La fattura del logopedista nel 2026 dipende da chi acquista la prestazione e dalla sua natura sanitaria. Quando il professionista fattura una seduta sanitaria direttamente a una persona fisica, il documento deve restare fuori dal Sistema di Interscambio (SdI) nei casi previsti per le spese da comunicare al Sistema Tessera Sanitaria (TS). Se invece la prestazione è fatturata a una clinica, a un centro riabilitativo o a un altro soggetto con Partita IVA, il documento segue normalmente la fatturazione elettronica B2B. Nel regime forfettario non si addebita IVA e non si applica la ritenuta ordinaria; il bollo da 2 euro va verificato sulle fatture senza IVA superiori a 77,47 euro.
Il problema operativo non è soltanto compilare il documento. Un logopedista può seguire bambini i cui genitori pagano le sedute, pazienti adulti, persone assistite online e pazienti incontrati in strutture con cui ha un contratto: lo stesso lavoro clinico può generare rapporti fiscali diversi. Prima di fatturare occorre quindi stabilire chi è il committente, chi emette la fattura verso il paziente, chi incassa e chi trasmette i dati al Sistema TS. Il software deve seguire queste decisioni, non determinarle automaticamente.
| Caso | Chi riceve la fattura | Canale da valutare |
|---|---|---|
| Seduta sanitaria pagata dal paziente | Persona fisica | Documento fuori SdI; adempimenti TS |
| Logopedista pagato da un centro per sedute svolte nella struttura | Centro o società committente | Di regola fattura elettronica via SdI |
| Servizio non sanitario o formazione | Committente effettivo | Verifica separata di IVA e canale |
Questa pagina tratta la fatturazione concreta. Per avvio dell’attività e ATECO trovi la guida Partita IVA logopedista; per la convenienza fiscale e le soglie trovi il regime forfettario per logopedista.
Prima verifica: chi è il cliente del logopedista?
Un logopedista può svolgere la seduta fisicamente all’interno di un poliambulatorio senza che il paziente sia il suo cliente contrattuale diretto. Se è la struttura a vendere la prestazione al paziente, a emettere la fattura sanitaria e a riconoscere al professionista un compenso concordato, il logopedista emette il documento verso la struttura secondo il rapporto stabilito.
Se invece il paziente prenota e paga direttamente il logopedista, mentre lo studio mette solo a disposizione lo spazio, è possibile che la fattura professionale sia diretta alla persona fisica. Bisogna leggere l’accordo, capire chi stabilisce il prezzo, chi incassa, chi sopporta il rischio di mancato pagamento e chi ha gli obblighi di documentazione della spesa.
È utile costruire una scheda per ciascuna collaborazione: committente, soggetto fatturante, modalità d’incasso, canale SdI/TS, trattamento IVA, condizioni di rimborso. Quando i ruoli non sono chiari, l’errore tipico è emettere due fatture per la stessa prestazione oppure far mancare la fattura al soggetto che ha sostenuto la spesa.
Cosa deve contenere la fattura del logopedista
La fattura identifica il professionista, il destinatario del documento e l’operazione. Deve riportare i dati dell’emittente, numero progressivo, data, descrizione del servizio, importo, trattamento IVA, eventuale rivalsa previdenziale e bollo. I dati del cliente devono essere corretti: codice fiscale per la persona fisica oppure identificativi e canale telematico per lo studio e le società.
La descrizione può indicare “valutazione logopedica”, “trattamento riabilitativo logopedico” o “seduta di logopedia”, specificando il periodo o il numero delle prestazioni quando utile. È preferibile non inserire nella fattura diagnosi, dettagli clinici o informazioni sensibili che non siano necessarie alla documentazione fiscale. La cartella clinica e la documentazione sanitaria hanno una finalità distinta.
Se il professionista è in regime forfettario, il documento deve riportare un’annotazione coerente con la legge 190/2014. Nel caso di un soggetto in regime ordinario si verifica invece se la prestazione sanitaria è esente IVA ai sensi dell’articolo 10, n. 18, del DPR 633/1972, evitando di applicare l’esenzione a prestazioni che non ne possiedono i requisiti.
Fattura al paziente privato: divieto SdI per le prestazioni sanitarie
Il divieto di emettere via SdI le fatture i cui dati sono destinati al Sistema TS è diventato strutturale. L’articolo 10-bis del D.L. 119/2018, nel testo vigente dopo le modifiche del 2025, tutela i dati sanitari evitando che le fatture relative alle prestazioni rese direttamente alle persone fisiche transitino nello SdI.
Il professionista può predisporre la fattura con un gestionale e consegnarla in forma cartacea o come file digitale fuori SdI, adottando misure proporzionate per la riservatezza. La trasmissione al Sistema TS è distinta dalla consegna della fattura al paziente: il paziente deve ricevere il documento fiscale e il professionista deve effettuare gli adempimenti TS previsti per la spesa.
Non va sostituita la fattura sanitaria con una normale fattura elettronica B2B soltanto per comodità informatica. Il divieto riguarda il canale di invio, non la possibilità di usare strumenti digitali per redigere o conservare il documento.
Fattura alla clinica, al poliambulatorio o al centro riabilitativo
Quando il professionista lavora su incarico di una struttura che fattura direttamente ai pazienti, la sua prestazione verso la struttura è un rapporto diverso. Se la struttura è una società o un altro soggetto passivo IVA, l’igienista o il logopedista libero professionista emette normalmente fattura elettronica attraverso lo SdI; nel nostro caso il logopedista non deve sostituire tale documento con fatture ai singoli utenti del centro.
La fattura può riferirsi a “prestazioni professionali di logopedia rese nel mese di ottobre 2026”, con il dettaglio di giornate o numero di sedute in un rendiconto contrattuale separato. Il fatto che le prestazioni siano sanitarie non comporta automaticamente l’uso dello stesso codice IVA per qualunque committente o per qualunque tipo di contratto: il trattamento fiscale dipende anche dalla natura della prestazione e dal regime adottato.
Percentuale sulle sedute o compenso orario
Se il professionista riceve 35 euro a seduta per 20 sedute, il corrispettivo contrattuale è 700 euro; se è prevista una giornata a compenso fisso, rileva invece il totale maturato secondo l’accordo. Non va riprodotto in fattura il prezzo pieno eventualmente richiesto dal centro al paziente, quando il compenso spettante al logopedista è differente.
Conviene conservare il prospetto delle prestazioni e l’accordo che stabilisce tariffe, date, eventuali cancellazioni e tempi di pagamento. La riconciliazione fra rapporto clinico e compenso economico deve poter essere compresa senza trasmettere al committente dati sanitari non pertinenti.
Come fatturare sedute per bambini e minori
Nelle prestazioni pediatriche possono essere coinvolti il minore assistito, uno o entrambi i genitori e il soggetto che sostiene effettivamente la spesa. Intestazione fiscale del documento, persona che riceve il trattamento e soggetto che sostiene il costo non sono concetti automaticamente identici. Occorre verificare i dati richiesti per la corretta fatturazione e attribuzione delle spese sanitarie, anche in relazione alle regole della dichiarazione precompilata.
Prima della prima seduta il gestionale dovrebbe registrare con chiarezza il paziente, chi ha richiesto il servizio, chi è legittimato a ricevere i documenti e chi paga. Non è opportuno inserire automaticamente il codice fiscale del genitore in luogo di quello del figlio, né fare sempre l’operazione opposta: la corretta compilazione dipende dalla situazione concreta e dalle istruzioni del Sistema TS.
Genitori separati e pagamento effettuato da uno solo
Quando i genitori sono separati, il professionista non deve trasformare la fattura in un documento di ripartizione delle spese familiari. È preferibile registrare chi effettua il pagamento, rilasciare il documento correttamente intestato e conservare l’evidenza del pagamento. La ripartizione della detrazione tra genitori segue regole fiscali proprie, che non possono essere dedotte automaticamente dal cognome del paziente o dal fatto che un genitore abbia accompagnato il bambino.
Se viene richiesto di dividere il corrispettivo tra due soggetti, il professionista deve verificare prima che la documentazione sia coerente con la reale spesa sostenuta e con eventuali pagamenti separati, evitando duplicazioni. Per i casi non ordinari è prudente confrontarsi con il consulente fiscale prima dell’emissione.
Descrizione della seduta senza informazioni cliniche inutili
Una formula come “n. 4 sedute di logopedia – ottobre 2026” è in genere più appropriata di una descrizione che indichi condizioni diagnostiche dettagliate, referti o altri dati non necessari. Le informazioni cliniche devono rimanere nella documentazione sanitaria protetta.
Fac-simile 1: seduta privata di logopedia da 70 euro
Immaginiamo una prestazione sanitaria resa a un paziente adulto, con compenso concordato di 70 euro e nessuna rivalsa INPS. Il professionista applica il regime forfettario e consegna la fattura fuori SdI.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Seduta di logopedia del 10 ottobre 2026 | 70,00 € |
| IVA – regime forfettario | 0,00 € |
| Ritenuta d’acconto | 0,00 € |
| Bollo (soglia non superata) | 0,00 € |
| Totale | 70,00 € |
Il documento va numerato e datato, con i dati fiscali corretti. Se la seduta è pagata con POS occorre registrare la modalità tracciabile; il pagamento diventerà rilevante anche per il flusso della spesa sanitaria verso il Sistema TS. Il totale non deve includere automaticamente un bollo da 2 euro perché 70 euro non superano la soglia prevista.
Fac-simile 2: ciclo di sedute da 320 euro al paziente
Supponiamo che un ciclo di quattro incontri costi 320 euro. Se il professionista fattura il ciclo a un paziente privato, nel regime forfettario non addebita IVA. L’importo supera 77,47 euro e, quando il bollo è dovuto e riaddebitato al cliente, il totale aumenta di 2 euro.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Quattro sedute di trattamento logopedico | 320,00 € |
| IVA e ritenuta non applicate | 0,00 € |
| Bollo, se riaddebitato | 2,00 € |
| Totale da pagare | 322,00 € |
Se il paziente versa due acconti distinti, il professionista deve documentare correttamente i pagamenti e riconciliarli con le fatture. Nel Sistema TS la gestione delle spese dipende dalla data effettiva in cui viene sostenuto il pagamento: una fattura di ottobre incassata a novembre richiede attenzione a quale dato comunicare e in quale periodo.
Fac-simile 3: fattura elettronica da 1.000 euro alla clinica
Il logopedista svolge prestazioni per una struttura privata e matura un compenso di 1.000 euro nel mese. La fattura viene intestata alla società, non ai pazienti trattati. Nel regime forfettario l’operazione è senza addebito IVA e senza ritenuta ordinaria.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Prestazioni professionali ottobre 2026 | 1.000,00 € |
| IVA / ritenuta nel regime forfettario | 0,00 € |
| Bollo eventualmente riaddebitato | 2,00 € |
| Totale | 1.002,00 € |
Nel file XML, quando si tratta di un’operazione del forfettario, la natura comunemente utilizzata è N2.2. Il bollo delle fatture elettroniche va correttamente indicato e assolto secondo la procedura dell’Agenzia delle Entrate. Il totale dell’esempio presuppone che la rivalsa INPS non sia addebitata e che il bollo venga riaddebitato per accordo al committente.
Rivalsa INPS 4%: quando applicarla e come calcolarla
Il logopedista libero professionista, in assenza di una Cassa propria, è normalmente iscritto alla Gestione Separata INPS. La rivalsa del 4% che può comparire in fattura è una facoltà del professionista, non una trattenuta previdenziale obbligatoria a carico del cliente e non rappresenta la vera aliquota contributiva.
Su un compenso di 100 euro, il 4% corrisponde a 4 euro. Se il professionista applica tale rivalsa e riaddebita un bollo dovuto di 2 euro, il totale può essere 106 euro. La rivalsa concorre al compenso professionale secondo le regole fiscali applicabili; non significa che i contributi INPS effettivi siano soltanto 4 euro.
Non esiste l’obbligo generale di inserire il 4% nella fattura del logopedista. Se il professionista non lo applica, la fattura non deve riportarlo. Occorre anche evitare che il gestionale utilizzi una rivalsa prevista per Casse professionali diverse: la Gestione Separata ha regole proprie.
Per l’incidenza effettiva dei contributi e la differenza tra aliquota ordinaria e soggetti già assicurati presso altra forma obbligatoria, consulta la guida RF sul calcolo tasse del logopedista, che distingue il 26,07% e il 24% nelle situazioni previste per il 2026.
Regime forfettario e prestazione sanitaria esente IVA: due regole diverse
Se il logopedista applica il forfettario, non addebita IVA per effetto della disciplina del regime e può riportare il riferimento alla legge 190/2014. La formulazione va adattata alla configurazione fiscale del professionista e al tipo di documento emesso.
Nel regime ordinario, invece, le prestazioni sanitarie con finalità di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona nell’esercizio delle professioni sanitarie possono beneficiare dell’esenzione di cui all’art. 10, n. 18, del DPR 633/1972. Non ogni prestazione effettuata da un logopedista è automaticamente sanitaria ed esente: formazione, consulenze non terapeutiche e altre attività possono richiedere un trattamento diverso.
In particolare, la sola fatturazione verso una società non fa diventare imponibile al 22% ogni prestazione, né rende automaticamente esente ogni incarico. È necessario verificare ciò che viene effettivamente fornito e l’eventuale finalità sanitaria. Le guide generiche possono semplificare troppo questo punto: una fattura B2B va certamente valutata per il canale SdI, ma il trattamento IVA è una verifica separata.
Imposta di bollo da 2 euro: soglia e assolvimento
Per le fatture senza IVA che superano 77,47 euro, il bollo è normalmente pari a 2 euro, salvo specifiche eccezioni. Il bollo è dovuto anche quando la fattura sanitaria resta fuori SdI, ma deve essere assolto con le modalità adeguate al formato del documento.
Nelle fatture elettroniche B2B il bollo va contrassegnato nell’XML e poi versato secondo la procedura dell’Agenzia delle Entrate; il riferimento operativo è la guida dell’Agenzia sul bollo delle fatture elettroniche. Nelle fatture fuori SdI occorre rispettare la modalità prevista per il documento emesso, senza presumere che il semplice invio al Sistema TS assolva anche il bollo.
Il bollo può restare a carico del professionista oppure essere riaddebitato al paziente o alla struttura. Quando viene riaddebitato deve comparire correttamente in fattura e va valutato il suo trattamento ai fini dei ricavi del forfettario. Non bisogna inserire la voce “marca da bollo 2 euro” anche nelle fatture di importo inferiore alla soglia se non dovuta.
Sistema Tessera Sanitaria: quando il logopedista deve comunicare le spese
I logopedisti rientrano tra i professionisti sanitari tenuti, nei casi previsti, alla trasmissione dei dati delle spese sanitarie delle persone fisiche. Il decreto MEF del 22 novembre 2019 comprende anche le professioni iscritte agli Albi TSRM-PSTRP, fra cui la logopedia.
L’obbligo di comunicazione non significa inviare l’intera cartella clinica del paziente al Sistema TS. Vengono trasmessi i dati previsti dal tracciato tecnico: documento fiscale, codice fiscale del soggetto cui si riferisce la spesa secondo le regole applicabili, importo, data del pagamento, tipologia e informazioni richieste sulla tracciabilità e su eventuali rettifiche.
Chi invia i dati se il paziente è stato seguito in un centro?
Il primo passo è identificare chi emette la fattura sanitaria al paziente. Quando il centro fattura e incassa in proprio dal paziente e il logopedista fattura soltanto il centro, la sua fattura B2B non va duplicata come spesa sostenuta dalla persona fisica. I soggetti coinvolti devono chiarire in contratto responsabilità e flussi per evitare doppi invii.
Privacy, opposizione e dati necessari
Il paziente può esercitare l’opposizione all’utilizzo dei propri dati sanitari nella dichiarazione precompilata secondo le procedure previste. Tale opposizione non elimina l’obbligo di documentare fiscalmente la prestazione. Il professionista deve distinguere la tenuta della fattura, l’eventuale comunicazione dei dati nelle modalità consentite e il loro utilizzo ai fini della precompilata. Le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per le spese sanitarie sono un riferimento utile per evitare automatismi.
Scadenze TS 2026: invio entro il 1° febbraio 2027
Il decreto MEF del 29 ottobre 2025 ha introdotto la periodicità annuale di invio delle spese sanitarie. Per le spese pagate durante il 2026 il calendario del Sistema TS indica il termine operativo del 1° febbraio 2027 per la trasmissione e dell’8 febbraio 2027 per le modifiche, salvo futuri aggiornamenti ufficiali.
La data che guida il periodo della spesa è il pagamento effettivo, non automaticamente la data di emissione della fattura. È quindi utile che il professionista conservi un registro di documento, data fattura, data incasso, metodo di pagamento e variazioni. A fine mese si dovrebbero verificare fatture senza pagamento e pagamenti attribuiti a documenti diversi.
Fattura del 28 dicembre, pagamento del 12 gennaio
Un documento emesso il 28 dicembre 2026 ma pagato integralmente il 12 gennaio 2027 non è una spesa sostenuta nel 2026. Per il flusso TS il dato va gestito nel periodo del pagamento, secondo le regole tecniche, anche se il numero e la data fattura appartengono all’anno precedente.
Acconto e saldo in due momenti differenti
Se il genitore versa un acconto per un ciclo di trattamento e paga il saldo in un mese diverso, il gestionale deve registrare correttamente i singoli pagamenti, il documento originario e gli eventuali documenti relativi agli acconti. Non è consigliabile trasmettere genericamente il totale dell’intero percorso come un unico pagamento avvenuto al momento della prenotazione.
Logopedia online e tele-riabilitazione: quale fattura?
Una prestazione logopedica di natura sanitaria può essere svolta anche a distanza quando il servizio è clinicamente appropriato e sono rispettati gli obblighi professionali applicabili. Il mezzo digitale non rende automaticamente non sanitaria la prestazione: l’inquadramento IVA e la documentazione dipendono dalla natura del servizio, dalla finalità e dal destinatario.
Se il professionista fattura una seduta sanitaria online direttamente a un paziente italiano persona fisica, occorre quindi valutare le stesse regole di tutela dei dati e canale fuori SdI previste per il servizio sanitario in presenza. Se invece il contratto è con una società che acquista un programma formativo o un servizio diverso, la classificazione del rapporto può cambiare.
Per gli appuntamenti online conviene indicare nel documento una descrizione sobria, registrare modalità e data di pagamento e conservare in un sistema separato la documentazione sanitaria. L’invio della fattura tramite email deve avvenire con adeguate misure di protezione: una comunicazione non protetta contenente dettagli clinici non necessari crea rischi evitabili.
Pagamenti tracciabili e diritto alla detrazione sanitaria
La corretta emissione della fattura non garantisce, da sola, la detraibilità della spesa per il paziente. L’Agenzia delle Entrate precisa che, in generale, la detrazione del 19% per le spese sanitarie presso strutture private non accreditate richiede un pagamento tracciabile, ferme le eccezioni previste per farmaci, dispositivi medici e prestazioni rese da strutture pubbliche o private accreditate al SSN.
Per il logopedista questo significa distinguere ricevuta del pagamento, fattura e informazione trasmessa al Sistema TS. È utile registrare se il paziente ha pagato con POS, bonifico, altro sistema tracciabile o contanti. Una prestazione pagata in contanti deve comunque essere fatturata correttamente; il tema della detrazione riguarda il paziente e segue regole fiscali specifiche.
Quando un genitore paga le sedute del figlio, non basta conservare soltanto una ricevuta di prenotazione. La documentazione deve permettere di ricostruire chi ha sostenuto la spesa e a quale assistito si riferisce secondo le regole fiscali, senza inserire nella causale bancaria informazioni cliniche inutili.
Note di credito, sedute annullate e rimborsi
Capita che un ciclo di sedute venga pagato in anticipo e poi interrotto, oppure che una fattura contenga un importo errato. La correzione non consiste nel cancellare il PDF e riutilizzare lo stesso numero come se il documento precedente non fosse mai esistito. Occorre valutare la corretta nota di variazione, collegarla all’originale e verificare gli effetti sui dati già trasmessi.
Nel B2B elettronico la nota di credito deve essere gestita con i documenti e le procedure ammesse dal Sistema di Interscambio. Nei documenti sanitari fuori SdI, eventuali rimborsi o modifiche possono richiedere anche una rettifica del flusso TS se il dato originario è stato comunicato.
Un centro riabilitativo può contestare il numero delle sedute fatturate: in questo caso la rettifica del documento del logopedista verso il centro non deve alterare arbitrariamente la fattura già emessa dal centro al paziente, che è un’operazione separata. L’importante è mantenere coerenza fra contratto, prestazioni, incassi e variazioni.
Collaborazioni con ASL, enti pubblici e servizi convenzionati
Quando il committente è una ASL o un’altra pubblica amministrazione, l’emissione del documento deve seguire normalmente le regole della fatturazione elettronica verso la PA, tenendo conto delle specifiche del contratto: codice ufficio, eventuali identificativi di gara o progetto, riferimenti all’ordine e verifiche sul regime IVA effettivamente applicabile.
Non è sufficiente considerare ogni incarico “sanitario” per escludere lo SdI. Il divieto che tutela i dati dei pazienti riguarda la tipologia di fattura verso la persona fisica nei casi previsti; il documento emesso verso una amministrazione è un’operazione diversa. Le eventuali deroghe, esenzioni IVA o altre particolarità vanno valutate secondo la natura dell’incarico.
Se il contratto prevede un compenso lordo, liquidazioni periodiche o una procedura di verifica delle prestazioni, è opportuno utilizzare lo schema documentale richiesto dall’ente prima di emettere il primo documento. La fattura non deve incorporare informazioni sanitarie dettagliate sui singoli pazienti quando non sono necessarie.
Prestazioni non sanitarie: corsi, supervisione e formazione
Un logopedista può tenere un corso per insegnanti, partecipare a un progetto di formazione, svolgere una consulenza organizzativa o produrre materiali didattici. Questi compensi non vanno automaticamente fatturati come trattamento sanitario esente IVA solo perché il professionista è sanitario.
Occorre distinguere la prestazione terapeutica resa alla persona dalla formazione o consulenza resa a una scuola, a un’associazione o a una società. L’IVA nel regime ordinario e l’eventuale codice attività secondario dipendono da questa distinzione. Anche l’eventuale registrazione al Sistema TS deve essere basata su spese realmente sanitarie delle persone fisiche.
Per la valutazione dell’ATECO e della gestione complessiva dei compensi si può approfondire la pagina RF dedicata al commercialista per logopedista. La fattura dovrebbe permettere a chi la riceve di capire quale servizio è stato effettivamente acquistato, senza usare descrizioni generiche come “consulenza” per trattamenti clinici.
Checklist mensile per evitare errori di fatturazione
La gestione più sicura non consiste nel fare una revisione annuale a ridosso della dichiarazione. Con più pazienti e più centri, un controllo mensile consente di intercettare in tempo errori di intestazione, mancati pagamenti e dati TS non coerenti.
- Prestazioni: controlla il registro degli appuntamenti e il numero delle sedute effettivamente svolte.
- Committente: separa pazienti privati, centri, cliniche, ASL e attività formative.
- Fatture: verifica progressività, date, descrizione, IVA, rivalsa e bollo.
- Canale: controlla fuori SdI per il sanitario B2C e SdI per le fatture B2B/PA quando previsto.
- Incassi: riconcilia POS, bonifici e pagamenti in contanti con i documenti emessi.
- TS: associa ogni pagamento alla corretta spesa sanitaria e gestisci opposizioni e rettifiche.
- Documenti: conserva evidenza del contratto, fatture, trasmissioni e correzioni.
- Controllo fiscale: verifica il totale incassato rispetto a limiti e acconti del regime.
È opportuno distinguere anche una fattura emessa ma non ancora pagata da un ricavo incassato. Per un professionista forfettario la gestione per cassa è centrale: un centro che salda il compenso dopo 60 giorni può far ricadere l’incasso in un periodo diverso da quello delle sedute effettuate.
Domande frequenti
Un logopedista forfettario deve emettere fattura elettronica al paziente?
No, quando si tratta di prestazione sanitaria resa a persona fisica rientrante nelle fatture con dati destinati al Sistema TS, il documento non deve transitare dallo SdI. Può essere predisposto in digitale e consegnato fuori SdI, rispettando gli obblighi di documentazione e riservatezza.
Il logopedista deve inviare al Sistema TS le fatture al centro riabilitativo?
Non come se fossero spese sostenute direttamente dai singoli pazienti. Occorre identificare chi fattura al paziente e chi è tenuto alla relativa trasmissione sanitaria, evitando duplicazioni.
Come fatturare una seduta per un bambino?
Occorre registrare correttamente il paziente, il soggetto che sostiene la spesa e il destinatario del documento secondo le regole fiscali e le istruzioni del Sistema TS. L’intestazione non deve essere decisa automaticamente in base al genitore che accompagna il minore.
Quando è dovuto il bollo da 2 euro?
Normalmente quando la fattura senza IVA supera 77,47 euro, salvo eccezioni. L’assolvimento cambia in base al fatto che il documento sia elettronico via SdI oppure sanitario fuori SdI.
La rivalsa INPS 4% è obbligatoria?
No. È facoltativa per il professionista iscritto alla Gestione Separata quando applicabile; non rappresenta l’aliquota contributiva effettiva del professionista.
Qual è la scadenza per comunicare le spese sanitarie 2026?
Secondo il calendario vigente, l’invio delle spese pagate nel 2026 è fissato al 1° febbraio 2027 e il termine per le modifiche all’8 febbraio 2027, salvo aggiornamenti ufficiali.
La tele-riabilitazione si fattura in modo diverso?
La modalità online non cambia automaticamente la natura sanitaria della prestazione. Occorre verificare destinatario, finalità e trattamento fiscale come per le prestazioni in presenza, senza trasmettere dati sanitari indebitamente allo SdI.
Per una gestione coerente fra fatture, compensi, regime fiscale, INPS e rapporti con le strutture, il commercialista che segue il logopedista dovrebbe poter controllare mensilmente i flussi, senza duplicare la trasmissione delle spese dei pazienti.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
