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Regime Forfettario

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Commercialista per igienista dentale: ATECO, INPS, TS e costi

Un commercialista per igienista dentale deve coordinare ATECO 86.99.09, Albo TSRM-PSTRP, regime forfettario, Gestione Separata INPS, prestazioni sanitarie, Sistema Tessera Sanitaria, rapporti con studi odontoiatrici e costi reali dell’attività. La gestione non è identica a quella del dentista: l’igienista dentale non utilizza l’ATECO 86.23.00 e non è iscritto all’ENPAM per la propria attività professionale tipica.

Il punto più delicato è distinguere la prestazione sanitaria resa direttamente al paziente dalla collaborazione professionale con studi, cliniche e strutture odontoiatriche. Fatture, Sistema TS, pagamenti tracciabili, bollo, assicurazione, formazione e previdenza devono essere impostati in modo coerente con il rapporto reale.

Cosa deve controllare il commercialista di un igienista dentale

  • ATECO 86.99.09 e attività effettivamente svolte;
  • iscrizione all’Albo degli Igienisti dentali presso l’Ordine TSRM-PSTRP;
  • Gestione Separata INPS;
  • regime forfettario e coefficiente di redditività del 78%;
  • prestazioni sanitarie esenti IVA quando ricorrono i presupposti;
  • fatture a pazienti e fatture verso studi o società;
  • trasmissione delle spese al Sistema Tessera Sanitaria;
  • pagamenti tracciabili ai fini della detrazione del paziente;
  • bollo sulle fatture quando dovuto;
  • collaborazioni con studi odontoiatrici;
  • assicurazione RC professionale;
  • ECM e formazione;
  • eventuale studio professionale proprio e autorizzazioni regionali;
  • convenienza reale del forfettario rispetto ai costi sostenuti.

ATECO 86.99.09: il codice dell’igienista dentale

ATECO 2025 utilizza il codice 86.99.09 – Altre attività varie per la salute umana n.c.a.. Le note ufficiali ISTAT includono espressamente le attività di igienisti dentali.

Il codice è ampio e comprende anche altre professioni e attività sanitarie residuali. Per questo la qualifica professionale, l’Albo e la descrizione della prestazione restano essenziali. La Card ATECO 86.99.09 riassume il perimetro generale.

Perché non usare ATECO 86.23.00 del dentista

ATECO 86.23.00 riguarda le attività odontoiatriche svolte da dentisti e odontoiatri. Le note ISTAT escludono espressamente da questa classe il personale paramedico odontoiatrico, compresi gli igienisti dentali, rinviando al gruppo 86.99.

La distinzione evita di attribuire all’igienista un’attività sanitaria diversa da quella effettivamente svolta e mantiene separati anche previdenza e requisiti professionali.

Albo TSRM-PSTRP: requisito professionale

L’igienista dentale è una professione sanitaria dell’area tecnico-assistenziale. Il portale della FNO TSRM e PSTRP dedica una specifica Commissione di albo nazionale alla professione.

L’esercizio professionale richiede il titolo abilitante e la regolare iscrizione all’Albo territoriale. Il commercialista dovrebbe quindi controllare che i dati anagrafici e professionali utilizzati nella documentazione fiscale siano coerenti con la posizione dell’iscritto.

Partita IVA igienista dentale e gestione continuativa: due esigenze diverse

La guida sulla Partita IVA dell’igienista dentale affronta apertura, ATECO, Albo, INPS e primo inquadramento. Questa pagina riguarda invece la gestione durante l’attività.

Nel corso dell’anno vanno controllati incassi, fatture sanitarie, Sistema TS, contributi, collaborazioni, costi dello studio, assicurazione e formazione. Se il professionista lavora per più studi, è utile distinguere compensi e condizioni di ciascun rapporto.

Regime forfettario: coefficiente 78%

Per l’attività professionale dell’igienista dentale il coefficiente di redditività è del 78%. Il reddito fiscale lordo corrisponde quindi al 78% dei compensi incassati.

Il restante 22% rappresenta la quota di costi riconosciuta in modo forfettario. Assicurazione, Ordine, ECM, software, attrezzature, spostamenti e collaborazioni non vengono dedotti analiticamente.

Esempio con 30.000 euro di compensi

Con 30.000 euro di compensi incassati e coefficiente del 78%, il reddito forfettario lordo è pari a 23.400 euro. Se l’igienista dentale è iscritto alla Gestione Separata senza altra previdenza obbligatoria, il 26,07% produce contributi teorici nell’ordine di 6.100 euro.

I contributi obbligatori effettivamente versati sono deducibili prima del calcolo dell’imposta sostitutiva. Il risultato reale dipende dalla posizione previdenziale personale e dai versamenti effettuati.

Gestione Separata INPS nel 2026

L’igienista dentale libero professionista, non avendo una Cassa previdenziale autonoma dedicata, rientra normalmente nella Gestione Separata INPS.

Nel 2026 l’INPS applica ai professionisti senza altra previdenza obbligatoria un’aliquota complessiva del 26,07%. Nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma previdenziale obbligatoria l’aliquota è del 24%.

Il minimale INPS non è un contributo fisso

La Gestione Separata prevede un minimale di reddito utile per l’accredito contributivo dell’intero anno, ma non un contributo fisso minimo da pagare comunque come avviene nelle gestioni Artigiani e Commercianti.

Per il professionista con redditi bassi la contribuzione segue quindi il reddito prodotto secondo le regole della Gestione Separata.

Prestazioni sanitarie e IVA

L’articolo 10, n. 18, del D.P.R. 633/1972 prevede l’esenzione IVA per prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione della persona rese nell’esercizio delle professioni sanitarie individuate dalla normativa.

Per l’igienista dentale la prestazione tipica sanitaria rientra normalmente nel perimetro dell’esenzione quando ne ricorrono i presupposti. Attività che escono dalla prestazione sanitaria alla persona devono però essere valutate separatamente.

Sistema Tessera Sanitaria

Gli igienisti dentali rientrano tra i professionisti sanitari le cui prestazioni possono alimentare la dichiarazione precompilata tramite il Sistema Tessera Sanitaria.

L’Agenzia delle Entrate include tra le spese sanitarie quelle trasmesse dagli esercenti le professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione. Il commercialista deve quindi verificare dati del paziente, importi, eventuali rimborsi e corrette trasmissioni.

Pagamenti tracciabili e detrazione del paziente

Per le prestazioni sanitarie rese da professionisti privati la detraibilità del paziente richiede normalmente un pagamento tracciabile. Il Sistema TS riceve anche l’informazione sulla modalità di pagamento.

È quindi utile riconciliare fattura, POS, bonifico o altro strumento utilizzato dal paziente. Errori nella modalità comunicata possono incidere sulla dichiarazione precompilata.

Fatture a pazienti e fatture verso studi odontoiatrici

Una fattura emessa direttamente al paziente non è operativamente identica a una fattura professionale emessa a uno studio odontoiatrico o a una società sanitaria che acquista la prestazione dell’igienista.

Il commercialista deve verificare chi è il reale committente, chi incassa dal paziente e quale soggetto è responsabile della trasmissione della spesa sanitaria. Contratto, flusso economico e fatturazione devono raccontare la stessa operazione.

Collaborazioni con più studi

È frequente che l’igienista lavori in più studi odontoiatrici, con giornate fisse o compensi a prestazione. È utile avere un contratto o almeno condizioni scritte su tariffa, cancellazioni, materiali messi a disposizione e tempi di pagamento.

Il commercialista dovrebbe confrontare il rendimento delle diverse collaborazioni, soprattutto quando spostamenti e giornate non pienamente occupate riducono il compenso effettivo per ora.

Studio proprio: attenzione alle regole regionali e al quadro 2026

La possibilità di esercitare in un proprio studio professionale deve essere coordinata con normativa sanitaria e regole autorizzative regionali. Non è prudente assumere che bastino Partita IVA e iscrizione all’Albo per aprire qualsiasi struttura sanitaria.

Nel 2026 il tema dell’autonomia organizzativa della professione è ancora oggetto di confronto istituzionale e contenzioso. La FNO TSRM e PSTRP ha contestato nel giugno 2026 l’interpretazione contenuta nella sentenza TAR Marche n. 752/2026. Prima di aprire uno studio va quindi verificata la disciplina della Regione competente.

Assicurazione RC professionale

L’attività sanitaria comporta responsabilità professionale e richiede un’adeguata copertura assicurativa secondo la disciplina applicabile. Il premio rappresenta un costo economico reale dell’attività.

Nel forfettario il costo dell’assicurazione non viene dedotto analiticamente. Va però incluso nel controllo del margine insieme a Ordine, formazione, software e spostamenti.

ECM, quota Ordine e formazione

Quota annuale dell’Ordine, formazione ECM e aggiornamento professionale sono costi ricorrenti. Anche questi importi restano compresi nella quota forfettaria del 22%.

Il commercialista dovrebbe tenerli nel budget annuale perché incidono sul reddito effettivamente disponibile anche se non riducono direttamente la base imponibile forfettaria.

Attrezzatura, dispositivi e materiali

Quando l’igienista sostiene direttamente costi per strumenti, dispositivi, divise, software o altri materiali, questi vanno considerati nel margine reale della collaborazione o dello studio.

Se invece attrezzatura e materiali sono messi a disposizione dallo studio odontoiatrico, il contratto dovrebbe chiarirlo. Questa differenza può incidere molto sulla convenienza economica della tariffa pattuita.

Rivalsa del 4% in Gestione Separata

Il libero professionista iscritto alla Gestione Separata può addebitare al committente una rivalsa previdenziale del 4%. La rivalsa è facoltativa e non sostituisce i contributi dovuti all’INPS dal professionista.

Dal punto di vista fiscale entra nel compenso del professionista. Il commercialista deve quindi trattarla correttamente nei ricavi e distinguerla dal contributo integrativo tipico delle Casse professionali.

Igienista dentale dipendente con Partita IVA

Un igienista dentale può affiancare un rapporto di lavoro dipendente a incarichi libero-professionali, purché siano rispettati eventuali vincoli contrattuali, incompatibilità e regole sul regime forfettario.

La presenza di un’altra copertura previdenziale obbligatoria può incidere sull’aliquota della Gestione Separata applicabile al reddito professionale. Per il forfettario vanno inoltre verificati i limiti relativi al reddito da lavoro dipendente e gli eventuali rapporti prevalenti con il datore di lavoro attuale o precedente.

Quando il forfettario può essere poco conveniente

Il coefficiente del 78% presume costi pari al 22% dei compensi. Per un igienista che lavora presso studi altrui con pochi costi diretti può essere coerente.

Se invece aumentano studio proprio, personale, attrezzatura, assicurazione, software, formazione e costi organizzativi, il commercialista dovrebbe confrontare il forfettario con il regime ordinario.

Documenti da consegnare al commercialista

  • fatture emesse ai pazienti e agli studi;
  • riepiloghi Sistema Tessera Sanitaria;
  • estratti conto e movimenti POS;
  • contratti con studi odontoiatrici;
  • documentazione INPS;
  • quota Ordine e assicurazione professionale;
  • documentazione ECM e formazione;
  • fatture di strumenti, software e materiali;
  • eventuali documenti autorizzativi dello studio;
  • riepilogo dei compensi per ciascuna collaborazione.

Controlli periodici utili

Ogni trimestre è utile riconciliare fatture, incassi, Sistema TS e contributi. Per chi lavora in più studi conviene confrontare anche compenso effettivo, giornate lavorate e tempi di pagamento.

Almeno una volta l’anno bisogna verificare se il 86.99.09 rappresenta ancora correttamente l’attività e se sono nate altre prestazioni autonome da classificare separatamente.

Come scegliere un commercialista per igienista dentale

È utile un commercialista che conosca le professioni sanitarie. Deve saper coordinare Albo TSRM-PSTRP, Gestione Separata, Sistema TS, fatture sanitarie, pagamenti tracciabili, collaborazioni con studi e costi professionali.

Prima di affidare la contabilità conviene chiedere come verranno controllati Sistema TS, rapporti con gli studi, previdenza, autorizzazioni e convenienza del regime fiscale nel tempo.

Domande frequenti

Qual è il codice ATECO dell’igienista dentale?

ATECO 2025 include espressamente le attività degli igienisti dentali nel codice 86.99.09, Altre attività varie per la salute umana n.c.a.

Qual è il coefficiente forfettario dell’igienista dentale?

Per l’attività professionale dell’igienista dentale il coefficiente di redditività è del 78%.

Quanto paga di INPS un igienista dentale nel 2026?

Se è un libero professionista in Gestione Separata senza altra previdenza obbligatoria, l’aliquota 2026 è del 26,07%. Nei casi previsti con altra copertura previdenziale o pensione è del 24%.

L’igienista dentale deve essere iscritto all’Albo?

Sì. L’esercizio della professione richiede titolo abilitante e regolare iscrizione all’Albo degli Igienisti dentali presso l’Ordine TSRM-PSTRP competente.

L’igienista dentale deve inviare le spese al Sistema Tessera Sanitaria?

Le prestazioni rese dagli esercenti le professioni sanitarie tecniche confluiscono nel Sistema Tessera Sanitaria secondo le regole applicabili alla dichiarazione precompilata.

Il forfettario conviene sempre a un igienista dentale?

No. Se aumentano studio proprio, attrezzatura, assicurazione, formazione, software e altri costi, il 22% di costi riconosciuti dal coefficiente del 78% può essere inferiore ai costi reali. In questi casi va valutato anche il regime ordinario.

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