Costi Partita IVA impresa di pulizie: INPS, tasse e spese annuali
Per una piccola impresa di pulizie in regime forfettario, i costi annuali non sono soltanto l’imposta del 5% o del 15%. Se l’attività è inquadrata come impresa artigiana, la voce più importante è spesso l’INPS: nel 2026 il contributo minimo annuo per un artigiano è pari a 4.521,36 euro, a cui si aggiungono i contributi sul reddito che supera il minimale. Vanno poi considerati diritto camerale, pratica di avvio, eventuale INAIL, commercialista, assicurazioni, attrezzature, prodotti e mezzi utilizzati.
ATECO 81.21.00 e coefficiente del 67% per le pulizie generali
Per la pulizia generale non specializzata di edifici il codice ATECO 2025 di riferimento è 81.21.00. L’ISTAT vi comprende, tra l’altro, la pulizia generale di uffici, abitazioni, negozi, edifici pubblici e condomini. Non va confuso con le attività specializzate di pulizia industriale né con sanificazione, disinfezione e disinfestazione, che hanno classificazioni e requisiti diversi.
Nel regime forfettario il coefficiente di redditività utilizzato per questa attività è del 67%. Significa che, ai fini fiscali, su 30.000 euro di ricavi il reddito forfettario di partenza è 20.100 euro. Non significa però che il restante 33% venga realmente rimborsato o che le tue spese effettive siano irrilevanti per la cassa: detergenti, macchinari, carburante e assicurazioni li paghi comunque.
Se vuoi approfondire apertura, requisiti e differenze tra pulizie ordinarie e attività specializzate, la guida principale resta Partita IVA per impresa di pulizie: ATECO, requisiti e INPS. Qui ci concentriamo invece su quanto costa mantenerla ogni anno.
INPS Artigiani 2026: quanto costa anche con reddito basso
Per una ditta individuale di pulizie che possiede i requisiti per l’inquadramento artigiano, nel 2026 l’INPS fissa un minimale di reddito di 18.808 euro. L’aliquota degli artigiani è del 24% e il contributo di maternità è pari a 0,62 euro al mese.
Il contributo minimo annuo risultante è quindi 4.521,36 euro: 4.513,92 euro di IVS più 7,44 euro per maternità. È questo l’importo di riferimento per un anno intero di iscrizione, non 4.831,44 euro. Quest’ultimo importo si raggiunge nell’esempio da 30.000 euro perché, oltre al minimo, entra in gioco anche la contribuzione sulla parte di reddito che supera 18.808 euro.
Gli importi ufficiali sono indicati dalla circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026. Per attività avviate o cessate durante l’anno il minimale viene rapportato ai mesi di iscrizione.
Esempio: impresa di pulizie forfettaria con 30.000 euro di ricavi
Prendiamo una ditta individuale artigiana attiva per tutto l’anno, con ATECO 81.21.00, 30.000 euro di ricavi e nessuna riduzione contributiva. Il calcolo indicativo è il seguente.
- Ricavi: 30.000 euro.
- Reddito forfettario: 30.000 × 67% = 20.100 euro.
- INPS minimo: 4.521,36 euro.
- Reddito oltre il minimale: 20.100 − 18.808 = 1.292 euro.
- INPS eccedente: 1.292 × 24% = 310,08 euro.
- INPS complessivo: 4.831,44 euro.
Per calcolare l’imposta sostitutiva, i contributi previdenziali obbligatori versati si sottraggono dal reddito forfettario. La base fiscale dell’esempio diventa quindi 15.268,56 euro (20.100 − 4.831,44).
- con imposta sostitutiva al 15%: circa 2.290,28 euro;
- con aliquota startup al 5%, se spettante: circa 763,43 euro.
Nel caso ordinario al 15%, INPS e imposta sostitutiva dell’esempio valgono quindi circa 7.121,72 euro complessivi. È un calcolo fiscale e previdenziale: non comprende i costi reali dell’attività.
Quali altri costi annuali deve prevedere un’impresa di pulizie
Oltre a imposta e contributi, il budget deve comprendere le spese operative e amministrative. Gli importi non sono uguali per tutti e sarebbe fuorviante indicare un unico “costo fisso” nazionale.
- Camera di Commercio: diritto annuale e costi delle pratiche dipendono dall’inquadramento e dalla Camera competente.
- SCIA e pratiche: l’impresa di pulizie è soggetta alla disciplina della legge 82/1994 e deve presentare la segnalazione prevista; diritti e modalità operative possono variare.
- INAIL: quando dovuto, il premio dipende dall’inquadramento assicurativo e dal rischio dell’attività.
- PEC, firma digitale e commercialista: costi variabili in base ai servizi scelti.
- Attrezzature e materiali: aspiratori, lavasciuga, scale, DPI, detergenti, sacchi e ricambi.
- Mezzo di trasporto: acquisto o noleggio, carburante, manutenzione e assicurazione quando necessario.
- RC e altre coperture: utili soprattutto se lavori stabilmente presso abitazioni, condomini, uffici o aziende clienti.
Nel forfettario questi costi effettivi non si deducono analiticamente dai ricavi. Per questo un’attività può risultare fiscalmente semplice ma avere comunque un margine economico basso se materiali, trasferte o personale incidono molto.
SCIA e requisiti: pulizie ordinarie non sono sanificazione o disinfestazione
La Camera di Commercio di Roma ricorda che le imprese di pulizia possono iniziare l’attività con la relativa SCIA e devono rispettare i requisiti previsti dalla legge 82/1994. Per la semplice attività di pulizia non specializzata non vanno però importati automaticamente i requisiti tecnici previsti per disinfestazione, derattizzazione e sanificazione.
Il responsabile tecnico con specifici requisiti professionali, per esempio, è richiesto dalla disciplina camerale per le attività di disinfestazione, derattizzazione e sanificazione, non per la normale pulizia generale di edifici. Prima di presentare la pratica conviene quindi definire con precisione quali servizi offrirai.
Riduzione INPS del 35% nel forfettario: quanto può incidere
Gli imprenditori individuali in regime forfettario iscritti alle Gestioni Artigiani o Commercianti possono accedere, quando ne ricorrono i requisiti e viene esercitata correttamente l’opzione, al regime previdenziale agevolato con riduzione del 35%. La circolare INPS 14/2026 conferma l’applicazione del regime anche nel 2026 e indica le modalità per chi prosegue o avvia l’attività.
La riduzione riguarda la contribuzione dovuta e può diminuire sensibilmente il costo previdenziale, ma riduce anche l’accredito contributivo utile ai fini pensionistici. Non va inoltre confusa con la riduzione del 50% introdotta per chi si è iscritto per la prima volta nel 2025, che ha regole proprie e non nasce dall’apertura di una nuova attività nel 2026.
Per condizioni e procedura puoi consultare la guida sulla riduzione INPS del 35% nel regime forfettario.
Se sei anche dipendente puoi evitare i contributi fissi?
Non esiste una regola secondo cui qualsiasi dipendente con impresa di pulizie smette automaticamente di pagare l’INPS. Se l’attività è artigianale, l’inquadramento va verificato considerando l’effettiva partecipazione personale all’impresa e le regole della Gestione Artigiani. Un rapporto di lavoro dipendente full time può incidere sulla valutazione, ma il caso concreto va esaminato prima di basare il business plan sull’assenza dei contributi.
Se il lavoro dipendente è una parte importante del tuo progetto, verifica prima l’inquadramento previdenziale invece di considerare i 4.521,36 euro automaticamente eliminati.
Quanto mettere da parte ogni anno
Per costruire un budget realistico, separa sempre tre blocchi: imposte e INPS, costi amministrativi e costi operativi reali. Nell’esempio da 30.000 euro di ricavi, circa 7.121,72 euro sono già assorbiti da INPS e imposta al 15%; a questa cifra devi aggiungere ciò che spendi realmente per lavorare.
È proprio questa distinzione a rendere utile una pagina sui costi diversa dalla guida generale per aprire un’impresa di pulizie: il codice ATECO e i requisiti servono per partire, ma per capire se l’attività conviene devi stimare anche margine, attrezzature, spostamenti e numero di clienti necessari a coprire i costi fissi.
Domande frequenti
Quanto pago di INPS se fatturo zero con una ditta di pulizie artigiana?
Per un anno intero di iscrizione alla Gestione Artigiani, nel 2026 il contributo minimo ordinario è 4.521,36 euro, salvo riduzioni o situazioni particolari applicabili.
Con 30.000 euro di ricavi quanto pago tra INPS e imposta?
Nell’esempio illustrato, senza riduzione INPS e con aliquota sostitutiva al 15%, circa 7.121,72 euro. Restano esclusi i costi amministrativi e le spese reali dell’attività.
Il codice ATECO 81.21.00 comprende anche la sanificazione?
No. Il codice 81.21.00 riguarda la pulizia generale non specializzata di edifici; sanificazione, disinfezione e disinfestazione vanno distinte e possono richiedere requisiti ulteriori.
Fonti ufficiali
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