Un commercialista per modella o modello deve conoscere sia il regime forfettario sia la previdenza dello spettacolo. Per fotomodelli, fotomodelle e indossatori il riferimento ATECO 2025 è 90.20.09 – Altre attività di arti performative e rappresentazioni artistiche, con coefficiente di redditività del 67%. Sul piano previdenziale, quando la prestazione rientra nelle categorie dello spettacolo, il riferimento principale è il Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo (FPLS, ex ENPALS).
La gestione fiscale diventa più delicata quando entrano agenzie, commissioni, trasferte, clienti esteri, diritti di immagine, buyout, influencer marketing o prestazioni video. Il commercialista deve ricostruire correttamente chi è il committente, cosa viene pagato e quale previdenza si applica a ciascun compenso.
Commercialista per modella e modello: cosa deve controllare
- ATECO 90.20.09 ed eventuali attività secondarie;
- coefficiente forfettario del 67%;
- FPLS per fotomodelli e indossatori quando ricorrono i presupposti;
- contratti con agenzie, brand e produzioni;
- commissioni e flussi di fatturazione;
- buyout e utilizzo dell’immagine;
- rimborsi, viaggi e alloggi;
- clienti italiani, UE ed extra-UE;
- attività parallele da influencer, creator o attore;
- convenienza reale del forfettario rispetto ai costi sostenuti.
ATECO 2025 per modella e modello: 90.20.09
Le note ATECO 2025 dell’ISTAT collocano le attività di fotomodelli e fotomodelle nel codice 90.20.09. Il codice comprende le altre attività di arti performative e rappresentazioni artistiche non classificate nelle voci più specifiche.
Su RegimeForfettario.it è disponibile anche la scheda ATECO 90.20.09, che mantiene lo slug storico ma riporta la classificazione 2025 aggiornata.
Coefficiente forfettario del 67%
Per l’attività riconducibile al 90.20.09 il coefficiente di redditività nel regime forfettario è del 67%. Con 30.000 euro di compensi, il reddito forfettario lordo è quindi pari a 20.100 euro.
Il restante 33% rappresenta la quota di costi riconosciuta fiscalmente in modo automatico. Book, test shooting, corsi, trasferte, alloggi, commissioni di agenzia, make-up e promozione personale non vengono dedotti analiticamente nel forfettario.
FPLS: la previdenza centrale per fotomodelli e indossatori
L’INPS include espressamente indossatori e fotomodelli tra le categorie del Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo. L’obbligo può sorgere anche quando la prestazione è resa in forma autonoma e il lavoratore possiede Partita IVA.
La circolare INPS 44/2025 ribadisce il principio anche per prestazioni pubblicitarie e digitali: se il lavoro concretamente svolto è riconducibile a indossatore o fotomodello, il FPLS resta rilevante indipendentemente dalla forma contrattuale.
Chi versa i contributi FPLS
Nel FPLS gli obblighi contributivi e informativi sono normalmente in capo al soggetto che utilizza la prestazione, cioè datore di lavoro o committente, anche quando il rapporto è autonomo. Per la generalità delle categorie il contributo IVS ordinario è del 33%.
La quota viene ordinariamente ripartita tra committente e lavoratore. Per questo il commercialista deve verificare documentazione contributiva, imponibile e trattenute anziché applicare automaticamente l’aliquota della Gestione Separata sul reddito forfettario.
Gestione Separata: non va sommata automaticamente al FPLS
Una modella può svolgere più attività con la stessa Partita IVA. La Gestione Separata può diventare rilevante per prestazioni professionali autonome diverse dal lavoro di fotomodello o indossatore e non coperte dal FPLS.
La regola pratica è separare le prestazioni: modeling, influencer marketing, content creation, consulenza o formazione non devono essere trattati come se fossero automaticamente la stessa attività previdenziale.
Agenzia di moda: il contratto viene prima della fattura
Quando il lavoro arriva tramite agenzia bisogna capire chi assume l’incarico verso il cliente finale, chi paga il modello e come viene calcolata la commissione. Il semplice importo netto accreditato sul conto non basta per stabilire il compenso fiscalmente rilevante.
Il contratto dovrebbe indicare almeno compenso lordo, percentuale dell’agenzia, eventuali anticipazioni, spese, termini di pagamento, soggetto committente e responsabilità sugli adempimenti FPLS.
Commissioni di agenzia nel regime forfettario
Nel forfettario le commissioni sostenute dal modello non sono una deduzione analitica dal reddito. Per questo è decisivo comprendere il flusso contrattuale: una trattenuta effettuata dall’agenzia non deve essere interpretata automaticamente come riduzione del compenso da dichiarare.
Quando le commissioni sono elevate e ricorrenti, il loro peso economico deve entrare nel confronto tra il 33% di costi presunti dal forfettario e i costi reali dell’attività.
Sfilate, shooting, showroom e fitting
I contratti possono remunerare giornate di shooting, mezze giornate, fitting, sfilate, showroom, cataloghi, e-commerce e campagne. È utile che fattura e documentazione descrivano la prestazione effettiva, soprattutto quando più attività vengono pagate nello stesso incarico.
Una descrizione precisa aiuta anche a distinguere la prestazione di modello da attività promozionali o attoriali che possono avere un diverso inquadramento.
Buyout e diritti di utilizzo dell’immagine
Nelle campagne commerciali il corrispettivo può essere formato da una quota per la prestazione e da una quota per l’utilizzo dell’immagine. Il cosiddetto buyout può dipendere da durata, territorio, canali, mezzi pubblicitari, esclusiva e possibilità di rinnovo.
Il commercialista deve leggere il contratto insieme al modello, perché la qualificazione dei pagamenti non può essere ricavata soltanto dalla causale del bonifico. Prestazione personale e sfruttamento dell’immagine devono essere documentati in modo coerente.
Modella e influencer: due attività che possono convivere
Posare per la campagna di un brand e pubblicare una sponsorizzazione sul proprio profilo social non sono necessariamente la stessa prestazione. L’ATECO 2025 distingue l’influencer marketing dalle attività performative.
Se il brand acquista la capacità promozionale del profilo personale può diventare rilevante il codice 73.11.03. Se acquista invece una prestazione da fotomodella o indossatore, il 90.20.09 e il FPLS restano i riferimenti da verificare.
Quando una modella svolge vera recitazione
Una presenza in video non trasforma automaticamente il modello in attore. Se però la persona interpreta un ruolo, recita un testo o svolge una vera prestazione attoriale, ATECO e qualifica previdenziale devono essere verificati separatamente.
ATECO 2025 prevede il codice 90.20.01 per gli attori indipendenti che compaiono in contenuti audiovisivi. In incarichi misti è utile che il contratto distingua chiaramente le prestazioni.
Hostess e promoter non sono automaticamente modelli
Accoglienza in fiera, distribuzione di materiale, presidio di uno stand o promozione diretta di un prodotto sono attività diverse dalla posa o dalla sfilata. Usare il codice del modello solo perché l’immagine personale è importante nel lavoro può produrre un inquadramento errato.
Clienti esteri e agenzie internazionali
Modelle e modelli lavorano spesso con agenzie, fotografi e brand esteri. Il commercialista deve verificare territorialità IVA, eventuale VIES per operazioni UE, valuta e documenti necessari a seconda del cliente.
Se la prestazione viene svolta fisicamente all’estero occorre inoltre verificare il coordinamento previdenziale applicabile, soprattutto per incarichi ricorrenti o per periodi di lavoro in più Paesi.
Rimborsi di viaggio, hotel e trasferte
Il contratto dovrebbe chiarire se viaggio e alloggio sono pagati direttamente dal cliente, anticipati dall’agenzia o sostenuti dal modello e poi riaddebitati. Fiscalmente non ogni rimborso è automaticamente neutro.
Nel forfettario le spese proprie sostenute dal professionista non vengono dedotte analiticamente: anche questo elemento può incidere molto sulla convenienza del regime per chi lavora spesso fuori città o all’estero.
Fattura elettronica e descrizione della prestazione
Il modello titolare di Partita IVA emette normalmente fattura elettronica per le operazioni soggette all’obbligo. La descrizione dovrebbe essere coerente con contratto e incarico: shooting, sfilata, fitting, campagna, prestazione video o altra attività effettivamente svolta.
Nel forfettario, nelle normali operazioni interne, la fattura non espone IVA e deve riportare le indicazioni previste per il regime. Va inoltre verificata l’imposta di bollo quando ricorrono i presupposti.
Esempio con 40.000 euro di compensi
Con 40.000 euro di compensi riferibili all’attività con coefficiente 67%, il reddito forfettario lordo è 26.800 euro. I contributi previdenziali obbligatori effettivamente rimasti a carico del contribuente possono essere dedotti secondo le regole applicabili prima di calcolare l’imposta sostitutiva.
Il calcolo previdenziale FPLS non deve però essere ottenuto applicando una percentuale generica al reddito forfettario: imponibile, giornate e adempimenti seguono le regole specifiche del Fondo.
Quando rivalutare il regime forfettario
Il forfettario riconosce costi presunti pari al 33% dei compensi. Se commissioni di agenzia, viaggi, alloggi, portfolio, formazione e promozione personale superano stabilmente questa quota, è opportuno simulare anche il regime ordinario.
La convenienza dipende inoltre dalla possibilità di recuperare l’IVA sugli acquisti, dalle detrazioni personali e dalla struttura complessiva dei redditi.
Attività miste e più codici ATECO
Una stessa persona può essere modello, influencer, creator, attore o formatore. Se queste attività sono autonome e abituali possono servire più codici ATECO e una separazione dei ricavi.
Quando i coefficienti di redditività sono differenti, il commercialista deve attribuire correttamente i compensi a ciascuna attività invece di applicare un’unica percentuale a tutto il fatturato.
Documenti da dare al commercialista
- contratti con agenzie e brand;
- booking confirmation e documenti degli incarichi;
- fatture emesse e ricevute;
- prospetti delle commissioni trattenute;
- documentazione FPLS rilasciata da committenti;
- contratti di buyout e utilizzo dell’immagine;
- rimborsi e note spese;
- documentazione dei lavori esteri;
- riepilogo di eventuali attività da influencer o creator.
Controlli periodici durante l’anno
È utile riconciliare periodicamente compensi lordi, importi pagati dall’agenzia, fatture, commissioni e documenti previdenziali. In un settore con molti incarichi brevi, affidarsi soltanto ai bonifici ricevuti può far perdere informazioni importanti.
Il commercialista dovrebbe inoltre monitorare soglia del forfettario, attività secondarie, clienti esteri e peso reale dei costi.
Partita IVA modella e guida commercialista: intenti diversi
La guida sulla Partita IVA per modella e modello approfondisce soprattutto apertura, ATECO e inquadramento iniziale. Questa pagina è focalizzata sulla gestione continuativa: FPLS, agenzie, commissioni, buyout, estero e attività parallele.
Per la previdenza puoi approfondire anche i contributi FPLS/ex ENPALS.
Errori da evitare
- applicare automaticamente la Gestione Separata alle prestazioni da fotomodello;
- usare il vecchio ATECO 90.01.09 senza aggiornare la classificazione 2025;
- considerare la commissione di agenzia automaticamente deducibile nel forfettario;
- confondere modella, influencer, hostess e attrice;
- non chiarire chi è il committente ai fini FPLS;
- ignorare buyout e clausole di utilizzo dell’immagine;
- non separare i ricavi di attività diverse;
- valutare il forfettario senza misurare commissioni e trasferte reali.
Domande frequenti
Per fotomodelli, fotomodelle e indossatori il riferimento ATECO 2025 da verificare è 90.20.09 – Altre attività di arti performative e rappresentazioni artistiche.
Per ATECO 90.20.09 il coefficiente di redditività è del 67%.
Quando la prestazione è riconducibile a fotomodello o indossatore ed è resa per un committente, l’INPS la include tra le categorie assicurate al FPLS. La Gestione Separata può rilevare per altre attività autonome distinte non coperte dal Fondo.
Quando si applica il FPLS, gli adempimenti contributivi sono normalmente in capo al datore di lavoro o committente anche nelle prestazioni autonome.
Non vengono dedotte analiticamente dal reddito forfettario. Il regime riconosce i costi attraverso il coefficiente di redditività; per questo il loro peso reale va considerato nella valutazione di convenienza.
Sì, ma se le attività sono entrambe autonome e abituali possono servire codici ATECO diversi e una corretta separazione dei relativi ricavi e dell’inquadramento previdenziale.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
