Un commercialista per logopedista deve coordinare ATECO 86.99.09, Albo TSRM-PSTRP, regime forfettario, Gestione Separata INPS, prestazioni sanitarie, Sistema Tessera Sanitaria, fatture a pazienti e strutture, collaborazioni e costi reali. La gestione non coincide con la sola apertura della Partita IVA: durante l’anno devono essere controllati incassi, previdenza, trasmissioni sanitarie, eventuale attività dipendente, studio professionale e convenienza del regime fiscale.
Il logopedista può lavorare direttamente con pazienti, studi medici, poliambulatori, centri riabilitativi, cooperative o altre strutture. Per il commercialista è essenziale capire chi è il vero committente della prestazione, chi incassa dal paziente e quale soggetto deve gestire gli adempimenti collegati alla spesa sanitaria.
Cosa deve controllare il commercialista di un logopedista
- ATECO 86.99.09 e attività effettivamente svolta;
- iscrizione all’Albo dei Logopedisti presso l’Ordine TSRM-PSTRP;
- coefficiente forfettario del 78%;
- Gestione Separata INPS;
- aliquota 26,07% o 24% nei casi previsti;
- rivalsa previdenziale del 4% se utilizzata;
- prestazioni sanitarie esenti IVA quando ricorrono i presupposti;
- fatture a pazienti e fatture verso strutture;
- trasmissione dei dati al Sistema Tessera Sanitaria;
- pagamenti tracciabili e detraibilità del paziente;
- bollo sulle fatture quando dovuto;
- studio proprio o collaborazione presso strutture;
- assicurazione RC, quota Ordine ed ECM;
- eventuale lavoro dipendente;
- convenienza reale del forfettario.
ATECO 86.99.09: il codice del logopedista
ATECO 2025 utilizza il codice 86.99.09 – Altre attività varie per la salute umana n.c.a.. Le note ufficiali ISTAT includono espressamente le attività di logopedia svolte dai logopedisti.
Il codice è condiviso con altre attività sanitarie residuali, quindi il solo ATECO non identifica la professione. Titolo abilitante, Albo e descrizione della prestazione restano fondamentali. Per il perimetro generale è disponibile la Card ATECO 86.99.09.
Albo dei Logopedisti TSRM-PSTRP
Il logopedista è una professione sanitaria regolamentata. La FNO TSRM e PSTRP dedica una specifica Commissione di albo nazionale alla professione e pubblica il relativo profilo professionale e il codice deontologico.
Il commercialista deve quindi verificare che la posizione fiscale sia coerente con l’iscrizione all’Albo e con l’attività effettivamente svolta, soprattutto quando il professionista affianca formazione, consulenza, attività editoriali o altri servizi non sanitari.
Partita IVA logopedista e gestione continuativa: due esigenze diverse
La guida sulla Partita IVA logopedista affronta apertura, ATECO, Albo, INPS e primo inquadramento. Questa pagina riguarda invece la gestione fiscale e previdenziale dopo l’avvio.
Nel corso dell’anno bisogna controllare fatture, incassi, Sistema TS, contributi, eventuali collaborazioni con strutture, costi professionali e compatibilità del forfettario con l’organizzazione reale dell’attività.
Regime forfettario logopedista: coefficiente 78%
Per l’attività professionale del logopedista il coefficiente di redditività è del 78%. Il reddito fiscale lordo corrisponde quindi al 78% dei compensi incassati.
Il restante 22% rappresenta i costi riconosciuti in modo forfettario. Affitto dello studio, assicurazione, quota Ordine, ECM, software, test, materiali, spostamenti e collaboratori non vengono dedotti analiticamente.
Esempio con 30.000 euro di compensi
Con 30.000 euro di compensi incassati e coefficiente del 78%, il reddito forfettario lordo è pari a 23.400 euro. Da questo importo si deducono i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati prima di applicare l’imposta sostitutiva.
Il dato fiscale va confrontato con i costi reali. Un logopedista con studio proprio, molte ore di affitto, software, materiali e collaborazioni può sostenere costi superiori al 22% implicito nel coefficiente.
Gestione Separata INPS nel 2026
Il logopedista libero professionista, non avendo una Cassa previdenziale autonoma dedicata, rientra normalmente nella Gestione Separata INPS.
Nel 2026 l’INPS applica ai liberi professionisti senza altra previdenza obbligatoria l’aliquota complessiva del 26,07%. Nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma obbligatoria l’aliquota è del 24%.
Rivalsa INPS del 4%
Il professionista iscritto alla Gestione Separata può applicare al cliente una rivalsa previdenziale del 4%. È una facoltà e non sostituisce i contributi dovuti dal professionista.
La rivalsa entra nel compenso e va quindi gestita correttamente nella fattura e nei ricavi del regime forfettario.
Prestazioni sanitarie e IVA
L’articolo 10, n. 18, del D.P.R. 633/1972 prevede l’esenzione IVA per le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione della persona rese nell’esercizio delle professioni sanitarie individuate dalla normativa.
Per il logopedista le prestazioni sanitarie tipiche rientrano normalmente nel perimetro dell’esenzione quando ne ricorrono i presupposti. Formazione, docenza, consulenze organizzative o altri servizi non sanitari devono invece essere valutati separatamente.
Sistema Tessera Sanitaria
I logopedisti rientrano tra i professionisti sanitari che trasmettono al Sistema Tessera Sanitaria i dati delle prestazioni sanitarie rese alle persone fisiche per la dichiarazione precompilata.
L’Agenzia delle Entrate include espressamente i logopedisti tra i soggetti che comunicano le spese sanitarie. Il commercialista deve quindi verificare dati del paziente, documenti fiscali, eventuali rimborsi e corrette trasmissioni.
Fatture a pazienti e fatture verso strutture
Una fattura emessa direttamente al paziente non è operativamente identica a una fattura emessa a una struttura sanitaria che acquista la prestazione professionale del logopedista.
Il commercialista deve capire chi è il committente reale, chi incassa e chi gestisce la comunicazione della spesa sanitaria. Contratto, fattura e flusso economico devono essere coerenti.
Pagamenti tracciabili e detraibilità
Per le spese sanitarie sostenute presso professionisti privati la detraibilità del paziente richiede normalmente un pagamento tracciabile nei casi previsti dalla normativa.
È quindi utile riconciliare fattura, POS, bonifico o altro strumento utilizzato e verificare la corretta informazione trasmessa al Sistema TS.
Collaborazioni con studi e centri riabilitativi
Il logopedista può lavorare presso studi multidisciplinari, poliambulatori, centri riabilitativi, cooperative o strutture convenzionate. Le condizioni economiche possono essere a ora, a seduta, a giornata o in percentuale.
Il commercialista dovrebbe confrontare tariffa nominale e compenso effettivo, considerando tempi non fatturati, spostamenti, cancellazioni e materiali eventualmente sostenuti dal professionista.
Studio proprio
Chi riceve pazienti in un proprio studio deve verificare anche le regole sanitarie, amministrative e regionali applicabili ai locali e alla specifica organizzazione dell’attività.
Il commercialista deve distinguere lo studio professionale individuale da strutture più complesse con più professionisti, personale o organizzazione sanitaria, perché possono cambiare costi e adempimenti.
Logopedista dipendente con Partita IVA
Un logopedista può affiancare un lavoro dipendente a incarichi libero-professionali, se non esistono incompatibilità o vincoli contrattuali. La presenza di altra previdenza obbligatoria può incidere sull’aliquota della Gestione Separata applicabile al reddito professionale.
Per il regime forfettario vanno inoltre verificate le regole relative al reddito da lavoro dipendente e agli eventuali rapporti prevalenti con il datore di lavoro attuale o precedente.
Valutazioni, test e materiali professionali
Test standardizzati, materiali riabilitativi, software, strumenti per valutazione e documentazione clinica possono rappresentare costi ricorrenti.
Nel forfettario questi costi non vengono dedotti analiticamente, ma devono essere monitorati per valutare il margine reale delle sedute e dei percorsi terapeutici.
RC professionale, quota Ordine ed ECM
Assicurazione professionale, quota annuale dell’Ordine e formazione ECM sono costi tipici della professione sanitaria.
Anche se nel forfettario non vengono dedotti uno per uno, incidono sulla redditività reale e devono essere inseriti nel budget annuale.
Prestazioni online e tele-riabilitazione
Quando la prestazione viene resa a distanza bisogna verificare che modalità operative, consenso, privacy, strumenti utilizzati e documentazione siano coerenti con le regole professionali applicabili.
Dal punto di vista fiscale resta essenziale distinguere la prestazione sanitaria dalla vendita di contenuti digitali, corsi o altri servizi non sanitari eventualmente offerti online.
Attività formative e docenze
Un logopedista può svolgere corsi, formazione per genitori, insegnanti o altri professionisti. Se l’attività formativa diventa autonoma e rilevante, va verificato se il 86.99.09 rappresenta ancora correttamente tutto il lavoro svolto.
Anche il trattamento IVA può differire dalla prestazione sanitaria alla persona, quindi il commercialista deve qualificare separatamente il servizio.
Pacchetti di sedute, acconti e cancellazioni
Alcuni percorsi logopedici prevedono più sedute programmate, acconti o pagamenti anticipati. Nel regime forfettario conta il momento dell’incasso: il commercialista deve quindi distinguere correttamente acconti, saldi, eventuali rimborsi e somme trattenute per cancellazioni secondo quanto previsto dal rapporto con il paziente o con la struttura.
È utile che condizioni di pagamento e cancellazione siano definite in modo chiaro e coerente con la documentazione fiscale. Questo facilita anche la riconciliazione con il Sistema TS quando una spesa viene rimborsata o rettificata.
Prestazioni a domicilio e trasferte
Il logopedista può svolgere prestazioni presso il domicilio del paziente, scuole, strutture o sedi diverse dal proprio studio. Spostamenti e tempi di viaggio possono incidere sul compenso effettivo per ora lavorata.
Nel forfettario carburante, mezzi e trasferte non vengono dedotti analiticamente. Il commercialista dovrebbe quindi suggerire un controllo gestionale separato per capire se le prestazioni fuori sede mantengono un margine adeguato.
Quando il forfettario può essere poco conveniente
Il coefficiente del 78% presume costi pari al 22% dei compensi. Per un logopedista che lavora presso strutture altrui con costi contenuti può essere coerente.
Con studio proprio, affitto, personale, strumenti, software, test, assicurazione e molte spese operative il costo reale può superare il 22%. In questi casi il commercialista dovrebbe confrontare il forfettario con il regime ordinario.
Documenti da consegnare al commercialista
- fatture emesse ai pazienti e alle strutture;
- riepiloghi Sistema Tessera Sanitaria;
- estratti conto e movimenti POS;
- contratti con studi e centri;
- documentazione INPS;
- quota Ordine e RC professionale;
- documentazione ECM;
- fatture di test, software e materiali;
- eventuali documenti relativi allo studio;
- riepilogo dei compensi per ciascuna collaborazione.
Controlli periodici utili
Ogni trimestre è utile riconciliare fatture, incassi, Sistema TS e contributi. Per chi lavora in più strutture conviene confrontare anche compenso effettivo, numero di sedute e tempi di pagamento.
Almeno una volta l’anno bisogna verificare se il 86.99.09 rappresenta ancora l’attività prevalente e se formazione, docenze o altri servizi sono diventati economicamente autonomi.
Come scegliere un commercialista per logopedista
È utile un commercialista che conosca professioni sanitarie, Gestione Separata e Sistema TS. Deve saper distinguere prestazioni sanitarie, collaborazioni con strutture, attività formative e costi dello studio.
Prima di affidare la contabilità conviene chiedere come verranno controllati Sistema TS, INPS, fatture sanitarie, studio, attività miste e convenienza del regime fiscale.
Domande frequenti
ATECO 2025 include espressamente le attività di logopedia nel codice 86.99.09, Altre attività varie per la salute umana n.c.a.
Per l’attività professionale del logopedista il coefficiente di redditività è del 78%.
Se è un libero professionista in Gestione Separata senza altra previdenza obbligatoria, l’aliquota 2026 è del 26,07%. Nei casi previsti con altra copertura previdenziale o pensione è del 24%.
Sì. L’esercizio della professione richiede titolo abilitante e regolare iscrizione all’Albo dei Logopedisti presso l’Ordine TSRM-PSTRP competente.
Sì. I logopedisti rientrano tra i professionisti sanitari che trasmettono al Sistema Tessera Sanitaria i dati delle prestazioni sanitarie rese alle persone fisiche secondo le regole applicabili.
No. Studio, assicurazione, software, test, materiali, personale e altre spese possono superare la quota di costi del 22% riconosciuta dal coefficiente del 78%. In questi casi va valutato anche il regime ordinario.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
