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Regime Forfettario
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CONSULENZE FORFETTARIO

Spese per conto del cliente: come fatturarle senza errori

Le spese pagate per conto del cliente non sono tutte uguali. Nel 2026 bisogna distinguere tra vere anticipazioni effettuate in nome e per conto del cliente, rimborsi analitici di costi sostenuti dal professionista per eseguire l’incarico e semplici rimborsi forfettari. La distinzione determina come indicare la somma in fattura e se può restare fuori dal compenso.

Spese per conto del cliente: risposta rapida

  • Anticipazione ex art. 15: deve essere sostenuta in nome e per conto del cliente e regolarmente documentata; in fattura elettronica si indica normalmente con Natura N1.
  • Spesa sostenuta a tuo nome e riaddebitata analiticamente: non è automaticamente un’anticipazione ex art. 15. Dal 2025 il nuovo art. 54 TUIR ha introdotto una disciplina specifica per i rimborsi analitici dei professionisti.
  • Rimborso forfettario o diaria: normalmente resta parte del compenso.
  • Forfettario: non basta scrivere “rimborso spese” per escludere una somma dal reddito o dalla soglia del regime.

Quando una spesa è davvero un’anticipazione ex articolo 15

L’articolo 15 del DPR 633/1972 esclude dalla base imponibile IVA le somme dovute a titolo di rimborso delle anticipazioni fatte in nome e per conto della controparte, purché siano regolarmente documentate.

Il punto decisivo è quindi la titolarità della spesa. Se paghi un diritto, un tributo o un costo che giuridicamente fa capo al cliente e il documento dimostra che l’onere è suo, puoi trovarti davanti a una vera anticipazione. Se invece il biglietto del treno, l’hotel, il carburante o il noleggio sono acquistati a tuo nome per permetterti di svolgere il lavoro, non diventano anticipazioni ex art. 15 solo perché il cliente te li rimborsa.

Come documentare correttamente l’anticipazione

Per sostenere correttamente il trattamento ex art. 15 conviene poter ricostruire l’intera operazione. In pratica servono un incarico o comunque un rapporto da cui risulti che la spesa è sostenuta per il cliente, il documento giustificativo riferibile al cliente e la prova dell’importo effettivamente anticipato.

  • conserva fattura, ricevuta o quietanza collegata alla spesa;
  • verifica che il documento individui il cliente quando la natura dell’operazione lo richiede;
  • riaddebita lo stesso importo, senza trasformare l’anticipazione in un corrispettivo aggiuntivo;
  • mantieni separata in fattura la voce dal compenso professionale;
  • conserva anche la prova del pagamento effettuato.

Come inserire la spesa anticipata nella fattura elettronica

Nella fattura elettronica una vera anticipazione ex art. 15 può essere riportata come riga distinta, con descrizione chiara e Natura N1 – escluse ex art. 15. La guida dell’Agenzia delle Entrate sulla fatturazione elettronica ricorda che, per le operazioni senza applicazione dell’IVA, va indicato l’apposito codice Natura.

È utile una descrizione del tipo “Anticipazione effettuata in nome e per conto del cliente ex art. 15 DPR 633/72”, eventualmente richiamando il documento collegato. Evita invece formule generiche come “spese varie” quando vuoi sostenere che la somma è una vera anticipazione: la descrizione deve essere coerente con la documentazione conservata.

Viaggio, hotel e carburante: non sono automaticamente art. 15

Il caso più frequente riguarda trasferte, treni, taxi, hotel, carburante o noleggi. Se questi costi sono sostenuti dal professionista a proprio nome per eseguire l’incarico, non diventano automaticamente anticipazioni in nome e per conto del cliente. Per il trattamento delle trasferte puoi consultare la guida specifica sulle spese di trasferta in fattura nel forfettario.

Questo è importante perché la vecchia regola “se il documento non è intestato al cliente allora è sempre compenso” oggi va letta insieme alla riforma del reddito di lavoro autonomo: dal 2025 esiste infatti una disciplina separata per i rimborsi analitici.

Rimborsi analitici: cosa è cambiato dal 2025

Il nuovo articolo 54 del TUIR prevede, per i professionisti, che le somme percepite a titolo di rimborso delle spese sostenute per l’esecuzione dell’incarico e addebitate analiticamente al committente non concorrano in via generale alla formazione del reddito di lavoro autonomo.

Per alcune spese sostenute in Italia — vitto, alloggio, viaggio e trasporto mediante taxi o NCC — la normativa successiva ha collegato la neutralità alla tracciabilità del pagamento. FiscoOggi ha riepilogato la modifica nel dossier sul decreto fiscale 2025.

E per chi è in regime forfettario?

Qui occorre distinguere il dato normativo dall’interpretazione applicativa. La guida generale sui rimborsi spese nel forfettario ricostruisce il quadro completo: per le anticipazioni ex art. 15 l’esclusione è consolidata; per i rimborsi analitici esiste dal 2025 una lettura favorevole all’esclusione anche per i forfettari, ma al momento è prudente conservare documentazione particolarmente rigorosa, soprattutto se le somme incidono sulle soglie del regime.

Rimborso forfettario: perché è diverso

Se il cliente ti riconosce 100, 200 o 500 euro genericamente come “rimborso spese”, senza collegamento puntuale a costi documentati, non stai gestendo una vera anticipazione ex art. 15 e neppure un rimborso analitico. La somma assume normalmente natura di corrispettivo collegato alla prestazione.

Per questo è sbagliato creare una riga “rimborso spese” e considerarla automaticamente fuori dal reddito. Se vuoi evitare contestazioni devi prima qualificare correttamente la spesa e solo dopo scegliere come riportarla in fattura.

Esempio pratico

Un consulente fattura 1.000 euro per una prestazione. Durante l’incarico paga 60 euro di diritti amministrativi intestati al cliente e 180 euro di treno acquistato a proprio nome.

  • i 60 euro, se ricorrono tutti i requisiti, possono essere indicati come anticipazione ex art. 15, separata dal compenso;
  • i 180 euro di treno non sono automaticamente art. 15: se vengono riaddebitati analiticamente, vanno valutati secondo la disciplina dei rimborsi analitici e le regole di tracciabilità;
  • se il professionista chiede invece 250 euro fissi “per spese”, senza collegamento ai costi effettivi, quella somma è normalmente un rimborso forfettario e va trattata come compenso.

Checklist prima di emettere la fattura

  • Chiediti chi è il vero soggetto obbligato a sostenere la spesa.
  • Controlla a chi è intestato il documento.
  • Verifica se stai riaddebitando l’importo esatto oppure una cifra forfettaria.
  • Per art. 15, separa la voce dal compenso e usa la Natura corretta.
  • Per i rimborsi analitici conserva documento e prova del pagamento tracciabile quando richiesta.
  • Non usare l’etichetta “rimborso” come scorciatoia fiscale.
  • Se sei vicino alle soglie del forfettario, verifica il trattamento prima dell’incasso.

Domande frequenti

Quando una spesa può essere esclusa ex art. 15?

Quando è un’anticipazione effettuata in nome e per conto del cliente ed è regolarmente documentata. Non basta che la spesa sia collegata all’incarico.

Quale codice Natura si usa per una vera anticipazione art. 15?

Nella fattura elettronica si utilizza normalmente il codice Natura N1, relativo alle operazioni escluse ex articolo 15 del DPR 633/1972.

Hotel e treno intestati al professionista sono spese anticipate art. 15?

No, non automaticamente. Se sono sostenuti a nome del professionista per eseguire l’incarico possono rientrare, se ne ricorrono i requisiti, nella disciplina dei rimborsi analitici, che è diversa dall’articolo 15.

Un rimborso forfettario resta fuori dal compenso?

Normalmente no. Una somma fissa o indistinta per spese, non collegata analiticamente a documenti specifici, è normalmente parte del corrispettivo della prestazione.

Dal 2025 i rimborsi analitici hanno regole diverse?

Sì. Il nuovo articolo 54 TUIR esclude in via generale dal reddito professionale i rimborsi di spese sostenute per l’incarico e addebitate analiticamente al committente, con specifiche condizioni di tracciabilità per alcune spese sostenute in Italia.

Devo conservare i documenti delle spese rimborsate?

Sì. Documentazione della spesa, collegamento con l’incarico, prova del pagamento e corretta esposizione in fattura sono essenziali per sostenere il trattamento fiscale applicato.

Fonti ufficiali

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