Un commercialista per perito assicurativo deve distinguere la gestione fiscale dell’attività di valutazione dei danni dagli adempimenti professionali collegati al Ruolo CONSAP. Il codice ATECO di riferimento è normalmente 66.21.00 – Valutazione dei rischi e dei danni; nel regime forfettario il coefficiente di redditività è del 78% e, in assenza di altra previdenza obbligatoria, il professionista rientra normalmente nella Gestione Separata INPS.
Il Ruolo CONSAP non riguarda però qualsiasi attività classificata con 66.21.00. È specifico per l’attività professionale di accertamento e stima dei danni alle cose derivanti da circolazione, furto e incendio di veicoli a motore e natanti soggetti alla disciplina assicurativa obbligatoria. Il commercialista deve quindi partire dal tipo di incarichi realmente svolti.
Per apertura, ATECO, requisiti CONSAP e primo inquadramento puoi consultare anche la guida RF sulla Partita IVA del perito assicurativo.
Cosa deve controllare il commercialista di un perito assicurativo
- ATECO 66.21.00 e attività effettivamente esercitata;
- eventuale obbligo di iscrizione al Ruolo CONSAP;
- compatibilità professionali previste dal Codice delle Assicurazioni;
- Gestione Separata INPS;
- coefficiente forfettario del 78%;
- compensi per perizia, pratica o incarico;
- fatture verso compagnie, studi peritali e altri committenti;
- rimborsi, anticipazioni e spese sostenute per conto del cliente;
- auto, carburante, trasferte e sopralluoghi;
- software peritale, banche dati e strumenti di rilevazione;
- collaborazioni con altri periti e professionisti;
- eventuali attività ulteriori o codici ATECO secondari.
ATECO 66.21.00: valutazione dei rischi e dei danni
Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 collocano nel codice 66.21.00 l’attività di valutazione dei rischi e dei danni nell’ambito dei servizi ausiliari delle assicurazioni. La classe comprende attività amministrative connesse alla gestione dei sinistri e all’accertamento delle richieste di indennizzo.
Per le attività comprese e le principali esclusioni RF dispone anche della scheda ATECO 66.21.00.
Perito assicurativo, liquidatore, agente e broker: differenze fiscali
Il perito valuta tecnicamente il danno e produce la perizia; il liquidatore gestisce il processo di liquidazione del sinistro; agente e broker svolgono invece attività di intermediazione assicurativa. Le funzioni possono essere vicine nel settore, ma non sono fiscalmente equivalenti.
Un agente assicurativo vende o gestisce polizze e rientra nell’area dell’intermediazione; il perito non vende coperture assicurative e deve restare separato da quell’attività anche sotto il profilo delle incompatibilità professionali. Per l’intermediazione RF tratta separatamente il commercialista per agente assicurativo.
Quando serve l’iscrizione al Ruolo CONSAP
Il Ruolo dei periti assicurativi gestito da CONSAP riguarda le persone fisiche abilitate all’accertamento e alla stima dei danni alle cose derivanti dalla circolazione, dal furto e dall’incendio di veicoli a motore e natanti soggetti all’assicurazione obbligatoria.
Il commercialista non deve quindi confondere il codice ATECO con l’abilitazione: il 66.21.00 descrive l’attività economica, mentre l’iscrizione al Ruolo deriva dalla disciplina professionale specifica.
Tirocinio e prova di idoneità
Per l’iscrizione al Ruolo, CONSAP richiede tra i requisiti un tirocinio di almeno 24 mesi presso un perito iscritto e il successivo superamento della prova di idoneità. Il tirocinante non può redigere autonomamente perizie durante il periodo di pratica.
Il commercialista che segue un candidato deve quindi distinguere la fase di tirocinio dall’esercizio autonomo dell’attività professionale e verificare quando sussistono effettivamente i presupposti per fatturare in proprio.
Incompatibilità CONSAP da controllare
Le FAQ CONSAP richiamano alcune incompatibilità rilevanti. Non possono essere iscritti al Ruolo, tra gli altri, i riparatori di veicoli o natanti, gli iscritti al RUI e i dipendenti pubblici a tempo pieno o con part-time superiore alla metà dell’orario a tempo pieno.
Questi vincoli sono importanti anche fiscalmente: aprire la Partita IVA non risolve un’incompatibilità professionale. Prima di avviare o modificare l’attività il commercialista deve chiedere al cliente quali altri lavori, cariche o iscrizioni possiede.
Regime forfettario: coefficiente di redditività del 78%
Per il perito assicurativo professionista il coefficiente di redditività applicato nel regime forfettario è normalmente del 78%. Con 40.000 euro di compensi incassati, il reddito forfettario lordo è quindi 31.200 euro.
Dal reddito determinato con il coefficiente si deducono i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati; sulla base residua si applica l’imposta sostitutiva del 15% oppure del 5% quando ricorrono tutte le condizioni previste per una nuova attività.
Gestione Separata INPS nel 2026
Se il perito esercita come libero professionista senza altra forma previdenziale obbligatoria, il riferimento ordinario è la Gestione Separata INPS. Nel 2026 l’aliquota complessiva per i professionisti non pensionati e non assicurati presso altre gestioni obbligatorie è pari al 26,07%.
Se il professionista è pensionato o già assicurato presso altra previdenza obbligatoria, nei casi previsti può applicarsi l’aliquota del 24%. La corretta posizione va verificata prima del primo versamento, soprattutto quando il perito affianca l’attività autonoma ad altri rapporti di lavoro.
Come vengono pagati gli incarichi peritali
I compensi possono essere stabiliti per singola perizia, per pratica, per giornata, attraverso tariffe concordate con compagnie o studi peritali oppure con accordi quadro. Il commercialista dovrebbe ricostruire sempre il compenso lordo maturato e l’incasso effettivo, evitando di basarsi soltanto sui bonifici ricevuti.
Quando il committente raggruppa più pratiche in una liquidazione periodica, è utile mantenere un prospetto che colleghi ogni fattura ai sinistri o agli incarichi inclusi. Questo riduce il rischio di pratiche non fatturate, doppie fatturazioni o compensi non riconciliati.
Fatture verso compagnie e studi peritali
La fattura dovrebbe identificare in modo chiaro il servizio svolto, eventualmente richiamando numero di pratica, sinistro o incarico quando compatibile con le regole di riservatezza. Descrizioni troppo generiche rendono più difficile riconciliare compensi e pratiche.
Nel regime forfettario si applicano le regole specifiche su IVA, ritenuta e bollo. Per gli aspetti generali rimane utile la guida RF sulla fatturazione elettronica nel regime forfettario.
Crediti, tempi di pagamento e cash flow
Compagnie e studi peritali possono avere cicli di liquidazione diversi. Il commercialista dovrebbe separare le pratiche concluse ma non ancora fatturate, le fatture emesse e i crediti effettivamente incassati, così da evitare che il professionista confonda produzione del lavoro e disponibilità finanziaria.
Nel forfettario conta normalmente il principio di cassa: per questo una crescita degli incarichi non coincide sempre con un aumento immediato del reddito fiscale. Un prospetto mensile di pratiche chiuse, fatture e incassi permette di pianificare meglio contributi, imposta sostitutiva e spese operative.
Rimborsi, anticipazioni e spese di trasferta
Un incarico può richiedere pedaggi, parcheggi, trasferte, fotografie, visure, accessi a banche dati o altre spese. Il commercialista deve distinguere ciò che costituisce un vero rimborso documentato per conto del committente da ciò che rappresenta invece una componente del compenso professionale.
Nel forfettario i costi reali del professionista non vengono dedotti analiticamente. Se il perito sostiene molte trasferte e spese operative, è quindi necessario confrontare il loro peso con il 22% di costi presunti dal coefficiente del 78%.
Auto, carburante e chilometri
L’automobile è spesso uno degli strumenti principali del perito, soprattutto quando i sopralluoghi sono distribuiti su un territorio ampio. Acquisto o leasing, carburante, assicurazione, manutenzione, pneumatici, pedaggi e parcheggi incidono sul margine reale anche se nel forfettario non vengono dedotti singolarmente.
È utile calcolare il costo medio per chilometro e il tempo di viaggio per pratica. Una perizia apparentemente remunerativa può diventare poco conveniente quando richiede lunghi spostamenti o più sopralluoghi.
Software, banche dati e strumenti di sopralluogo
Gestionale peritale, banche dati dei ricambi, strumenti fotografici, smartphone, tablet, misuratori e servizi cloud possono rappresentare costi ricorrenti. Il commercialista dovrebbe inserirli nel controllo di gestione per capire il costo minimo necessario a mantenere operativa l’attività.
Abbonamenti e licenze usati da molti professionisti sembrano piccoli singolarmente, ma su base annuale possono incidere in modo significativo sul margine.
Margine per pratica e produttività
Il dato più utile non è soltanto il fatturato mensile, ma il margine medio per pratica. Per ogni incarico conviene rilevare compenso, chilometri, tempo di sopralluogo, tempo di redazione, eventuali seconde uscite e costi esterni.
Confrontando questi dati il professionista può capire quali committenti, zone o tipologie di sinistro sono economicamente sostenibili e quali richiedono una revisione delle condizioni economiche.
Archiviazione delle pratiche e riservatezza
Una perizia può contenere fotografie, targhe, dati di assicurati, documenti di officine e informazioni relative al sinistro. La gestione documentale deve quindi essere ordinata e coerente con gli obblighi di riservatezza e protezione dei dati, soprattutto quando più soggetti collaborano sulla stessa pratica.
Dal punto di vista gestionale è utile definire regole per nomi file, cartelle, backup, accessi e tempi di conservazione. Una struttura documentale coerente riduce gli errori, velocizza eventuali richieste del committente e limita il rischio di inviare allegati relativi alla pratica sbagliata.
Collaborazioni con altri periti e professionisti
Nei carichi di lavoro elevati possono essere coinvolti altri periti, tecnici o collaboratori. La collaborazione deve rispettare le regole professionali applicabili e deve essere documentata fiscalmente in modo coerente.
Per l’attività soggetta al Ruolo CONSAP non è sufficiente affidare la perizia a un soggetto non abilitato: la disciplina professionale resta distinta dal contratto economico tra i soggetti coinvolti.
Lavoro dipendente e Partita IVA
Un perito può in alcuni casi affiancare la Partita IVA a un lavoro dipendente, ma vanno verificate sia le regole del regime forfettario sia le incompatibilità professionali CONSAP quando applicabili.
Per i dipendenti pubblici il Ruolo prevede limiti specifici. Per il lavoro privato vanno invece controllati eventuali patti di esclusiva, conflitti di interesse e la causa ostativa del forfettario relativa ai rapporti con datore o ex datore di lavoro.
Più attività e codici ATECO secondari
Il perito può svolgere anche attività tecniche ulteriori, ma non tutto ciò che viene chiamato “perizia” rientra nel 66.21.00. ISTAT esclude, per esempio, stime immobiliari e altre attività peritali non assicurative, che possono ricadere in codici differenti.
Quando l’attività si amplia, il commercialista deve verificare se servono codici secondari e se cambiano coefficiente di redditività, previdenza o obblighi professionali.
Documenti da consegnare al commercialista
- fatture emesse e incassi;
- prospetti delle pratiche lavorate;
- contratti o accordi con compagnie e studi peritali;
- note spese e rimborsi;
- riepilogo trasferte e chilometri;
- fatture di software, banche dati e strumenti;
- documentazione della Gestione Separata;
- documenti CONSAP quando applicabili;
- eventuali contratti di collaborazione;
- prospetti delle attività secondarie.
Controlli periodici consigliati
Ogni trimestre conviene confrontare compensi fatturati, pratiche concluse, crediti ancora da incassare, chilometri, trasferte e margine medio per incarico. Nello stesso controllo vanno accantonate le somme necessarie per INPS, imposta sostitutiva e acconti.
Almeno una volta l’anno il commercialista dovrebbe verificare anche la permanenza dei requisiti del forfettario, la posizione previdenziale, eventuali incompatibilità e la coerenza tra ATECO e attività effettivamente svolta.
Come scegliere un commercialista per perito assicurativo
È utile un commercialista che sappia distinguere attività peritale, liquidazione e intermediazione assicurativa. Deve conoscere Gestione Separata, forfettario, gestione dei rimborsi, costi di trasferta e soprattutto il confine tra adempimenti fiscali e requisiti professionali CONSAP.
Prima di affidare la contabilità conviene chiedere come verranno controllati compensi per pratica, margine delle trasferte, posizione previdenziale, compatibilità professionali e attività secondarie.
Domande frequenti
Qual è il codice ATECO del perito assicurativo?
Il riferimento principale è 66.21.00 – Valutazione dei rischi e dei danni.
Ogni attività 66.21.00 richiede l’iscrizione a CONSAP?
No. Il Ruolo CONSAP riguarda specificamente l’attività professionale di accertamento e stima dei danni a veicoli a motore e natanti nei casi disciplinati dal Codice delle Assicurazioni.
Quanto dura il tirocinio CONSAP?
Il tirocinio richiesto per l’accesso al Ruolo non può essere inferiore a 24 mesi e deve essere svolto presso un perito iscritto.
Qual è il coefficiente forfettario?
Per il perito assicurativo professionista il coefficiente di redditività è normalmente del 78%.
Quanto paga di INPS?
Se è un libero professionista senza altra previdenza obbligatoria, nel 2026 l’aliquota complessiva della Gestione Separata è del 26,07%.
Può essere anche agente assicurativo?
Per chi rientra nel Ruolo CONSAP l’iscrizione al RUI è incompatibile. Attività peritale e intermediazione assicurativa vanno quindi tenute chiaramente distinte.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
