.

Checklist prima di aprire la Partita IVA

  1. elenca tutti i servizi che venderai realmente;
  2. distingui grafica web, comunicazione visiva, consulenza e gestione campagne;
  3. scegli il codice ATECO prevalente;
  4. aggiungi i codici secondari se le attività sono autonome e abituali;
  5. verifica l’inquadramento previdenziale sulla base dell’attività concreta;
  6. controlla i requisiti del regime forfettario;
  7. se avrai clienti UE B2B, verifica il VIES;
  8. imposta correttamente la fatturazione elettronica estera;
  9. verifica gli eventuali obblighi Intrastat;
  10. monitora tutti i compensi italiani ed esteri rispetto ai limiti del regime.

Domande frequenti

Qual è il codice ATECO 2025 del graphic designer?

Per la grafica di pagine web il codice è 74.12.01; per le altre attività di progettazione grafica e comunicazione visiva il riferimento è 74.12.09.

Quale ATECO usare per digital marketing?

Il 73.11.01 è indicato per ideazione e progettazione delle campagne; il 73.11.02 riguarda la conduzione operativa di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari.

Posso avere più codici ATECO con una sola Partita IVA?

Sì. Puoi indicare un’attività prevalente e attività secondarie quando svolgi stabilmente servizi differenti. La Partita IVA resta una sola.

Un graphic designer deve iscriversi sempre alla Gestione Artigiani?

No. Il codice ATECO da solo non determina automaticamente la gestione previdenziale. Va verificata la natura professionale o imprenditoriale dell’attività e come viene concretamente organizzata.

Come fatturo a un’azienda UE in regime forfettario?

Per una prestazione generica B2B, in via generale emetti fattura senza IVA italiana perché il servizio è territorialmente rilevante nel Paese del cliente. Devi verificare posizione del cliente, VIES e gli eventuali obblighi Intrastat.

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