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Regime Forfettario

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Commercialista per consulente finanziario: OCF, ATECO, INPS ed ENASARCO

Un commercialista per consulente finanziario deve prima capire quale figura OCF sta gestendo. Nel 2026 ATECO distingue il 66.19.21 per il consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede (CFAOS, ex promotore finanziario) e il 66.19.22 per le altre attività di consulenza finanziaria, compresa la consulenza finanziaria indipendente.

Il coefficiente di redditività nel regime forfettario è del 78% in entrambi i casi, ma cambiano rapporto con il cliente, OCF, previdenza e possibili obblighi ENASARCO. Per questo applicare lo stesso schema fiscale e contributivo a tutti i “consulenti finanziari” è uno degli errori più frequenti.

Cosa deve controllare il commercialista del consulente finanziario

  • se il professionista è CFAOS o consulente finanziario autonomo;
  • sezione OCF corretta e compatibilità dell’iscrizione;
  • ATECO 66.19.21 o 66.19.22;
  • coefficiente forfettario del 78%;
  • Gestione Commercianti o Gestione Separata INPS;
  • eventuale contratto di agenzia ed ENASARCO;
  • provvigioni, parcelle e altri flussi di compenso;
  • spese OCF, RC professionale, software e formazione;
  • rapporti con intermediari e clienti;
  • eventuali attività ulteriori di consulenza aziendale;
  • obblighi ACF per consulenti autonomi e società di consulenza;
  • convenienza reale tra forfettario e regime ordinario.

ATECO 66.19.21: consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede

ATECO 2025 utilizza il codice 66.19.21 – Attività di consulenza finanziaria fornite da consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede. È la figura che ha sostituito, nella terminologia normativa, il vecchio “promotore finanziario”.

Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 distinguono espressamente questa attività dalle altre forme di consulenza finanziaria. RF dispone anche della Card ATECO 66.19.21.

ATECO 66.19.22: consulenza finanziaria autonoma

Il codice 66.19.22 – Altre attività di consulenza finanziaria comprende, tra l’altro, le attività dei consulenti finanziari indipendenti, oltre ad altre consulenze finanziarie previste dalle note ATECO.

Per il consulente finanziario autonomo persona fisica è il codice da valutare, fermo restando che il codice ATECO non sostituisce l’iscrizione nella relativa sezione OCF. RF ha una Card dedicata al 66.19.22.

CFAOS e consulente autonomo: differenze operative

ElementoCFAOSConsulente autonomo
ATECO66.19.2166.19.22
ModelloOpera per un intermediarioConsulenza indipendente
OCFSezione offerta fuori sedeSezione autonomi
Previdenza ordinariaINPS CommerciantiGestione Separata
ENASARCOSe contratto di agenziaNon per il solo fatto di essere consulente autonomo

OCF: le sezioni non sono intercambiabili

La Consob distingue chiaramente consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, consulenti finanziari autonomi e società di consulenza finanziaria. Le iscrizioni appartengono a sezioni differenti dell’Albo unico tenuto dall’OCF.

La stessa Consob ricorda che l’iscrizione in una sezione è incompatibile con l’iscrizione nelle altre. Il commercialista deve quindi acquisire la posizione OCF prima di impostare ATECO e previdenza.

CFAOS: rapporto con un solo intermediario

Il consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede opera per conto di un intermediario abilitato e, secondo la disciplina richiamata dalla Consob, può svolgere l’attività nell’interesse di un solo intermediario.

Il commercialista deve quindi verificare contratto, provvigioni, eventuali premi, rimborsi e natura del rapporto senza confonderlo con la consulenza indipendente resa direttamente al cliente finale.

Consulente finanziario autonomo: indipendenza e limiti

Il consulente finanziario autonomo presta consulenza in materia di investimenti secondo la disciplina prevista dal TUF e dal Regolamento Intermediari. La Consob chiarisce che non può detenere somme di denaro o strumenti finanziari di pertinenza dei clienti.

Il modello economico e contrattuale deve essere coerente con i requisiti di indipendenza. Per il commercialista questo significa controllare con attenzione parcelle, eventuali flussi da terzi e contratti di consulenza.

Partita IVA consulente finanziario e pagina commercialista: intenti diversi

La guida RF sulla Partita IVA del consulente finanziario spiega apertura, OCF, ATECO e primo inquadramento. Questa pagina è dedicata alla gestione fiscale continuativa.

Il commercialista deve verificare durante l’anno compensi, gestione previdenziale, costi, rapporti contrattuali e permanenza nel forfettario, distinguendo sempre le due figure regolamentate.

Forfettario: coefficiente del 78% per 66.19.21 e 66.19.22

Per entrambi i codici il coefficiente di redditività è del 78%. Con 50.000 euro di ricavi o compensi fiscalmente rilevanti, il reddito forfettario lordo è quindi pari a 39.000 euro.

Il restante 22% rappresenta i costi riconosciuti forfettariamente. Quote OCF, RC professionale, formazione, software, ufficio, trasferte e marketing non vengono dedotti analiticamente.

INPS CFAOS 2026: Gestione Commercianti al 24,48%

Per il CFAOS che opera come agente o mandatario, la gestione previdenziale ordinaria è la Gestione Commercianti INPS. Nel 2026 l’aliquota complessiva è del 24,48%: 24% pensionistico più 0,48% per l’indennizzo cessazione attività commerciale.

L’INPS conferma anche il sistema del minimale contributivo. RF approfondisce valori e scadenze nella guida INPS Artigiani e Commercianti 2026.

Contributo minimo INPS del CFAOS

Nel 2026 il reddito minimale per Artigiani e Commercianti è pari a 18.808 euro. Per il commerciante l’aliquota del 24,48%, insieme alla quota maternità, determina un contributo minimo annuo di circa 4.611,64 euro.

Questo costo esiste anche quando il reddito è inferiore al minimale, salvo agevolazioni o situazioni specifiche. Va quindi inserito nel budget del CFAOS fin dall’inizio dell’anno.

Riduzione INPS del 35% nel forfettario

Il soggetto iscritto alla Gestione Commercianti e in regime forfettario può chiedere, se ne ricorrono i requisiti, il regime contributivo agevolato con riduzione del 35%.

L’agevolazione è facoltativa e non va confusa con l’aliquota fiscale del 5%. Il commercialista dovrebbe valutarne anche l’effetto sulla contribuzione utile ai fini pensionistici.

ENASARCO: solo se il CFAOS ha un contratto di agenzia

La Fondazione ENASARCO chiarisce che il consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede rientra nella previdenza ENASARCO quando svolge l’attività sulla base di un contratto di agenzia.

La sola qualifica OCF non basta quindi per concludere che ENASARCO sia sempre dovuto: il rapporto può essere anche subordinato o basato su altre forme previste dalla disciplina. Il commercialista deve leggere il contratto con l’intermediario.

ENASARCO 2026: minimali e massimali se c’è agenzia

Per i rapporti di agenzia, nel 2026 ENASARCO ha fissato il massimale provvigionale a 45.717 euro per il monomandatario e 30.478 euro per ciascun rapporto plurimandatario; i minimali sono rispettivamente 1.026 euro e 515 euro.

Poiché il CFAOS opera per un solo intermediario, il commercialista deve coordinare questa regola di settore con la qualificazione concreta del contratto di agenzia e con la contribuzione dovuta.

Consulente autonomo: Gestione Separata INPS al 26,07%

Il consulente finanziario autonomo persona fisica, quando esercita attività professionale senza altra gestione previdenziale obbligatoria, rientra normalmente nella Gestione Separata INPS.

Nel 2026 l’aliquota complessiva è del 26,07%. L’INPS indica invece il 24% per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma pensionistica obbligatoria nei casi previsti.

Gestione Separata: niente minimale fisso trimestrale

La Gestione Separata non funziona come la Gestione Commercianti. Il consulente autonomo non ha il tipico contributo minimo fisso trimestrale: versa in percentuale sul reddito professionale.

Il minimale reddituale 2026 di 18.808 euro serve per l’accredito contributivo dell’intero anno. Con aliquota 26,07%, l’accredito pieno richiede contribuzione per circa 4.903,25 euro.

ACF: obbligo da considerare per il consulente autonomo

L’Arbitro per le Controversie Finanziarie prevede l’adesione degli intermediari interessati e rende disponibile una specifica procedura per consulenti finanziari autonomi e società di consulenza finanziaria.

Il commercialista non gestisce la compliance finanziaria in sostituzione del professionista, ma deve conoscere questo costo e verificare che le spese regolamentari ricorrenti siano considerate nel budget.

Provvigioni, fee e riconciliazione degli incassi

Il CFAOS può ricevere compensi collegati al rapporto con l’intermediario; il consulente autonomo fattura invece la consulenza secondo il proprio modello professionale. I flussi non vanno mescolati.

Il commercialista dovrebbe riconciliare almeno mensilmente fatture, provvigioni maturate, incassi, eventuali storni e contributi trattenuti, soprattutto quando i compensi variano molto nel corso dell’anno.

Consulenza finanziaria e consulenza aziendale non sono la stessa attività

Budgeting, business plan, controllo di gestione e supporto finanziario all’impresa non coincidono automaticamente con la consulenza in materia di investimenti riservata e regolamentata.

RF tratta separatamente il codice ATECO della consulenza amministrativa o finanziaria generica. Il commercialista deve evitare di utilizzare 66.19.21 o 66.19.22 per attività che in realtà sono consulenza gestionale.

OCF e OAM: attenzione a mutui e credito

Le note ATECO 66.19.22 includono anche alcune attività di consulenza e intermediazione finanziaria, ma il codice fiscale non sostituisce le autorizzazioni previste dalla normativa di settore.

Attività di mediazione creditizia o agenzia in attività finanziaria seguono la disciplina OAM. RF mantiene una guida distinta sulla Partita IVA del mediatore creditizio.

Costi reali: quando il 22% implicito non basta

OCF, RC professionale, formazione continua, software di analisi, CRM, ufficio, trasferte, marketing e assistenza legale/compliance possono superare il 22% di costi impliciti riconosciuti dal coefficiente del 78%.

Il commercialista dovrebbe quindi confrontare il forfettario con il regime ordinario usando i costi reali, soprattutto quando l’attività cresce o richiede una struttura più organizzata.

Esempio: 50.000 euro di ricavi, due previdenze diverse

Con 50.000 euro di ricavi e coefficiente 78%, il reddito forfettario lordo è 39.000 euro sia per il CFAOS sia per il consulente autonomo.

Da qui i calcoli divergono: il CFAOS può avere Gestione Commercianti e, se agente, ENASARCO; il consulente autonomo può avere Gestione Separata. Per questo una simulazione che considera solo l’imposta sostitutiva produce un confronto incompleto.

Documenti da consegnare al commercialista

  • sezione e posizione OCF;
  • Partita IVA e codice ATECO;
  • contratto con intermediario o contratto di consulenza con il cliente;
  • eventuale contratto di agenzia;
  • rendiconti provvigionali o parcelle;
  • posizione INPS;
  • posizione ENASARCO quando applicabile;
  • quote OCF e altri oneri regolamentari;
  • polizza RC professionale;
  • software, CRM e banche dati;
  • eventuali attività ulteriori di consulenza;
  • ultima dichiarazione dei redditi.

Controlli trimestrali utili

  • ricavi e provvigioni incassate;
  • reddito forfettario stimato;
  • INPS Commercianti o Gestione Separata;
  • ENASARCO quando dovuto;
  • storni e rettifiche delle provvigioni;
  • quote OCF, RC e costi compliance;
  • attività ulteriori e codici secondari;
  • soglie del regime forfettario;
  • fondo tasse e contributi;
  • convenienza aggiornata tra forfettario e ordinario.

Come scegliere un commercialista per consulente finanziario

È utile scegliere un professionista che sappia distinguere CFAOS, consulente autonomo, mediatore creditizio e consulente aziendale. Nel settore finanziario una classificazione superficiale può portare a errori contemporaneamente su ATECO, INPS ed ENASARCO.

Prima di affidare l’incarico conviene chiedere come vengono riconciliati compensi e previdenza, come viene gestito l’eventuale rapporto di agenzia e con quale frequenza viene verificata la convenienza del forfettario.

Domande frequenti

Qual è il codice ATECO del consulente finanziario?

Dipende dalla figura: 66.19.21 per il consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede e 66.19.22 per le altre attività di consulenza finanziaria, compresa la consulenza indipendente.

Qual è il coefficiente forfettario del consulente finanziario?

Per 66.19.21 e 66.19.22 il coefficiente di redditività è del 78%.

Quale INPS paga il consulente finanziario fuori sede?

Il CFAOS che opera come agente o mandatario rientra ordinariamente nella Gestione Commercianti, con aliquota 2026 del 24,48%.

Il consulente finanziario fuori sede paga sempre ENASARCO?

No. ENASARCO si applica quando l’attività è svolta sulla base di un contratto di agenzia. La sola qualifica OCF non rende ENASARCO automaticamente dovuto.

Quale INPS paga il consulente finanziario autonomo?

Il consulente finanziario autonomo persona fisica senza altra gestione obbligatoria rientra normalmente nella Gestione Separata, con aliquota 2026 del 26,07%.

CFAOS e consulente finanziario autonomo possono essere iscritti contemporaneamente?

No. Le sezioni dell’Albo OCF sono distinte e l’iscrizione in una sezione è incompatibile con l’iscrizione nelle altre.

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