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Regime Forfettario
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CONSULENZE FORFETTARIO

Autofattura nel forfettario: TD17, TD18 e IVA sugli acquisti UE

Quando bisogna emettere un’autofattura per gli acquisti intracomunitari nel regime forfettario? Se acquisti beni da un fornitore UE, il documento da utilizzare quando l’IVA deve essere assolta in Italia è normalmente il TD18; se invece acquisti servizi da un soggetto estero, il riferimento è il TD17. Per alcune operazioni su beni territorialmente rilevanti in Italia può entrare in gioco il TD19.

Il fatto di essere in regime forfettario non elimina questi obblighi: sulle operazioni estere puoi diventare debitore dell’IVA anche se normalmente non la addebiti ai clienti. Qui vediamo quando usare TD17, TD18 o TD19, come incide la soglia dei 10.000 euro per gli acquisti UE, quando serve il VIES e quando l’IVA deve essere versata.

Autofattura nel forfettario: quando serve davvero

La regola generale del regime forfettario è che sulle fatture emesse non si applica l’IVA. Questo però non significa che ogni acquisto estero sia privo di IVA italiana. Quando acquisti beni o servizi da un fornitore estero, devi prima capire che cosa hai comprato e dove è stabilito il fornitore: da questa distinzione dipende il tipo di documento elettronico da trasmettere allo SdI.

TD17, TD18 e TD19: differenze in una tabella

DocumentoQuando si usa
TD17Servizi ricevuti da fornitori UE o extra UE, quando l'IVA è dovuta in Italia
TD18Acquisti intracomunitari di beni da fornitori UE
TD19Specifici acquisti di beni da soggetti esteri territorialmente rilevanti in Italia

Beni acquistati da un fornitore UE: TD18

Per un acquisto intracomunitario di beni, quando l’operazione è territorialmente rilevante in Italia e ricorrono i presupposti IVA, il documento corretto è TD18 – integrazione per acquisto di beni intracomunitari. Il TD18 serve a integrare la fattura del fornitore comunitario con l’IVA italiana e a comunicare l’operazione tramite fatturazione elettronica.

Un caso tipico è l’acquisto di merce da un’impresa francese, tedesca o spagnola che emette fattura senza IVA perché l’operazione viene trattata come acquisto intracomunitario. In questo caso il forfettario deve verificare anche la propria posizione VIES e la disciplina specifica prevista per gli acquisti UE di beni.

Per la disciplina completa sulla soglia e sugli acquisti di beni UE puoi leggere la guida dedicata: acquisti UE nel regime forfettario: IVA, soglia e VIES.

Servizi ricevuti da UE o extra UE: TD17

Se invece acquisti un servizio da un soggetto estero, il documento da valutare è il TD17 – integrazione/autofattura per acquisto di servizi dall’estero. È il caso, per esempio, di software, consulenze, pubblicità online o altri servizi resi da fornitori stabiliti fuori dall’Italia quando l’operazione è territorialmente rilevante nel nostro Paese.

Il forfettario deve pagare l'IVA sugli acquisti esteri?

Sì, quando l’operazione comporta l’assolvimento dell’IVA in Italia. È questo l’aspetto che genera più confusione: il forfettario non applica normalmente l’IVA sulle proprie vendite, ma può comunque diventare debitore dell’IVA su alcuni acquisti esteri.

L’IVA assolta sull’acquisto non diventa detraibile solo perché è stata integrata con TD17 o TD18. Nel regime forfettario l’IVA sugli acquisti resta normalmente un costo.

Esempio pratico: fattura UE senza IVA

Immagina di acquistare beni per 1.000 euro da un fornitore tedesco che emette fattura senza IVA. Se l'operazione è un acquisto intracomunitario imponibile in Italia, devi integrare la fattura con l'IVA italiana attraverso TD18. Con aliquota al 22%, l'IVA è pari a 220 euro: per il forfettario non è detraibile e rappresenta quindi un costo effettivo.

VIES: quando serve per un forfettario

Per gli acquisti e le prestazioni intracomunitarie va verificata anche l'iscrizione al VIES. La corretta posizione VIES aiuta a qualificare l'operazione e a evitare che il fornitore applichi un trattamento IVA non coerente con il rapporto B2B intracomunitario.

Entro quando inviare TD17 o TD18

I documenti elettronici per le operazioni estere devono essere trasmessi allo SdI nei termini previsti dalla normativa. Il momento corretto dipende dalla tipologia di operazione e dalla data di ricezione o effettuazione: è quindi importante non aspettare la chiusura della dichiarazione annuale per sistemare le fatture estere.

Errori frequenti da evitare

  • usare TD17 per un acquisto intracomunitario di beni che richiede TD18;
  • pensare che il forfettario non debba mai versare IVA;
  • ignorare la soglia prevista per gli acquisti UE di beni;
  • non controllare VIES e dati IVA del fornitore;
  • considerare detraibile l'IVA integrata, cosa che nel forfettario normalmente non avviene.

Come procedere passo per passo

  • identifica se hai acquistato un bene o un servizio;
  • verifica il Paese e la posizione IVA del fornitore;
  • controlla se l’operazione è rilevante ai fini IVA in Italia;
  • scegli TD17, TD18 o TD19 in base alla natura dell'operazione;
  • trasmetti il documento elettronico allo SdI nei termini previsti;
  • calcola e versa l’IVA quando dovuta;
  • conserva fattura estera e documento di integrazione.

La guida dell’Agenzia delle Entrate alla fatturazione elettronica identifica espressamente il TD17 per i servizi acquistati dall’estero, il TD18 per gli acquisti intracomunitari di beni e il TD19 per specifici acquisti di beni. La fonte ufficiale è disponibile nella Guida alla compilazione delle fatture elettroniche dell’Agenzia delle Entrate.

Per una panoramica generale puoi consultare anche regime forfettario e operazioni con l’estero.

Domande frequenti

Una fattura Google Ireland richiede TD17 o TD18?

Se si tratta di un servizio, come pubblicità o software, il riferimento è normalmente TD17 e non TD18.

Sotto 10.000 euro devo sempre fare TD18?

No. Per gli acquisti intracomunitari di beni dei forfettari esiste una disciplina specifica collegata alla soglia di 10.000 euro, quindi va verificato se l'acquisto assume effettivamente natura intracomunitaria imponibile in Italia.

L'IVA versata su TD17 o TD18 si recupera?

Nel regime forfettario, in linea generale, no: l'IVA sugli acquisti non è detraibile.

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