Un commercialista per giornalista deve coordinare ATECO 90.11.01, Ordine professionale, regime forfettario, Gestione Separata INPGI, fatture, Co.Co.Co., rimborsi spese e compensi da diritto d’autore. La gestione non può essere impostata come quella di un normale freelance senza Albo: per l’attività giornalistica autonoma degli iscritti all’Ordine la previdenza segue regole specifiche INPGI.
Il controllo diventa più importante quando il giornalista lavora contemporaneamente con Partita IVA, collaborazioni coordinate e continuative, moderazione di eventi, uffici stampa, contenuti editoriali per più testate o compensi qualificati come diritto d’autore. Il commercialista deve separare correttamente i diversi rapporti e verificare quali ricavi appartengono davvero all’attività giornalistica.
Cosa deve controllare il commercialista di un giornalista
- ATECO 90.11.01 e attività effettivamente svolta;
- iscrizione all’Ordine dei Giornalisti;
- Gestione Separata INPGI per l’attività autonoma;
- distinzione tra Partita IVA e Co.Co.Co.;
- contributo soggettivo INPGI 12%/14%;
- contributo integrativo del 4%;
- contributo minimo e maternità 2026;
- comunicazione reddituale annuale INPGI;
- fatture a editori, agenzie e uffici stampa;
- rimborsi spese e trasferte;
- eventuali compensi da diritto d’autore;
- moderazione eventi e attività ulteriori;
- clienti esteri e testate straniere;
- convenienza reale del regime forfettario.
ATECO 90.11.01: giornalisti indipendenti
ATECO 2025 utilizza il codice 90.11.01 – Attività di giornalisti indipendenti. Le note ufficiali ISTAT comprendono l’attività dei giornalisti i cui contenuti vengono pubblicati da terzi.
Il codice va distinto dal 90.11.02 riservato ai blogger indipendenti e dal 90.11.09 relativo ad altre attività di creazione letteraria. Per il dettaglio è disponibile anche la Card ATECO 90.11.01.
Ordine dei Giornalisti: professionisti e pubblicisti
L’Ordine dei Giornalisti distingue nell’Albo gli elenchi dei professionisti e dei pubblicisti. La legge professionale prevede che il titolo e le funzioni di giornalista siano collegati all’iscrizione all’Albo.
Dal punto di vista fiscale il commercialista deve verificare la posizione effettiva del cliente, soprattutto quando coesistono altre attività di scrittura, comunicazione, consulenza o produzione di contenuti non giornalistici.
Partita IVA giornalista e gestione continuativa: intenti diversi
La guida sulla Partita IVA giornalista affronta apertura, ATECO, Ordine, INPGI e primo inquadramento. Questa pagina riguarda invece la gestione fiscale e previdenziale durante l’attività.
Nel corso dell’anno vanno controllati incassi, contributi INPGI, Co.Co.Co., fatture, rimborsi, attività ulteriori, diritti d’autore e rapporti con più testate. La gestione deve seguire la struttura reale del lavoro e non soltanto il codice ATECO inizialmente scelto.
INPGI: chi deve iscriversi per l’attività autonoma
La Gestione Separata INPGI riguarda i giornalisti professionisti, pubblicisti e praticanti iscritti all’Ordine che svolgono attività giornalistica autonoma. L’INPGI precisa che anche una prestazione autonoma sporadica può far sorgere l’obbligo previdenziale secondo le regole dell’Istituto.
Il commercialista non deve quindi applicare automaticamente la Gestione Separata INPS ai compensi giornalistici autonomi dell’iscritto all’Ordine. Previdenza INPGI e fiscalità devono essere coordinate sin dalla prima fattura.
INPGI 2026: contributo soggettivo 12% e 14%
Per il libero professionista giornalista il contributo soggettivo INPGI è pari al 12% del reddito professionale netto fino a 24.000 euro e al 14% sulla quota eccedente.
La pagina ufficiale sulle tipologie di contribuzione INPGI conferma questo meccanismo. Per i titolari di pensione diretta il contributo soggettivo è ridotto secondo le regole dell’Istituto.
Contributo integrativo INPGI del 4%
Il contributo integrativo per il giornalista libero professionista è pari al 4% dei corrispettivi lordi. Il giornalista ha diritto di rivalsa nei confronti del committente secondo la disciplina INPGI.
Il commercialista deve configurare correttamente le fatture e distinguere il 4% integrativo dal reddito netto sul quale viene calcolato il contributo soggettivo. L’INPGI precisa inoltre che il contributo integrativo non è fiscalmente deducibile, mentre soggettivo, aggiuntivo e maternità lo sono secondo le regole applicabili.
Contributo minimo INPGI 2026
Per il 2026 l’INPGI ha fissato un contributo minimo ordinario complessivo di 430,71 euro, composto da 305,26 euro di soggettivo, 101,75 euro di integrativo e 23,70 euro di maternità.
Per gli iscritti all’Ordine da meno di cinque anni il minimo ridotto 2026 è pari a 227,21 euro; per i pensionati diretti l’importo indicato dall’Istituto è 278,08 euro. Il riferimento è la comunicazione ufficiale INPGI sul contributo minimo 2026.
Scadenza del contributo minimo: 31 luglio 2026
Il contributo minimo 2026 deve essere versato entro il 31 luglio 2026. L’INPGI ha previsto anche la possibilità di pagamento in tre rate anticipate con scadenza 31 maggio, 30 giugno e 31 luglio, senza ulteriori oneri.
Chi non ha svolto attività giornalistica autonoma e prevede di non svolgerla fino alla fine dell’anno deve seguire la procedura prevista dall’Istituto per evitare un versamento non dovuto.
Comunicazione reddituale INPGI: 30 settembre 2026
I giornalisti liberi professionisti devono comunicare i redditi dell’anno precedente attraverso la procedura telematica INPGI. Per i redditi 2025 la scadenza è il 30 settembre 2026.
La pagina Comunicazione redditi 2025 chiarisce anche che il sistema calcola il saldo contributivo e che l’invio tardivo comporta sanzioni.
Saldo INPGI: 31 ottobre 2026
L’eventuale saldo derivante dalla dichiarazione reddituale deve essere versato entro il 31 ottobre 2026. È possibile optare per tre rate mensili al 31 ottobre, 30 novembre e 31 dicembre.
La guida sulle scadenze INPGI 2026 consente di tenere separato il calendario previdenziale da quello delle imposte.
Co.Co.Co. e Partita IVA: non sono lo stesso rapporto
Per i giornalisti che lavorano esclusivamente con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, gli adempimenti contributivi INPGI sono a carico del committente secondo le regole previste. L’INPGI precisa inoltre che chi nel 2025 ha lavorato esclusivamente con Co.Co.Co. non deve presentare la comunicazione reddituale dei liberi professionisti.
Quando invece lo stesso giornalista ha sia Co.Co.Co. sia fatture professionali, il commercialista deve separare i due flussi e dichiarare correttamente soltanto il reddito riferibile all’attività autonoma nelle procedure destinate ai liberi professionisti.
Regime forfettario giornalista: coefficiente 67%
Per l’attività di giornalista indipendente con ATECO 90.11.01 il coefficiente di redditività applicabile nel forfettario è del 67%. Il reddito fiscale lordo corrisponde quindi al 67% dei compensi rilevanti secondo il principio di cassa.
La quota di costi riconosciuta forfettariamente è del 33%. Trasferte, computer, software, telefono, abbonamenti, coworking e altre spese professionali non vengono dedotte analiticamente.
Esempio con 30.000 euro di compensi
Con 30.000 euro di compensi e coefficiente del 67%, il reddito forfettario lordo è pari a 20.100 euro. Se questo importo coincide con il reddito professionale netto rilevante per INPGI, il contributo soggettivo al 12% è nell’ordine di 2.412 euro.
Il contributo integrativo del 4% segue invece i corrispettivi lordi secondo le regole INPGI. Il calcolo effettivo deve considerare minimo, maternità, eventuali compensi oltre 24.000 euro di reddito netto, Co.Co.Co. e contributi già versati.
Fatture a editori e testate
La fattura deve descrivere in modo coerente la prestazione giornalistica resa: articoli, servizi, corrispondenze, reportage o altre prestazioni editoriali. Il contributo integrativo INPGI va gestito secondo le regole applicabili al rapporto.
Se il committente è una società editoriale con cui esistono anche Co.Co.Co. o altri rapporti, il commercialista deve verificare che non vengano confusi compensi professionali e collaborazioni parasubordinate.
Rimborsi spese e trasferte
Viaggi, hotel, pasti e trasferte possono incidere molto per inviati e collaboratori. Nel forfettario non ogni rimborso ricevuto dal committente è automaticamente escluso dai ricavi.
Il commercialista deve distinguere vere anticipazioni effettuate in nome e per conto del committente, adeguatamente documentate, dai normali costi sostenuti dal giornalista e poi riaddebitati. Contratto, nota spese e fattura devono essere coerenti.
Diritto d’autore e attività giornalistica
Per il giornalista il diritto d’autore richiede particolare cautela. L’INPGI chiarisce che alcuni compensi qualificati fiscalmente come cessione del diritto d’autore restano comunque soggetti alla contribuzione giornalistica.
Non è quindi corretto utilizzare il diritto d’autore come semplice alternativa alla fattura per articoli o prestazioni giornalistiche ricorrenti. Il commercialista deve leggere il contratto, verificare la natura dell’opera e coordinare trattamento fiscale e previdenziale.
Moderazione eventi, uffici stampa e altre attività
Un giornalista può affiancare moderazione di convegni, presentazioni, formazione, consulenza editoriale o attività di ufficio stampa. Non tutte queste prestazioni sono automaticamente comprese nel 90.11.01.
La guida su giornalista e moderatore di eventi mostra perché l’attività secondaria va verificata separatamente quando assume autonomia economica reale.
Clienti esteri e testate straniere
Quando il giornalista fattura a editori, agenzie o testate estere, vanno verificati territorialità IVA, natura del committente, eventuale VIES, valuta e dati fiscali del cliente.
La componente previdenziale INPGI non scompare perché il committente è estero. Il commercialista deve quindi gestire separatamente il trattamento IVA della fattura e la contribuzione italiana dovuta sull’attività giornalistica autonoma.
Costi professionali del giornalista
Computer, smartphone, registratori, videocamere, software, abbonamenti a banche dati, quotidiani, coworking, trasferte e assicurazioni sono costi tipici. Nel forfettario restano inclusi nella quota del 33% riconosciuta dal coefficiente.
Per chi viaggia molto o sostiene costi di produzione elevati è utile calcolare il margine reale e non limitarsi al reddito fiscale forfettario.
Quando il forfettario può essere poco conveniente
Il coefficiente del 67% riconosce costi forfettari del 33%. Per un giornalista con struttura leggera può essere coerente; per chi sostiene molte trasferte, produzione video, attrezzatura e collaboratori i costi reali possono essere superiori.
Il commercialista dovrebbe quindi confrontare periodicamente il forfettario con il regime ordinario, considerando anche IVA sugli acquisti, contributi INPGI e organizzazione dell’attività.
Documenti da consegnare al commercialista
- contratti con editori e testate;
- fatture e incassi;
- contratti Co.Co.Co.;
- comunicazioni e versamenti INPGI;
- rendiconti di compensi e collaborazioni;
- note spese e trasferte;
- accordi relativi a diritto d’autore;
- documentazione di clienti esteri;
- fatture di attrezzatura e software;
- riepilogo delle attività ulteriori rispetto al giornalismo.
Controlli periodici utili
Ogni trimestre è utile riconciliare fatture, Co.Co.Co., rimborsi e incassi e accantonare le somme necessarie per INPGI e imposte. Prima della comunicazione reddituale va verificata la coerenza tra dichiarazione fiscale e dati previdenziali.
Almeno una volta l’anno è opportuno verificare se il 90.11.01 descrive ancora l’attività prevalente oppure se moderazione, comunicazione, produzione video o altre attività sono diventate autonome.
Come scegliere un commercialista per giornalista
È utile un commercialista che conosca INPGI e sappia distinguere libera professione, Co.Co.Co., diritto d’autore e altre attività. Deve saper gestire contributo integrativo, minimo annuale, comunicazione reddituale, fatture estere e rimborsi.
Prima di affidare la contabilità conviene chiedere come verranno controllati INPGI, scadenze, rapporti con editori, attività miste e convenienza reale del regime fiscale.
Domande frequenti
ATECO 2025 utilizza il codice 90.11.01 per le attività dei giornalisti indipendenti i cui contenuti sono pubblicati da terzi.
Per ATECO 90.11.01 il coefficiente di redditività nel regime forfettario è del 67%.
Il contributo soggettivo è del 12% fino a 24.000 euro di reddito professionale netto e del 14% sulla quota eccedente; il contributo integrativo è del 4% dei corrispettivi lordi. Il minimo ordinario 2026 è 430,71 euro.
La comunicazione dei redditi 2025 per i liberi professionisti scade il 30 settembre 2026; l’eventuale saldo va versato entro il 31 ottobre 2026.
No. INPGI distingue i rapporti Co.Co.Co. dalla libera professione. Chi ha lavorato esclusivamente in Co.Co.Co. nel 2025 non deve presentare la comunicazione reddituale dei liberi professionisti; gli adempimenti contributivi sono a carico del committente.
No. Trasferte, attrezzatura, produzione video, abbonamenti e collaboratori possono superare la quota di costi del 33% riconosciuta dal coefficiente del 67%. In questi casi va valutato anche il regime ordinario.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
