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Regime Forfettario
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CONSULENZE FORFETTARIO

Giornalista e moderatore di eventi: quale codice ATECO usare

Un giornalista che svolge anche attività di moderazione di convegni, panel o presentazioni non deve usare automaticamente lo stesso codice ATECO per entrambe le attività. La prima domanda è capire che cosa viene realmente fatturato: attività giornalistica autonoma oppure una prestazione distinta di conduzione/moderazione.

Con ATECO 2025 il codice specifico per il giornalista indipendente è 90.11.01 – Attività di giornalisti indipendenti. Le note ISTAT lo riferiscono ai giornalisti i cui contenuti sono pubblicati da terzi. Il vecchio 90.03.01 usato nella precedente classificazione è quindi stato ricondotto al nuovo 90.11.01.

Questo però non significa che 90.11.01 copra per definizione qualsiasi incarico come moderatore di eventi. Se la moderazione è una prestazione autonoma diversa dal lavoro giornalistico, il codice va scelto in base alla natura concreta dell’incarico. È proprio questa distinzione che evita un inquadramento troppo generico.

Codice ATECO 90.11.01: quando è quello corretto

Il codice 90.11.01 identifica l’attività dei giornalisti indipendenti. È coerente quando la Partita IVA viene utilizzata per prestazioni giornalistiche autonome: realizzazione di articoli, servizi, contenuti editoriali e altre attività che mantengono natura giornalistica e vengono pubblicate da terzi.

Per l’apertura della Partita IVA, il rapporto con l’Ordine, il regime forfettario e la previdenza trovi la guida completa sulla Partita IVA del giornalista. Qui ci concentriamo invece sul caso particolare in cui alla professione giornalistica si aggiunga la moderazione di eventi.

Moderare un evento è sempre attività giornalistica?

No. Il fatto che a moderare un evento sia un giornalista non trasforma automaticamente la prestazione in attività giornalistica. Bisogna guardare al contenuto dell’incarico, al contratto e a ciò che il committente sta effettivamente acquistando.

  • Se il giornalista prepara e conduce un confronto nell’ambito di un incarico editoriale o giornalistico, la prestazione può avere una connessione sostanziale con l’attività giornalistica.
  • Se viene ingaggiato esclusivamente come presentatore, host o moderatore di un evento aziendale, commerciale o di intrattenimento, la prestazione può essere autonoma e distinta dal giornalismo.
  • Se organizza direttamente l’evento, non sta semplicemente moderando: l’attività organizzativa va classificata separatamente.

La classificazione ATECO 2025 non contiene una voce denominata in modo generale “moderatore di eventi”. Per questo è scorretto indicare un codice unico valido per ogni situazione senza esaminare il servizio svolto.

Quando può servire un secondo codice ATECO

Se la moderazione è svolta in modo abituale e costituisce una vera seconda attività professionale distinta dal giornalismo, può essere opportuno dichiarare un secondo codice ATECO. La scelta dipende dalla natura concreta della prestazione.

Ad esempio, ATECO 2025 colloca le attività di arti performative nella divisione 90 e prevede il codice 90.20.09 – Altre attività di arti performative e rappresentazioni artistiche. Può essere un riferimento da valutare quando la prestazione è effettivamente assimilabile a un’attività di presentazione/performance dal vivo. Non va però utilizzato automaticamente per qualsiasi moderazione di convegni tecnici, istituzionali o aziendali: in quei casi l’inquadramento deve essere verificato sulla prestazione reale.

La classificazione delle professioni ISTAT distingue inoltre i “presentatori di performance artistiche e ricreative”, confermando che la funzione di presentatore può essere professionalmente distinta dal giornalista. La classificazione professionale, tuttavia, non sostituisce il codice ATECO fiscale.

Giornalista dipendente: può avere anche la Partita IVA?

Il fatto di essere assunto da una testata non impedisce, da solo, di svolgere anche un’attività autonoma con Partita IVA. Bisogna però verificare il contratto di lavoro, eventuali clausole di esclusiva o incompatibilità e, se si vuole applicare il regime forfettario, tutte le relative cause di esclusione vigenti nel periodo interessato.

La presenza del lavoro dipendente non trasforma inoltre il reddito autonomo in reddito da lavoro subordinato: le due attività vanno tenute fiscalmente e previdenzialmente distinte.

INPGI: conta la natura giornalistica del reddito

Per il lavoro giornalistico autonomo il riferimento previdenziale è l’INPGI. L’Istituto chiarisce che l’attività giornalistica libero-professionale con Partita IVA rientra negli obblighi della propria gestione anche quando il giornalista svolge contemporaneamente altre forme di attività lavorativa.

Nel 2026 l’INPGI ha confermato il contributo minimo per i giornalisti che svolgono attività giornalistica autonoma e la comunicazione reddituale distingue espressamente i compensi derivanti da attività giornalistica libero-professionale da altri redditi. Questo punto è importante nel caso del moderatore: non tutti i compensi fatturati da un giornalista sono automaticamente redditi giornalistici ai fini previdenziali.

Se si svolgono sia giornalismo sia una seconda attività professionale, quindi, occorre verificare separatamente l’inquadramento previdenziale della seconda attività e non attribuirla all’INPGI soltanto perché il titolare della Partita IVA è iscritto all’Ordine.

Coefficiente di redditività del giornalista nel forfettario

Per il codice ATECO 90.11.01 il coefficiente di redditività associato al regime forfettario è 67%. Significa che, per determinare il reddito forfettario lordo, si considera il 67% dei compensi riferibili all’attività.

  • 10.000 € di compensi → reddito forfettario 6.700 €;
  • 30.000 € di compensi → reddito forfettario 20.100 €;
  • 50.000 € di compensi → reddito forfettario 33.500 €.

Da questo importo vanno poi considerate le deduzioni previdenziali ammesse e l’imposta sostitutiva applicabile. Se sono presenti più attività con coefficienti differenti, il calcolo va effettuato separando i ricavi o compensi riferibili a ciascuna attività.

Un solo codice o due? Esempi pratici

Caso 1 – Giornalista freelance che modera occasionalmente un panel editoriale. Se la moderazione è parte integrante dell’incarico giornalistico e non configura una seconda attività abituale autonoma, può non essere necessario costruire un diverso inquadramento solo per quella singola prestazione. Va comunque verificato il contratto concreto.

Caso 2 – Giornalista che ogni mese conduce eventi aziendali. Se la conduzione è un servizio professionale autonomo, continuativo e distinto dall’attività giornalistica, è opportuno verificare un secondo codice ATECO e il relativo trattamento previdenziale.

Caso 3 – Giornalista che organizza e modera eventi. Organizzazione e moderazione sono due funzioni diverse. Il codice del giornalista non copre automaticamente l’attività di organizzazione di convegni o manifestazioni.

Come descrivere correttamente le attività

  • elenca separatamente le prestazioni giornalistiche e quelle di moderazione;
  • verifica quali sono abituali e quali realmente occasionali;
  • controlla i contratti e la descrizione riportata nelle fatture;
  • scegli il codice principale in base all’attività prevalente secondo le regole applicabili;
  • aggiungi un’attività secondaria se viene esercitata stabilmente e richiede una classificazione diversa;
  • separa anche i compensi quando hanno coefficienti o previdenza differenti.

Errori da evitare

  • continuare a usare il vecchio 90.03.01 senza verificare il raccordo ATECO 2025;
  • considerare ogni moderazione svolta da un giornalista automaticamente “giornalismo”;
  • usare un codice per organizzazione eventi quando in realtà si svolge soltanto conduzione;
  • attribuire automaticamente all’INPGI compensi derivanti da una seconda attività non giornalistica;
  • ignorare eventuali vincoli del rapporto di lavoro dipendente;
  • applicare un unico coefficiente di redditività a ricavi di attività diverse senza verificarne la corretta classificazione.

Fonti ufficiali

Domande frequenti

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